Abarth

Abarth
500C

da 22.750

Lungh./Largh./Alt.

366/163/149 cm

Numero posti

4

Bagagliaio

182/n.d. litri

Garanzia (anni/km)

2/illimitati
In sintesi

Una cabriolet (o meglio, una convertibile, visto che ha la capote in tela ma conserva le arcate del tetto) così piccola e potente non si era ancora vista. Derivata dalla Fiat 500C, coi suoi 366 cm di lunghezza l’Abarth 595C è decisamente agile e brillante. Alla semplice pressione di un pulsante il tettuccio scorre, spostandosi tutto indietro in appena 10 secondi; e fino alla velocità di 60 km/h è possibile abbassare anche il lunotto in vetro. L’impostazione dell’abitacolo, ben rifinito e omologato per quattro, ricorda quello della versione chiusa 595; uguali i particolari sportivi, quali i sedili avvolgenti con poggiatesta incorporato, la pedaliera in alluminio e il manometro per la pressione del turbo (in uno strumento alla sinistra del cruscotto). L’interno dell’Abarth 595C offre una sistemazione adeguata soltanto davanti; dietro, oltre che con l’accesso difficile bisogna fare i conti col limitato spazio per gambe e testa. Il 1.4 T-Jet che già equipaggia la 595 Abarth è proposto (per la versione meno costosa) con la stessa potenza di 144 CV; non mancano il sistema elettronico TTC (Torque Transfer Control, che gestisce la distribuzione della coppia alle ruote motrici) e la funzione Sport, che si attiva con un tasto nella plancia e modifica la risposta di motore, cambio e sterzo, adeguandola alla guida più veloce. Per chi vuole il massimo dalla guidabilità dell’Abarth 595C sono disponibilia richiesta gli ammortizzatori anteriori dello specialista Koni, nonché le più potenti versioni Pista, Turismo e Competizione, dotate rispettivamente di 160, 165 e 179 cavalli. In alternativa al cambio manuale a 5 marce, è disponibile anche un robotizzato (dal funzionamento piuttosto brusco, e non molto veloce) con lo stesso numero di rapporti.

 

Versione consigliata

Già l’Abarth 595C è un appagante "gioiellino", ma le versioni speciali offrono quel qualcosa in più cui è difficile resistere. Oltre ai cavalli supplementari, la Pista ha il silenziatore a quattro uscite (invece di due), i vetri posteriori scuri e l'interfaccia per gli smartphone; la Turismo è la più elegante e lussosa, mentre la Competizione punta tutto sulla grinta. Ampie le possibilità di personalizzazione attingendo al ricco catalogo degli optional, ma non ci sentiamo di consigliare il cambio robotizzato Dualogic: è comodo in città, ma piuttosto lento e poco fluido.

 

Perché sì

Comfort Sorprendentemente, la capote in tela offre un valido isolamento termico e acustico.

Guida Grazie alle sospensioni ben controllate, fra le curve l’auto resta “piatta” e garantisce un’eccellente maneggevolezza.

Freni Oltre che decisamente potenti, risultano anche resistenti quando li si stressa a fondo.

Motore Soprattutto se si seleziona la modalità “Sport”, è pronto, brillante, e, per certi aspetti, persino “cattivo”.

 

 

Perché no

Baule La capienza è quella (appena sufficiente) della versione chiusa, ma invece del portellone c'è un piccolo sportello, che rende l’accesso poco agevole.

Prezzo È decisamente elevato e, per giunta, il “clima” automatico si deve pagare a parte.

Cambio robotizzato Brusco nell’inserimento delle marce, non è privo di “strappi”.

Posti dietro Lo spazio per le gambe e sopra la testa è limitato; scomodi gli alti.

 

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