
Nel segmento dei SUV e crossover compatti-medi a prezzi accessibili, la Dacia Bigster e la EMC Sette rappresentano due proposte interessanti ma profondamente diverse. La prima è la “sorella maggiore” della Duster, un modello europeo pensato per chi cerca spazio e praticità con motorizzazioni ibride; la seconda è una crossover di origine cinese (Livan X6 Pro) rimarchiata per l’Italia, che punta su un prezzo contenuto e una dotazione di base generosa. Entrambe partono da 24.800 euro, ma si rivolgono a clientele con priorità non del tutto sovrapponibili.


La Dacia Bigster misura 457 cm di lunghezza e 171 cm di altezza, con un passo maggiorato di 4 cm rispetto alla Duster. Questo si traduce in un abitacolo più generoso, soprattutto per i passeggeri posteriori, e in un bagagliaio davvero da primato: da 612 a 2002 litri con i sedili abbattuti. Lo stile riprende le linee muscolose e le protezioni in plastica della sorella minore, con un’altezza da terra di 22 cm che le conferisce un’aria da leggero fuoristrada. Il frontale e il posteriore sono quasi identici alla Duster, con le caratteristiche luci a “Y sdraiata”.
La EMC Sette è di poco più corta (454 cm) e un filo più alta (173 cm). Le linee sono tradizionali, con una grande mascherina e una fiancata alta che appesantisce un po’ la vista laterale, facendo sembrare piccoli i cerchi da 18”. L’abitacolo è spazioso per la categoria, ma il bagagliaio resta nettamente inferiore: da 359 a 1200 litri. Gli interni della Sette puntano su plastiche morbide nella parte alta della plancia e inserti in ecopelle, con un design spigoloso e tre schermi che danno un tocco più moderno. La Bigster, invece, mantiene plastiche rigide ma ben assemblate, arricchite da inserti colorati che evitano un’impressione di povertà, nonostante il budget contenuto.
In sintesi, chi ha bisogno di trasportare famiglie numerose o attrezzature sportive troverà nella Bigster uno spazio decisamente superiore; la Sette resta comunque comoda per l’uso quotidiano, ma con limiti evidenti nel vano di carico.
Sul fronte dei motori le differenze sono marcate. La Dacia Bigster offre solo versioni ibride: il 1.2 turbo a tre cilindri mild hybrid bifuel a GPL (140 CV circa) con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore, e il full hybrid 1.8 da 155 CV abbinato a un cambio robotizzato multimodale. Entrambe le unità sono elogiabili per brio e consumi contenuti; l’impianto a gas da 49 litri rende la versione GPL particolarmente conveniente nell’uso quotidiano. L’autonomia non è dichiarata in modo ufficiale, ma l’efficienza ibrida e la possibilità del gas rappresentano un vantaggio concreto.
La EMC Sette monta un unico propulsore: un 1.5 turbo benzina da 174 CV (disponibile anche a GPL) accoppiato a un cambio robotizzato a doppia frizione a 7 marce. La potenza superiore si fa sentire in accelerazione, ma l’assenza di versioni ibride e di un’offerta più ampia limita le scelte. I consumi, a parità di percorso, risultano mediamente più alti rispetto alle Bigster ibride, soprattutto in città.
Chi percorre molti chilometri e vuole contenere i costi del carburante troverà nella Bigster GPL o full hybrid la soluzione più razionale; chi cerca semplicemente più cavalli e una guida più reattiva potrà orientarsi sulla Sette, accettando però una gestione meno virtuosa.


La Bigster migliora sensibilmente la dotazione rispetto alla Duster. Il sistema multimediale con display da 10,1” orientato verso il guidatore è pratico, affiancato da un cruscotto digitale da 7” o 10”. Molti comandi restano fisici, facilitando l’uso quotidiano. A richiesta o di serie (a seconda dell’allestimento) si trovano sedile guida elettrico, climatizzatore bizona con bocchette posteriori, tetto apribile, portellone motorizzato, vetri antirumore e chiave elettronica. Peccato solo per l’assenza delle maniglie di appiglio sul soffitto e per una visibilità posteriore piuttosto limitata. Il comfort di marcia è buono, anche se la forma squadrata genera un certo rumore aerodinamico alle alte velocità.
La EMC Sette punta tutto su tre schermi (due da 12,3” più uno più piccolo) e su una plancia curata. Di serie offre fari full LED, retrocamera, cruise control, cerchi in lega e tetto panoramico apribile. Tuttavia mancano completamente i più moderni sistemi di assistenza alla guida (frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, ecc.), un limite non trascurabile nel 2025. La garanzia di 5 anni o 100.000 km è invece un punto a favore.
In termini di praticità d’uso quotidiana la Bigster risulta più completa e pensata per la famiglia; la Sette conquista con gli schermi generosi ma pecca in sicurezza attiva.

Entrambe partono da 24.800 euro. La Bigster sale fino a 31.900 euro nelle versioni più ricche, mentre la Sette si ferma a 27.100 euro, con la vernice metallizzata come unico optional rilevante. A parità di prezzo d’ingresso la Dacia offre già una dotazione interessante e, soprattutto, motorizzazioni che fanno risparmiare nel tempo (GPL e ibrido). La EMC compensa con la lunga garanzia e un listino più “chiuso”, che evita sorprese al momento dell’acquisto.
I costi di gestione premiano chiaramente la Bigster, grazie ai consumi contenuti e alla possibilità di viaggiare a gas. La Sette, pur conveniente all’acquisto, rischia di pesare di più alla pompa. Il rapporto qualità-prezzo complessivo vede la Dacia in vantaggio per chi tiene al lungo periodo; la EMC resta appetibile per chi vuole spendere il meno possibile subito e tenere l’auto per pochi anni.


La Dacia Bigster è la scelta più consigliata per famiglie e per chi percorre molti chilometri: spazio record, motorizzazioni efficienti (soprattutto la 1.2 GPL), dotazione completa e costi d’esercizio contenuti la rendono la proposta più razionale e versatile. Ideale per chi cerca un’auto “da lavoro e da vacanza” senza rinunciare al comfort.
La EMC Sette si rivolge a un pubblico diverso: single o coppie che vogliono un SUV dall’aspetto moderno, con una buona potenza e una garanzia lunga, spendendo il meno possibile all’acquisto. Va bene come seconda auto o per un uso prevalentemente cittadino e extraurbano leggero, a patto di accettare l’assenza di ADAS moderni e lo spazio bagagli più limitato.
In conclusione, se lo spazio, l’efficienza e il valore nel tempo sono prioritari, la Bigster è imbattibile in questa fascia di prezzo. Se invece si cerca semplicemente un crossover “pieno di schermi” a listino aggressivo e con garanzia estesa, la Sette può essere un’alternativa da valutare con attenzione, magari dopo un accurato test drive per verificarne l’effettiva qualità costruttiva e il comportamento su strada.











