Fra le tante insidie alla guida, l'urto con un animale rappresenta un rischio concreto e drammaticamente diffuso. I dati dell'Osservatorio ASAPS relativi al primo semestre del 2026 tracciano un quadro preciso del fenomeno: si sono registrati 82 incidenti gravi (ovvero quelli che hanno causato lesioni o decessi, escludendo le migliaia di impatti che provocano solo danni materiali ai veicoli), con un bilancio di 11 vittime e 94 feriti.
La quasi totalità dei sinistri si è consumata sulla rete stradale ordinaria (95,1%) e ha visto protagonista la fauna selvatica o randagia (84,1%), con Campania (13 episodi), Lombardia (9) e Lazio (7) in cima alla classifica delle regioni più colpite. La spinta di cinghiali, caprioli e cervi verso le strade, unita alla silenziosità delle moderne auto elettriche e ibride (che gli animali percepiscono all'ultimo momento), rende gli impatti spesso improvvisi e inevitabili.
Ma cosa dice la legge in questi casi, di chi è la responsabilità e come bisogna comportarsi subito dopo il sinistro?
Se l’incidente coinvolge un animale domestico (un cane o un gatto) o un capo d’allevamento, la norma di riferimento è l’articolo 2052 del Codice Civile: il proprietario (o chi lo ha in custodia) è responsabile dei danni cagionati dall'animale. Però, attenzione: l'automobilista non ha automaticamente ragione. In ambito giudiziario, la responsabilità del proprietario dell'animale concorre con la presunzione di colpa a carico del conducente (art. 2054, comma 1 del Codice Civile).
Questo significa che, per ottenere il risarcimento integrale ed evitare contestazioni, chi guida deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'impatto, rispettando i limiti di velocità e mantenendo una condotta di guida prudente. Per risalire al proprietario si fa riferimento all'Anagrafe Canina (tramite la lettura del microchip del cane) o ai marchi auricolari e tatuaggi identificativi in caso di animali da allevamento.
La fauna selvatica appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato, ma la gestione è delegata agli enti territoriali. In passato si faceva spesso causa al gestore della strada (ANAS, Comuni o società autostradali), ma la giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite, sent. n. 7969/2020) ha chiarito definitivamente la regola: l'azione di risarcimento danni va promossa prioritariamente contro la Regione (o l'ente da essa delegato), ai sensi dell'art. 2052 c.c.
L'ente proprietario della strada risponde (ex art. 2051 c.c. per omessa custodia) solo in casi eccezionali e ben circostanziati, ad esempio nel caso di un’autostrada recintata in cui la rete di protezione presenti squarci o difetti di manutenzione che abbiano consentito l'accesso all'animale.
Subito dopo l'impatto, la prima cosa da fare è mettere in sicurezza il veicolo, accendere le quattro frecce e indossare il giubbotto catarifrangente.
Non bisogna contattare direttamente il 118 (riservato alle emergenze sanitarie umane), ma il Numero Unico di Emergenza 112. L'operatore provvederà a inviare le Forze dell'Ordine e ad attivare il Servizio Veterinario della ASL competente.
È un passaggio fondamentale. Senza un verbale di intervento redatto dalle autorità (Polizia Stradale, Carabinieri o Polizia Locale) che attesti la dinamica e la presenza dell'animale (o di tracce biologiche come peli e sangue sul mezzo), sarà quasi impossibile ottenere il risarcimento dalla Regione o l'indennizzo dall'assicurazione.
Documentate con foto dettagliate la posizione del veicolo, i danni subiti, l'animale coinvolto, la segnaletica stradale presente e lo stato del fondo stradale.
Se l'animale è ferito, non avvicinatevi e non cercate di toccarlo: il dolore e lo spavento potrebbero spingerlo a mordere o ad aggredire.
Se si investe un animale, scappare è un grave errore. L'articolo 189 del Codice della Strada (comma 9-bis) impone l'obbligo di fermarsi e prestare tempestivo soccorso agli animali d'affezione, da tiro, da soma o da sella. Per chi non si ferma è prevista una sanzione amministrativa che va da 421 a 1.691 euro, mentre per gli altri utenti coinvolti che non prestano assistenza la multa va da 85 a 337 euro.
Inoltre, con le recenti riforme del Codice della Strada, le pene per l'abbandono di animali sono state inasprite: se l'abbandono di un animale su strada è causa di un incidente stradale con morti o feriti, il responsabile rischia le stesse pene previste per i reati di omicidio stradale o lesioni personali stradali, oltre alla sospensione o revoca della patente.
La semplice polizza R.C. Auto obbligatoria copre solo i danni arrecati a terzi, non quelli subiti dalla propria vettura. Per tutelarsi è possibile stipulare una polizza Kasko (che copre i danni indipendentemente dalla responsabilità) oppure una garanzia accessoria specifica per l’"Urto con animali selvatici".
Prima di sottoscrivere queste coperture, tuttavia, occorre verificare attentamente le clausole contrattuali:
Quasi tutte le compagnie richiedono obbligatoriamente il verbale delle autorità per aprire il sinistro.
Molte polizze prevedono scoperti e franchigie a carico dell'assicurato o coprono solo l'impatto con specifiche tipologie di animali (ad esempio soltanto i grandi ungulati selvatici).
Gli animali sono imprevedibili. Se ne scorgete uno in lontananza, rallentate immediatamente. Potete suonare il clacson per spaventarlo, ma evitate assolutamente di usare i fari abbaglianti, che tendono ad ipnotizzare e bloccare l'animale in mezzo alla carreggiata. Se l'impatto è inevitabile, frenate con la massima energia mantenendo il volante dritto: sterzare bruscamente potrebbe farvi perdere il controllo del mezzo o farvi sbandare verso l'altro senso di marcia.
In aiuto del guidatore arriva anche la tecnologia di bordo: i sistemi di frenata automatica d'emergenza (AEB) di ultima generazione sono in grado di rilevare anche la presenza di animali di grandi dimensioni. Sui modelli più accessoriati (come alcuni suv e berline di fascia alta), le telecamere termiche a infrarossi (Night Vision) consentono di individuare la sagoma di un animale al buio ben prima che venga illuminato dai proiettori, avvisando tempestivamente il conducente nel quadro strumenti.



