L'autonomia dichiarata di un'auto elettrica non è un valore fisso. A cambiare il numero di chilometri che si possono percorrere con una ricarica sono soprattutto la velocità, la temperatura esterna, il tipo di percorso e il modo in cui si guida. Ma anche alcuni dettagli apparentemente secondari, come la pressione degli pneumatici o il peso trasportato, possono incidere sui consumi.
Il principio da tenere a mente è semplice: un'auto elettrica è particolarmente efficiente quando deve vincere poche resistenze e quando l'energia utilizzata per muoverla non viene trasformata inutilmente in calore. Il recupero in frenata permette inoltre di riportare nella batteria una parte dell'energia che altrimenti andrebbe persa.
Ecco quindi 10 accorgimenti che possono aiutare a ottenere più chilometri dalla stessa quantità di energia.

Il fattore che più facilmente può far aumentare i consumi nei trasferimenti extraurbani è la velocità. All'aumentare dell'andatura cresce infatti rapidamente la resistenza dell'aria e, di conseguenza, aumenta l'energia necessaria per mantenere il movimento.
È il motivo per cui un'auto elettrica può risultare molto efficiente in città, dove le velocità sono contenute e il recupero dell'energia durante le decelerazioni è frequente, ma consumare sensibilmente di più in autostrada. Non significa necessariamente viaggiare molto al di sotto dei limiti: anche evitare accelerazioni e velocità inutilmente elevate può essere sufficiente per ridurre il consumo indicato dal computer di bordo.
Il motore elettrico non ha bisogno di essere portato a un determinato regime per sviluppare la coppia: la risposta all'acceleratore è immediata. È uno dei motivi per cui le auto elettriche possono essere molto rapide nelle partenze.
Ma sfruttare continuamente tutta questa spinta ha un prezzo in termini di energia. Per ottenere la massima autonomia conviene quindi accelerare in modo progressivo, soprattutto dopo una ripartenza e nei sorpassi, evitando di alternare brusche accelerazioni e frenate.
La guida efficiente non significa procedere lentamente: significa cercare di mantenere il più possibile una velocità regolare.

Una parte dell'energia utilizzata per accelerare l'auto può essere recuperata attraverso la frenata rigenerativa. Il motore elettrico funziona in questo caso come un generatore e restituisce alla batteria una parte dell'energia cinetica della vettura. Ma recuperare energia è meno conveniente che non doverla consumare in precedenza.
Se, per esempio, davanti a noi c'è un semaforo rosso, continuare ad accelerare fino a pochi metri dall'incrocio per poi frenare significa prima utilizzare energia e poi recuperarne soltanto una parte. Meglio invece anticipare la decelerazione e sfruttare il rilascio dell'acceleratore e la rigenerazione.
In molti casi, quindi, lo stile di guida più efficiente è quello che riduce al minimo il ricorso sia all'acceleratore sia al freno.
Sulle strade a scorrimento veloce l'aerodinamica diventa particolarmente importante. Per questo una differenza apparentemente modesta nell'andatura può avere un effetto sensibile sul consumo.
È anche uno dei motivi per cui l'autonomia reale di un'elettrica può essere molto diversa da quella ottenuta nei percorsi urbani. La velocità elevata penalizza infatti l'efficienza più delle continue variazioni di ritmo tipiche della città, dove il recupero dell'energia in decelerazione può dare un contributo significativo.
Quando l'obiettivo è arrivare a destinazione senza una sosta supplementare alla colonnina, quindi, mantenere un'andatura regolare e moderata può essere più efficace che cercare di recuperare chilometri attraverso una guida particolarmente attenta nelle fasi di frenata.
A differenza di un'auto con motore termico, un'elettrica non può sfruttare direttamente il calore prodotto dal motore per riscaldare l'abitacolo. Il riscaldamento deve quindi utilizzare energia della batteria.
Il problema è particolarmente evidente in inverno. Secondo il Department of Energy statunitense, alle basse temperature il consumo delle auto elettriche può aumentare sensibilmente e il riscaldamento dell'abitacolo rappresenta uno dei principali fattori che contribuiscono alla riduzione dell'autonomia.
Per questo, quando disponibile, la pompa di calore è un equipaggiamento interessante per chi utilizza l'auto in climi freddi: può riscaldare l'abitacolo con un consumo inferiore rispetto a un sistema basato esclusivamente su una resistenza elettrica. Anche d'estate il climatizzatore richiede energia, ma generalmente il suo impatto sull'autonomia è meno marcato rispetto al riscaldamento in condizioni invernali molto fredde.

Un trucco particolarmente utile nei mesi freddi è utilizzare il pre-condizionamento dell'abitacolo mentre l'auto è ancora collegata alla rete elettrica. In questo modo una parte dell'energia necessaria per portare abitacolo e, sui modelli che lo consentono, batteria nelle condizioni ottimali viene fornita dalla rete anziché essere prelevata durante il viaggio. Il vantaggio può essere particolarmente importante nelle partenze a freddo, quando batteria e abitacolo devono essere portati alla temperatura corretta.
È un'operazione banale, ma spesso trascurata. Gli pneumatici sgonfi aumentano la resistenza al rotolamento e richiedono più energia per far avanzare la vettura. Per questo è opportuno controllare periodicamente la pressione, utilizzando i valori indicati dal costruttore.
Sulle elettriche è inoltre particolarmente importante scegliere pneumatici adatti alla vettura: peso, coppia immediata e caratteristiche aerodinamiche possono rendere vantaggiosi prodotti progettati specificamente per ridurre la resistenza al rotolamento.
Ogni chilogrammo in più deve essere accelerato e rallentato. Il peso non ha però lo stesso effetto in tutte le condizioni: incide soprattutto nei percorsi caratterizzati da frequenti variazioni di velocità e sulle strade in salita. Non serve certo svuotare l'auto all'inverosimile, ma evitare di viaggiare abitualmente con oggetti pesanti che non servono è una buona abitudine.
Ancora più importante è eliminare gli elementi esterni che aumentano la resistenza dell'aria. Portapacchi, barre sul tetto e portabiciclette possono penalizzare l'efficienza soprattutto alle velocità più elevate: se non vengono utilizzati, meglio rimuoverli.

Quando si deve percorrere una lunga distanza, non conta soltanto il numero di chilometri. Anche il tipo di strada può cambiare sensibilmente il consumo. Un itinerario leggermente più lungo ma caratterizzato da velocità inferiori può, in determinate condizioni, richiedere meno energia di un percorso più breve che prevede molti chilometri in autostrada.
I navigatori delle auto elettriche più evolute possono tenere conto del consumo previsto, della topografia e delle possibilità di ricarica. Prima di partire conviene quindi controllare il percorso e, soprattutto per i viaggi lunghi, individuare in anticipo le eventuali soste.
L'obiettivo non è soltanto arrivare con più autonomia residua, ma evitare una ricarica non necessaria lungo il tragitto.
Molte elettriche dispongono di modalità di guida che modificano la risposta dell'acceleratore e, a seconda del modello, la potenza disponibile e il funzionamento del climatizzatore.
La modalità Eco può quindi essere utile nei viaggi in cui l'autonomia è più importante delle prestazioni. Non fa miracoli: se si guida allo stesso modo, la differenza può essere limitata. Ma può rendere più progressiva la risposta dell'acceleratore e aiutare a evitare richieste di potenza eccessive.
È comunque importante non confondere la modalità Eco con una guida necessariamente più efficiente: il comportamento del conducente rimane il fattore decisivo.
È una delle domande più frequenti tra chi guida un'elettrica. Non esiste una percentuale valida per tutte le auto, perché il risultato dipende dalla temperatura, dal modello, dalla batteria, dalla velocità e dall'utilizzo del riscaldamento. Le prove del Department of Energy indicano però che, in condizioni di freddo, le elettriche possono registrare riduzioni dell'efficienza molto più marcate rispetto alle auto tradizionali. In uno dei test citati dall'ente americano, a basse temperature la diminuzione dell'efficienza delle elettriche arrivava a circa il 40%.
Per questo è normale vedere il consumo aumentare in inverno: non significa necessariamente che la batteria abbia un problema.
La frenata rigenerativa è uno dei punti di forza delle auto elettriche, ma non deve diventare una scusa per guidare in modo aggressivo. L'energia recuperata durante una decelerazione è infatti soltanto una parte di quella precedentemente utilizzata per accelerare. Il modo più efficace per aumentare l'autonomia rimane quindi evitare di consumare energia inutilmente: velocità moderata, accelerazioni progressive, pneumatici alla pressione corretta, climatizzazione usata con criterio e un percorso scelto in funzione delle condizioni. Sono accorgimenti semplici, che non richiedono modifiche all'auto e che, soprattutto nei viaggi lunghi, possono fare la differenza tra arrivare a destinazione senza fermarsi e dover cercare una colonnina lungo il percorso.































































































