In Cina prima di comprare un'auto devi ottenere la targa

Legge e burocrazia
Pubblicato 15 settembre 2025

In alcune metropoli cinesi chi acquista un’auto termica deve partecipare a un'asta per ottenere una delle poche targhe messe a disposizione ogni mese.

targa cinese

SOLUZIONE DRASTICA

L’inquinamento e la congestione delle strade sono due problemi molto sentiti nelle grandi città cinesi. Per cercare di mettere tenere sotto controllo il numero di auto circolanti, il governo di Pechino ha introdotto un sistema che rende difficile e costoso ottenere una nuova targa. Per chi vuole comprare un’auto nuova non basta andare in concessionaria e ordinarne una, ma è necessario avere anche una targa per circolare, a meno che non si voglia avere un costoso oggetto da tenere chiuso nel box. 

UNO SU DUEMILA CE LA FA

In alcune metropoli, come Pechino o Shanghai, da una ventina d’anni è attivo un sistema di aste attraverso cui gli automobilisti possono aggiudicarsi una delle poche targhe messe a disposizione. Shanghai è stata la prima a introdurre questo sistema nel 2000: qui ogni mese centinaia di migliaia di persone fanno la loro offerta per aggiudicarsi un numero limitato di targhe. Quanto limitato? Basti pensare che per 10.000 targhe sono arrivati a concorrere oltre 200.000 persone. Per una basilare legge di mercato, quando la richiesta è alta e l’offerta è scarsa il valore del bene si impenna. Per questo la puntata media vincente per ottenere una targa supera gli 88.000 yuan, pari a oltre 10.500 euro. 

VIA LIBERA PER LE ELETTRICHE

Tutto ciò vale solamente per le auto equipaggiate con motori termici. Per chi acquista un’auto elettrica la procedura è decisamente più snella ed è sostanzialmente identica al processo d’acquisto che conosciamo anche noi: si va in concessionaria, si orsina l’auto e si ottiene la targa senza ulteriori lungaggini. Forse si spiegano anche in questo modo le stime secondo le quali la metà delle auto vendute in Cina nel corso del 2025 sarà elettrica. 

C’È ANCHE DOVE VA PEGGIO

Se il costo delle targhe in alcune metropoli cinesi vi sembra folle, sappiate che sempre in Asia ci sono anche situazioni peggiori. A Singapore un attestato che permette la circolazione per 10 anni con un’auto di qualsiasi cilindrata può venire a costare più dell’equivalente di 100.000 euro. Non va molto meglio se si scelgono di avere limitazioni di cilindrata del motore o di dimensioni dell’auto: il certificato per muoversi con auto di questo tipo costa l’equivalente di quasi 70.000 euro.



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Ritratto di serginolatino
17 settembre 2025 - 07:05
Certe città della Cina sono iper-inquinate a causa delle loro industrie, che sfornano tonnellate di prodotti senza alcun rispetto dell'ambiente e coi quali sommergono i nostri mercati a prezzi irraggiungibili per i nostri produttori. Le nostre aziende intanto falliscono per la mancanza di competitività, a sua volta dovuta, almeno in parte, alla selva di norme volte al rispetto dell'ambiente, norme molto più restringenti rispetto a quelle cinesi. Il risultato è che in Europa ci stiamo impoverendo: il nostro manifatturiero è morto e scialacquiamo i nostri risparmi (e quello dei nostri nonni) per comprare prodotti dalla Cina perché costano meno, sostenendo così quelle norme sull'inquinamento, diritti umani e del lavoro. Ma la Terra è tonda, quindi fra qualche tempo saremo costretti a "scegliere" se continuare a stare sul nostro piedistallo oppure se scendere
Ritratto di Mirko21
17 settembre 2025 - 08:54
SÒ CINESI...CHE CI POSSIAMO FARE?!

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