I fari dell’auto devono illuminare la strada senza disturbare chi arriva in senso opposto. Se sono orientati troppo in alto, possono abbagliare gli altri automobilisti; se puntano troppo in basso, invece, riducono la visibilità, soprattutto di notte e sulle strade poco illuminate.
Anche un piccolo urto, la sostituzione di una lampadina o un intervento sulla carrozzeria possono modificare il loro orientamento. Controllare e, quando necessario, correggere la regolazione dei proiettori è un’operazione che si può fare anche in autonomia.
Non servono strumenti da officina: è sufficiente avere a disposizione una parete verticale, un pavimento pianeggiante, un metro e un po’ di pazienza. Il metodo è adatto soprattutto ai fari alogeni e, con le dovute precauzioni, anche a molti proiettori a led. Non sostituisce però la verifica con un’apparecchiatura professionale quando il sistema è particolarmente complesso o presenta un guasto.
Prima di cominciare, bisogna scegliere un luogo adatto. Serve una superficie piana, con una parete verticale davanti alla quale poter posizionare l’auto (il terreno non deve essere in pendenza, altrimenti il fascio luminoso risulterebbe falsato). La distanza dalla parete dipende dalle indicazioni del costruttore: in assenza di istruzioni specifiche, si può lavorare a circa 5 metri, una misura pratica per un controllo domestico.
L’auto va preparata come quando viene utilizzata normalmente: le gomme devono essere gonfiate alla pressione prescritta, il serbatoio dovrebbe essere almeno parzialmente pieno e non bisogna lasciare nel bagagliaio carichi eccezionali. Non ci devono essere persone a bordo, se non il conducente necessario per spostare la vettura.
Se l’auto dispone della regolazione manuale dell’altezza dei fari, questa va impostata sulla posizione prevista per il veicolo scarico, generalmente lo zero. Per rendere il controllo più preciso, è utile far oscillare leggermente la carrozzeria prima di iniziare, così da assestare le sospensioni.
I fari devono essere puliti e le lampadine correttamente montate. Se uno dei proiettori è danneggiato, presenta condensa persistente o è stato sostituito di recente, è meglio risolvere prima il problema.

Una volta posizionata l’auto, si misura l’altezza da terra del centro dei fari anabbaglianti. Si può usare un metro per individuare il punto centrale della lente o del proiettore e riportare la misura sulla parete con del nastro adesivo. È importante distinguere il centro del faro dalla parte superiore o inferiore del gruppo ottico.

Si accendono quindi gli anabbaglianti, senza attivare gli abbaglianti, e sulla parete si osserva il limite superiore della zona illuminata, che sui fari tradizionali è generalmente ben riconoscibile. Il fascio deve scendere rispetto all’altezza del faro: la percentuale di inclinazione corretta è normalmente indicata sul proiettore stesso, sul libretto di uso e manutenzione oppure in un’apposita targhetta.
Per esempio, un’indicazione del 1% significa che il fascio luminoso deve scendere di 1 cm ogni metro di distanza. A 5 metri dalla parete, il limite del fascio si troverà quindi circa 5 cm più in basso rispetto all’altezza del centro del faro. Se l’indicazione è diversa, bisogna seguire quella specifica del veicolo. Non esiste infatti un’altezza universale valida per tutte le auto.

Il controllo va ripetuto per entrambi i fari. La linea di demarcazione dovrebbe risultare alla stessa altezza sui due lati, tenendo conto della particolare forma del fascio dei proiettori. Nei fari anabbaglianti con distribuzione asimmetrica, il lato destro può illuminare più in alto per aumentare la visibilità del bordo della strada: è normale e non va corretto cercando di rendere identici i due fasci.

Se il fascio è troppo alto o troppo basso, si può intervenire sui registri del faro. Di solito si trovano nella parte posteriore del gruppo ottico, sotto il cofano, e sono azionabili con un cacciavite, una chiave esagonale o un utensile specifico. La posizione e il tipo di registro cambiano a seconda del modello.
Un registro controlla normalmente l’altezza del fascio, mentre un altro può intervenire sull’orientamento laterale. Per una regolazione casalinga è consigliabile limitarsi all’altezza, lasciando stare il registro orizzontale se non ci sono motivi precisi per intervenire. Prima di ruotare una vite, conviene fotografare la posizione iniziale e segnare con un pennarello il punto di partenza. In questo modo si può tornare indietro se il risultato non è soddisfacente.
Le viti vanno girate poco alla volta, controllando dopo ogni intervento come cambia il fascio sulla parete. Se il limite luminoso si sposta verso l’alto, si sta aumentando l’altezza del fascio; se scende, lo si sta abbassando. Dopo ogni correzione bisogna controllare che i due fari siano ancora allineati.

Terminata la regolazione, è necessario effettuare una prova su strada, preferibilmente di notte e su una strada poco trafficata. Gli anabbaglianti devono illuminare in modo uniforme la carreggiata, senza creare zone eccessivamente scure o abbagliare i veicoli che arrivano in senso opposto. Se si nota che il fascio è ancora troppo alto o troppo basso, bisogna correggere ulteriormente l’orientamento.
La regolazione manuale è possibile, ma non tutti i fari sono progettati per essere orientati nello stesso modo. Alcune auto moderne dispongono di sistemi autolivellanti, proiettori adattivi o matrici di led che modificano automaticamente la distribuzione della luce. In questi casi, una semplice regolazione meccanica potrebbe addirittura interferire con il funzionamento del sistema.
Se il fascio luminoso non è regolare, uno dei fari punta vistosamente in una direzione diversa dall’altro oppure la regolazione non produce alcun effetto, è meglio rivolgersi a un’officina. Lo stesso vale dopo un incidente, quando è possibile che il supporto del faro o la struttura anteriore siano deformati. Anche la sostituzione di un intero proiettore può richiedere una calibrazione specifica.
Infine, un controllo professionale è particolarmente consigliato per i fari allo xeno e per alcuni sistemi a led, che possono richiedere strumenti di diagnosi e procedure previste dal costruttore. La regolazione fai da te deve servire a mantenere correttamente orientati i proiettori, non a sostituire una riparazione.


