La Peugeot 208 punta su design sbarazzino e rivestimenti sofisticati, la Volkswagen Polo ha uno stile più classico ed è più spaziosa (anche nel baule). Queste piccole a cinque porte sono molto richieste anche di seconda mano; comunque, scegliendo un usato “fresco” e in ottimo stato, si risparmia fino al 35% rispetto alla corrispondente vettura nuova: non male. La tedesca mantiene quotazioni più alte visto che le auto oggi in vendita sono in pratica come quelle del 2021 (il modello era stata aggiornato proprio quell’anno), mentre la 208 è stata ristilizzata nel 2023. Entrambe all’epoca montavano motori a benzina, ma la Peugeot c’era anche turbodiesel o elettrica, mentre della Polo si poteva avere anche la 1.0 a metano.
Le versioni di cui parliamo qui sotto, mosse da motori turbo a tre cilindri a benzina, si trovano facilmente usate: la 208 ha un 1.2 da 101 CV vivace (ma che negli anni può far spendere qualcosa in più per le noie alla cinghia dentata) e un cambio manuale a sei marce, mentre la Polo ha una trasmissione a cinque rapporti e un 1.0 da 95 CV. Entrambe si potevano avere con il cambio automatico: a otto marce per la francese, robotizzato a “doppia frizione” a 7 rapporti per la tedesca.

Ha uno sterzo pronto e una tenuta di strada elevata; bene i freni. Con 6 CV in più rispetto alla Polo, è un po’ più pimpante (10,7 secondi nello “0-100” nel test del n. 1.2020). A differenza di quanto dichiarato, però, è più assetata: 16,0 km/l rilevati in media (e 14,7 a 130 km/h, nonostante il cambio abbia sei marce invece di cinque e il 1.2 lavori solo a 2750 giri). Il tre cilindri vibra un po’ al minimo e in accelerazione; a velocità di crociera, fa poco rumore. Tutte le Allure hanno il “clima” automatico (monozona) e i sensori di parcheggio posteriori. I fari full led, di serie per la Polo, erano presenti solo nelle Active Pack e nelle GT e GT Pack.
| PEUGEOT 208 1.2 PureTech Turbo Allure | |
| Nel 2021 costava € | 20.100 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/1199/3 |
| Potenza kW (CV)/giri | 74 (101)/5500 |
| Cambio | 6 marce + “retro” |
| Velocità max km/h | 188 |
| 0-100 km/h secondi | 9,9 |
| Consumo medio km/l | 19,6 |
| Lungh./largh./alt. cm | 406/175/143 |
| Capacità di carico litri | 309/1004 |

Le sospensioni incassano bene lo sconnesso, pur limitando il rollio: l’auto dà subito confidenza e resta stabile anche nei curvoni veloci. Il 1.0 turbo da 95 CV è un po’ pigro ai bassi regimi, ma poi spinge deciso: nel test del n. 1.2022 abbiamo misurato 10,9 secondi nello “0-100” (con consumo di 17,2 km/l in media e di 15,6 a 130 orari, quando il 1.0 è a 2950 giri). Le vibrazioni sono ridotte nonostante i tre cilindri. Le Life hanno i cerchi di 15” e il “clima” manuale: quello automatico era optional così come le gomme di 16”. Di serie ci sono anche, come nella 208, il cruise control e i retrovisori ripiegabili elettricamente.
| VOLKSWAGEN POLO 1.0 TSI Life | |
| Nel 2021 costava € | 20.750 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/999/3 |
| Potenza kW (CV)/giri | 70 (95)/5500 |
| Cambio | 5 marce + “retro” |
| Velocità max km/h | 187 |
| 0-100 km/h secondi | 10,8 |
| Consumo medio km/l | 19,3 |
| Lungh./largh./alt. cm | 407/175/145 |
| Capacità di carico litri | 351/1125 |

Nelle 1.2 (in particolare le turbo) la cinghia di distribuzione a bagno d’olio tende a sfaldarsi e può provocare danni seri e costosi. Per controllarne lo stato si può svitare (a motore spento) il tappo per il rabbocco del lubrificante nel coperchio della testa: si riesce a intravederla. In ogni caso, se nel cruscotto appare un messaggio di scarsa pressione dell’olio, significa che le particelle in plastica staccatesi dalla cinghia hanno intasato il filtro nella coppa e danneggiato la pompa del vuoto dei freni, che diventano duri da azionare (potrebbero non bastare 1.500 euro). Se comprate l’auto, per ridurre il problema rispettate con scrupolo i cambi di lubrificante, soprattutto se la usate solo su brevi tragitti. Se il “clima” è rumoroso va sostituito il compressore, se non funziona bene spesso basta cambiare i tubi del gas refrigerante. Attenzione, poi, se il mantenimento in corsia non è preciso: potrebbe significare che la vettura è stata riparata male dopo un urto.

Dal 2021, anno del restyling, non è più stata sottoposta a richiami: è un’auto molto affidabile e quasi tutti i problemi di gioventù degli esemplari più vecchi erano stati risolti. Va detto, però, che le operazioni di manutenzione possono essere un po’ più onerose di quelle della 208: nei tagliandi effettuati presso la rete ufficiale bisogna tenere conto dei costi della manodopera superiori del 15-20% circa. Per quanto riguarda le “noie” più frequenti, si segnalano solo alcuni casi di usura precoce delle pastiglie dei freni. Appena sentite dei fischi, fatele controllare ed eventualmente sostituire: ignorando il problema, rischiate di danneggiare i dischi e di dover cambiare anche quelli (spendendo il triplo). Talvolta compare un messaggio relativo all’indisponibilità della frenata automatica: se il radar non è sporco significa che la batteria è a fine vita e va rimpiazzata con una nuova.

La plancia è costruita con cura e ha un design originale: bisogna, però, viaggiare raccolti; altrimenti, la corona del piccolo volante esagonale copre parte del cruscotto rialzato. Lo schermo a sfioramento di 7” distrae: i comandi per regolare la temperatura del “clima” si trovano solo sul monitor e occupano oltretutto parte dell’area utile del display. L’abitacolo è comodo per quattro adulti, a patto però che chi sta dietro non sia alto: lo spazio a disposizione delle gambe e della testa non è molto e l’accessibilità è penalizzata dalle porte posteriori strette. In compenso ci sono le utili maniglie d’appiglio nel soffitto. Anche la capacità del baule non è granché (colpa pure del lunotto assai inclinato) e il vano ha un’apertura stretta.

Ha una plancia morbida al tatto che dà una sensazione di qualità ma i pannelli porta hanno un aspetto economico e sono in plastica dura. Ha due schermi di 8”: il cruscotto digitale e il reattivo display “touch” centrale che consente di gestire un sistema multimediale non sempre intuitivo. Interessante la connettività con Android Auto e Apple CarPlay wireless: nella Peugeot ci vuole il cavo. Davanti c’è parecchio spazio e dietro due adulti viaggiano comodi ma chi sta al centro del divano deve fare i conti con una seduta rialzata e più rigida. Il tunnel nel pavimento, inoltre, interferisce con i piedi e mancano le maniglie nel soffitto. Il baule, più capiente di quello della 208, ha un pratico doppiofondo e una soglia di carico bassa.

Al lancio, nel 2019, c’erano la 1.2 a tre cilindri a benzina (con 75 CV oppure, grazie all’aggiunta del turbo, 101 o 131 CV), la 1.5 turbodiesel da 102 CV e l’elettrica da 136 CV (la e-208, con 340 km di autonomia media ufficiale). Nel 2023, in occasione del restyling, il propulsore a gasolio sparisce. Per l’elettrica, alla versione da 136 CV si affianca quella da 156. Inoltre il 1.2 turbo a tre cilindri a benzina più grintoso lascia spazio a due versioni ibride mild da 101 o 136 CV, disponibili esclusivamente con un cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti.

Nel 2017 era proposta in sette versioni, da 1 a 1,6 litri, con potenze da 65 a 116 CV. I motori erano a benzina, a metano (col 1.0 turbo da 90 CV) o diesel. La sportiva GTI (col 2.0 turbo da 200 CV) debutta l’anno successivo, in concomitanza con l’incremento di potenza del 1.0 a tre cilindri aspirato (da 75 a 80 CV), mentre risale al 2019 l’esordio del 1.5 turbo a benzina da 150 CV. La variante diesel abbandona il listino nel 2020 e l’anno dopo è la volta di un restyling che porta 7 cavalli in più alla GTI e l’addio alle scene del 1.5.

Nei test effettuati dall’Euro NCAP ha meritato solo quattro stelle, e stiamo parlando di prove del 2019, meno severe rispetto a quelle di oggi. Le più importanti criticità riguardano la protezione marginale del torace del conducente nell’urto laterale contro il palo e in quello frontale. Ben salvaguardati, invece, i bambini a bordo e gli occupanti in caso di “crash” laterale contro la barriera. L’auto ha gli airbag frontali, laterali e per la testa, l’avviso in caso di uscita involontaria dalla corsia, la frenata automatica (che fatica a rilevare gli utenti vulnerabili come i ciclisti) e il riconoscimento dei limiti di velocità.

La tedesca si è fregiata delle cinque stelle nei test dell’Euro NCAP in due occasioni: nel 2017 e cinque anni dopo, in occasione del restyling (con criteri più rigidi). Si è comportata bene in tutte le prove, mostrando solo qualche lieve criticità nella protezione della testa e del torace dei bambini. La dotazione di assistenti alla guida e di dispositivi di sicurezza è ancora più ricca di quella della Peugeot: oltre agli accessori già presenti nella 208 troviamo infatti il mantenimento in corsia e persino l’airbag centrale. Quest’ultimo, in caso di impatto laterale, limita i movimenti di chi sta davanti e impedisce alle teste dei passeggeri anteriori di scontrarsi tra loro.

La più diffusa è la ricca Allure Pack, seguita dalla Active e dalla Allure. Le maggiori richieste sono per la 1.2 turbo a tre cilindri a benzina da 101 CV e per la 1.5 turbodiesel da 102 CV. Quest’ultima, però, è consigliata solo a chi vive in zone non soggette a blocchi del traffico dovuti all’inquinamento. Anche la variante elettrica, che nel 2021 rappresentava quasi il 12% delle vendite totali della 208, si trova con facilità di seconda mano.

La 1.0 turbo a tre cilindri a benzina da 95 CV è la più facile da trovare, insieme alla 1.0 da 80 CV (molto fiacca in ripresa) e a quella a metano da 90 CV. Meno comuni la 1.0 da 110 CV e la GTI, rarissima. Cinque gli allestimenti: il più diffuso è il Life (con anche il sedile del passeggero regolabile in altezza), seguito dallo sportiveggiante R-Line (che dispone anche del cruise control adattativo) e dal lussuoso Style, con fari a matrice di led.
Nel complesso, prevale la Volkswagen Polo. Meno originale della francese, è, però, più affidabile e offre più spazio ai passeggeri e ai bagagli. La Peugeot, dal canto suo, è più curata nelle finiture e ha quotazioni più basse. Entrambi i modelli sono diffusi e hanno una gamma ricca: la 208 c’è anche ibrida o elettrica mentre la tedesca si trova pure nella variante a metano. Il nostro giudizio è formulato tenendo conto della categoria e del prezzo delle vetture e prendendo in esame tutti i propulsori della gamma, fin dal debutto.









