Seat

Seat
Alhambra

da 35.100

Lungh./Largh./Alt.

485/190/172 cm

Numero posti

7

Bagagliaio

300/2.297 litri

Garanzia (anni/km)

2/illimitati
In sintesi

Nel 2015, a cinque anni dal lancio, la Seat Alhambra è stata rinfrescata nel frontale e nella coda. Marginali i ritocchi all’abitacolo, limitati al nuovo volante multifunzione e al fatto che la terza fila di sedili (sette i posti totali) è ora di serie per entrambi gli allestimenti in listino. Di questi, già lo Style (quello d’accesso) è piuttosto ricco, e comprende, fra l’altro, il “clima” trizona, il sistema multimediale con schermo tattile di 6,5” e funzione MirrorLink per usare in sicurezza uno smartphone abbinato, 8 altoparlanti, lettore cd/mp3, ingresso Usb e Bluetooth; di serie per tutte anche l’airbag per le ginocchia del guidatore (mentre sono a richiesta quelli laterali posteriori), il sistema che in caso di incidente evita le collisioni multiple e quello anti-colpo di sonno. La Advance aggiunge l’apertura elettrica di porte posteriori (che sono scorrevoli) e portellone, l’accesso senza chiave, i cerchi in lega di 17” e il sistema di parcheggio semiautomatico Park Assist con retrocamera (utile in ragione dei 485 cm di lunghezza della carrozzeria e della non buona visuale posteriore). Silenziosa, confortevole e ragionevolmente agile in rapporto alla stazza, la Seat Alhambra soddisfa anche per la tenuta di strada. Il motore è un 2.0 a gasolio proposto in tre configurazioni con altrettanti livelli di potenza: quella intermedia (150 CV) c’è anche con trazione integrale 4Drive o, in alternativa, con il cambio automatico robotizzato a doppia frizione DSG; quest’ultimo è l’unico abbinabile alla variante più prestante (184 CV), e non è disponibile per quella d’accesso (116 CV); entrambe sono a trazione anteriore.

 

Versione consigliata

Le versioni più interessanti della Seat Alhambra sono quelle con il rapido cambio DSG: la Style c’è soltanto con il motore da 184 CV, mentre la Advance anche con quello da 150 (decisamente più vivace della variante da 116 CV e quasi altrettanto parco). Chi va spesso in montagna punti sulle 4Drive, che hanno la trazione 4x4 a inserimento automatico e che, con le gomme giuste, permettono di affrontare fango o neve in sicurezza e senza troppo impegno. Aggiungendo il pacchetto Safety si ottengono il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori, l’avviso di involontaria uscita di corsia e il sistema che rileva e segnala nel cruscotto i cartelli con i limiti di velocità.

 

Perché sì

Gamma Il 2.0 a gasolio è proposto in tre livelli di potenza ben differenziati, e sono previste anche versioni con trazione integrale o con cambio DSG.

Abitabilità Lo spazio è parecchio e i sedili sono comodi: non viaggiano sacrificati nemmeno i passeggeri in terza fila.

Porte scorrevoli Le portiere posteriori che si aprono rimanendo aderenti alla carrozzeria sono funzionali quando si parcheggia in spazi angusti o si devono caricare oggetti ingombranti dopo aver ripiegato i sedili.

Comfort L’abitacolo è correttamente isolato dai rumori e dalle sconnessioni del fondo stradale; il quadro migliora ulteriormente con le sospensioni attive (optional).

 

Perché no

Retrovisori esterni Sono piccoli e inquadrano un campo visivo troppo limitato in relazione alle dimensioni di questa monovolume.

Cambio La manovrabilità di quello manuale lascia a desiderare, e l’automatico DSG non è disponibile per tutte le versioni.

Versione base L’allestimento d’accesso Style è bene equipaggiato, ma è un peccato che accessori come l’accesso senza chiave siano riservati al più ricco Advance.

Linea Anche se da poco rinfrescata, l’Alhambra non ha la personalità di alcune rivali più recenti.

 

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