Se cercate una piccola crossover alla moda e ben guidabile, valutate l’Audi Q2 o la Peugeot 2008. Vivaci, con un design spigoloso e comode per quattro, sono diverse in tutto il resto: la tedesca, nata nel 2016, è più maneggevole e ha una posizione di guida più classica e adattabile, mentre la francese è più moderna (il modello è del 2019) e morbida sullo sconnesso. Puntando su un usato “fresco” (qui sotto consideriamo auto del 2022) e ben tenute, si può risparmiare parecchio rispetto alla corrispondente auto nuova.
La Q2 è considerata un usato di lusso e questo (insieme al fatto che l’auto oggi in vendita è in pratica come quella di tre anni fa) giustifica le quotazioni molto più alte; anche i ricambi sono spesso più costosi. La 2008 è invece stata aggiornata nel frontale nel 2023. Entrambe sono disponibili a benzina o diesel: la tedesca c’è anche a trazione integrale, mentre la francese ha una gamma che comprende anche delle ibride leggere (arrivate di recente) o delle elettriche. Le versioni di cui parliamo, diffuse e facili da trovare, sono spinte da motori turbo a benzina: un 1.5 a quattro cilindri per l’Audi e un 1.2 a tre cilindri per la Peugeot. Si potevano avere, pagando un extra, con il cambio automatico: un robotizzato a doppia frizione a sette marce per la Q2 e una trasmissione con convertitore di coppia a otto rapporti per la 2008.

Agile e con un’elevata tenuta di strada, ha un 1.5 turbo a benzina con 19 CV in più rispetto a quello della 2008. Secondo i dati ufficiali è più vivace, ma anche più assetata della francese. Le Admired hanno i cerchi in lega di 18” (nella 2008 sono di 17”) e il “clima” bizona (nell’altra è monozona). Come la rivale, ha i sensori di parcheggio posteriori.
| AUDI Q2 35 TFSI Admired | |
| Nel 2022 costava € | 32.600 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/1498/4 |
| Potenza kW (CV)/giri | 110 (150)/5000 |
| Cambio | 6 marce + retro |
| Velocità max km/h | 218 |
| 0-100 km/h secondi | 8,6 |
| Consumo medio km/l | 17,2 |
| Lungh./largh./alt. cm | 421/179/151 |
| Capacità di carico litri | 405/1050 |

Più soffice sulle buche rispetto all’Audi, frena bene e ha un 1.2 turbo a tre cilindri silenzioso e pronto ai bassi regimi. Bassi i consumi: 15,6 km/l rilevati nel nostro test del n. 4. 2020 (18,9 fuori città). La Allure Pack ha le barre sul tetto (non previste per la Q2), i retrovisori ripiegabili (oltre che regolabili) elettricamente e i vetri posteriori scuri. Questi ultimi due accessori erano optional nella tedesca.
| PEUGEOT 2008 1.2 PureTech T. Allure P. | |
| Nel 2022 costava € | 28.520 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/1199/3 |
| Potenza kW (CV)/giri | 96 (131)/5500 |
| Cambio | 6 marce + retro |
| Velocità max km/h | 196 |
| 0-100 km/h secondi | 8,9 |
| Consumo medio km/l | 18,2 |
| Lungh./largh./alt. cm | 430/177/155 |
| Capacità di carico litri | 434/1467 |

Le auto del 2022 sono piuttosto affidabili, ma qualche controllo da fare rimane. I ritardi del sistema multimediale si risolvono con un aggiornamento del software, mentre i mancati segnali acustici da parte dei sensori di parcheggio posteriori dipendono da un fusibile bruciato, da cambiare. Accensioni immotivate di spie nel cruscotto sono dovute alla bassa tensione della batteria a 12 volt, che va sostituita per far tornare tutto alla normalità. La spia dell’anomalia Fap (nelle diesel) si illumina invece quando il filtro antiparticolato è intasato. Per risolvere il problema bisogna effettuare una rigenerazione forzata in officina, mentre per prevenirlo si consiglia di non spegnere il motore durante la procedura di rigenerazione spontanea: cioè quando, da fermi, il 1.5 resta sui 1000 giri, la ventola di raffreddamento del radiatore è in funzione e si sente un leggero odore di bruciato dallo scarico. Per quanto riguarda i richiami, ce n’è stato solo uno di una certa importanza che ha riguardato la piastra del pedale del freno che poteva staccarsi.

Nei 1.2 a benzina la cinghia di distribuzione a bagno d’olio può deteriorarsi prima del previsto, causando danni costosi. Per controllarla, a motore spento, basta svitare il tappo del lubrificante: si riesce a intravederla. Sintomi sono l’avviso di bassa pressione dell’olio nel cruscotto e uno sforzo eccessivo per premere il pedale del freno (frammenti della cinghia hanno ostruito rispettivamente il filtro nella coppa e quello della pompa a vuoto). Rispettare gli intervalli di sostituzione del lubrificante, soprattutto se l’auto è usata per brevi tragitti, aiuta a prevenire il problema (che non si verifica nelle mild hybrid, dotate di catena invece che di cinghia). Nelle diesel, invece, l’iniettore dell’additivo antinquinamento AdBlue può smettere di funzionare, bloccando l’auto; va cambiato. Forti rumori metallici all’avviamento sono invece dovuti alla catena da 7 mm usurata; la casa la sostituisce (ma solo dopo i 120.000 km o se c’è rischio rottura) con una di 8 mm, ma prima di tutto si cambia l’olio motore raccomandato con uno più denso (5W-30).

La plancia ha un aspetto un po’ datato. La chiara strumentazione è analogica (il grande cruscotto digitale di 12,3” era optional) e il piccolo display centrale di 8,3” è diventato “touch” solo nel 2024 (negli esemplari più anziani, il valido sistema multimediale si gestisce attraverso una grande rotella fra le poltrone). L’abitacolo è curato, ma ci sono diverse plastiche sottotono nelle parti inferiori della plancia e dei pannelli delle porte. Più corta di 9 cm rispetto alla Peugeot, è comunque comoda per quattro ma c’è poco agio per le gambe del passeggero seduto al centro del divano e il baule offre 29 litri in meno (ben 417 se si reclinano i sedili posteriori) ma resta ampio. La soglia di carico, però, è piuttosto distante da terra (ci sono 5 cm in più rispetto a quella della francese).

Rivestita con materiali gradevoli alla vista e assemblata con precisione, la plancia presenta plastiche morbide nella parte superiore, mentre sotto imita la fibra di carbonio. I tasti a sfioramento nella consolle, però, non sono facili da individuare, le bocchette d’aerazione sono piccole e bisogna tenere il volante molto in basso per non coprire parzialmente la strumentazione. Il cruscotto digitale di 10” ha un design evoluto ma alcune schermate non sono ben leggibili, mentre il display a sfioramento che permette di gestire il reattivo sistema multimediale è di soli 7”: quello di 10” era optional. Ampia per quattro (il tunnel voluminoso toglie spazio a chi si trova al centro del divano) e con sedili comodi, ha un bagagliaio più grande di quello della Q2 e la soglia di carico non è troppo alta.

Al lancio, nel 2016, questa crossover era proposta in quattro versioni, a trazione anteriore o integrale. Tutti turbo (come sarà anche in seguito) i motori: un 1.4 a benzina da 150 CV e tre diesel (un 1.6 da 116 CV e un 2.0 con 150 o 190 CV). Arrivano poi altre versioni a benzina: nel 2017 la 1.0 a tre cilindri da 116 CV, nel 2019 la 1.5 da 150 CV e la sportiva SQ2, 4x4 con un 2.0 da ben 300 CV. Due anni più tardi è la volta di un restyling frontale (con il 1.0 che passa a 110 CV).

Nel 2019 debutta col 1.2 a tre cilindri a benzina da 102, 131 o 155 CV, il 1.5 diesel con 102 o 131 CV o l’elettrico da 136 CV. Nel 2020, la versione a gasolio meno potente sale a 110 CV ma lascia il listino già nel 2022 (come quella da 155 CV). Col restyling del 2023 arrivano modifiche al frontale, alla parte posteriore e agli interni ed esordisce l’elettrica e-2008 da 156 CV. L’anno successivo vede arrivare la versione mild hybrid della 1.2, per la quale all’inizio si dichiarano 136 CV e dal 2025 145 (ma la meccanica è la stessa); sparisce l’elettrica meno potente.

Nei test effettuati dall’Euro NCAP ha meritato cinque stelle ma nel 2016, quando i criteri erano molto meno severi di quelli in vigore oggi. All’epoca fece registrare ottimi risultati, mostrando qualche criticità solo nella protezione della tibia del guidatore nell’urto frontale e nella salvaguardia dei pedoni investiti (troppo rigido il bordo anteriore del cofano). Nel 2022 aveva una dotazione di sicurezza “povera”: sei airbag, attacchi isofix, frenata automatica d’emergenza e poco altro.

È stata valutata nel 2019: ha protetto molto bene gli adulti e i bambini negli urti frontali e laterali, mentre non è stata altrettanto virtuosa con i pedoni. Il risultato? Quattro stelle o cinque con la frenata automatica “evoluta”, che funziona anche di notte, ad alta velocità o con i ciclisti (standard solo nelle versioni più lussuose). Tutte avevano di serie due accessori optional nell’Audi: il mantenimento in corsia e il riconoscimento dei segnali stradali.

Le Admired sono le più richieste, ma anche le Admired Advanced (che aggiungono personalizzazioni estetiche) e la “povera” versione “base” (con “clima” solo monozona e priva persino del computer di bordo al centro del cruscotto) sono piuttosto diffuse. Le turbodiesel (e in modo particolare la 2.0 da 116 CV) si trovano più facilmente delle versioni a benzina: tra queste ultime, la 1.5 da 150 CV è più apprezzata della meno costosa 1.0 a tre cilindri. Molto rara, invece, la sportiva SQ2.

La 1.2 turbo a tre cilindri a benzina da 131 CV è la più facile da trovare, seguita dalla 1.5 turbodiesel di pari potenza. Le 1.2 a benzina da 102 CV non sono molte e ancora meno diffuse sono le elettriche e-2008. Quattro gli allestimenti, con il generoso Allure Pack che recita la parte del leone, seguito dall’ancora più ricca versione GT. Quest’ultima aggiunge, tra l’altro, la pedaliera in alluminio, i sensori di parcheggio anche anteriori, il tetto nero a contrasto e il volante in pelle traforata.
Tra queste piccole crossover, prevale la Peugeot 2008. Frutto di un progetto più moderno (è nata nel 2019 mentre la rivale nel 2016), si trova a prezzi più bassi, è disponibile anche ibrida e ha una dotazione tecnologica e di sicurezza più ricca. L’Audi è molto più affidabile, tiene meglio il valore dell’usato e si può avere anche con la trazione integrale. Il nostro giudizio è formulato tenendo conto della categoria e del prezzo della vettura e prendendo in considerazione tutti i motori della gamma, fin dal debutto.









