Complessità delle auto termiche ed elettriche: il confronto

Tecnologia
Pubblicato 11 settembre 2024

Costruire un’auto in grande serie è un'operazione che richiede enormi investimenti. Ma quanti componenti servono per assemblare un’automobile?

fabbrica tonale apertura claro1

LISTA DELLA SPESA - Vi siete mai chiesti quanto sia complesso assemblare un’auto? Da quante componenti è composta la “lista della speda” utilizzata negli impianti di produzione? Ed è vero che le auto elettriche sono meno complicate rispetto a quelle termiche? Partiamo con il dire che uno degli aspetti da considerare per primi in questo senso è la piattaforma su cui è costruita la vettura: nel caso in cui sia modulare, è probabile che sia necessarie componenti specifiche per il determinato modello che dovrà accogliere.

PIÙ COMPLESSITÀ SULLE IBRIDE - Per un’utilitaria con motore a benzina o diesel (la categoria è quella della Renault Clio o della Peugeot 208 per intedersi) servono mediamente tra 4.000 e 4.500 componenti. Nel caso in cui la vettura sia una mild hybrid, in media si aggiungono tra le 50 e le 100 voci, mentre ancora più complesso è il caso delle ibride plug-in, in cui il numero di parti aumenta tra le 250 e 400 a causa soprattutto del doppio sistema di raffreddamento  (uno per il motore termico e uno per il pacco batterie).

MENO PARTI PER LE ELETTRICHE - Se si elimina del tutto il motore a combustione invece il numero delle parti da prendere in considerazione diminuisce drasticamente. Un’utilitaria elettrica prevede un numero di componenti che può variare tra 3.500 e 4.000, quindi mediamente 500 in meno rispetto a un’automobile termica analoga, diminuendo quindi la complessità tra il 10 e 15%. A livello produttivo, da questo punto di vista, è importante sapere se la batteria viene assemblata esternamente o direttamente nell’impianto di produzione della vettura: se arriva da fuori la pila viene considerata come un componente unico.   



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Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 10:20
Mi aspettavo ben più consistente differenza, essendomene (a sto punto un po' troppo andato) appresso a quanto solitamente sostenuto dai "pro"
Ritratto di giocchan
11 settembre 2024 - 10:43
Non tutte le componenti sono uguali. Per dire: il pomello per regolare la velocità del condizionatore manuale c'è in entrambe le auto, ma non è stressato come il turbocompressore di un'auto termica che funziona ad altissime temperature. Anche ricomprarli e farli sostituire non è la stessa cosa.
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 10:47
Grazie della potenziale dritta, ma lo s(apev)o. Anche la batteria di una bev, penso in alcuni (diversi) casi potrebbe tranquillamente essere intesa (per come la stai intendendo te) come un'intera utilitaria termica qua; Oh però è un unico pezzo eh :) :) :)
Ritratto di giocchan
11 settembre 2024 - 11:12
Più che altro sarebbe interessante sapere come cambiano le cose con le auto SDV ("software defined vehicle"). In teoria dovrebbero levare di torno parecchie centinaia di componenti (anche solo la lunghezza dei cavi interni si riduce in maniera drastica).
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 16:23
4
Non c'è solo il risparmio in componenti ma c'è enorme in manutenzione, la prima manutenzione fisica di una BEV la fai a 250.000 km solo pastiglie anteriori, hai presente quanta manutenzione ordinaria hai dovuto fare su una termica pura per farla funzionare, vorrei poi vedere se le componenti come candele, oli, liquidi, sono state calcolate o meno.
Ritratto di Lorenzoagasolio
11 settembre 2024 - 18:03
non me ne parlare di manutenzione della termica. che sono un figlio acquisito del meccanico.
Ritratto di Lorenzoagasolio
11 settembre 2024 - 18:03
che sono diventato un figlio acquisito del meccanico
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 20:41
4
Io non stavo parlando dei guasti, quelli possono capitare ci vuole anche fortuna, io parlo della manutenzione ordinaria che nel termico perfetto dei deliri dei retrogradi non esiste, io che ho la patente da quando avevo 18 anni, so benissimo che è una componente importate della spesa di una auto, se fai km, certo se hai il Pandino 1.0 fire e fai 1000 km l'anno è un conto, ma chi ha percorrenze di 20-30-40.000 km sa benissimo quanto costi.
Ritratto di AlanPeter
13 settembre 2024 - 17:24
faccio 30.000 km anno e spendo 250 euro per ogni tagliando con Audi A3 350 per A5 e Q5
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 20:40
Splendido! 250 000 km sempre con lo stesso filtro abitacolo...
Ritratto di Newcomer
12 settembre 2024 - 10:47
La manutenzione delle elettriche è un salasso peggiore dell’acquisto
Ritratto di forfEit
12 settembre 2024 - 11:18
?!?!?!? Mi sa che prima devi pure capire CHI e DOVE te la dovrebbe manutentare/sistemare...
Ritratto di AlvolANO
12 settembre 2024 - 18:17
“ prima manutenzione fisica di una BEV la fai a 250.000 km solo pastiglie anteriori” Mai fesseria fu più grande. Vai a vedere, ad esempio in Renault, la lista di tutti gli interventi previsti per i 7 anni/160.000 km di garanzia riconosciuti per le batterie
Ritratto di Merletti Felice
18 settembre 2024 - 11:29
pierfra.delsignore io non tifo ne per le ICE ne per le BEV, ho una Kia Picanto immatricolata il 19-06-2024 con la quale ho fatto fino a oggi ben 750 km circa 3000 km annui, quindi si puo derrurre che l'auto per me è una cosa marginale. Detto questo, io leggo spesso e volentieri i suoi post ma alcune volte mi sembra che lei esageri nel sostenere le BEV come in questo caso, dove lei afferma che la prima manutenzione fisica di una BEV la fai a 250.000 km solo pastiglie anteriori, mentre cambiare i pneumatici non è una manutenzione fisica? Buona giornata
Ritratto di Quello la
11 settembre 2024 - 10:24
Io so solo che se un'auto ha tante componenti te la fanno pagare di più per questo motivo (eh, sa, i costi di produzione, logistica, assemblaggio, eccetera). Se ne ha meno aumentano il prezzo perchè ne ha meno (eh, sa, sono componenti più raffinati, con materiali ricercati, eccetera). Nessuno mi toglierà mai dalla testa che il prezzo finale è in parte definito dai costi, ma molto anche dal posizionamento di prodotto deciso dalla Casa. E ogni tanto, lo ammetto, mi piace scaldare l'acqua per farla scoprire agli avventori :-)
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:09
:-))))))
Ritratto di Santhiago
11 settembre 2024 - 13:38
Bravo. Aggiungo anche che nei prezzi attuali è compreso circa un 15% dovuto a, pura, semplice, speculazione. Che stanno tirando per le lunghe il più possibile, fino a scontrarsi con il calo netto del mercato.
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 10:28
QUESTA è LA CHIAVE DI TUTTO LA SPONSORIZZAZIONE ... ... ... la pila viene considerata come un componente unico... ... ...cioè questo è un articolo sponsorizzato per dare i croccantini a chi scrive... ma che calcolo è ??? ma davvero siete arrivati a questo punto per spingere l'elettrico ??? vuol dire che l'elettrico è messo veramente male...
Ritratto di giocchan
11 settembre 2024 - 10:45
Ma a che punto arrivano le paranoie??? Tutto è tranne un articolo pro-elettrico... ti stanno dicendo che le elettriche hanno solo il 10-15% di pezzi in meno rispetto a una termica (si passa da 4000-4500 componenti a 3500-4000...)
Ritratto di Dheghe
11 settembre 2024 - 11:01
Non è paranoia, meno pezzi più costa... un pò come la pizza, "purtroppo la margherita da stasera costa 3 euro di più.. sa la chiedono in pochi, la farina, ci paghiamo i diritti sul nome con scappellamento a destra come se fosse antani.. "ah caspisco, immagino..."
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 11:21
no no non è paranoia... anche xkè non ho comprato un bidone elettrico... quindi sono sereno... il commento si basa sul fatto che nell'industria automobilistica 500 pezzi in meno o in più sono un numero pazzesco... e buttato li senza alcun senso fa capire LA POCHEZZA DELL?ARTICOLO... xkè se sono 500 pezzi di scocca o meccanica ha un impatto economico devastante... se sono amenicoli o aggregati 500 pezzi diventano un numero trascurabilissimo... quando abbiamo progettato il nuovo defender in inghilterra hanno rischiato di CASSARE IL PROGETTO per 8 pezzi di scocca che dovevano essere comuni tra passo CORTO E PASSO LUNGO... capisci cosa intendo QUANDO DICO CHE QUESTO ARTICOLO non HA SENSO... si da una importanza identica tra un pezzo di scocca o meccanica rispetto ad una vite o un'aggrgato come il tergi ecc ecc... ARTICOLO SCANDALOSO DA CHI NON SA COSA CAVOLO SIA UNA MACCHINA... E COME SI FACCIA.
Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
11 settembre 2024 - 11:31
Gliel'hai detta BRO !
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 11:42
grazie BRO... ahahahah... cmq sai sono un pò stufo di gente in questo BLOG che fa battutine e poi non capisce niente di AUTO continuando cmq a fare il fenomeno... cioè se sei solo bravo a scrivere e a dare giudizi ok ci sta... però poi alla fine viene fuori se sei un idyota patentato... è anche vero che la verità fa male... e quindi deviare i discorsi e fare battutine impertinenti è poi l'unica arma che gli rimane ai minorati.
Ritratto di Kilea61
11 settembre 2024 - 14:09
1
E datti una calmata "SOTUTTOIO"
Ritratto di giocchan
11 settembre 2024 - 12:39
Ok, su questo siamo d'accordo... una cosa è un turbocompressore, un'altra il pulsantino dell'alzavetri, dire "3000 o 4000 mila pezzi" è una macelleria che ha poco senso
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 13:32
infatti... quello che ho scritto... questa si chiama analisi non paranoia.
Ritratto di Kilea61
11 settembre 2024 - 14:15
1
Io direi che è un discorso "statistico" vale a dire che in entrambi i casi (elettrica ed a combustione) ci sono pezzi grandi, importanti, complicati ed altri invece che sono minutaglia. L' articolo non potrà essere ritenuto "scientifico" ma una qualche verità la dice....
Ritratto di Polselli
11 settembre 2024 - 13:37
Non posso che essere d'accordo con te...articolo che poteva essere interessante ma che si è rivelato di una banalità disarmante. Quindi hai partecipato alla progettazione del Defender ? Interessante raccontaci qualcosa...perchè qui dentro la maggior parte di chi scrive (me compreso) non è nel mondo automotive ma lo vive da appassionato e consumatore. Inoltre, tornando all'articolo, prendere in considerazione come indicatore di complessità unicamente il numero di pezzi assemblati è disarmante....
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 14:08
esatto sono d'accordo... è un articolino per sponsorizzare l'elettrico e basta.
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 16:26
4
Inizia a calcolare i pezzi necessari ad una manutenzione, parlo di quella ordinaria, di un termico perfetto per voi retrogradi per arrivare a 250.000 km, compresi oli e liquidi vari, chilometraggio a cui una elettrica arriva cambiando soltanto le pastiglie anteriori, come produzione programmata. Veramente un sottutto io che non sa niente né di auto termica, né di auto elettrica
Ritratto di Sdraio
12 settembre 2024 - 09:39
l'argomento è il numero di pezzi a confronto tra una vettura e un Dyson V15 Detect... l'argomento non è la manutenzione... TI COMUNICO CHE IL DISCORSO è UN'ALTROOOOOOOOOOOOOOO... c'è la fai ??? ho hai bisogno di un disegnino ??? va beh ma cose posso pretendere da uno così... sorry... e che alcune volte penso di parlare con qualcuno cheeeeee... ... ...
Ritratto di Plk_123
11 settembre 2024 - 10:38
Quindi se si potesse costruire un'auto partendo "dal pieno" sarebbe molto più semplice e costerebbe meno? ;-) ;-) ;-) ;-)
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 10:58
2
GoOOoOOmbloTToo! Articolo creato dagli indottrinati con la mente offuscata per convincere le masse al suicidio di massa.
Ritratto di Mbutu
11 settembre 2024 - 11:31
C'è questo filo rosso di ignoranza e complottardismo che unisci tutti i commenti di certi elementi. Immagino abbiano una chat dedicata a loro dove si scambiano queste idee paranoidi.
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 11:40
Non ti preoccupare, prossimo mese fate 1-2% come quota; con ssa storia "ma io so' mejo" :) :)
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 11:46
* Nel senso che mi sa non rende in realtà farli sembrare un paio di scappati di casa che di nascosto interloquiscono, come fossero quelli dalle idee strambe e fuori dall'ordinario; dato che (facevo notare poco sopra) invece "dati alla mano" sono la quasi totalità; e quelli "particolari" , quelli pochi in numero e particolari nelle idee, stanno esattamente sul versante opposto :)
Ritratto di Dheghe
11 settembre 2024 - 11:45
Tu ne sei presidente onorario, fai un po te...
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 11:48
Quello che dici è il Club del Sorrisone :-))))) e dei fierissimi suoi 2-3 componenti
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 12:21
2
@Mbutu: glielo dici tu che stanno scadendo nel grottesco?
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:13
:-))))). Lo sanno. Sono grotteschi.
Ritratto di telemo
11 settembre 2024 - 13:29
Lei scenderà negli inferi insieme ai suoi padroni. Al più presto verrete spazzati via come dei sacchetti dell'umido, durante una giornata ventosa.
Ritratto di Mbutu
11 settembre 2024 - 15:40
Flynn, scherzi? Tu immagina che vita devono avere se per darle un senso devono vedere spectre euro-ambientaliste che ci vogliono appiedare, complotti pseudo-scientifici per inventarsi i cambiamenti climatici e, più in generale, un intero mondo che gira intorno al dar loro noia. E mica li voglio sulla coscienza.
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 18:14
2
No hai ragione, lasciamoli nel loro mondo fatto di A o B, Bianco o Nero, Su o Gìu. In fondo loro sono gli illuminati. Da una lampadina rotta, certo, ma sempre illuminati sono
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:12
È una chat rettiliana. Si radunano nelle scie chimiche.
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 16:50
2
:-)))))))
Ritratto di telemo
11 settembre 2024 - 13:23
Gli unici ignoranti sono coloro che credono e propagandano l'elettrico come soluzione a tutti i mali di questo mondo. Lei fa parte del club, per questo parla per partito preso senza aver nessuna conoscenza teorica.
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 15:08
2
sarà ... sarà la scia chimica.. per me sarà cosi... sarà ... sarà di più ancora.. tutto il chiaro che farà...
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 16:35
4
Gli unici ignoranti sono quelli che hanno fatto diventare, come voi i blog di auto un confronto da tifo da stadio contro terrapiattisti. L'elettrico non è una soluzione è solo una delle tante tappe del progresso tecnologico, elettrico che non sarà domani, ma nemmeno tra 100 anni, è come pensare di difendere il cambio manuale o i carburatori, sono spariti perché superati.
Ritratto di Oxygenerator
12 settembre 2024 - 08:04
Nessuno propaganda l’’elettrico come panacea di tutti i mali. Questo lo dite per evidenziare e sostenere il vostro pensiero termotalebano. In realtà chiunque abbia o utilizzi un’auto elettrica, la considera solo uno degli step necessari per rivoluzionare il nostro modo di “ utilizzare le risorse del mondo “ . Un modo che si spera, alla lunga, ma non troppo, possa darci una mano a stare meglio e vivere meglio. Che dovrebbe essere il termine ultimo di paragone per tutti gli esseri umani. Migliorare la propria qualità della vita. Capisco che questo cozzi contro alcuni lavoratori legati al termico, tipo quelli delle officine, che quindi, si vedono finire il lavoro tra le mani, ma non è che dobbiamo vivere male tutto per far continuare alcuni a lavorare.
Ritratto di forfEit
12 settembre 2024 - 09:04
Ma vedi che """siamo tutti sulla stessa BARCA (sì Barca)""" pure gli altri ALTRETTANTO ECOLOGISTI magari evitano scelte consumistiche (e inquinanti) tipo avere la propria barca di proprietà o farsi le scampagnate transoceaniche in aereo. Tranqui: facciamo tutti il MASSIMO del possibile in ottica del Salviamolo Sto Pianeta !!!
Ritratto di Oxygenerator
13 settembre 2024 - 20:04
Un’altro con i padroni. Avete un pensiero unico e complottoide.
Ritratto di Flynn
13 settembre 2024 - 21:19
2
Ma che sta dicendo? La terra è piatta e grazie all'effetto pac-man andando a est dalla Cina si trova direttamente in Europa.
Ritratto di Oxygenerator
14 settembre 2024 - 17:56
@ Flynn :-)))))
Ritratto di Merletti Felice
18 settembre 2024 - 11:51
Oxy lei ha ragione quando dice: Un modo che si spera, alla lunga, ma non troppo, possa darci una mano a stare meglio e vivere meglio. Io per migliorare la qualità della vita a Milano caccerei subito a calci nel sedere il vostro sindaco. Buona giornata
Ritratto di Sdraio
12 settembre 2024 - 09:13
no ma lascia perdere... non dare peso a questi poverini... non hanno argomenti sanno solo insultare velatamente (quindi non hanno le palle di affrontare la discussione) le evidenze che uno argomenta... un menomato si comporta così... non rimane sull'argomento... spazia e butta in caciara qualsiasi sia l'idea argomentata in contrasto con le loro... sono le classiche persone che se incontri faccia a faccia diventano più piccole di una pulce... SPARISCONO... bisogna aver pietà e pregare per la loro... un'altro esempio... come chi prova un AVENGER e dice di esser contento di aver provato finalmente una JEEP... capito no ? questo è il livello... infatti son tutte macchiette che in questo blog fanno solo colore e basta...
Ritratto di forfEit
12 settembre 2024 - 10:29
A me più che altro dispiace per chi mai davvero ci tenesse a tali eco-tematiche, che vede le quote % di tale tecnologia qui praticamente radente il nulla/zero; e ciò magari anche "GRAZIE" a quelli che con la puzzetta sotto il naso vorrebbero chissà mettersi su quale piedistallo di coscienza ecologica (quando appunto fanno iperconsumismo a gogò in lungo e largo), e che facilmente sgamati in tale retorica piuttosto portano anche chi potrebbe a tenersi lontani dall'abbracciare l'argomento (per il famoso "non sia mai, che va a finire poi divento pure io così" :) :) )
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:11
:-))))))
Ritratto di telemo
11 settembre 2024 - 13:31
Chi è abituato a ridere delle teorie degli altri, sarà sempre l'ultimo della fila.
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:42
Dipende dalle teorie
Ritratto di telemo
11 settembre 2024 - 13:15
Lei sarà il primo della lista.
Ritratto di Flynn
11 settembre 2024 - 13:36
2
In effetti l'altro giorno in concessionaria no notato che sui modelli esposti hanno tolto i prezzi e adesso mettono i numeri dei componenti..
Ritratto di Oxygenerator
12 settembre 2024 - 08:09
Grazie per la considerazione. Il primo. Wow
Ritratto di probus78
11 settembre 2024 - 12:33
Era risaputo che i propulsori elettrici sono meno complicati e con meno componenti di quelli endotermici, basti pensare che non hanno cambi o trasmissioni/frizioni/marmitte etc.. Di contro, però hanno batterie più grandi che necessitano uno smaltimento o riciclo molto più complesso e costoso. Per non parlare dei costi di estrazione altri materiali e litio. Io credo che avranno un senso solo quando verranno sviluppate con ioni di sodio.
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 16:39
4
Hai mai provato a pensare quanto sia costoso ed impattante il ciclo di estrazione del carburante?! Dovresti sommarci anche i litri di carburante necessari a far funzionare l'auto per arrivare a 250.000 km, peccato che i termo talebani quel conto di impatto ENORME ambientale non lo facciano mai e peccato che l'atro impatto ENORME dato dalla manutenzione ordinaria del termico perfetto dei vostri deliri, fatta di componenti che richiedono fabbriche che impattano enormemente sull'ambiente, che richiedono oli che anche loro impattano enormemente sull'ambiente, che richiedono pure batterie, anche le auto termiche pure ne hanno bisogno, da sostituire circa ogni 4-5 anni, non sia mai calcolato. Si l'auto termica impatta meno, se rimane un soprammobile in garage pagato svariate decine di migliaia di euro, ma nel momento in cui la accendi ha un impatto ecologicamente devastante, rispetto a quella elettrica, comprese le polveri sottili prodotte in frenata che non può essere rigenerativa e che fanno danni proprio la dove fanno più male in città.
Ritratto di probus78
11 settembre 2024 - 21:20
Hai ragionissima, ma qui si parla dei componenti dell' auto non dell' "impatto" ambientale della stessa nel suo ciclo vitale. Per completare il tuo discorso aggiungerei pure che il termico (come suggerisce il nome stesso) produce 70% di calore e 30% di movimento, mentre le percentuali con l' elettrico si invertono. Io non sono talebano di niente e analizzo le cose per come sono. Quando le batterie saranno sviluppate con ioni di sodio (nettamente più sicure ed economiche del litio) endotermico andrà in pensione.
Ritratto di Er sentenza
11 settembre 2024 - 12:40
Articolo senza senso ed infatti, alla fine, non dice proprio nulla. La complessità del processo produttivo non si misura solo in base al numero dei componenti da assemblare! Ad esempio, secondo voi, spostare sulla linea di produzione un'auto da 1300kg a benzina e' più complesso rispetto ad una da 2000kg elettrica? Maneggiare un pacco batterie al litio non richiede procedure di sicurezza extra?
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:19
Si sapeva di già. Quello che farebbe la differenza è sapere quali sono e quanto costano i pezzi che mancano da un sistema ad un altro. Marmitta e pomello del cambio, detti come l’articolo, sono considerati due pezzi equivalenti. Ma la marmitta da quanti pezzi è composta, ad esempio, in realtà ? Di solito 5/6 pezzi quelle moderne. E allora la differenza sarebbe diversa, che non due pezzi equivalenti. Articolo un po’ assurdo scritto così.
Ritratto di Sdraio
11 settembre 2024 - 13:26
se parliamo di pezzi sono 30 circa... se parliamo di gruppi che compongono uno scarico sono 10 circa... se parliamo di tubo di scarico ovviamente siamo a 1... e non sto considerando i collettori... io continuo a dire che questo articolo è veramente una IDYOZIA pazzesca scritta da chi prende mooooOOOOLTI croccantini... saluti.
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 13:29
Ma alla fine guardando dove le cose "sono un po' più limpide" chissà poi; fondamentalmente il vero riscontro è il prezzo finale. Ora è vedo che in Cina vendono le Utilitarie Bev a 10k, per farsi un'idea di quanto possa essere risparmiosa come tecnologia (se lo si vuole) ; ma è pure vero che ultimamente vendono una berlina da quasi 5 mt PHEV a 15k (ed una Byd); ripeto 5 mt di berlina, phev
Ritratto di telemo
11 settembre 2024 - 13:27
Articolo fatto solo allo scopo di propangandare ciò che finanziano gli sponsor. L'elettrico è una tecnologia fallimentare e costa, di cui l'uomo può farne a meno se vuole sopravvivere se non vuole laguire.
Ritratto di Oxygenerator
11 settembre 2024 - 13:37
Languire chi ? Le officine. Io ho due elettriche e sto benissimo.
Ritratto di pierfra.delsignore
11 settembre 2024 - 16:41
4
Certo il termico sta morendo in questo anno da qui a 4-5 anni sarà tecnologia di nicchia, il termico puro intendo e non te ne stai nemmeno rendendo conto. Renditi conto di una cosa il luddismo e la tattica dello struzzo non ha mai pagato, non puntare sull'ibrido oggi e sull'elettrico a lungo termine significa solo una cosa, fare la stessa fine nel comparto dell'auto, che le case europee hanno fatto in quello dei computer, TV, smarpthone.
Ritratto di forfEit
11 settembre 2024 - 16:49
Non v'è alcun discorso di valenza assoluta ed universale. Bisogna valutare/pianificare in base a quando presumibilmente """nella propria zona""" si verrà assoggettati a restrizioni di vario tipo e natura. In alcune parti (centro Parigi?) potrebbe già oggi non avere senso prendersi una full hybrid ma probabilmente proprio possederla un'auto (fosse anche bev) ; laddove magari nella campagna nostrana (al di sotto della padania) va a finire che fra 10-15 anni scorrazzi ancora in diesel come se nulla fosse
Ritratto di simo1888
11 settembre 2024 - 15:25
se togli l'elettronica gadget alle elettriche sarebbero molto più semplici delle termiche. Un motore elettrico, batteria e un driver-caricabatteria è tutto quello che serve per farla camminare, anche se montata sulla macchina più spoglia
Ritratto di Newcomer
12 settembre 2024 - 10:48
Il problema è nei costi della manutenzione ordinaria e straordinaria che per le elettriche raggiunge cifre altissime
Ritratto di steverm
12 settembre 2024 - 16:58
...almeno io con la mia QQ e-power non ho nè cambio e nè frizione...
Ritratto di bangalora
14 settembre 2024 - 21:39
L'azienda è in lento declino da tempo e sta valutando per la prima volta nella sua storia la chiusura di stabilimenti e licenziamenti di massa sta succedendo a Volkswagen Nelle ultime settimane hanno fatto discutere alcune scelte industriali di Volkswagen – la più importante società automobilistica in Germania e tra le più grandi nell’Unione Europea – che sono l’esito di un lento declino che dura ormai da tempo e a cui l’azienda finora ha fatto fatica a reagire: prima ha fatto sapere che sta valutando per la prima volta nella sua storia la chiusura di alcuni stabilimenti per far fronte all’ormai strutturale calo delle vendite; poi ha dichiarato l’intenzione di ridurre il numero dei dipendenti per tenere sotto controllo i costi, e di voler in tal senso annullare un accordo aziendale che è in vigore da trent’anni e che impedirebbe licenziamenti di massa almeno fino al 2029. La crisi di Volkswagen ha ripercussioni enormi a livello economico, dato che dalla sua produzione dipendono il lavoro di più di 700 mila dipendenti (di cui 300 mila solo in Germania) e l’attività di migliaia di aziende dell’indotto, ma anche a livello culturale e politico, perché Volkswagen è da sempre un simbolo del rilancio industriale del paese nel secondo dopoguerra e dell’eccellenza tedesca nel settore delle auto. Le sue difficoltà sono quindi fonte di preoccupazione e imbarazzo per il governo tedesco di Olaf Scholz, di centrosinistra e già alquanto impopolare, ora accusato anche di non aver impedito il declino della società più importante del paese. Dall’inizio dell’anno le azioni di Volkswagen hanno perso il 22 per cento del loro valore, sceso addirittura sotto a quello che aveva dopo il cosiddetto “dieselgate”, il grave scandalo in cui fu coinvolta nel 2015 per aver truccato i suoi motori diesel in modo da farli risultare meno inquinanti di quanto in realtà fossero, e per cui dovette spendere decine di milioni di euro per risarcire i clienti. Sono principalmente due le dimensioni della complessa situazione in cui si trova oggi Volkswagen: la prima riguarda la lentezza e la rigidità con cui l’azienda ha reagito ai grossi cambiamenti del mercato dell’auto, come la transizione verso i motori elettrici e la sempre più aggressiva concorrenza della Cina; la seconda è legata invece sia alla generale e grave crisi del settore in tutta l’Unione Europea, dove le vendite di veicoli sono in calo da tempo, che alle difficoltà di tutta l’industria tedesca, assai penalizzata dalla crisi energetica del 2022. La produzione dei modelli elettrici di Volkswagen nello stabilimento di Zwickau, in Germania, nel 2020 (Jens Schlueter/Getty Images) Volkswagen non ha mai recuperato il calo delle vendite della pandemia: nel 2023 ha venduto un milione e mezzo di veicoli in meno rispetto al 2019, un calo del 14 per cento. Le fabbriche dell’azienda lavorano da tempo largamente sotto la loro capacità produttiva, come peraltro sta accadendo anche a molte altre aziende europee, anch’esse nella situazione di dover far fronte a ordini minori: è il caso anche di Stellantis, che in Italia tiene migliaia di lavoratori in cassa integrazione e sta producendo sempre meno veicoli rispetto al passato. La situazione di Volkswagen è poi aggravata dal fatto che il suo mercato di riferimento è la Cina, dov’è concentrato il 40 per cento delle vendite. È però un mercato su cui ha smesso di essere competitiva rispetto ai produttori locali, perché i suoi veicoli sono eccessivamente costosi paragonati a quelli cinesi, soprattutto nel caso dei modelli elettrici. La società, come molte altre tra quelle occidentali, è molto esposta al declino dei modelli tradizionali e all’aggressiva concorrenza cinese: la sua auto elettrica meno costosa ha un prezzo di 40 mila euro, più del doppio di quelle cinesi di fascia bassa. Le aziende occidentali devono tenere prezzi alti per ripagare ancora i grandi investimenti fatti per lo sviluppo delle nuove tecnologie per i modelli elettrici; quelle cinesi riescono invece ad assorbirli meglio grazie agli ingenti sussidi del governo, che permettono loro di vendere auto praticamente sottocosto e non avere concorrenza coi produttori occidentali. È il motivo per cui l’Unione Europea – come gli Stati Uniti e il Canada – ha deciso l’imposizione di dazi, a cui peraltro Volkswagen era molto contraria: l’azienda è molto integrata con l’industria cinese e ha molti stabilimenti nel paese, dove si producono auto e componenti destinate poi al mercato europeo, e che rischiano di essere danneggiati dai dazi. In Cina Volkswagen riesce ancora ad avere un vantaggio sui veicoli a motore termico, qualitativamente molto superiori a quelli cinesi, ma che in futuro potrebbero essere sempre meno richiesti e rilevanti rispetto ad altri motori più avanzati tecnologicamente. Nel frattempo nell’arco di un decennio le sue vendite in Cina si sono dimezzate. Anche in Europa Volkswagen sta comunque avendo difficoltà: nel 2023 ha venduto 700 mila veicoli in meno rispetto al 2019, con una perdita del 14 per cento. Il responsabile finanziario dell’azienda ha detto che però questo mercato è ormai compromesso, e al massimo possono sperare di limitare la perdita a mezzo milione di auto all’anno rispetto al 2019: l’equivalente della produzione di due interi stabilimenti del gruppo. La società è riuscita finora ad assorbire finanziariamente le difficoltà: nel 2023 ha comunque registrato un utile netto di 6,2 miliardi di euro. È però la metà esatta dell’utile dell’anno precedente, che era meno di quello del 2019: significa che la società non è più profittevole come un tempo. E questo non dipende solo dal volume delle vendite, ma anche dalla politica commerciale dell’azienda: per cercare di recuperare quote di mercato ha abbassato i suoi prezzi e fatto impegnative campagne promozionali, che hanno ridotto notevolmente i margini di guadagno. Il responsabile finanziario di Volkswagen ha detto recentemente che l’azienda ha ancora un paio d’anni per adeguare la sua struttura a un mercato che è molto cambiato. Lo scorso anno è già stato attuato un piano di prepensionamenti e uscite volontarie, che però ha portato a risparmi tutto sommato marginali. Per questo Volkswagen ha comunicato provvedimenti più drastici, come l’intenzione di chiudere alcuni stabilimenti – su cui però non ci sono ancora dettagli né su quanti né su quali – e la risoluzione dell’accordo collettivo con i dipendenti, notificata a inizio settembre ai sindacati aziendali e nazionali, entrambi molto influenti. Questa decisione ha già conseguenze preoccupanti per la forza lavoro di Volkswagen, poiché ne cambia drasticamente le prospettive: i patti aziendali da cui l’azienda si è tirata indietro garantivano gli attuali livelli occupazionali fino al 2029, e prima di allora non sarebbero potuti avvenire licenziamenti di massa, neanche per motivi finanziari. Con l’annullamento del patto però le tutele finiranno già a metà del 2025. I sindacati hanno minacciato scioperi e ricorsi contro la decisione: secondo i rappresentanti la società corre un grosso rischio, perché se non verrà firmato alcun accordo alternativo Volkswagen potrebbe essere tenuta a pagare fino a 1 miliardo di euro in compensazioni e aumenti di stipendi ai lavoratori, proprio grazie ad alcune clausole dell’accordo che ha annullato. In alcuni stabilimenti ci sono già state alcune manifestazioni contro la dirigenza. Una protesta dei dipendenti in un meeting tra dirigenti di Volkswagen e sindacati, il 4 settembre 2024 (Moritz Frankenberg/pool photo via AP) I minori guadagni di Volkswagen dipendono anche da criticità sul fronte dei costi. E qui bisogna tenere conto di una serie di fattori che a loro volta dipendono in gran parte dai problemi più generali dell’economia e dell’industria della Germania, che ha risentito molto più degli altri paesi della crisi energetica e dell’aumento dei prezzi dell’energia dopo l’inizio della guerra in Ucraina: sebbene il peggio sia passato, l’energia è ancora più cara rispetto all’inizio del 2022. Tutto ciò è dovuto al fatto che l’intera Unione Europea ha dovuto fare a meno del gas a buon mercato proveniente dalla Russia, da cui la Germania era particolarmente dipendente. La crisi energetica ha messo in luce una serie di debolezze strutturali nelle basi economiche del paese note da tempo, e che il governo di coalizione nato dopo la fine dell’era politica di Angela Merkel ha faticato a correggere. La questione più importante e cruciale è quella del sistema energetico tedesco, inadatto a soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno energetico dell’industria e non solo a causa della crisi energetica: già prima della guerra in Ucraina l’energia tedesca era tra le più costose delle economie avanzate, perché largamente dipendente dal gas e poco alimentata dalle fonti di energia rinnovabile. Una delle questioni più rilevanti oggi per la Germania è garantire alle imprese energia meno costosa, per esempio tramite le rinnovabili, in modo da preservare la loro competitività sui mercati internazionali: le imprese tedesche partono già penalizzate rispetto alle concorrenti internazionali per quanto devono pagare l’energia, e questo è un problema particolarmente sentito in un paese che basa la sua economia sulle esportazioni come la Germania. Tutto il settore tedesco delle auto, e non solo Volkswagen, è inoltre ancora troppo legato al motore a combustione e sta ritardando tutte quelle innovazioni che dovrebbero portare allo sviluppo di una produzione 100 per cento elettrica. Non è un caso che il governo tedesco – insieme a quello italiano – sia stato quello che si è dimostrato più contrario all’introduzione da parte dell’Unione Europea del divieto di vendita di veicoli a combustione dal 2035. Negli ultimi anni è mancata la capacità politica di far orientare l’economia verso settori in rapida trasformazione e crescita, e a causa del tradizionale rigore tedesco nel far quadrare i conti non sono stati introdotti neanche seri e ampi piani di incentivi economici. Ora però il governo di Scholz è costretto a occuparsi della crisi del settore dell’auto e soprattutto della situazione di Volkswagen, proprio per l’importanza dell’azienda per l’economia tedesca: centinaia di migliaia di posti di lavoro, interi territori totalmente dipendenti dalle attività di Volkswagen, e il simbolo della forza e dell’affidabilità dell’industria tedesca. Il governo si trova però in una posizione particolarmente difficile. Da una parte deve far fronte a grosse ristrettezze di bilancio, motivo per cui lo scorso anno aveva interrotto del tutto gli incentivi in vigore per l’acquisto dei veicoli elettrici, danneggiando aziende automobilistiche. Dall’altra però dovrà trovare il modo di dare una risposta al declino di Volkswagen, anche solo per risollevarsi dai pessimi risultati ottenuti alle elezioni statali di inizio settembre: si sono tenute in Turingia e in Sassonia, e sono stati particolarmente penalizzati i partiti che fanno parte dell’attuale coalizione di governo, i Socialdemocratici, i Liberali e i Verdi. Al contrario è andato molto bene il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) il quale, oltre che sui soliti temi di immigrazione e sicurezza, ha puntato molto sulla crisi industriale che stanno vivendo questi territori.
Ritratto di bangalora
14 settembre 2024 - 21:42
Anche per loro è arrivata l'ora del digestivo.
Ritratto di bangalora
19 settembre 2024 - 20:40
Tesla ha perso più del 46% di vendite nel primo semestre di quest'anno Stellantis il 29% Wagen il 15% Renault il 14% Hyundai il 12% BMW il 16% Toyota il 5% Mercedes il 13%. Eavviva l'elettrico, marciume per i boccaloni.
Ritratto di Giannidepp
12 ottobre 2024 - 18:57
Assolutamente non può essere che un motore termico abbia solo 500 componenti in più....
Ritratto di Giannidepp
12 ottobre 2024 - 19:04
Numero di componenti a parte....io 10 gg fa ho sostituito olio cambio automatico e olio motore alla mia ottima Subaru XV 200.c.c. GPL acquistata 9 anni fa....Ho sborsato ben €650...(????)... pertanto, considerato il recente impianto fotovoltaico da 9 Kw + accumulo da 15 Kw installato sul tetto di casa, autofficine e distributori di carburante non mi vedranno più....la mia prossima auto sarà solo elettrica

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