Nuovo decreto autovelox: ecco cosa cambia per le multe

Legge e burocrazia
Pubblicato 13 luglio 2026

Le nuove norme sono diventate legge con lo scopo di mettere ordine: ma sarà davvero così? Le cose da sapere e cosa si può fare se si viene multati.

autovelox shutterstock 1405223351

Da domenica 12 luglio 2026 dovrebbe essere finalmente terminata l’era dell’incertezza per gli autovelox in Italia. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è infatti entrato a tutti gli effetti in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), facendo diventare ufficialmente operative le nuove regole per l’omologazione e l’uso dei dispositivi di rilevazione della velocità. L’obiettivo del provvedimento è mettere definitivamente ordine a un settore che per decenni ha navigato tra approvazioni parziali e migliaia di ricorsi. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non farsi cogliere impreparati.

COS’È E A COSA SERVE?

Il cosiddetto “decreto autovelox” è un provvedimento del MIT che definisce finalmente in modo organico le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi di controllo della velocità. Serve a garantire regole certe e omogenee su tutto il territorio nazionale, eliminando la confusione tra diversi tipi di apparecchi e assicurando che le multe siano basate su rilevazioni tecnicamente inoppugnabili.

COSA CAMBIA RISPETTO A PRIMA?

La novità principale riguarda la distinzione tra “approvazione” e “omologazione”. Per 34 anni, nonostante il Codice della Strada del 1992 richiedesse dispositivi omologati, si è proceduto con semplici approvazioni tecniche. Da qui sono nati centinaia di ricorsi, accolti dalla Cassazione che in diversi pronunciamenti ha più volte ribadito la differenza sostanziale tra le due procedure. Ora, anche la legge stabilisce che solo i dispositivi che superano il nuovo e rigoroso processo di omologazione possono essere usati per fare multe valide. Inoltre, il decreto introduce tutele per la privacy: i volti dei conducenti saranno oscurati automaticamente e i dati protetti da crittografia.

COME VIENE OMOLOGATO UN APPARECCHIO?

Il nuovo processo prevede test tecnici severi che fissano una vera e propria “patente di affidabilità”. Un autovelox, per essere omologato, deve ora garantire:

  • Un tasso di rilevamento dei veicoli di almeno il 90%.
  • Una corretta associazione velocità-veicolo pari ad almeno il 95%.
  • Riconoscimento delle targhe e acquisizione immagini con una precisione del 95%. 


Inoltre, ogni apparecchio deve essere sottoposto a verifiche di taratura annuali; se non supera i test, deve essere spento.

QUALI SONO I NUOVI MARGINI DI ERRORE E TOLLERANZA?

Il decreto fissa parametri precisi per l’accuratezza tecnica: durante le prove di omologazione, lo scarto non può superare i 3 km/h per velocità fino a 100 km/h, o il 3% oltre tale soglia. Attenzione: questi sono requisiti tecnici del dispositivo e non sostituiscono la tolleranza di legge applicata alla velocità rilevata, che resta quella prevista dalle norme vigenti.

QUALI SONO GLI AUTOVELOX REGOLARI?

Al momento sono considerati regolari circa 3.150 dispositivi in tutta Italia. In particolare:

  • Sono “promossi sul campo” i 25 modelli di prototipi elencati nell’Allegato B del decreto.
  • Tutti gli apparecchi approvati dal Ministero dopo il giugno 2017 ottengono l'omologazione automatica.


Per quelli precedenti al giugno 2017, è necessario un percorso di verifica della documentazione e test tecnici per confermarne l’idoneità.

MOLTI AUTOVELOX SONO STATI DISATTIVATI?

Sì. Secondo le stime, all’entrata in vigore del decreto, circa 850 apparecchi sono stati disattivati immediatamente perché non corrispondenti ai nuovi requisiti di omologazione. Per tornare operativi, i comuni o i produttori dovranno sottoporli alle nuove procedure di verifica previste dalla legge.

COME SAPERE SE IL DISPOSITIVO CHE MI HA MULTATO È REGOLARE?

Ci sono tre modi principali per verificarlo:

  • Controllare il verbale: d’ora in avanti le autorità devono indicare obbligatoriamente gli estremi del decreto di omologazione direttamente nella multa.
  • Sito del MIT: è possibile consultare il censimento nazionale cliccando qui. In questa pagina, usando i filtri per marca, modello e comune, si può verificare se l’apparecchio è censito e omologato.
  • Sito del Comune o accesso agli atti: molti comuni pubblicano l’elenco dei propri dispositivi; in caso contrario, si può sempre fare una richiesta formale di accesso agli atti amministrativi.


ADDIO AI RICORSI?

La norma non rende affatto “intoccabili” i verbali. Al contrario: introducendo prescrizioni molto più puntuali, offre ai cittadini numerosi elementi da verificare. Con una semplice richiesta di accesso agli atti al Comune è possibile controllare se la taratura è scaduta, se manca il verbale di funzionalità oppure se l’apparecchiatura impiegata non corrisponde al modello omologato. L’assenza anche di uno solo dei documenti obbligatori rende la sanzione contestabile. In sostanza, i ricorsi probabilmente continueranno, ma si concentreranno su aspetti tecnici molto più specifici.

SE SCOPRO CHE È IRREGOLARE, COME FACCIO RICORSO?

Se la verifica conferma che l’autovelox non è a norma alla data dell’infrazione, si può contestare la multa seguendo due strade alternative:

  • Ricorso al Prefetto: entro 60 giorni dalla notifica.
  • Ricorso al Giudice di Pace: entro 30 giorni dalla notifica.


Importante: chi intende fare ricorso non deve pagare la multa, poiché il pagamento (anche in misura ridotta) solitamente preclude la possibilità di contestare la sanzione.

CON LA NUOVA LEGGE SI ANNULLANO TUTTI I RICORSI PRECEDENTI?

Assolutamente no. Il decreto non chiude automaticamente i contenziosi pendenti né garantisce la vittoria in quelli futuri. Molti esperti avvertono che le sanzioni precedenti potrebbero restare illegittime se basate su dispositivi non omologati secondo i criteri stabiliti dalla Cassazione. Spetterà sempre al prefetto o al giudice di pace decidere caso per caso.

COSA SUCCEDE ALLE VECCHIE MULTE?

Il decreto non ha effetto retroattivo: le sanzioni elevate per infrazioni commesse prima del 12 luglio 2026 non vengono né cancellate né sanate automaticamente. Per queste multe continua a valere il quadro normativo precedente e l’orientamento della giurisprudenza della Cassazione, che già considerava nulle le multe fatte con apparecchi approvati ma non omologati.



Aggiungi un commento
Ritratto di Alvolantino
13 luglio 2026 - 12:32
Con la mia auto elettrica arrivo così veloce che non riesce a prendermi, questo grazie alla coppia istantanea che le termiche si sognano ⚡
Ritratto di Er sentenza
13 luglio 2026 - 13:37
La coppia incide nel tempo di accelerazione/ripresa, non sulla velocità massima....cmq tutto ok....lol!!!!
Ritratto di system_error
13 luglio 2026 - 14:46
ma che calzo c'entra questo tuo vantarsi di infrangere i limiti su auto che danno il peggio ad alte velocità
Ritratto di Alexspc79
13 luglio 2026 - 17:38
13
Tu dici, mi hanno già beccato 3 volte
Ritratto di AZ
13 luglio 2026 - 21:07
Ah, ah, ah! Che fesseria!
Ritratto di Hegel
14 luglio 2026 - 08:59
Ma non lo capite che è un Troll.. probabilmente lo stesso che faceva Calogero. Ora fa lo stereotipo odioso del fan dell'elettrico, la struttura dei messaggi è identica e senza mai vere argomentazioni. Vedere la gente che si azzuffa per le boiate che scrive gli provoca un rilascio di endorfine.. tutto molto patetico e triste.
Ritratto di troy bayliss
14 luglio 2026 - 09:50
1
x alvolantino: ti ricordo che l'autovelox misura la velocità istantanea non al coppia
Ritratto di Er sentenza
13 luglio 2026 - 13:36
Solita fuffa all'italiana. Ogni anno arriva la riforma del cds con tanto di interventi contro le multe per fare cassa e sistematicamente non cambia nulla. Finché non si stabiliranno conseguenze penali per sindaci, assessori e fdo che gestiscono il mercato delle multe farlocche, sarà una giungla. Nel corso degli anni ho ricevuto persino multe di altri, con auto totalmente diverse dalla mia nelle foto, basta che abbiano una targa simile e loro ci provano, clonando verbali cambiando un numero alla volta.
Ritratto di system_error
13 luglio 2026 - 14:48
eh ma Salvini deve pur far finta di svolgere un lavoro e ingannarsi di contribuire alla società, o no?
Ritratto di Quello la
13 luglio 2026 - 14:08
Ci sono voluti un paio di anni dalla prima sentenza della cassazione per riordinare un po’ tutto. Contro i rave è bastato qualche giorno. Materia complessa.

VIDEO IN EVIDENZA

listino
Le ultime entrate
  • Audi A6 Allroad
    Audi A6 Allroad
    da € 82.350 a € 92.250
  • Xpeng G6
    Xpeng G6
    da € 43.670 a € 56.470
  • Hyundai Inster
    Hyundai Inster
    da € 27.650 a € 29.900
  • Audi Q3 Sportback
    Audi Q3 Sportback
    da € 46.200 a € 66.500
  • Audi Q3
    Audi Q3
    da € 44.200 a € 64.500

PROVATE PER VOI

I PRIMI CONTATTI

  • Jeep Compass 1.6 PHEV Summit eDCT7
    € 48.900
    Svelta, ma non nella ricarica - Vai al primo contatto
    La Jeep Compass ibrida ricaricabile è scattante, ampia e ben fatta. Solo a trazione anteriore, richiede minimo tre ore per le ricarica completa. E il comfort non sempre convince.
  • Ferrari 849 Testarossa Spider 4.0 V8 biturbo
    € 500.000
    Aperta cambia poco, ma si sente di più - Vai al primo contatto
    La Ferrari 849 Testarossa Spider conserva le prestazioni, la precisione e la sorprendente facilità di guida della coupé. Il tetto rigido ripiegabile aggiunge però la possibilità di ascoltare ancora meglio il poderoso V8 biturbo.
  • Linktour Alumi Elite Pro
    € 15.590
    Il quadriciclo che si crede un’auto - Vai al primo contatto
    Questa microcar elettrica ha una raffinata scocca in lega d’alluminio che la rende comoda e stabile come poche rivali. La dotazione è ottima, ma la visibilità laterale di tre quarti è critica.