Un clacson, una frenata improvvisa, una precedenza non rispettata o un sorpasso giudicato pericoloso. Nel traffico sono sufficienti pochi secondi perché una normale incomprensione si trasformi in uno scambio di accuse o, nei casi peggiori, in un vero e proprio confronto.
È il fenomeno comunemente definito "road rage", espressione inglese con cui si indicano la rabbia e i comportamenti aggressivi associati alla guida. Non si tratta soltanto di una questione di nervosismo: quando si è arrabbiati, l'attenzione può spostarsi dalla strada al comportamento dell'altro automobilista, aumentando il rischio di prendere decisioni impulsive.
Per questo, davanti a una provocazione, la reazione più sicura è spesso quella meno istintiva: non rispondere.
Se siamo noi ad aver commesso un errore, un breve cenno di scuse con la mano può essere sufficiente a far capire all'altro conducente che non c'è intenzione di provocarlo. È un gesto semplice, che può evitare che una situazione banale si trasformi in una discussione.
Naturalmente non esiste un gesto capace di fermare una persona già aggressiva. In quel caso è meglio evitare qualsiasi ulteriore contatto, anche visivo, e non cercare di spiegare le proprie ragioni mentre si è alla guida.
Se invece è l'altro automobilista ad aver commesso un errore, conviene lasciar perdere. Accelerare per raggiungerlo, affiancarlo o cercare di impedirgli di proseguire significa prolungare una situazione che sarebbe invece preferibile chiudere nel minor tempo possibile.
La rabbia non dovrebbe mai tradursi in una manovra eseguita volontariamente per intimidire o provocare l'altra persona.
Sono quindi da evitare inseguimenti, frenate intenzionalmente brusche, sorpassi dimostrativi, cambi di direzione improvvisi e tentativi di bloccare un altro veicolo. Oltre ad alimentare il confronto, queste azioni possono creare una situazione di pericolo per tutti gli utenti della strada.
Anche il modo in cui si comunica può fare la differenza. Un uso prolungato del clacson, gli abbaglianti utilizzati per rimproverare chi ci precede o i gesti provocatori possono essere interpretati come una sfida e contribuire a far aumentare la tensione.
Scendere dall'auto per affrontare l'altro conducente è da evitare. Una discussione che avviene all'interno dei rispettivi veicoli mantiene almeno una distanza fisica tra le persone; uscire dall'abitacolo elimina anche questa barriera.
Non sempre la tensione nasce da quello che accade sulla strada. Fretta, stanchezza e stress possono rendere più difficile mantenere la calma davanti a un imprevisto.
Per questo è utile partire con un margine di tempo sufficiente, evitare di guidare quando si è particolarmente agitati e non considerare il traffico come una competizione. Se ci si accorge di essere troppo nervosi, rallentare e riportare l'attenzione sulla strada può aiutare a interrompere la reazione impulsiva.
La regola più importante è semplice: un errore commesso da un altro automobilista non deve diventare un nostro errore.
È questo uno degli scenari più delicati. Se dopo un diverbio l'altra auto continua a seguirci, cerca di affiancarci o tenta di farci fermare, è importante non reagire con manovre rischiose.
Non bisogna cercare di seminare l'altra vettura accelerando o guidando in modo pericoloso. Allo stesso modo, è preferibile non fermarsi in una strada isolata e non dirigersi verso casa.
Se possibile, si può raggiungere un luogo pubblico e frequentato, come un'area di servizio o un parcheggio presidiato. L'obiettivo è interrompere il contatto e trovarsi in una situazione nella quale sia possibile chiedere aiuto.
Se si ritiene che esista un pericolo concreto, si può chiamare il 112, indicando la propria posizione e spiegando cosa sta accadendo. Se possibile senza distrarsi dalla guida, è utile comunicare anche le caratteristiche dell'altro veicolo e la direzione nella quale ci si sta spostando.
Se invece ci si trova già fermi e l'altra persona si avvicina in modo minaccioso, la cosa più prudente è rimanere all'interno dell'abitacolo, con portiere e finestrini chiusi, evitando di scendere per discutere.
Non è necessario rispondere alle provocazioni né cercare di avere l'ultima parola. Se la situazione diventa pericolosa, è opportuno chiedere aiuto alle forze dell'ordine attraverso il 112.
Nel traffico può capitare di subire una manovra scorretta o di essere accusati ingiustamente. Ma cercare di dimostrare di avere ragione può trasformare un episodio di pochi secondi in una situazione molto più rischiosa.
Lasciare proseguire l'altra auto, evitare il confronto e, quando necessario, allontanarsi dalla situazione non significa necessariamente dare ragione all'altro automobilista. Significa scegliere di non aggiungere un ulteriore rischio alla strada.




