Spinterogeno: a cosa serve, come funziona, tipi e da cosa è stato sostituito

Tecnica
Pubblicato 04 ottobre 2022

Cos’è lo spinterogeno, a cosa serve, come funziona, quali sono le tipologie esistenti e cosa lo ha sostituito nei veicoli moderni. Una guida informativa. 

Lo spinterogeno è una componente elettromeccanica che era di fondamentale importanza per l’accensione dei motori a benzina. Oggi è tutto gestito dalla centralina elettronica. Andiamo a vedere cos’è nel dettaglio questo dispositivo, a cosa serviva, come funzionava e su quali veicoli era presente e perché, prima di vedere da cosa e come è stato sostituito.

COS’È LO SPINTEROGENO

Lo spinterogeno è un dispositivo elettromeccanico finalizzato a produrre la scintilla che innesca la combustione tramite l’accensione della carica nelle camere di scoppio del motore, meccanismo che consente l’avvio del motore e quindi la partenza del veicolo. Lo spinterogeno si compone di un interruttore automatico, denominato ruttore, che ha lo scopo di generare una tensione elettrica elevata in una specifica bobina, e di un distributore rotante, che ha l’obiettivo di trasferire la tensione alle candele, determinando l’innesco. Lo spinterogeno si trovava nel vano motore ed era collegato all’albero a camme, o all’albero motore. 

A COSA SERVE

Lo spinterogeno rappresenta l’evoluzione della funzione del motore che, prima della seconda guerra mondiale, era solo meccanica. Lo scopo dello spinterogeno è quello fondamentale di avviare il motore e far partire la macchina. Questo succede inviando alta tensione alle candele per innescare lo scoppio. La tensione è generata dal ruttore ed è trasferita dal distributore rotante. 

Lo spinterogeno non è più presente sulle auto moderne e la sua funzione viene effettuata dalla centralina.

COME FUNZIONA

Come abbiamo già scritto, lo spinterogeno si avvale di due componenti principali: il ruttore e il distributore rotante. 

Il ruttore è montato con una batteria e con l’avvolgimento di una bobina d’accensione. L’alta tensione viene generata dall’apertura e chiusura del ruttore e si scarica su una bobina di accensione a cui il ruttore è collegato con un avvolgimento a bassa tensione. La bobina ha lo scopo di convertire il basso voltaggio in elevata tensione. Il meccanismo inizia quando il ruttore interrompe il circuito a bassa tensione grazie a delle apposite puntine, provocando una scarica ad alta tensione. Il distributore rotante trasferisce la scarica alle candele e quindi parte l’innesco.

Lo spinterogeno era una componente molto resistente, ma anche sensibile e soggetto spesso a malfunzionamenti, determinati dal blocco della calotta, la componente che protegge le puntine e invia la tensione ai cavi, o dai guasti alle puntine stesse: questi contatti, infatti, erano spesso soggetti a usura, a causa dell’ossidazione che avveniva con il caldo del vano motore. Per far fronte alla frequente ossidazione, si arrivò anche a platinare le puntine, vista la resistenza del platino all’usura. Inoltre, i malfunzionamenti dello spinterogeno potevano essere determinati anche da umidità e infiltrazioni d’acqua. 

TIPI DI SPINTEROGENO

Esistono due tipi di spinterogeno: 

  • A carica induttiva
  • Elettronico


Lo spinterogeno a carica induttiva è lo spinterogeno tradizionale, il cui funzionamento abbiamo spiegato nel paragrafo precedente. 

Lo spinterogeno elettronico è l’evoluzione del primo dispositivo, soprattutto per i miglioramenti apportati all’aspetto più critico: l’usura delle puntine. Nello spinterogeno elettronico le puntine sono sostituite con dei contatti elettronici che mandano impulsi a degli interruttori, dai quali parte l’ordine di scarica della tensione dalla bobina sulle candele. 

PREZZO: QUANTO COSTA LO SPINTEROGENO?

Il costo dello spinterogeno varia in base ad alcuni fattori, tra cui il tipo di veicolo, la casa produttrice e le specifiche tecniche. Mediamente il costo dello spinterogeno e delle sue componenti si aggira tra 2 e 63 euro.

DOVE SI TROVA

Lo spinterogeno si trova nel vano motore, generalmente al di sopra dei motori V6 e V8 e su un lato dei motori interni V4 e V6. 

DIESEL

Lo spinterogeno non era necessario nei veicoli alimentati a gasolio, perché qui l’accensione non ha bisogno di scintille, ma viene determinata dal contatto tra il combustibile e l’aria riscaldata: l’aria è soggetta a fortissima compressione, che ne determina il riscaldamento che infiamma il gasolio iniettato nel cilindro.

SPINTEROGENO ROTTO: SINTOMI

Lo spinterogeno era soggetto a guasti e malfunzionamenti: le cause più comuni erano l’usura delle puntine, la loro ossidazione, l’umidità, le infiltrazioni di acqua, il blocco della calotta. Come abbiamo visto, con lo spinterogeno elettronico alcuni di questi problemi sono stati risolti. 
I sintomi che portano a pensare che lo spinterogeno sia rotto possono essere diversi, in base a dove si trova il guasto e a cosa succede durante le fasi di guida. 

 

Guasto

Sintomi più comuni

Ossidazione delle puntine o blocco calotta

Aumento consumo di carburante; 

Instabilità del motore;

Motore fatica nella capacità di ripresa. 

Guasto al distributore

Il motore non si avvia; 

Il motore perde di potenza;

L’auto si arresta improvvisamente durante la guida; 

Forti rumori quando si accelera.

Elementi usurati e problemi meccanici

L’auto procede a scatti; 

Funzionamento del motore instabile. 

 

COSA HA SOSTITUITO LO SPINTEROGENO

Oggi lo spinterogeno è stato sostituito dalle centraline elettroniche. Sui veicoli moderni non troveremo mai uno spinterogeno, prima di tutto perché potrebbe inficiare sulle prestazioni, e in secondo luogo perché potrebbe generare un elevato consumo, rivelandosi così dannoso per l’ambiente. 

Le funzioni del motore vengono attualmente gestite da un microprocessore denominato ECU, acronimo che sta per Engine Control Unit (Unità di controllo motore) che fissa con accurata precisione il momento in cui inviare gli impulsi di accensione, regolando anche l’afflusso del carburante e il contenimento delle emissioni inquinanti.



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Ritratto di PONKIO 78
4 ottobre 2022 - 14:11
….ma porcaaa-paletta!! Redazione, ma è possibile che scriviate soltanto articoli sullo spinterogeno, sulle marmitte, sul pretensionatore e sul filtro anti-particolato…. Ma un bel articolo su quanto costa un auto dal costruttore fino ad arrivare a compratore, oppure un articolo sulle strade piu bello o pericolose del mondo, oppure aprire una raccolta di firme o una petizione per mandare a quel paese il blogger Alvolantino e tutte le sue auto elettriche…. Insomma qualcosa di nuovo, mi va bene anche organizzare un raduno tra tutti i blogger della rivista… insomma datevi da fare…. Noi vi sosterremo sempre…
Ritratto di Il bue
4 ottobre 2022 - 14:32
6
Spinterogeno e puntine platinate, causa delle più grandi bestemmie della storia della meccanica. Uno di quei pochi casi in cui l'elettronica ha risolto le cose, con l'accensione senza puntine
Ritratto di Goelectric
4 ottobre 2022 - 16:13
Mi accodo a ponkio, tra l altro far uscire questi articoli su componenti ormai superati(vedasi spinterogeno), che interessano forse pochi utenti, in un momento in cui si parla solo di megawatt ricarica colonnina, lo trovo un po fuori tempo massimo
Ritratto di Bepss
5 ottobre 2022 - 11:03
Non sono d'accordo, è comunque interessante capire da dove vengono determinate necessità e come si è evoluta la componentistica. Inoltre ci sono ancora in giro un sacco di auto storiche meravigliose, ed è bello sapere come sono fatte, senza contare che tante volte le nuove soluzioni nascono da cose che sono state abbandonate o lasciate in un cassetto per decenni
Ritratto di Gordo88
4 ottobre 2022 - 17:29
1
Una guida informativa al giorno toglie la noia di torno..:)
Ritratto di TheViking
4 ottobre 2022 - 18:02
Mah... passino gli articoli sugli altri componenti della vettura, ma seriamente: lo spinterogeno? È un componente con una qualche rilevanza negli ultimi 30 anni? Come parlare del carburatore... roba d'altri tempi...
Ritratto di Bepss
5 ottobre 2022 - 11:07
chi studia elettronica parte dalle valvole e dai transistor, è fondamentale avere le basi per capire i problemi e conoscere l'evoluzione della componentistica. Tra l'altro certe soluzioni vengono spesso ripescate dal passato per nuovi usi. PS se qualcosa non mi interessa su un sito a lettura gratuita, passo oltre senza polemizzare
Ritratto di PONKIO 78
5 ottobre 2022 - 12:40
Bepss (che dovrebbe stare per Giuseppe, almeno lo spero)… hai ragione che chi studia l’elettronica parte dai fondamentali….. ma io che li monto tutti i giorni sugli yacht di 30 metri ne ho fin sopra le Balls…. Quindi mi perdonerai lo sfogo che ho avuto…. E comunque a me lo puoi dire, lo sapremo sono noi due… tu sei elettrauto o ingegnere elettrotecnico…..? ;-DD
Ritratto di TheViking
11 ottobre 2022 - 13:04
Chi studia elettronica parte dai transistor, di solito i BJT, le valvole non le fanno studiare da bel po' (e sì che mi sono diplomato -perito elettronico- un pezzo e mezzo fa. Posso anche confermare che all'università, all'esame di Elettronica I, delle valvole non ne abbiamo parlato completamente). :-) Comunque non era polemica, era banalmente un feedback per gli autori. Fossimo su Ruoteclassiche lo spinterogeno avrebbe una rilevanza enorme, me ne rendo conto, ma così non è. ;-)
Ritratto di Road Runner Superbird
4 ottobre 2022 - 18:54
Lo sentivo citare spesso senza sapere mai effettivamente a cosa servisse. Oggi so anche questo. Interessante questo ABC della meccanica.

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