A un automobilista che guida da anni senza provocare incidenti può bastare un momento di distrazione per vedere vanificati i benefici di una lunga condotta virtuosa. Un piccolo urto durante una manovra, uno specchietto danneggiato o una toccatina in parcheggio possono tradursi in un risarcimento di poche centinaia di euro.
Se la responsabilità è attribuita al conducente, al rinnovo della polizza può scattare il malus, con il conseguente peggioramento della classe di merito e un premio più alto. Il risultato è che un danno di modesta entità rischia di costare molto di più nel corso degli anni, sotto forma di un’assicurazione più cara.
Una possibile soluzione esiste e si chiama "Stanza di compensazione". È un servizio gestito dalla Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) che permette all’assicurato responsabile di un incidente di conoscere l’importo liquidato dalla compagnia e, se lo ritiene conveniente, restituirlo per evitare le conseguenze del sinistro sulla propria classe di merito.
La Stanza di compensazione è un organismo istituito nell’ambito del sistema di risarcimento diretto e gestito dalla Consap. Oltre a occuparsi della regolazione dei rapporti economici tra le compagnie assicurative, offre agli automobilisti la possibilità di riscattare alcuni sinistri già liquidati.
Il meccanismo è piuttosto semplice: quando si verifica un incidente con responsabilità, la compagnia risarcisce il danneggiato e il pagamento comporta solitamente l’applicazione del malus alla successiva polizza del responsabile. Tuttavia quest’ultimo può decidere di restituire alla Stanza di compensazione l’importo effettivamente pagato dall’assicurazione.
Una volta completato il rimborso, la Consap rilascia un’attestazione che permette di chiedere alla propria compagnia la riclassificazione del contratto, evitando così l'aumento della classe di merito e il conseguente aggravio del premio. Questa possibilità riguarda i contratti che prevedono una clausola Bonus/Malus o una condizione equivalente che consenta il rimborso del sinistro.
Non si tratta quindi di evitare il risarcimento a chi ha subito il danno, ma di farsene carico personalmente dopo che la compagnia ha già provveduto a pagarlo.
Per valutare se è conveniente o meno riscattare un incidente bigona tenere presente che l'impatto di un malus si misura su due piani differenti: il tempo necessario per recuperare la classe di merito e la permanenza del sinistro nello storico assicurativo.
Un incidente con responsabilità principale o esclusiva comporta la retrocessione immediata di 2 classi di Conversione Universale (CU) al rinnovo successivo. Poiché la scala del bonus-malus consente di avanzare di una sola classe per ogni anno trascorso senza provocare incidenti, servono:
2 anni consecutivi senza sinistri per tornare esattamente alla classe di merito precedente al declassamento;
3 anni per raggiungere il livello a cui si sarebbe arrivati se il sinistro non fosse mai avvenuto.
L'effetto economico del malus non svanisce dopo dodici mesi. Anche scalando una classe l'anno successivo, per tutto il biennio o triennio di "risalita" il premio Rc auto risentirà dell'aggravio rispetto al profilo tariffario che si sarebbe maturato in assenza di collisioni.
La traccia nell'Attestato di rischio (fino a 10 anni) A livello formale, le conseguenze documentali durano molto più a lungo. Con l'introduzione dell'Attestato di Rischio dinamico da parte dell'IVASS, la tabella di sinistrosità pregressa riporta gli incidenti causati negli ultimi 10 anni.
Anche quando la classe CU è stata pienamente recuperata, le compagnie assicurative continuano a vedere l'incidente nello storico decennale: molte imprese utilizzano questo dato per determinare le proprie tariffe interne, revocare sconti di benvenuto o negare condizioni contrattuali agevolate.
Dunque se il danno è consistente, restituire alla Consap una somma elevata potrebbe costare ben più dell’aumento del premio assicurativo. Al contrario, per una riparazione da poco (centinaia di euro), il rimborso può essere una soluzione particolarmente interessante, soprattutto per chi ha una classe di merito favorevole e rischia di perderla.
Prima di decidere è quindi opportuno fare qualche calcolo: da una parte bisogna considerare quanto chiede la Consap per riscattare il sinistro, dall’altra quanto potrebbe aumentare il premio della polizza negli anni successivi. Per avere un’indicazione più precisa è consigliabile chiedere alla propria compagnia una simulazione dei costi con e senza il malus.
Attenzione, però: non tutti gli incidenti possono essere riscattati attraverso questo servizio. La procedura riguarda i sinistri che rientrano nel sistema del risarcimento diretto (CARD), cioè quelli derivanti dalla collisione tra due veicoli, entrambi immatricolati in Italia e assicurati presso compagnie aderenti alla convenzione. Sono previste alcune esclusioni specifiche, anche in relazione alla tipologia dei veicoli coinvolti.
Sono riscattabili gli incidenti avvenuti dal 1° febbraio 2007, purché siano stati liquidati e contabilizzati completamente e non ci siano altre partite di danno ancora aperte. Sono invece esclusi, tra gli altri, gli incidenti che coinvolgono più di due veicoli, quelli avvenuti all’estero (salvo San Marino e Vaticano) e quelli per i quali la polizza prevede una franchigia a tariffa fissa.
Inoltre, secondo le FAQ della Consap, possono utilizzare il servizio soltanto gli assicurati il cui contratto preveda la possibilità di rimborso del sinistro. Per gli incidenti che non rientrano nella procedura CARD bisogna rivolgersi direttamente alla propria compagnia per verificare se esiste un’altra possibilità di riscatto.
La richiesta si può presentare direttamente sul sito della Consap, attraverso l’apposita procedura online disponibile a questo indirizzo (è possibile occuparsene personalmente oppure delegare il proprio agente assicurativo o un intermediario). Prima di inoltrare la domanda bisogna attendere almeno 30 giorni dalla data dell’incidente: questo intervallo serve anche a consentire alle compagnie di caricare le informazioni relative al sinistro negli archivi della Consap.
Per compilare la richiesta occorrono alcuni dati: la data dell’incidente, le targhe dei due veicoli coinvolti, le rispettive compagnie assicurative e i dati anagrafici del contraente della polizza del veicolo responsabile. È necessario avere anche una copia dell’attestato di rischio, nella quale siano riportati i sinistri pagati a titolo definitivo nell’annualità di riferimento.
Per ricevere la risposta più rapidamente è consigliabile indicare un indirizzo e-mail ordinario (non PEC) riconducibile all'assicurato responsabile del sinistro, allegando una copia del suo documento d’identità e del codice fiscale. Se la richiesta viene presentata da un intermediario, l'indirizzo e-mail deve comunque essere riconducibile all'assicurato e indicato nella delega. Se la richiesta viene presentata da un intermediario, servono anche i suoi documenti e una delega firmata dall'assicurato.
Una volta verificati i dati e accertata la presenza del sinistro nei propri archivi, la Consap comunica l’importo da rimborsare e le modalità per effettuare il pagamento. La somma deve corrispondere esattamente a quella liquidata dalla compagnia e il versamento si effettua tramite bonifico bancario sul conto dedicato indicato nella comunicazione.
Dopo aver ricevuto il pagamento, la Consap rilascia un’attestazione di avvenuto rimborso, con la quale il contraente può rivolgersi alla propria compagnia assicurativa e chiedere la riclassificazione del contratto.
In questo modo, se la polizza prevede la clausola Bonus/Malus o una condizione equivalente, è possibile evitare l'aumento della classe di merito conseguente al sinistro. È consigliabile muoversi con un certo anticipo rispetto alla scadenza dell’assicurazione, per dare alla compagnia il tempo necessario per aggiornare la posizione.




