Scatola nera dell'auto: cos’è, a cosa serve e cosa registra

Tecnica
Pubblicato 14 novembre 2022

Cos’è la scatola nera dell'auto, detta anche black box o EDR (Event Data Recorder), dispositivo diventato obbligatorio dal 6 luglio 2022.

La scatola nera per le auto, denominata anche “black box” o, più opportunamente, EDR (acronimo che sta per Event Data Recorder) è un dispositivo che si installa all’interno della vettura finalizzato alla registrazione e raccolta di dati, generalmente utili per ricostruire la dinamica di un evento. Questo evento, di solito, corrisponde all’incidente stradale: lo scopo, ovviamente, è quello di raccogliere tutti i dati e le informazioni possibili utili a carattere giuridico, penale e anche assicurativo. In effetti, la black box è già presente in diversi tipi di vetture, visto che gli automobilisti, negli ultimi anni, allettati dagli sconti offerti dalle compagnie assicurative in cambio dell’installazione della scatola nera in auto, hanno accettato questo compromesso, consentendo la messa in opera di questo dispositivo. In questo articolo, spiegheremo al meglio cos’è la scatola nera, cosa registra, quali sono le differenze tra il nuovo EDR e la black box data in dotazione dalle compagnie assicuratrici e, più nello specifico, cos’è che esattamente registra. 

SCATOLA NERA DELL'AUTO OBBLIGATORIA DA LUGLIO 2022

A partire dal 6 luglio 2022, è diventata obbligatoria la scatola nera per le auto, seguendo quanto stabilito dal Regolamento UE 2019/2144. Questo non significa che tutte le auto attualmente in circolazione debbano dotarsi, se non lo hanno già fatto, di scatola nera, ma che l’obbligo vige su tutte le auto omologate nei Paesi UE. Solo a partire dal 7 luglio 2024, sarà introdotto l’obbligo di installare la scatola nera sulle auto di prima immatricolazione

Quindi, riepilogando, se a partire da luglio 2022 l’obbligo vige solo per le auto di nuova omologazione, nel 2024 l’obbligo comprenderà tutte le auto di prima immatricolazione, senza dipendere dalla data di omologazione. Nel 2029, infine, il provvedimento sarà esteso anche ai mezzi pesanti

Il Regolamento UE 2019/2144 ha introdotto novità importanti per quanto riguarda il comparto automobilistico nei Paesi dell’Unione Europea. Infatti, oltre alla già citata scatola nera, sono previsti ulteriori cambiamenti sui dispositivi e sui sistemi da utilizzare sui veicoli di nuova omologazione e immatricolazione. Ne parleremo brevemente in un paragrafo dedicato alla fine di questo articolo. Adesso, concentriamoci sulla scatola nera. 

SCATOLA NERA DELL'AUTO: COS’È E A CHE SERVE

Un tempo la scatola nera era un oggetto di cui si parlava solo in circostanze tragiche, come nel caso di incidenti aerei. Per scoprire cosa era successo negli ultimi istanti prima di un incidente, bisognava trovare la scatola nera, che conteneva quelle informazioni. 

Da alcuni anni, però, la black box si è introdotta anche nel mercato automobilistico. Diverse compagnie assicuratrici le propongono ai loro clienti per ottenere maggiori informazioni - e soprattutto informazioni oggettive - sulla dinamica di un sinistro e spesso, a questa proposta, viene associato anche uno sconto significativo sul pacchetto della polizza, come suggerito dalla Legge sulla Concorrenza datata 2017. 

L’Event Data Recorder, come è facilmente intuibile, è un dispositivo elettronico che si occupa di rilevare e registrare dei dati riguardanti i movimenti dell’auto: tra questi spiccano la velocità, gli spostamenti, l’accelerazione e la decelerazione. In caso di incidenti, la scatola nera permetterà di rilevare tutti i dati prima, durante e dopo il sinistro, al fine di accertare le responsabilità. Infatti, alcune di queste informazioni, se incrociate, permettono di fornire informazioni e indicazioni importanti sullo stile di guida del conducente. 

Il dispositivo incorpora un GPS, ovvero un sistema di geolocalizzazione che permette di individuare il veicolo in qualunque momento. Inoltre, i dati raccolti dalla black box, possono risultare utili anche in altre circostanze, come ad esempio per una multa da contestare in caso di violazione del Codice della Strada notificata, oppure per ritrovarla dopo un furto

COME FUNZIONA E COSA REGISTRA

Insomma, in poche parole, la scatola nera per le auto registra questi tipi di dati: 

  • Geolocalizzazione;
  • Velocità;
  • Accelerazione e decelerazione;
  • Frenata; 
  • Marce usate;
  • Chilometri percorsi; 
  • Sistemi di sicurezza attivati; 


Spostamenti e inclinazione auto rispetto al tratto stradale. 

A questo punto, in molti potrebbero domandarsi: la privacy? I dati registrati dalla black box sono di qualsiasi natura? Sono registrate anche conversazioni private? No, il Regolamento Europeo impone che nessuno dato che possa ricondurre al veicolo o al suo proprietario non può essere memorizzato

Inoltre, l’accesso ai dati è autorizzato solamente alle forze di polizia che si occupano di rilevare gli effetti e le responsabilità di un sinistro, le quali potranno comunque occuparsi solo di quei dati relativi all’incidente stesso (e questo può essere un problema per le compagnie assicuratrici, come vedremo in seguito). La black box, in ogni caso, non registra dati sensibili

Vien da sé che la scatola nera non può essere disattivata, né i dati in essa contenuti manipolati. A livello normativo, il riferimento per l’utilizzo della black box fornita dalle compagnie di assicurazione è l’articolo 145 bis del Codice delle assicurazioni private, che recita quanto segue: “Quando uno dei veicoli coinvolti in un incidente risulta dotato di un dispositivo elettronico che presenta le caratteristiche tecniche e funzionali stabilite ai sensi dell’articolo 132-ter, comma 1, lettere b) e c), e fatti salvi, in quanto equiparabili, i dispositivi elettronici già in uso alla data di entrata in vigore delle citate disposizioni, le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti a cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo”. 

Inoltre, al comma 6, si stabilisce che “è fatto divieto all’assicurato di disinstallare, manomettere o comunque rendere non funzionante il dispositivo installato”. 

CHI DEVE METTERE LA SCATOLA NERA DELLA MACCHINA E DOVE VIENE MONTATA?

La scatola nera per l’auto può essere installata solo da professionisti esperti in officine convenzionate, quando si parla di black box per le assicurazioni private. Questo aspetto non sarà preso in considerazione per ciò che concerne la nuova scatola nera, quella imposta dalla direttiva europea, in quanto il dispositivo sarà già installato sulla macchina di nuova omologazione e immatricolazione. 

A ogni modo, chi oggi ha sottoscritto o sta per sottoscrivere una polizza RC Auto con una compagnia che offre l’installazione della black box, dovrà far fede a un catalogo di officine meccaniche convenzionate, dove dovrà recarsi per l’installazione del dispositivo, necessario a tutti gli effetti per la validità dell’assicurazione (si hanno 15 giorni di tempo dalla stipula del contratto e generalmente bisogna prendere appuntamento). In ogni caso, non bisogna pagare alcunché, visto che i costi di acquisto e di installazione del dispositivo sono tutti a carico della compagnia assicuratrice ed è proprio per questo motivo che ci si può recare solo presso le officine convenzionate. 

La scatola nera è un dispositivo di dimensioni modeste, simili a quelle di un grosso smartphone, leggermente più grandi di un mouse. Il dispositivo viene montato in punti dove la visuale del guidatore non viene disturbata, generalmente dietro i pannelli di rivestimento del cruscotto, oppure dietro lo specchietto retrovisore interno. 

I tempi di intervento non sono lunghi, anche se spesso può capitare di dover lasciare l’auto in officina e venirla a riprendere in un secondo momento. Dopo l’installazione, il professionista dovrà occuparsi del collaudo, ovvero di verificare che il dispositivo funzioni correttamente

SCATOLA NERA DELL'AUTO: SFATIAMO ALCUNE LEGGENDE METROPOLITANE

I luoghi comuni negativi che si sente ripetere spesso attorno alla scatola nera per auto sono sostanzialmente 2: 

  • Registra le conversazioni private; 
  • Consuma e scarica la batteria. 


Entrambe le affermazioni sopra elencate sono false. Come abbiamo visto in un paragrafo precedente, il Regolamento Europeo vieta espressamente la rilevazione e l’utilizzo di dati sensibili, proibendo la raccolta di qualsiasi informazione che possa far risalire al veicolo o al proprietario dello stesso, e garantendo così l’anonimato. È ovvio che i dati raccolti, soprattutto in occasione di un incidente, riguardano lo stile di guida del conducente e tutti gli eventi che hanno riguardato il sinistro, ma l’anonimato del conducente è assolutamente protetto. 

Ovviamente lo stesso non si può dire se si pensa al GPS, che però risulta molto utile in caso di furto, incidente, oppure di arresto improvviso dell’auto, con conseguente intervento del carro attrezzi e dell’assistenza stradale, spesso servizio incluso nel pacchetto della polizza. 

Inoltre, non mancano quei dispositivi che, in caso di incidenti, fanno partire subito la chiamata dei soccorsi: un altro aspetto molto vantaggioso, soprattutto se si è temporaneamente impossibilitati a chiamare i soccorsi, o se si debba impiegare più tempo del previsto. 

La scatola nera, inoltre, ha una sua batteria interna e pertanto non influenza la batteria dell’auto, né è responsabile dei suoi consumi. 

SCATOLA NERA OBBLIGATORIA E SCATOLA NERA DELLE COMPAGNIE ASSICURATRICI: DIFFICILE CONVIVENZA?

Potrebbe esserci una difficile convivenza tra le black box fatte installare dalle compagnie assicuratrici e quelle obbligatorie nelle macchine di nuova omologazione e, nel breve futuro, immatricolazione. Applicare quanto stabilito dal Regolamento UE potrebbe quindi essere meno semplice di quanto si pensi, poiché le compagnie assicuratrici, dalle nuove scatole, potrebbero non accedere a tutte le informazioni di loro interesse (come ad esempio lo stile di guida) che servono per evitare truffe ai loro danni in caso di sinistri.

È possibile, quindi, che in un primo momento possano coesistere due scatole nere, quella già installata e quella della compagnia assicuratrice da installare, sebbene al momento dell’argomento non se ne sia ancora trattato approfonditamente. 

SCATOLA NERA DELL'AUTO COSTO

Come abbiamo già anticipato, l’installazione della scatola nera in auto non prevede alcun costo. Non può essere fatta in autonomia dal conducente, ma deve essere fatta presso officine specializzate convenzionate con la compagnia assicuratrice, previo appuntamento. Il costo dell’intervento di installazione è a carico della compagnia assicuratrice. 

L’unica spesa da sostenere riguarda il caso in cui si voglia cambiare compagnia assicuratrice: il conducente dovrà in questa eventualità pagare le spese per l’intervento di disinstallazione della black box. A tal proposito invitiamo a consultare attentamente i regolamenti e i contratti stipulati con la propria compagnia, soprattutto per ciò che concerne il capitolo penali. 

SCATOLA NERA AREA B MILANO

Abbiamo visto che la scatola nera è in grado di rilevare i chilometri percorsi. A Milano, se si vuole accedere ad Area B con un veicolo inquinante (benzina Euro 0 e 1 o diesel fino a Euro 4) è possibile usufruire di MoVe-In, ovvero un sistema di Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti. Anche qui parliamo di scatola nera, ovvero di un dispositivo installato sul veicolo che rileva tramite collegamento satellitare il numero di chilometri percorsi: i veicoli inquinanti che aderiscono a questo sistema, infatti, possono percorre solo un determinato quantitativo di chilometri in un anno all’interno della Ztl milanese. 

Lo scopo, in questo caso, è quello di generare un risparmio di emissioni inquinanti, limitando il traffico ai veicoli meno puliti, tramite un sistema di misurazione che conta i chilometri percorsi all’interno della Ztl. 

SCATOLA NERA E NON SOLO: GLI ALTRI SISTEMI ADAS OBBLIGATORI DAL 6 LUGLIO 2022

Oltre alla scatola nera, dal 6 luglio 2022, sulle vetture di nuova omologazione UE dovranno essere obbligatoriamente presenti anche altri sistemi di sicurezza avanzati (ADAS). Ecco un elenco sintetico dei dispositivi con cui impareremo a convivere nei prossimi anni: 

  • ISA (Intelligent Speed Assistance): sistema tramite il quale è possibile variare la velocità del veicolo in base ai limiti di velocità imposti sulla strada che si sta percorrendo; 
  • Dispositivi Alcolock: per impedire al veicolo di mettersi in moto nel caso in cui il conducente sia ubriaco; 
  • ELKA (Emergency Lane Keeping Assist): sistema che mantiene il veicolo all’interno della corsia di marcia; 
  • AEB (Autonomous Emergency Braking): frenata autonoma d’emergenza: sistema di frenata assistita che si attiva nei casi di emergenza; 
  • b: sistema di rilevamento di stanchezza del conducente. 


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Ritratto di Il Bavarese
14 novembre 2022 - 13:43
Attendo con ansia l’ Intelligent Speed Assistance qui in Italia, dove spesso si trovano cartelli stradali abbandonati anche in seguito a lavori. Cartelli tipo 30-20-10 e a volte ho visto anche 5, lasciati lì col traffico che sfreccia a 100 e più orari
Ritratto di PONKIO 78
15 novembre 2022 - 22:41
“Torre di controllo, torre di controllo….. ci avviciniamo alla pista 04, velocità di avvicinamento 350 km…”

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