Quando si controllano gli pneumatici, si tende a guardare soprattutto quanto battistrada è rimasto e se la pressione è corretta. C’è però un altro aspetto da non sottovalutare: l’età delle gomme. Con il passare del tempo, infatti, i materiali che le compongono subiscono un processo di invecchiamento che può modificarne le caratteristiche, anche quando l’auto percorre pochi chilometri.
La velocità con cui uno pneumatico invecchia dipende da diversi fattori: le condizioni climatiche, l’esposizione al sole, le temperature, la pressione di gonfiaggio, il carico e le sollecitazioni durante la marcia. Anche il modo in cui viene conservato quando non è montato sulla vettura ha la sua importanza.
Per questo non basta stabilire quanti chilometri sono stati percorsi o verificare che il battistrada sia ancora profondo. Una gomma poco consumata non è necessariamente in condizioni ottimali, così come uno pneumatico relativamente datato non è automaticamente da buttare: occorre valutare anche il suo stato generale.

L’invecchiamento può alterare le proprietà della mescola e rendere lo pneumatico meno capace di mantenere le prestazioni per cui è stato progettato. Le conseguenze dipendono dalle condizioni effettive della gomma e non sono uguali in tutti i casi.
Tra gli aspetti da considerare c’è l’aderenza. Se lo pneumatico ha perso parte delle sue caratteristiche, può offrire prestazioni inferiori nelle frenate e nelle manovre, soprattutto quando l’asfalto è bagnato. Anche la capacità di affrontare le situazioni di emergenza può risentirne.
Con il tempo possono inoltre comparire screpolature, deformazioni o altri segni di deterioramento. In presenza di danni strutturali, aumenta il rischio di guasti durante la marcia, con conseguenze potenzialmente gravi soprattutto alle velocità autostradali.
Non bisogna però attribuire automaticamente ogni problema all’età: anche una gomma recente può deteriorarsi rapidamente se viene utilizzata con una pressione errata, subisce urti violenti o viene danneggiata da buche e ostacoli. È quindi importante controllare regolarmente tutte le ruote, compresa quella di scorta se presente.
Non esiste una scadenza universale che imponga di sostituire tutti gli pneumatici dopo un determinato numero di anni, indipendentemente dalle loro condizioni. La normativa stabilisce requisiti relativi, tra l’altro, all’efficienza delle gomme e alla profondità del battistrada, ma non prevede una scadenza generale legata alla sola data di fabbricazione.
Le indicazioni dei produttori aiutano però a stabilire quando intensificare i controlli. La Michelin consiglia di far verificare gli pneumatici da uno specialista almeno una volta all’anno dopo cinque anni di utilizzo. Come misura precauzionale, raccomanda inoltre di sostituirli quando sono trascorsi dieci anni dalla data di produzione, anche se sembrano ancora in buone condizioni.
Anche la Continental indica i dieci anni come limite oltre il quale sostituire le gomme, comprese quelle di scorta. Si tratta di una raccomandazione prudenziale dei produttori, non di una scadenza di legge valida per tutti gli pneumatici.
Naturalmente, non bisogna aspettare dieci anni se le gomme sono già usurate, danneggiate o mostrano anomalie. La sostituzione può essere necessaria molto prima, in funzione dell’utilizzo, della manutenzione e delle condizioni rilevate durante i controlli.

Per conoscere l’età di uno pneumatico bisogna cercare sul fianco la marcatura identificativa che comprende la sigla DOT. Le ultime quattro cifre del relativo codice di data indicano la settimana e l’anno di produzione. Le prime due cifre indicano la settimana, mentre le ultime due identificano l’anno. Per esempio, il codice 0824 significa che lo pneumatico è stato prodotto nell’ottava settimana del 2024, cioè a febbraio.
La data di fabbricazione non coincide con quella di acquisto o di montaggio sull’auto. Una gomma può essere stata prodotta mesi prima di essere venduta e installata: per valutarne l’idoneità, tuttavia, bisogna considerare anche come è stata conservata e le indicazioni del produttore.
L’ispezione visiva è un primo controllo utile, ma non permette da sola di stabilire con certezza se uno pneumatico sia sicuro. È bene prestare attenzione a diversi segnali.
Crepe e screpolature: possono comparire sul fianco o nelle scanalature del battistrada e indicare un deterioramento della gomma.
Rigonfiamenti o deformazioni: possono segnalare un danno alla struttura interna. In questi casi è necessario far controllare subito lo pneumatico e non continuare a utilizzarlo se si sospetta un problema di sicurezza.
Usura irregolare: se il battistrada è consumato soprattutto sui bordi o al centro, può esserci un problema di pressione, assetto o sospensioni.
Perdita di pressione frequente: può dipendere da una foratura, da una valvola difettosa o da altri problemi che richiedono una verifica.
Vibrazioni o rumori insoliti: se compaiono o aumentano durante la marcia, è opportuno far controllare ruote e pneumatici.
Il limite minimo legale di profondità del battistrada per le autovetture è di 1,6 mm. Raggiunta questa soglia, lo pneumatico deve essere sostituito. È comunque opportuno verificare le condizioni delle gomme anche prima, perché la capacità di frenata sul bagnato e la resistenza all’aquaplaning possono peggiorare con il diminuire del battistrada.
In caso di tagli, rigonfiamenti o danni sospetti, è meglio rivolgersi tempestivamente a un professionista: non tutti i problemi sono visibili dall’esterno.

Una corretta manutenzione aiuta a limitare l’usura prematura, anche se non può arrestare completamente l’invecchiamento dei materiali. La prima regola è controllare la pressione almeno una volta al mese e prima di un viaggio lungo, seguendo i valori indicati dal costruttore dell’auto.
È importante anche verificare periodicamente lo stato del battistrada e dei fianchi, evitare di urtare marciapiedi e buche quando possibile e far controllare l’assetto se si nota un consumo anomalo.
Quando gli pneumatici vengono smontati per il cambio stagionale, vanno conservati in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole, lontano da fonti di calore e sostanze che potrebbero danneggiare la gomma. Le modalità di stoccaggio devono essere adeguate anche al tipo di pneumatico e alla presenza o meno del cerchio.
Infine, quando si acquista un treno di gomme nuovo, è utile conoscere la data di produzione, ma non bisogna considerarla l’unico criterio di scelta. Uno pneumatico fabbricato da qualche tempo, se conservato correttamente e conforme alle indicazioni del produttore, non è automaticamente meno sicuro di uno appena uscito dalla fabbrica.
La regola più importante è controllare le gomme con regolarità e sostituirle quando usura, danni, invecchiamento o indicazioni del produttore lo rendono necessario.








