Entrambe sono state sostituite dai nuovi modelli nel 2024, ma la Lancia Ypsilon e la Suzuki Swift della generazione precedente restano molto apprezzate di seconda mano. Punti di forza sono gli ingombri contenuti (la lunghezza è sui 385 cm), la facilità di guida, le quotazioni non esagerate e i bassi costi di gestione. L’elegante italiana c’è anche a Gpl o a metano, la giapponese risponde con uno stile grintoso e con varianti 4x4 o sportive.
La svalutazione è simile, per cui la Swift, più cara da nuova, si paga un po’ di più anche come usata. In compenso ha molti più accessori e gli esemplari più recenti godono ancora della garanzia della casa: la copertura della Ypsilon durava due anni, quella della Swift tre (o 100.000 km, in base al traguardo raggiunto prima).
Qui sotto il confronto diretto tra auto immatricolate nel 2023, nelle versioni mild hybrid a benzina. La Ypsilon, più facile da trovare di seconda mano, monta un 1.0 a tre cilindri da 70 CV abbinato a un cambio manuale a sei marce. La Swift, spinta da un 1.2 (abbinabile alla trasmissione automatica) con un pistone e 13 CV in più, è frutto di un progetto più recente: è arrivata nei nostri listini nel 2017, mentre la Lancia debuttava ben sei anni prima.

Agile e comoda, dà il meglio in città: le sospensioni assorbono “alla grande” lo sconnesso e il 1.0 vibra poco o nulla pur avendo solo tre cilindri. La spinta, però, è scarsa: nella prova del n. 8.2020 l’auto ha impiegato ben 15,8 secondi nello “0-100”. Per avere un po’ di brio occorre sfruttare spesso il cambio a 6 marce, che ha innesti precisi e una comoda leva rialzata. Buoni anche i consumi, con 17,5 km/l rilevati. Lo sterzo è leggero e poco preciso e la frenata è lunga.
| LANCIA YPSILON 1.0 Hybrid Platino | |
| Nel 2023 costava € | 19.550 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/999/3 |
| Potenza kW (CV)/giri | 52 (70)/6000 |
| Cambio | 6 marce + “retro” |
| Velocità max km/h | 163 |
| 0-100 km/h secondi | 14,2 |
| Consumo medio km/l | 20,4 |
| Lungh./largh./alt. cm | 384/168/152 |
| Capacità di carico litri | 245/820 |

È nettamente più brillante della rivale: nella prova del n. 3.2021, sullo “0-100” ha fatto fermare il cronometro a soli 11,8 secondi, oltre uno in meno rispetto al valore dichiarato. Merito del motore 1.2 a quattro cilindri da 83 CV, ma anche dei 115 kg in meno. Un po’ più “ferma” di sospensioni, è anche più maneggevole fra le curve. Ha uno sterzo e un cambio precisi e si accontenta di pochissimo carburante: cinque anni fa, abbiamo rilevato una percorrenza media di 18,8 km con un litro di benzina.
| SUZUKI SWIFT 1.2 Hybrid Top | |
| Nel 2023 costava € | 22.000 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/1197/4 |
| Potenza kW (CV)/giri | 61 (83)/6000 |
| Cambio | 5 marce + “retro” |
| Velocità max km/h | 175 |
| 0-100 km/h secondi | 13,1 |
| Consumo medio km/l | 21,3 |
| Lungh./largh./alt. cm | 385/174/148 |
| Capacità di carico litri | 265/947 |

Se cercando di abbassare il volume si ottiene l’effetto opposto, la manopola va aggiustata. Più preoccupante la spia dell’Abs accesa nel cruscotto: potrebbe trattarsi dei cavi che, sfregando contro la base della batteria a 12 V, alla lunga si sono danneggiati: il cablaggio va sostituito per evitare problemi in frenata. Nelle auto più vecchie si segnalano anche spegnimenti improvvisi dei fari, che richiedono un controllo dell’impianto elettrico.
I bicilindrici 0.9 possono mostrare cali di potenza dovuti alla valvola wastegate, che controlla la pressione di sovralimentazione (va rimpiazzata per evitare rotture del turbo) e nelle versioni a metano anche irregolarità di funzionamento: nella maggior parte dei casi basta riprogrammare la centralina elettronica, altrimenti serve un nuovo sensore di pressione.
Da verificare anche i cuscinetti reggispinta delle sospensioni anteriori: se girando il volante si avvertono rumori marcati, è il momento di cambiarli. C’è stato infine un richiamo per i bulloni mal serrati delle ruote.

Anche lei non è esente da noie. La rara accensione di spie nel cruscotto si risolve semplicemente spegnendo e riavviando l’auto. Se lo Stop&Start smette di funzionare, molto probabilmente è solo colpa della batteria “affaticata” e ormai da sostituire.
Se, invece, per fermare la vettura occorre premere il pedale con molta forza, il responsabile è il servofreno, danneggiato dal rigonfiamento della valvola nella pompa del vuoto: per risolvere il problema, va cambiata. Si segnalano anche malfunzionamenti della frenata automatica, con interventi quando non ce ne sarebbe bisogno o troppo marcati: meglio far verificare i sensori in officina e, nell’attesa, ricordarsi di disattivare il sistema a ogni avviamento.
C’è stato anche un richiamo relativo agli airbag laterali (quelli integrati nei sedili) e a tendina: in alcuni casi, bastava chiudere con forza le porte posteriori per causarne l’attivazione. La soluzione: aggiornare il software difettoso del modulo dei “cuscini”.

Pur con alcune plastiche di bassa qualità, la plancia della Platino del 2023 è resa gradevole da una fascia morbida che prosegue sui pannelli porta. Tutti i comandi sono al centro, col ben leggibile cruscotto analogico, allo schermo “touch” di 7” che consente di gestire un intuitivo sistema multimediale con Apple CarPlay e Android Auto wireless e alla piastra per la ricarica dello smartphone.
In mezzo trova posto anche la comoda leva del cambio rialzata. Nel 2023 tutte avevano cinque posti, ma si sta bene solo in quattro. I sedili anteriori sono morbidi e poco avvolgenti, pensati più per il comfort che per il contenimento in curva, e dietro lo spazio per la testa è poco. Il baule è piccolo ma la soglia di carico, come nella Swift, non è troppo alta.

In pratica è lunga come la rivale, ma offre molto più spazio: davanti e dietro si viaggia comodi, con più agio per le ginocchia, e il bagagliaio è leggermente più ampio. La plancia e i pannelli porta sono realizzati con plastiche rigide, ma gli assemblaggi sono curati; gradevole il cruscotto di stile sportivo.
Al centro si trova il monitor a sfioramento di 7”: ha le stesse dimensioni di quello dell’altra, ma il sistema multimediale è meno reattivo. In più, per usare Apple CarPlay e Android Auto e per ricaricare il telefonino serve per forza un cavetto. La dotazione, però, è decisamente più ricca: ci sono il “clima” automatico, il navigatore satellitare e addirittura i sedili anteriori riscaldabili, assenti nella Ypsilon.

Debutta nel 2011 con un 1.2 da 69 CV, a benzina o a Gpl, affiancato da due turbo: il 0.9 bicilindrico a benzina da 86 CV e il 1.3 diesel da 95 CV. Nel 2013 arriva la variante a metano dello 0.9, con 80 CV. Nel 2018, tre anni dopo il restyling che aveva introdotto modifiche alla mascherina e ai materiali interni, escono di scena sia il bicilindrico a benzina sia il turbodiesel, mentre nel 2020 debutta la 1.0 tre cilindri mild hybrid a benzina da 70 CV, che rimpiazza il 1.2. Il secondo lifting del 2021 porta un sistema multimediale aggiornato e l’anno seguente scompare anche la variante a metano.

Arriva nel 2017 con due versioni a benzina, entrambe disponibili pure mild hybrid: la 1.2 con 90 CV e la brillante 1.0 turbo a tre cilindri da 111 CV (anche automatica). Fin dal debutto può essere anche 4x4 (col 1.2 mild hybrid), una soluzione rara fra le utilitarie, e con l’impianto a Gpl (montato in Italia).
Nel 2018 debutta la variante più grintosa: la Sport, spinta da un 1.4 turbo a benzina da 140 CV. Dal 2020 è offerta solo in “veste” ibrida: il tre cilindri esce di scena, mentre il 1.2 e il 1.4 vengono depotenziati rispettivamente a 83 e 129 CV, per adeguarsi alle diverse normative europee sulle emissioni inquinanti.

Il fatto che sia nata nel 2011 si nota soprattutto nell’assenza di tutti i più moderni aiuti elettronici alla guida. E nei crash test Euro NCAP del 2015, condotti con criteri molto meno severi degli attuali, aveva ottenuto solo due stelle.
Le maggiori criticità erano emerse nell’urto frontale, con scintille causate dal polo positivo della batteria che avevano incendiato il liquido dei freni fuoriuscito dalla vaschetta, e il rischio di lesioni gravi a testa e collo per chi stava davanti e dietro. Meglio la prova laterale, nonostante l’assenza degli airbag dedicati: sono presenti solo quelli frontali e per la testa. Discreta la protezione di bambini e pedoni.

Nel 2017, con criteri più rigidi rispetto a quelli usati per la Ypsilon, l’Euro NCAP aveva assegnato tre stelle per le “base” e quattro per le S e Top, le sole con la frenata automatica e l’avviso di uscita involontaria di corsia. Le auto del 2023 hanno anche avviso anti-colpo di sonno, cruise control adattativo, monitoraggio dell’angolo cieco, mantenimento in corsia e riconoscimento dei segnali stradali.
Nel 2017 il test nell’urto frontale era andato piuttosto bene, e in quelli laterali (la fiancata cozzava contro una barriera o un palo) si era raggiunto addirittura il massimo punteggio. Restano criticità nella tutela dei bambini e nell’investimento di un pedone, coi montanti del parabrezza che possono causare lesioni.

Fra le Ypsilon del 2023, le varianti 1.0 mild hybrid a benzina sono di gran lunga le più diffuse sul mercato dell’usato. Più rare quelle a Gpl, con un pistone in più e un cavallo in meno, che tre anni fa incidevano solo per l’11% sul totale delle immatricolazioni. Tra gli allestimenti, prevale la “base” Oro: rispetto alla più generosa Platino fa rinunciare però ad accessori interessanti, come i cerchi in lega di 15”, i sensori di parcheggio posteriori e la retrocamera.

Meno diffusa dell’italiana, nel 2023 era proposta solo in versione ibrida “leggera” a benzina. Il 1.2 da 83 CV è il motore che si incontra più facilmente sul mercato dell’usato mentre le grintose Sport con il 1.4 turbo da 129 CV sono quasi introvabili. Gli esemplari a trazione integrale si rintracciano senza difficoltà e possono essere una scelta sensata per chi frequenta spesso la montagna. Molto più rare, invece, le versioni automatiche con cambio a variazione continua CVT.
Il duello fra queste piccole finisce in parità. La Ypsilon è molto più diffusa e con varianti a Gpl o a metano realizzate direttamente dalla casa; qui, il risparmio sul carburante si somma alle quotazioni all’acquisto più basse rispetto a quelle della rivale. La Swift offre più spazio e una sicurezza superiore, grazie ai risultati migliori nei crash test e alla dotazione più completa. Il nostro giudizio è formulato tenendo conto della categoria e del prezzo delle vetture e considerando tutti i motori fin dal debutto.















