Provocare un incidente è un incubo per ogni automobilista, ma la polizza RC Auto obbligatoria serve proprio a evitare di dover pagare i danni di tasca propria. La compagnia assicurativa, tuttavia, non copre cifre infinite: risarcisce soltanto fino all'importo massimo stabilito in polizza, il cosiddetto massimale.
L'articolo 128 del Codice delle Assicurazioni Private fissa per legge i massimali minimi a 7,75 milioni di euro complessivi per sinistro. Questa somma è suddivisa in due quote ben distinte:
Ed è proprio il limite sui danni materiali che rischia di rivelarsi insufficiente nei sinistri complessi.
Immaginiamo che un guidatore provochi un incidente con una bisarca che trasporta cinque auto di lusso da 450.000 euro l'una. Se i veicoli vengono distrutti, il danno materiale sfiora i 2,25 milioni di euro. Se si possiede il massimale minimo di 1,3 milioni, la compagnia risarcirà solo quel tetto, ripartendolo in modo proporzionale tra i danneggiati (come stabilito dall'articolo 140 del Codice delle Assicurazioni).
I restanti 950.000 euro rimarranno a carico del guidatore responsabile. In base all’articolo 2740 del Codice Civile, il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri: questo significa che risparmi, immobili e persino quote dello stipendio futuro potranno essere aggrediti dai creditori.
Bisogna poi ricordare due situazioni in cui l'assicurazione "non paga tutto":
Per azzerare i rischi non serve spendere una fortuna. Al momento del preventivo è possibile scegliere una copertura con "massimale unico" (ovvero una cifra globale di 25 o 50 milioni di euro utilizzabile liberamente sia per i danni a cose che a persone). L'aumento del premio da pagare è minimo (spesso dai 10 ai 30 euro all'anno), ma garantisce una protezione reale di fronte a qualsiasi imprevisto.


















