Su questo tema circolano ancora molti falsi miti e vecchie abitudini: facciamo chiarezza sulle regole reali da seguire per viaggiare in tutta sicurezza.
Chi guida un’auto a Gpl sa che deve rispettare alcune regole che non riguardano gli altri automobilisti. I parcheggi sotterranei multipiano, per esempio, vietano a questo genere di vetture di scendere oltre il primo piano interrato (livello -1), e solo se l'impianto è dotato di sistema di sicurezza a norma ECE/ONU 67-01.
Infatti, a differenza del metano (che è leggero e si disperde verso l'alto), il Gpl è più pesante dell'aria: nel caso in cui dovesse esserci una perdita, il gas ristagna al suolo e fa fatica a disperdersi, creando potenziali situazioni di pericolo. Ma come ci si deve comportare, all'atto pratico, quando si deve salire a bordo di un traghetto?
Ogni compagnia di navigazione ha il proprio regolamento, ma le linee guida generali sono ormai standardizzate. Se il traghetto dispone di un ponte scoperto per il parcheggio dei veicoli, non ci sono restrizioni particolari: l'eventuale gas fuoriuscito verrebbe immediatamente disperso nell'aria. Il discorso cambia per i garage coperti o sottocoperta.
Ecco cosa bisogna fare (e cosa no) per evitare disguidi:
In ogni caso, non esiste alcun divieto di imbarco e la presenza di un impianto a gas non comporta alcuna maggiorazione sul prezzo del biglietto. Nascondere l'alimentazione per paura di pagare di più o per pigrizia è quindi un errore inutile. Segnalare correttamente il Gpl è un gesto semplice che non costa nulla, ma che garantisce una traversata sicura e serena per tutti i passeggeri.

