Se cercate una suv elegante e confortevole, l'Audi Q5 e la Volvo XC60 possono fare al caso vostro. Sono molto richieste di seconda mano, ma anche puntando su un usato piuttosto fresco (qui consideriamo modelli del 2022) si può risparmiare parecchio rispetto alla corrispondente vettura nuova. La Q5, sostituita di recente, tiene meglio il valore e ha un bagagliaio più ampio; la XC60, ancora in vendita, è più spaziosa per i passeggeri e ha quotazioni più accessibili.
Hanno molto in comune. Entrambe svelate nel 2017, sono affidabili, sicure e ancora oggi alla moda. Lunghe intorno ai 470 cm, tre anni fa c’erano solo ibride (mild o plug-in a benzina, oppure mild a gasolio). Entrambe si potevano avere con la trazione integrale o solo con quella anteriore. Le versioni di cui parliamo qui sotto sono 4x4 spinte dal quattro cilindri 2.0 turbodiesel, adatto a chi “macina” molti chilometri ed è spesso in autostrada. Grazie all’omologazione ibrida, poi, sono al riparo dai blocchi del traffico per eccessivo inquinamento e possono circolare senza problemi in molte ztl. L’Audi monta un cambio robotizzato a doppia frizione a sette marce mentre la Volvo un automatico a otto rapporti.

Silenziosa, ha uno sterzo preciso in velocità e leggero in manovra, in curva si corica poco di lato e ha freni potenti. Questa 2.0 mild hybrid, con 7 CV in più rispetto alla XC60, secondo i dati ufficiali è più briosa e un po’ meno assetata della svedese. Tutte hanno il “clima” trizona (nella Volvo è bizona) e i sensori di parcheggio davanti e dietro. Consigliamo di cercarla con la retrocamera (di serie nella XC60) e le sospensioni con molle pneumatiche, che assorbono meglio le asperità.
| AUDI Q5 40 TDI Q. S tronic S line | |
| Nel 2022 costava € | 64.400 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | gasolio/1984/4 |
| Potenza kW (CV)/giri | 150 (204)/3800 |
| Cambio | rob. a 7 m. + retro |
| Velocità max km/h | 222 |
| 0-100 km/h secondi | 7,6 |
| Consumo medio km/l | 15,9 |
| Lungh./largh./alt. cm | 468/189/166 |
| Capacità di carico litri | 520/1520 |

I quasi 100 kg in più rispetto alla Q5 incidono leggermente sulle prestazioni e sui consumi ma non sul comportamento stradale. Agile, comoda e con freni incisivi e ben modulabili, ha un 2.0 privo di vibrazioni e uno sterzo preciso e leggero in manovra. Il cambio, però, è un po’ meno pronto in scalata rispetto a quello della tedesca. Come l’altra ha i cerchi in lega di 19” e i fari full led con abbaglianti assistiti, ma nell’allestimento Plus non si potevano avere le molle ad aria.
| VOLVO XC60 B4 Plus AWD | |
| Nel 2022 costava € | 64.150 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | gasolio/1969/4 |
| Potenza kW (CV)/giri | 145 (197)/4000 |
| Cambio | aut. a 8 m. + retro |
| Velocità max km/h | 180 |
| 0-100 km/h secondi | 8,3 |
| Consumo medio km/l | 15,6 |
| Lungh./largh./alt. cm | 471/190/166 |
| Capacità di carico litri | 483/1410 |

Le auto del 2022 sono affidabili, ma qualche lieve noia rimane. Le guarnizioni dei pistoncini delle pinze freno posteriori possono lasciar filtrare nel liquido idraulico l’umidità esterna; di conseguenza dopo alcune frenate intense la corsa del pedale si allunga, perché alle alte temperature l’acqua diventa vapore, generando bolle comprimibili. Se, invece, le mild hybrid faticano ad avviarsi anche con una nuova batteria, molto probabilmente bisogna cambiare il motorino d’avviamento che non è impermeabile alla condensa: il problema si verifica soprattutto lasciando l’auto spenta per lungo tempo. Si segnalano inoltre alcuni blocchi all’infotainment, risolvibili facilmente con aggiornamenti al software. Attenti anche ai parasassi in plastica all’interno dei passaruota, che possono staccarsi passando sullo sconnesso: in officina installano fissaggi aggiuntivi.

È robusta, ma va detto che la frenata automatica fatica a rilevare ostacoli in condizioni di scarsa visibilità, anche dopo aver pulito tutti i sensori e aggiornato il software. Per quanto riguarda i problemi più comuni, si segnalano accensioni della spia del motore nelle mild hybrid diesel dovute a problemi al turbo: di solito basta cambiare il condotto in gomma che va dal compressore all’intercooler, che perde aria a causa di piccole fessure. Se i tergicristallo anteriori fanno rumore basta passare in officina per farsi fissare meglio le spazzole, mentre i pistoncini che non riescono più a sostenere il portellone quando fa freddo, o addirittura si sono piegati, vanno sostituiti. Si segnalano infine malfunzionamenti al sistema di chiamata di emergenza: bisogna assicurarsi che sia stato aggiornato, perché altrimenti può mandare coordinate errate ai soccorritori in caso di incidente.

Classica nelle forme, la plancia è molto ben fatta ed è dominata da due schermi. Il ben leggibile cruscotto digitale di 12,3” mostra le mappe del navigatore, mentre il display “touch” a sbalzo di 10,1”, più grande di quello della XC60 (che si ferma a 9”), consente di gestire un valido sistema multimediale. Peccato solo per le spie delle luci, poco in vista a sinistra del volante. Non è molto spaziosa dietro: il posto centrale è scomodo (anche per via del tunnel spigoloso e alto) e sui lati si vorrebbero più centimetri per le gambe. Cercatene una col divano scorrevole: utile, anche se portandolo in avanti i piccoli oggetti “scompaiono” nel buco che si crea tra il piano dell’ampio baule e lo schienale.

Gli interni sono ancora più curati di quelli dell’Audi: la plancia è ravvivata da un fregio in alluminio e la Plus ha i sedili in pelle (nella Q5 sono in tessuto), con gli anteriori regolabili elettricamente (nella tedesca erano optional). Il cruscotto digitale di 12,3” è di facile interpretazione mentre l’intuitivo sistema multimediale basato su Android si comanda da un reattivo display a sfioramento a sviluppo verticale. Anche il “clima” si gestisce solo dallo schermo: una soluzione piuttosto macchinosa. Il divano, un po’ scomodo al centro, non è scorrevole, ma i passeggeri posteriori hanno più agio che nella Q5. Il bagagliaio è più piccolo di quello della tedesca e la soglia di carico è più alta.

Al lancio questa suv era proposta in sei versioni, tutte con motori turbo 2.0 o 3.0 V6. Due erano a benzina e quattro diesel; le potenze erano comprese tra 150 e 354 cavalli. Nel 2019 debuttano le varianti ibride (mild e plug-in a benzina con un 2.0 e mild a gasolio col 3.0 V6), che diventano le uniche in listino dal 2020 (anno in cui entra in listino l’ibrida “leggera” dotata di un 2.0 turbodiesel con 163 o 204 CV) in occasione del restyling. Le ultime modifiche alla gamma risalgono al 2022, con l’arrivo di una 2.0 mild hybrid a benzina da 204 CV.

Ha sempre avuto solo motori 2.0 a quattro cilindri fin dal lancio, nel 2017, quando era offerta in cinque versioni: a benzina (anche ibride plug-in) o a gasolio, con potenze da 190 a 408 CV. Nel 2019 arrivano le versioni mild hybrid a benzina o diesel da 211 a 250 CV e l’anno seguente la gamma diventa interamente ibrida. Con il restyling del 2021 le varianti plug-in passano da tre a due, mentre risale al 2024 l’uscita di scena di tutte le diesel mild hybrid.

Ha meritato cinque stelle nei test dell’Euro NCAP effettuati nel 2017, ottenendo risultati eccellenti nella protezione dei bambini. A differenza della XC60, però, non è prevista la frenata automatica in retromarcia e la dotazione di sicurezza è priva dell’airbag per le ginocchia del guidatore e dell’avviso anti-colpo di sonno. Tutte hanno il cruise control adattativo, la frenata automatica e il riconoscimento dei segnali stradali, ma per tutte l’utile sistema di mantenimento in corsia andava pagato a parte, così come il monitoraggio dell’angolo cieco.

Anche la svedese è stata valutata otto anni fa, risultando l’auto più sicura del 2017 secondo l’Euro NCAP. È andata benissimo negli urti laterali e nella frenata automatica, mostrando solo lievi criticità nella protezione del torace del passeggero posteriore in caso di urto frontale contro la barriera rigida e nella salvaguardia del pedone investito. Ha molti più aiuti alla guida della Q5, ma il cruise control adattativo (di serie nell’Audi) era compreso nel prezzo solo nella più lussuosa Ultimate (che dispone anche del monitoraggio dell’angolo cieco e del sistema che arresta in sicurezza la vettura se chi guida perde conoscenza).

Le sportive versioni S line e S line plus (quest’ultima aggiunge gli inserti in alluminio spazzolato e la pedaliera in acciaio a vista) sono più facili da trovare, seguite dalle Business Advanced che hanno sospensioni più morbide e cerchi di 18” anziché di 19”. La versione più richiesta è la mild hybrid diesel con il 2.0 da 204 cavalli, ma anche l’ibrida leggera a benzina, sempre 2.0 ma con 265 CV, è piuttosto diffusa.

La versione mild hybrid a gasolio meno potente, da 197 CV, è di gran lunga la più diffusa. Decisamente meno richieste la variante con 235 CV e l’ibrida “leggera” a benzina da 197 CV. Quattro gli allestimenti, con il Plus che recita la parte del leone come disponibilità seguito dal più generoso Ultimate. Quest’ultimo aggiunge, tra l’altro, i cerchi in lega di 20”, il “clima” automatico quadrizona e l’head-up display.
Nel complesso, le due suv si equivalgono: l’Audi si trova con più facilità e ha un bagagliaio più ampio, mentre la XC60 si trova con quotazioni più contenute e ha una dotazione (anche di sicurezza) più ricca e un abitacolo più spazioso. Entrambe disponibili nelle versioni mild hybrid (a benzina o diesel) e ibrida plug-in (a benzina), sono affidabili e curate. Il nostro giudizio è formulato tenendo conto della categoria e del prezzo delle vetture e prendendo in considerazione tutti i motori della gamma, fin dal debutto.









