Quando si parla di autovelox c'è una regola che molti automobilisti conoscono, almeno in parte: tra il cartello che impone un nuovo limite di velocità e la postazione di rilevamento deve esserci una distanza minima. Non si tratta di una semplice consuetudine. Il Codice della strada prevede infatti che le postazioni di controllo della velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili.
Inoltre, per le strade extraurbane, la legge stabilisce che gli apparecchi utilizzati per il rilevamento a distanza non possano essere installati a meno di un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Una distanza inferiore può quindi diventare un elemento importante per contestare una multa. Ma bisogna capire da quale cartello si misura il chilometro, su quali strade vale questa regola e che cosa succede quando lungo il percorso ci sono incroci o altri segnali.
Il punto di partenza è il segnale che impone il limite di velocità. Facciamo un esempio: se su una strada extraurbana il limite scende da 90 a 70 km/h, il cartello che indica i 70 km/h deve precedere l'autovelox di almeno 1.000 metri, quando si tratta di un dispositivo soggetto alla disciplina del rilevamento a distanza.
La regola non significa però che ogni cartello del limite debba trovarsi almeno un chilometro prima di ogni autovelox. È proprio su questo aspetto che la giurisprudenza ha fornito importanti chiarimenti.
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha precisato un aspetto particolarmente interessante. La cosiddetta “regola del chilometro” deve essere applicata considerando anche la presenza di eventuali intersezioni. Quando tra il segnale del limite e l'autovelox c'è un'intersezione, il limite deve essere ripetuto dopo l'incrocio; in questo caso, per verificare il rispetto della distanza minima, si deve prendere come riferimento il segnale ripetuto dopo l'ultima intersezione.
Al contrario, se non ci sono intersezioni, la semplice presenza di un secondo cartello che ripete il limite non fa ripartire automaticamente il conteggio del chilometro. Lo ha chiarito la Cassazione con l'ordinanza n. 31665 del 4 dicembre 2025. È un dettaglio tutt'altro che secondario: significa che non basta misurare la distanza tra l'autovelox e il cartello più vicino per stabilire se una multa sia valida oppure no.
Il limite di 1.000 metri non deve essere interpretato come una regola generale valida indistintamente per qualsiasi autovelox presente in Italia. La normativa richiamata dalla legge e dal decreto del 2024 riguarda infatti il posizionamento dei dispositivi per il controllo a distanza e stabilisce espressamente la distanza minima di un chilometro tra il segnale che impone il limite e il dispositivo sulle strade extraurbane.
Il decreto interministeriale dell'11 aprile 2024 ha inoltre disciplinato in maniera più dettagliata la collocazione e l'utilizzo degli autovelox, introducendo una serie di condizioni sul loro impiego. Per esempio, sulle strade urbane di scorrimento le postazioni mobili possono essere utilizzate con specifiche condizioni e, quando il limite è inferiore a quello generalizzato della strada, il tratto interessato deve avere una determinata estensione e presentare caratteristiche che giustifichino la riduzione della velocità.
C'è poi un altro requisito fondamentale. Il Codice della strada stabilisce che le postazioni di controllo debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili. Non è quindi sufficiente che l'automobilista trovi genericamente un dispositivo sul percorso: deve essere stato avvisato della possibilità di un controllo della velocità.
La Cassazione ha avuto modo di occuparsi anche della segnalazione delle postazioni mobili, chiarendo che la funzione di avviso può essere assolta anche da un cartello mobile e che non è decisiva, di per sé, la natura fissa o temporanea della postazione.
È questo il caso che più facilmente può generare confusione. Se si tratta di una strada extraurbana e sono applicabili le regole sul rilevamento a distanza, un autovelox collocato a soli 500 metri dal segnale che impone il limite può non rispettare la distanza minima prevista dalla legge.
La Cassazione ha già affermato che il mancato rispetto della distanza minima di un chilometro può determinare l'illegittimità del posizionamento dell'apparecchiatura e, di conseguenza, l'invalidità del verbale di contestazione. Questo però non significa che sia sufficiente dichiarare nel ricorso “l'autovelox era a meno di un chilometro”.
Bisogna verificare quale fosse il segnale valido da prendere come riferimento, la tipologia di strada, la natura della postazione e l'eventuale presenza di intersezioni.
Il decreto del 2024 ha introdotto una disciplina più ampia sul posizionamento degli autovelox. I dispositivi non possono essere collocati indiscriminatamente ovunque: devono essere rispettate condizioni legate alle caratteristiche della strada, alla sicurezza e alla possibilità di effettuare il controllo. Inoltre, il provvedimento stabilisce anche distanze minime tra differenti dispositivi di rilevamento della velocità.
Per alcune categorie di strade sono previste, per esempio, distanze minime di 4 km tra dispositivi sulle autostrade, di 3 km sulle strade extraurbane principali e di 1 km sulle strade extraurbane secondarie e sulle altre categorie previste dal decreto.
La distanza tra il cartello e l'autovelox può essere un elemento decisivo, ma non significa che ogni multa rilevata a meno di un chilometro sia automaticamente nulla. Per prima cosa bisogna stabilire se la regola del chilometro si applica effettivamente a quella specifica postazione. Poi bisogna individuare correttamente il segnale di riferimento, considerando anche eventuali intersezioni.
È inoltre necessario verificare la segnalazione dell'autovelox, la tipologia di strada e le altre condizioni previste dalla normativa. In altre parole, la distanza di 1.000 metri è una regola importante, ma non è una scorciatoia per cancellare qualsiasi multa per eccesso di velocità.
Chi riceve una multa per eccesso di velocità può quindi controllare alcuni elementi prima di decidere se contestarla.
Individuare il punto esatto dell'autovelox
Bisogna capire dove si trovava realmente la postazione che ha rilevato l'infrazione.
Individuare il cartello che impone il limite
Non necessariamente quello più vicino all'autovelox: occorre stabilire quale sia il segnale valido ai fini della regola del chilometro.
Verificare la presenza di intersezioni
Un incrocio può cambiare il punto dal quale deve essere calcolata la distanza.
Controllare la segnalazione dell'autovelox
La postazione deve essere preventivamente segnalata e ben visibile.
Verificare la tipologia di strada e di dispositivo
Le regole non sono identiche per tutte le strade e tutte le modalità di controllo.









































