Pubblicato il 14 marzo 2012
Qualità prezzo
4
Dotazione
4
Posizione di guida
3
Cruscotto
5
Visibilità
2
Confort
3
Motore
4
Ripresa
4
Cambio
4
Frenata
5
Sterzo
4
Tenuta strada
5
Media:
3.9166666666667
Perché l'ho comprata o provata
Come si suol dire “il cuore ha sempre ragione..”. Frase ad effetto a parte, perché, ovviamente, in quanto ad estetica mi è piaciuta fin dal momento in cui mi è stata “svelata”, nonostante alcuni rendering non mi avevano soddisfatto del tutto, infatti, a mio modo di vedere è decisamente più bella dal vivo che in foto. Ed il giorno stesso ho messo la mia firma sul contratto d’acquisto. In molti penseranno che il mio sia stato un vero e proprio azzardo, visto che non c’era ancora la possibilità di provarla su strada, ma avendo precedentemente guidato svariate volte la Punto Abarth di un mio amico ed essendone rimasto soddisfatto ho deciso di firmare subito per la mia 1.4 T-Jet da 155cv. La mia è Nero Etna (cioè con un effetto tendente al rosso se colpito dalla luce. Un colore che io trovo splendido, ma, in quanto nero, molto delicato, poi con le attuali vernici a soluzione acquosa è un attimo rovinarla), in allestimento Distinctive (oltre la base chiamata Progression offre di serie di “chrome line”, terminale di scarico cromato, volante pomello cambio ed impugnatura freno di stazionamento in pelle) con Pack Sport (Cerchi in lega da 17 con disegno “8C style”, fendinebbia, spoiler posteriore, paraurti posteriore con estrattore, quadro strumenti con illuminazione bianca e sedili in tessuto sport nero-rosso con plancia “competizione” nera) e Pack Premium (clima automatico bi-zona, sensori di parcheggio posteriori, comandi radio al volante, bracciolo anteriore, cruise control), in più sono stati aggiunti i seguenti optional: cristalli posteriori oscurati, specchietti retrovisori esterni elettrici riscaldati e richiudibili elettricamente, antifurto volumetrico con antisollevamento, lavafari con proiettori bi-xenon, pinze freno (Brembo) verniciate rosse con scritta “Alfa Romeo” sulle anteriori, sistema hi-fi Bose con radio cd mp3 otto altoparlanti più subwoofer ed amplificatore ausiliare e doppia antenna, calotte retrovisori lucidi (come le cornici dei fari). Le sue linee semplici ed equilibrate, ma non per questo banali a parer mio sono un giusto mix tra sportività ed eleganza (ovviamente, nei limiti del possibile per una vettura lunga poco più di quattro metri) e con piccoli dettagli che richiamano alla mente “la storia” come, ad esempio, le portiere con i cristalli “a giorno” o il classico “trilobo” di casa Alfa.
Gli interni
Come detto in precedenza, la mia mito, è dotata di entrambi i pacchetti, quindi il rivestimento di plancia e portiere è fatto con un materiale che imita la fibra di carbonio, di bell’aspetto senza dubbio, ma in seguito ad un’analisi più approfondita si capisce subito che non è certo dei più resistenti (soprattutto sulle portiere, visto e considerato che ci si potrebbe urtare con una certa facilità e frequenza),ma, ad oggi, devo dire che non ho riscontrato nulla di tutto ciò. Belli i sedili, non eccessivamente “costrittivi”, magari una seduta un po’ più “contenitiva” avrebbe accentuato ancor di più l’immagine di “piccola sportiva”, però, nel complesso, risultano essere comodi e dotati di svariate possibilità di regolazione (da fare, possibilmente, a portiera aperta) idem per il volante (comodo, di bell’aspetto, ma, io personalmente, l’avrei preferito di dimensioni un po’ più contenute e, magari, con la parte bassa della corona leggermente tagliata). Splendido il quadro strumenti con illuminazione bianca e con i quattro elementi circolari (contagiri e contachilometri di dimensioni generosi e ben leggibili, più piccoli, posizionati tra i due più grandi, quelli del livello di carburante e della temperatura dell’acqua, ma sempre di facile consultazione), con le “lancette” che a riposo puntano verso il basso (quasi a voler rimandare la memoria alle vetture del Biscione entrate nella storia, stesso discorso per le bocchette del clima, anch’esse circolari). Degno di elogio il computer di bordo: semplice, ben leggibile, ben fatto e, soprattutto, veramente completo (tra le molteplici informazioni viene anche riportata la “mappatura” impostata mediante il “D.N.A.”, addirittura in “Dynamic”, che è la mappatura più “sportiva” e che, secondo me, quella che più le si addice, compare persino una “scala” che indica la pressione del turbo). Di contro, invece, la disposizione ed il collocamento di alcuni comandi, soprattutto quelli del clima (con annesso display), quello del “manettino” ed anche la porta usb (troppo vicina alla leva del freno a mano, con conseguente possibilità di urti con la stessa). Segni di economicità si riscontrano nelle portiere (parti in plastica), nonostante ciò, l’assemblaggio mi sembra sufficiente. I portaoggetti sono pochi e, per giunta, di ridotte dimensioni (illuminato quello posto davanti al passeggero e dotato di ulteriore cassettino a scomparsa), apprezzabile l’idea dei due porta bibite dei posti dietro, ma, trattandosi di una compatta con linee da “sportiva” i vari confort son stati sacrificati per delle forme più “coinvolgenti”. Il divano posteriore può esser configurato per due o per tre persone (optional) (io personalmente, non avendo particolari esigenze di carico, ho optato per quella a due, in questo caso il divanetto non è neppure abbattibile in maniera frazionata), ma viste le dimensioni della parte posteriore, stare in tre richiede qualche sacrificio di troppo. L’abitacolo non è certo dei più luminosi viste le superfici vetrate ridotte ai minimi termini e, soprattutto nei posti dietro, si avverte un certo senso di “costrizione”, non molto agevole salire/scendere dal divanetto posteriore (i sedili anteriori comunque sono dotati di “memoria”), anche se, una volta accomodati, se non si è altissimi, si riesce a stare discretamente. Altra nota, se vogliamo, “dolente” è rappresentata dal bagagliaio,non tanto per la capienza(i 270litri sono allineati a quelli della concorrenza), bensì per via della soglia di carico elevata e per i supporti della cappelliera fissi che ne rendono scomodo l’utilizzo in caso di oggetti pesanti. Molta cura è stata riservata all’aspetto sicurezza (sia attiva che passiva): basti pensare che la dotazione di serie comprende: ben sette airbag (compreso quello per le ginocchia del guidatore), poggiatesta anteriori “attivi” (in caso di urto si spostano leggermente in avanti al fine di limitare il cosiddetto “colpo di frusta”), un piccolo display (posto sopra il retrovisore interno) permette di monitorare chi, tra gli occupanti, viaggia senza cinture e, nel caso di quelli anteriori, emette un segnale sonoro, in dotazione si ha anche un kit per l’alcol test, senza dimenticare, ovviamente, l’ottimo risultato raggiunto nei test euroncap (5 stelle). Quindi, in definitiva, degli interni con lui ed ombre ma, nel complesso, il il mio giudizio è ampiamente sufficiente.
Alla guida
Come tutti sanno sotto la “pelle” di questa “baby-Alfa” si nasconde lo “scheletro” di una delle auto più vendute d’Italia, cioè quello della Fiat Grande Punto, ma con qualche accorgimento atto a renderla più “affilata” alla guida e con un’elettronica rivista e dedicata. Innanzitutto rispetto alla base di partenza le carreggiate son state allargate di quasi 4 centimetri e l’altezza complessiva della vettura è stata abbassata di quasi 5 centimetri, il serbatoio è stato ridisegnato e ricollocato rispetto a quello “originario”. Il reparto sospensioni è stato rivisto, affinato e reso “più duro” (inoltre sono state adottate ulteriori e particolari “molle ad effetto contrastivo”, al fine di limitare il più possibile il rollio. …..), ciò, se da un lato favorisce la guida “allegra”, dall’altro penalizza il confort soprattutto in città o sulle asperità in genere. Anche il posteriore (ponte torcente) è stato irrigidito mediante una barra stabilizzatrice di dimensioni più generose. Altra novità per Alfa è stata l’adozione, per la prima volta, di un servosterzo non più idraulico, ma elettrico, tarato su tre livelli di servoassistenza e durezza (impostate mediante il “D.N.A.”). Per quanto riguarda il motore bisogna operare una distinzione: in “All Weather” ed in “Normal” è sfruttabile su tutti i tipi di percorsi, oserei dire che è un tipo di mappatura “tuttofare”, mentre in “Dynamic” la storia cambia: lo sterzo acquisisce la dovuta “consistenza”, il pedale dell’acceleratore si fa più pronto, i vari controlli (mai disinseribili del tutto purtroppo, anche se questa scelta è da sottolineare come votata ad una maggior sicurezza da parte della casa costruttrice) entrano in azione solo in casi estremi, senza per questo penalizzare oltremodo il piacere di guida (addirittura in questa modalità il posteriore si fa decisamente più “ballerino” in caso di frenata decisa); inoltre viene attivata una funzione dell’esp che simula l’effetto di un differenziale autobloccante (in questo caso non c’è un vero e proprio differenziale meccanico tipo il Torsen adottato su 147/GT Coupè, bensì la tramite i sensori abs la centralina rileva lo slittamento e la frena leggermente, scaricando la coppia sulla suota con più grip, in Alfa questa soluzione viene chiamata “eQ2”, cioè un Q2 di tipo elettronico), tutto ciò abbinato ad un rapporto peso/potenza per nulla disprezzabile (quasi 7,39) e ai suoi quasi 111cv/l ne fanno un auto molto divertente da guidare, ma sempre in totale sicurezza. Altra peculiarità della modalità “D” è l’incremento di coppia (da 206 N/m si passa a 230) anche se questo incremento le fa perdere un minimo di omogeneità in favore di un’erogazione un po’ più brusca. Peccato che il motore non disponga di un grande allungo (è pur sempre un 1400 cc), infatti è del tutto inutile “tirare” le marce fino alla zona rossa del contagiri e conviene cambiare sui 6.000giri. Per quanto riguarda la ripresa in “A” ed in “N” già nell’intorno dei 1700 giri si riprende in maniera omogenea, in “D”, ovviamente, grazie ai 24 N/m di coppia in più le riprese si fanno ancor più agevoli. In definitiva il “terreno” ideale per questa vettura credo sia il misto, dove si riesce ad andare come fulmini tra le curve (l’ho trovata molto gratificante nei cambi di direzione più repentini) e con un’agilità a tutta prova, a patto di trovarsi su un manto stradale liscio, altrimenti..preparatevi a “ballare”..Buono il cambio nei suoi innesti e neppure nella guida spinta ho mai trovato “impuntamenti”, anche i rapporti sono precisi e ben spaziati, il vero neo credo sia da attribuire all’eccessiva lunghezza della leva (non proprio adatta ad una “piccola sportivetta”). Altro punto molto soddisfacente sono i freni: ottimi, non solo per la pinza in alluminio della Brembo (un nome una garanzia!) a quattro pistoncini, ma anche per merito dei generosi dischi da 305x28 all’anteriore (251x10 al posteriore), che garantiscono spazi d’arresto sempre contenuti e non perdon d’efficacia nemmeno se sollecitati. Passando alla voce consumi anche con il piede destro “leggero”, sono sempre abbastanza elevati, soprattutto in “D”, anche se alla fine non credo che questa modalità la si inserisca se non si ha voglia di “forzare” un po’ il ritmo. Come già detto il confort non è dei migliori, ma di certo non ci si può aspettare miracoli. Un aspetto che non mi ha soddisfatto in pieno è stato il “sound” (che in “D” si fa leggermente più corposo), sempre alquanto “sottotono”, ma (forse?) in questo caso è solo colpa (..o forse merito..) del mio “cuore Alfista” a non poter/voler accettare un sound così “educato”..
La comprerei o ricomprerei?
Dopo quasi 3 anni e mezzo e 28.000 km all’attivo, senza mai un problema, mai un inconveniente, mai nulla, non posso che dire di si. (senza contare che anche esteticamente mi piace ancora come il primo giorno, anzi, ancor di più..).
Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo 155 CV Distinctive
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I VOTI DEGLI UTENTI
2
4
3
1
2
VOTO MEDIO
3,3
3.25
12
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Ritratto di Cinque porte
16 aprile 2012 - 18:52
L'auto è bruttina e costa troppo per i miei gusti! Meglio l'A1! Ciao e ancora complimenti! ;)
Ritratto di fabri99
18 aprile 2012 - 18:25
4
Ciao ;) P.S. St scrivendo la prova della Panda, ma quando faccio anteprima si vede solo la foto con il km percorsi: è normale??
Ritratto di francesco alfista
16 aprile 2012 - 18:55
prova da 5 stelle x me...!!molto completa e leggibile...!!
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
16 aprile 2012 - 21:30
Il commento è stato rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di Motorsport
16 aprile 2012 - 23:12
preferisco mini o audi a1... la mito nel design non è una vera alfa... come la giulietta....
Ritratto di ilovemultijet
17 aprile 2012 - 01:38
2
cambierei solo i fari,rendendoli più affilati e aggressivi,un po come quelli di 147 e 159...per il resto non cambierei nulla nella linea di entrambe...e poi...quando arriverà finalmente una mito 5 porte? bella prova
Ritratto di Montreal70
16 aprile 2012 - 21:55
Davvero una prova ben fatta, auto ottima. Una curiosità: la tua è molto accessoriata, perchè non hai preso l'ottimo blu&me? Lo si deduce dal fatto che hai il cassettino segreto, disponibile per chi non ha il vivavoce. Comunque, tra le piccole sportive è senza dubbio la migliore, in quanto comoda, bella, sicurissima (7 airbag ed esp non disattivabile la rendono la più sicura e attenta ai giovani più spericolati) e non troppo cara. 5 stelle!
Ritratto di gig
17 aprile 2012 - 08:01
Prova buona! Complimenti! Io non avrei mai preso una MiTo. Mi piace, non lo nego, ma un' a1 ha più qualità e accessori a minor prezzo!
Ritratto di Montreal70
17 aprile 2012 - 12:46
Più qualità indubbiamente, ma non più accessori o prezzo più basso. Persino una 500 modello base ha 7 airbag, contro i 6 della A1.
Ritratto di gig
17 aprile 2012 - 15:35
Peccato che costi di più senza offrire qualità e altre dotazioni (e i risultati si vedono....)
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