Pensate a una delle situazioni più pericolose: all’improvviso, mentre percorrete una curva, trovate un veicolo fermo nella vostra corsia. Solo un rapida manovra e un po’ di fortuna possono evitare l’incidente. In futuro, però, casi simili potrebbero diventare solo in un brutto ricordo. Merito dell’infrastruttura tecnologica Smart Road, che rende “intelligente” la strada: dialogando con l’auto, il sistema avvisa per tempo del pericolo, con un allarme nel cruscotto.
Attraverso antenne, sensori e telecamere montati su pali e collegati fra loro con la fibra ottica, il sistema Smart Road monitora il traffico, il meteo e lo stato della strada: per esempio, sensori sorvegliano la staticità dei ponti. Situazioni rischiose, come una coda o la presenza di nebbia, possono essere segnalati ai veicoli nelle vicinanze dotati della tecnologia V2X (che connette l’auto alla Smart Road).
Fantascienza? No, la sicurezza è l’obiettivo del programma europeo Smart Road per la digitalizzazione delle strade, che l’Anas e Autostrade per l’Italia stanno realizzando. I tempi sono lunghi: la fase di sperimentazione terminerà nel 2032 e solo successivamente saranno resi operativi i primi tratti ultimati.

La connessione fra la Smart Road e le auto che transitano nel tratto di strada interessato avviene con la tecnologia V2X (Vehicle to Everything), che sfrutta sia le reti Wi-Fi sia quelle dei cellulari. Per funzionare, le vetture devono essere predisposte col V2X (oggi ce ne sono poche), che serve anche per la guida autonoma. In alternativa, è allo studio l’invio degli “alert” della Smart Road sul telefonino, via app.
La Smart Road può individuare e trasmettere alle auto connesse fino a cento situazioni di rischio. Per esempio, la presenza di veicoli lenti, contromano o fermi, ma anche un cantiere, un ostacolo come un animale selvatico, o l’imminente attraversamento di un incrocio pericoloso. Non mancano informazioni sul meteo, come la presenza di ghiaccio, o sullo stato della strada: per esempio, una frana sulla carreggiata. Tutti dati trasmessi anche alla sala di controllo del gestore della strada, come l’Anas, che può attivare gli interventi necessari.

I pali (detti Smart pole) contengono le apparecchiature elettroniche, come le telecamere, e dispongono di anelli luminosi per segnalare (per esempio) un pericolo. Una sofisticata rete digitale composta da apparecchiature elettroniche e telecamere installate su pali e alimentati da energia rinnovabile. I pali e i punti che generano l’energia per alimentarli sono installati a distanza prestabilita, lungo le autostrade e le strade italiane. Monitora 24 ore su 24 il traffico, lo stato di salute delle infrastrutture e il meteo e segnala i pericoli agli automobilisti e al gestore della strada.

La costruzione della Smart Road iniziata nel 2016 è un lavoro lungo e costoso: solo per gli 80 km della SS51 “Alemagna” (in Veneto e in Trentino- Alto Adige) sono stati spesi 26 milioni di euro. Nella cartina qui sopra, i 6.700 km di strade che l’Anas prevede di coprire entro il 2032.

L’infrastruttura della Smart Road è a basso impatto ambientale. Per il suo funzionamento utilizza energie rinnovabili che, secondo il progetto, provengono almeno in parte dalle cosiddette “isole verdi” Green Island (foto qui sopra), costruite apposta lungo le strade. La produzione di corrente avviene mediante generatori “mini eolici” (delle piccole turbine mosse dal vento) e pannelli solari. Le Green Island dispongono di punti di ricarica per le auto elettriche, che utilizzano anche l’energia ottenuta a “km zero”.
In queste aree è previsto anche un edificio polifunzionale dove, fra l’altro, ha sede la centrale operativa del gestore della strada: supervisiona il funzionamento della Smart Road e attiva gli interventi in caso di pericolo.









