Le vacanze estive sono il periodo dei lunghi trasferimenti in auto e dopo centinaia di chilometri percorsi in autostrada, il desiderio di distendere le gambe può essere comprensibile, soprattutto per chi viaggia sul sedile del passeggero. Appoggiare i piedi sulla plancia può sembrare una soluzione innocua e persino rilassante, ma è una posizione che aumenta enormemente il rischio di riportare lesioni gravissime in caso di incidente, anche a velocità relativamente contenute. Il problema non riguarda soltanto gli impatti violenti: può bastare una frenata improvvisa o un tamponamento per trasformare il cruscotto in una vera e propria trappola.
Molti non sanno che l’airbag del passeggero si apre a una velocità che può superare i 250 km/h e raggiunge il completo gonfiaggio in appena pochi millisecondi. Il dispositivo progettato per proteggere una persona seduta correttamente, con la schiena appoggiata allo schienale e i piedi sul pavimento della vettura. Se le gambe sono invece sollevate e appoggiate sul cruscotto, al momento dell’apertura dell’airbag vengono proiettate violentemente verso il volto e il torace.
Le conseguenze possono essere devastanti: fratture del femore, del bacino e delle anche, lesioni ai legamenti delle ginocchia, danni alla colonna vertebrale e traumi al volto provocati dalle stesse ginocchia che vengono spinte con enorme forza verso la testa. In alcuni casi documentati dalla letteratura medica, le lesioni hanno provocato danni permanenti con lunghi percorsi di riabilitazione e una significativa perdita della mobilità.
Una delle lesioni più frequenti in queste circostanze è la frattura dell’acetabolo, la cavità del bacino nella quale si articola il femore. Si tratta di un trauma particolarmente complesso che può richiedere interventi chirurgici e lasciare conseguenze permanenti.
Non meno gravi sono le possibili lesioni alla colonna vertebrale: la violenta rotazione del corpo causata dall’apertura dell’airbag può provocare danni alle vertebre lombari e cervicali, con conseguenze che nei casi più seri possono compromettere anche la capacità di camminare. Inoltre, tenere le gambe piegate sul cruscotto impedisce alla cintura di sicurezza di svolgere correttamente il proprio lavoro, alterando la posizione del corpo durante l’urto.
L’unica posizione davvero sicura è quella prevista dai progettisti dell’auto: schiena appoggiata al sedile, cintura di sicurezza correttamente allacciata e piedi appoggiati sul pavimento. Se durante il viaggio la stanchezza si fa sentire e nasce il bisogno di cambiare posizione, la soluzione migliore resta quella di fermarsi in un’area di sosta e concedersi una breve pausa per sgranchire le gambe.
Pochi minuti di pausa possono fare la differenza non solo per il comfort, ma anche per la sicurezza di tutti gli occupanti dell’auto. Perché nessuna posizione più rilassata vale il rischio di riportare lesioni che potrebbero cambiare la vita in una frazione di secondo.









