
Nel segmento dei SUV medi accessibili, Dacia Bigster e DR 6.0 si propongono come alternative concrete per chi cerca spazio, praticità e costi contenuti. La prima è la “sorella maggiore” della Duster, costruita sulla stessa base ma allungata per offrire più abitabilità; la seconda è una suv di origine cinese (Chery Tiggo 7 Pro) rivista nello stabilimento molisano di DR, con un’impronta più equipaggiata di serie. Entrambe puntano su motorizzazioni a basso costo di esercizio, Gpl in primis, e su un posizionamento di prezzo aggressivo.


La Dacia Bigster misura 457 cm di lunghezza e 171 cm di altezza, con un passo maggiorato di 4 cm rispetto alla Duster. Il design riprende le linee muscolose e le protezioni in plastica della sorella minore, con un’altezza da terra di 22 cm che le conferisce un’aria da leggero fuoristrada. Il bagagliaio è il vero punto di forza: da 612 a 2002 litri a divano abbattuto, uno dei migliori della categoria. L’abitacolo è moderno ma spigoloso, con plastiche rigide e inserti colorati; lo spazio per cinque passeggeri è generoso, soprattutto dietro.
La DR 6.0 è leggermente più corta (450 cm) e più alta (174 cm). Lo stile è più contemporaneo: grande mascherina esagonale, fari sottili, fiancata mossa e fascia luminosa posteriore. L’abitacolo appare elegante e curato, con un’impressione di maggiore raffinatezza rispetto alla Dacia. Il bagagliaio, da 680 a 1500 litri, è discreto ma penalizzato dalla bombola Gpl di grandi dimensioni. In cinque si viaggia comodi, con un’abitabilità complessiva molto buona.
In sintesi, la Bigster vince per volume di carico e praticità “da trasloco”, mentre la DR 6.0 offre un look più attuale e un ambiente interno percepito come più premium.
La gamma Dacia Bigster è esclusivamente ibrida. Si parte dal 1.2 turbo a tre cilindri mild hybrid bifuel Gpl (140 CV circa) con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore, affiancato da un sistema a 48 V. Il serbatoio gas da 49 litri garantisce costi di esercizio molto bassi. Al top c’è il full hybrid 1.8 da 155 CV, abbinato a due motori elettrici e a un cambio robotizzato a 4 rapporti (+2 elettrici). Entrambi i propulsori sono giudicati validi per brio e consumi; l’assetto rialzato aiuta sui fondi irregolari, anche se non c’è una versione 4x4.
La DR 6.0 monta un unico 1.5 turbo benzina da 154 CV (fino a 185 CV in alcune configurazioni) con 210 Nm, abbinato a un CVT che simula 9 rapporti per contenere l’effetto scooter. Disponibile anche in versione bifuel Gpl con impianto BRC e serbatoio effettivo da 61 litri: i consumi non sono particolarmente contenuti, ma il risparmio sul gas resta elevato. Sospensioni MacPherson davanti e multilink dietro, trazione anteriore. Manca qualsiasi variante a quattro ruote motrici e non esistono ibride.
Chi cerca efficienza e versatilità di alimentazione trova nella Bigster (soprattutto Gpl mild hybrid) la soluzione più convincente; la DR offre più cavalli dichiarati ma una logica di guida meno moderna e consumi peggiori a benzina.


A bordo della Bigster si trovano display da 10,1” per l’infotainment e cruscotto digitale da 7 o 10”. I comandi fisici restano numerosi, facilitando l’uso quotidiano. La dotazione può includere sedile guida elettrico, clima bizona con bocchette posteriori, tetto apribile, portellone motorizzato, vetri antirumore e regolazione lombare. Peccato per l’assenza delle maniglie di appiglio e per una visibilità posteriore limitata; i fruscii aerodinamici della carrozzeria squadrata si fanno sentire a velocità autostradali. I materiali sono rigidi ma assemblati in modo decente rispetto al prezzo.
La DR 6.0 punta tutto sulla dotazione di serie: tetto in vetro, clima bizona touch, ricarica wireless, accesso keyless con avviamento da telecomando, portellone hands-free, sedili elettrici, telecamera a 360° e cerchi da 19”. Lo schermo centrale da 12,5” supporta Apple CarPlay e Android Auto (via cavo), ma le scritte restano in inglese. Il comfort è buono e l’abitacolo risulta silenzioso e accogliente. Il limite principale riguarda la sicurezza: solo sei airbag e nessun ADAS moderno (niente frenata automatica d’emergenza); presente però il controllo di velocità in discesa.
La DR convince per la ricchezza dell’equipaggiamento di serie e per la sensazione di modernità; la Bigster è più essenziale ma più razionale nell’ergonomia e offre un pacchetto ibrido più allineato alle tendenze attuali.


La Dacia Bigster parte da 24.800 € e arriva a 31.900 €. La versione 1.2 Gpl mild hybrid è la più conveniente sia all’acquisto sia nell’uso, grazie ai bassi costi del gas e a una dotazione di base già accettabile (per clima bizona, fendinebbia e navigatore si sale all’allestimento Journey). Il rapporto qualità-prezzo è eccellente, specialmente considerando spazio e motorizzazioni ibride.
La DR 6.0 si colloca tra 25.900 € e 33.900 €. L’impianto Gpl non costa eccessivo e permette un buon risparmio, ma i consumi più elevati e l’assenza di ibrido riducono il vantaggio nel lungo periodo. Di serie offre molto di più della Dacia, giustificando in parte il leggero sovrapprezzo. La manutenzione e la rete di assistenza restano punti da valutare con attenzione, data la natura del marchio.
Entrambe sono economiche da gestire se si sceglie il Gpl; la Bigster ha un listino d’ingresso più basso e una prospettiva di costi futuri migliore grazie all’ibridazione.


La Dacia Bigster è la scelta più razionale per famiglie che cercano massimo spazio, costi di gestione ridotti e una meccanica collaudata. Ideale per chi percorre tanti chilometri, ha bisogno di un baule “da trasloco” e preferisce la semplicità di un’auto pensata per durare senza fronzoli. La versione 1.2 Gpl mild hybrid rappresenta il miglior compromesso tra prezzo, consumi e praticità.
La DR 6.0 si rivolge a chi desidera un SUV dall’aspetto più moderno e riccamente accessoriato già dalla base, senza spendere cifre da generaliste premium. È adatta a un utilizzo prevalentemente stradale, a chi valorizza comfort e gadget e accetta di rinunciare agli ADAS più evoluti e a una rete di assistenza capillare come quella Dacia-Renault.
In conclusione: se priorità sono spazio, efficienza e convenienza complessiva, la Bigster è la vincitrice. Se contano di più design, dotazione di serie e un abitacolo più “ricco” alla guida, la DR 6.0 merita di entrare nella shortlist. Entrambe, a questi prezzi, restano proposte interessanti in un mercato sempre più caro.











