
La Jeep Compass e la DS N°7 sono due crossover di medie dimensioni che condividono la piattaforma Stla Medium del gruppo Stellantis e lo stabilimento di Melfi. La prima punta su un’immagine robusta e versatile tipica del marchio americano, con un’offerta ibrida più articolata; la seconda punta su raffinatezza e comfort premium, posizionandosi più in alto nella gamma crossover francesi. Entrambe si rivolgono a chi cerca un’auto familiare pratica, ma con personalità e priorità diverse.


Esternamente la Compass (455 cm di lunghezza, 165 cm di altezza) mantiene il look muscoloso Jeep: mascherina a sette feritoie, passaruota squadrati e fanali posteriori a tutta larghezza con logo integrato. Il risultato è moderno ma immediatamente riconoscibile. La DS N°7 è più lunga (466 cm) e leggermente più bassa (163 cm): linee tese, mascherina imponente con listelli illuminati, luci diurne a “V”, maniglie a scomparsa e fanali a “T” sul portellone creano un’immagine più sofisticata e “couture”, anche se i fanali bassi risultano un po’ esposti.
Dentro entrambe offrono cinque posti comodi. La Compass convince per abitabilità e praticità: divano frazionato in tre parti, tanti portaoggetti e bagagliaio da 550 a 1.640 litri. La DS N°7 eccelle per rifiniture curate e pavimento quasi piatto al posteriore, che facilita il passeggero centrale; il bagagliaio va da 560 a 1.570 litri, con piano regolabile su due livelli e portellone motorizzato, ma la soglia a 77 cm obbliga ad alzare di più i bagagli. In sintesi, la Jeep è più “tuttofare”, la DS più elegante e curata nei dettagli.
Entrambe montano lo stesso mild hybrid a benzina: tre cilindri 1.2 turbo da 136 CV abbinato a un elettrico da 29 CV per 145 CV complessivi e cambio automatico a doppia frizione, trazione anteriore. La Compass aggiunge però la versione 1.6 PHEV da 245 CV con autonomia dichiarata di circa 92 km in elettrico, decisamente più scattante. La DS N°7 resta limitata al solo MHEV da 145 CV.
Su strada il mild hybrid di entrambe si muove quasi sempre in elettrico sotto i 20 km/h e offre brio accettabile per l’uso quotidiano; il motore termico si fa sentire solo in accelerazione decisa. La PHEV della Compass è più brillante e permette di coprire molti spostamenti a zero emissioni, anche se all’avvio può dare leggeri strattoni. Nessuna delle due offre al momento la trazione integrale (sulla Compass arriverà solo in versione full electric). I consumi del MHEV sono contenuti in città grazie all’assistenza elettrica; la plug-in, se ricaricata con costanza, abbatte ulteriormente i costi di esercizio.


Plancia e tecnologia sono allineate: display centrale da 16” e quadro da 10” su entrambe. Sulla Compass si apprezza la tasca antiscivolo e, nelle versioni alte, l’head-up display; peccato per l’eccesso di comandi a sfioramento che possono distrarre. La DS N°7 punta su un’interfaccia più essenziale e su materiali di pregio; il volante a razze “a X” è originale ma meno pratico da impugnare. Il comfort di marcia è il punto di forza della francese: oscillazioni ridotte, buon assorbimento delle buche e silenziosità elevata. La Compass resta comoda e spaziosa, con una guida più “Jeep” ma comunque piacevole.
Dotazioni di base discrete su entrambe (clima bizona, connettività wireless). Sulla DS N°7 però guide semiautonoma, bocchette posteriori e camera a 360° arrivano solo con l’allestimento Étoile, alzando il prezzo. Visibilità posteriore penalizzata su entrambe da lunotto e specchi contenuti, più evidente sulla DS.


La Compass parte da 40.900 € e arriva a 48.900 €, risultando più accessibile, soprattutto nella mild hybrid. La DS N°7 esordisce a 42.400 € ma può superare i 66.000 € nelle versioni ricche, riflettendo il posizionamento premium. A parità di motorizzazione MHEV il risparmio all’acquisto della Jeep è significativo; la PHEV costa di più ma può ammortizzarsi con le ricariche e gli incentivi. I costi di gestione sono simili sul mild hybrid (stessa meccanica); la plug-in conviene a chi ha possibilità di ricarica domestica o aziendale. Nel complesso la Compass offre un rapporto qualità-prezzo più favorevole, mentre la DS giustifica il sovrapprezzo con finiture e comfort superiori.


La Jeep Compass è la scelta più equilibrata e versatile: meglio se cercate spazio pratico, un look distintivo e la possibilità di avere la plug-in per ridotti consumi urbani. Ideale per famiglie attive, chi fa tanti chilometri misti e vuole spendere meno all’acquisto senza rinunciare alla tecnologia. La DS N°7 è indicata per chi privilegia raffinatezza, silenziosità e un’esperienza di guida più “premium”: perfetta per percorsi extraurbani e autostradali, clienti attenti allo stile e disposti a investire di più per finiture e comfort. In sintesi, Compass per pragmatici e valore, DS N°7 per chi vuole distinguersi con eleganza francese.











