Trovare il proprio garage bloccato dall’auto del vicino o scoprire che il cortile condominiale è diventato un parcheggio anarchico è una delle principali cause di scontro nei condomini. Spesso si pensa che, trattandosi di un’area privata, ognuno possa fare un po’ come gli pare o che, allo stesso tempo, le forze dell’ordine abbiano le mani legate. In realtà, la legge parla chiaro: lo spazio comune appartiene a tutti, il che significa che nessuno può usarlo in modo da impedire agli altri di fare altrettanto.
Il primo strumento di difesa è il regolamento di condominio, che stabilisce le regole per l’utilizzo degli spazi comuni. In questo documento viene disciplinato l’uso del cortile, stabilendo per esempio turni per i parcheggi o assegnando i posti in modo fisso. Allo stesso modo, il regolamento condominiale può vietare del tutto il parcheggio in determinate zone (in particolare vicino ai portoni o nelle aree di manovra).
Non tutti sanno che il condominio può “multare” chi sgarra. Infatti, se il regolamento lo prevede, l’amministratore può comminare sanzioni fino a 200 euro, che possono salire a 800 euro in caso di recidiva. I soldi incassati finiscono nel fondo condominiale.
L'amministratore non può fare le multe da solo o di sua iniziativa, a meno che non gli sia stato conferito un potere di rappresentanza specifico e diretto da un regolamento di natura contrattuale. La procedura standard prevede che:
L'amministratore raccolga le prove del parcheggio abusivo.
L'amministratore convochi l'assemblea inserendo l'argomento all'ordine del giorno (es. "Emissione sanzione per violazione regolamento al condomino X").
L'assemblea deliberi l'applicazione pratica della multa con la stessa maggioranza indicata prima (maggioranza dei presenti e almeno 500 millesimi).
Tuttavia, c’è un limite importante: né l’amministratore né il regolamento possono disporre la rimozione forzata del veicolo. Inoltre, se l’area del cortile è privata e chiusa da un cancello, la Polizia Municipale non può intervenire per dare multe in base al Codice della Strada: può farlo solo se c’è un reato in corso oppure se l’area è aperta al pubblico transito.
La sosta selvaggia non è sempre e solo un’infrazione del regolamento e del “quieto vivere”, ma in alcuni casi può passare direttamente nel codice penale. Parcheggiare l’auto in modo da bloccare deliberatamente il passaggio di un’altra vettura o l’accesso a un garage configura il reato di violenza privata (articolo 610 del Codice Penale).
La Corte di Cassazione si è espressa più volte su questo punto: per far scattare il reato basta anche un blocco temporaneo, purché ci sia la consapevolezza di privare la vittima della propria libertà di movimento. Si rischia il penale quando:
Se i richiami verbali e il buon senso non bastano più, ecco la trafila corretta per far valere i propri diritti senza passare dalla parte del torto:




