Durante l’estate è abbastanza usuale lasciare l’auto parcheggiata per ore al sole e trovare l’abitacolo trasformato in un vero e proprio forno, con il volante che scotta talmente tanto da renderlo quasi impossibile da impugnare. Oppure, ribaltando lo scenario in pieno inverno, trovarsi raschiare il ghiaccio dal parabrezza con le mani congelate prima di potersi mettere in viaggio.
Tuttavia, per chi possiede un’auto elettrica o un’ibrida ricaricabile, tutto questo può essere solo un fastidioso ricordo. Merito del precondizionamento dell’abitacolo, una funzionalità che permette di regolare la temperatura interna della vettura prima ancora di aprire la portiera, in modo da salire a bordo dell’auto con il clima ideale per guidare.

A differenza delle auto tradizionali a benzina o diesel, che per riscaldare o rinfrescare l’ambiente hanno bisogno che il motore termico sia acceso e in temperatura, le vetture dotate di una spina sfruttano la presenza dei compressori elettrici per il condizionatore e delle resistenze, o più efficienti pompe di calore, per il riscaldamento. Tutto questo viene alimentato direttamente dalla batteria di trazione ad alta tensione o, se l’auto è in ricarica, dall’energia elettrica prelevata dall’esterno.
Per attivare il sistema non serve nemmeno scendere di casa: basta utilizzare l’applicazione del costruttore sul proprio smartphone per avviare la climatizzazione immediata o, in alcuni casi, è possibile programmare un vero e proprio calendario settimanale in base ai propri orari di partenza abituali.

I vantaggi di questa tecnologia non si limitano al solo comfort termico dei passeggeri, ma si riflettono in modo importante sull’efficienza complessiva del veicolo. Il momento in cui il climatizzatore consuma la maggiore quantità di energia è proprio la fase iniziale, quando deve abbattere i 50 gradi dell’abitacolo surriscaldato o contrastare il gelo invernale.
Se questa operazione viene compiuta mentre l’auto è ancora collegata alla colonnina di ricarica o alla wallbox di casa, l’energia necessaria viene prelevata direttamente dalla rete elettrica e non dalla batteria. In questo modo si inizia il viaggio con l’abitacolo già alla temperatura desiderata e con il 100% di carica residua, salvaguardando l’autonomia complessiva che, specialmente nei mesi più freddi, risente parecchio dell’uso del riscaldamento.

Per sfruttare al meglio questa tecnologia ed evitare brutte sorprese, è bene tenere a mente alcune semplici regole. Molti costruttori impostano una soglia minima di carica della batteria, solitamente intorno al venti per cento, al di sotto della quale il precondizionamento da remoto viene disattivato per evitare di rimanere a secco.
Inoltre, se l’auto non è collegata alla presa di corrente, il sistema si spegne automaticamente dopo circa dieci o quindici minuti per non intaccare eccessivamente i chilometri di autonomia. Un piccolo accorgimento utile per l’inverno consiste poi nell’attivare, sempre tramite l’applicazione, anche il riscaldamento dei sedili e del volante, che consuma molta meno energia rispetto al flusso d’aria calda dei condotti principali ma garantisce un’immediata sensazione di calore.









