La Peugeot Rifter è una multispazio compatta parente stretta di altri modelli del gruppo Stellantis (Citroën Berlingo, Fiat Qubo L, Opel Combo) e della Toyota Proace City Verso, con i quali condivide quasi tutti i componenti. Ha alcune caratteristiche, come la buona altezza minima da terra (18 cm), la posizione di guida rialzata e le protezioni in plastica nera nella parte bassa della carrozzeria, che la avvicinano al mondo delle crossover, ma con una praticità ben maggiore. A differenziare la Rifter rispetto alle altre multispazio è soprattutto il frontale, che qui è caratterizzato dai fari affilati che ospitano le luci diurne a led con tre segmenti verticali. Le forme da veicolo commerciale mettono a disposizione un abitacolo in cui non manca certo lo spazio, anche per la seconda fila di sedili (con il classico divano per la Allure e i tre sedili singoli per la GT).
All’interno la Peugeot Rifter riprende la configurazione degli ultimi modelli della casa francese, con un posto di guida caratterizzato da un volante di dimensioni ridotte e il quadro strumenti visibile al di sopra. Al centro della plancia c’è lo schermo a sfioramento di 10” del sistema multimediale, compatibile senza cavo con Android Auto e Apple CarPlay. I comandi del “clima” e del volume restano fisici: una distrazione in meno. Uno dei punti di forza è rappresentato dai tanti vani portaoggetti, sparsi un po’ in tutto l’abitacolo.
La Peugeot Rifter è disponibile anche con il passo lungo (e, abbinato a quest'utlimo, i sette posti). Due i motori: il 1.5 a gasolio in due livelli di potenza (102 o 131 CV, quest’ultimo anche col cambio automatico a 8 marce) e il 1.2 turbo a benzina con tre cilindri e 110 CV. Bene lo sterzo, leggero per agevolare le manovre ma comunque preciso, e ottima la visibilità grazie ai grandi vetri e alla posizione di guida nettamente rialzata, quasi da suv.



























































































































