Motore a U: l’architettura dimenticata che sfida i limiti di spazio e potenza

Motori
Pubblicato 11 febbraio 2026

Due bancate in linea, due alberi motore e tanta compattezza: nato un secolo fa, il motore a U torna attuale.

motore a u mv agusta

COM’È FATTO

Nel dibattito sul futuro dell’auto, tra elettrico, ibrido e carburanti sintetici, anche i motori a combustione cercano nuove strade per restare competitivi. E tra le idee che riemergono dai libri di storia della meccanica ce n’è una tanto curiosa quanto promettente: il motore a U. Si tratta di una soluzione tecnica poco conosciuta, ma tutt’altro che nuova, che potrebbe offrire compattezza e prestazioni elevate senza aumentare troppo gli ingombri.

Invece di un’unica fila di cilindri (motore in linea) o di due bancate inclinate che condividono lo stesso albero motore (motore a V), il motore a U unisce due motori in linea affiancati, ciascuno con il proprio albero motore. I due alberi sono collegati da ingranaggi e ruotano in senso opposto, così da compensare buona parte delle vibrazioni.

Il risultato è una sorta di “doppio motore” racchiuso nello stesso basamento: da qui il nome “U”, perché le due file parallele ricordano la forma della lettera.

motore a u

Lo schema di base del motore a U.

UN’IDEA CHE VIENE DAL PASSATO

Questa architettura non è una novità: già tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso veniva usata per applicazioni ad alte prestazioni, quando servivano molti cilindri ma lo spazio era limitato. Celebre è il caso delle Bugatti da corsa con motori U16: sedici cilindri, compressore e potenze da supercar anteguerra.

Anche locomotive, carri armati e alcuni prototipi aeronautici sfruttarono questa soluzione. Nel motociclismo, poi, il motore a U ha avuto una seconda giovinezza: diverse 500 due tempi da Gran Premio hanno adottato questa configurazione per migliorare la respirazione e la potenza.

Più recentemente, la MV Agusta ha presentato il concept di un motore a U con cinque cilindri, con un albero anteriore a tre cilindri e uno posteriore a due: secondo l’azienda, questa soluzione offrirebbe una fluidità e una riduzione delle vibrazioni notevoli.

motore a u bugatti

Motore King-Bugatti U-16 (foto di National Air and Space Museum).

I PRO E I CONTRO

Il principale punto di forza è la compattezza. Infatti, a parità di cilindri, un motore a U può risultare più corto di un classico in linea e più stretto di un propulsore a V molto aperta. Inoltre, con alberi controrotanti, si possono ridurre vibrazioni e forze d’inerzia, migliorando la regolarità di funzionamento.

In teoria, quindi, si ottengono tanta potenza in poco spazio, una buona equilibratura e la possibilità di montare più cilindri senza allungare troppo il motore, caratteristiche molto interessanti soprattutto per auto sportive e moto.

Di contro, il secondo albero motore comporta più peso, maggiore complessità meccanica e più attriti, quindi costi più alti e rendimento leggermente inferiore rispetto a schemi più semplici. Proprio questi aspetti, negli anni, ne hanno limitato la diffusione sulle auto di grande serie.

motore a u mv agusta 1

Il nuovo motore a U della MV Agusta, presentato sotto forma di concept.

NON PER TUTTI

Oggi però lo scenario è cambiato e le normative sempre più severe, insieme alla necessità di estrarre più efficienza da ogni goccia di carburante (anche sintetico o bio), potrebbero spingere i costruttori a rivalutare architetture alternative.

Alcuni studi recenti combinano il concetto del motore a U con quello dei compatti VR (a V molto stretta), creando unità con testata unica, ingombri ridotti e migliore gestione termica. In pratica, si cerca di unire i pregi di entrambe le soluzioni riducendone i difetti.

Non possiamo prevedere il futuro, ma sarà difficile vedere nei prossimi anni un motore a U sotto il cofano di un’utilitaria. Più probabile invece trovarlo su moto ad alte prestazioni o su auto sportive di nicchia, dove compattezza e carattere meccanico potrebbero convincere alcune case automobilistiche a investire nello sviluppo di queste unità.



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Ritratto di Alexspc79
11 febbraio 2026 - 19:53
54
Meno male che il 12, Cilindri esiste
Ritratto di Vate
11 febbraio 2026 - 19:58
Ben venga tutto ciò che funziona con cilindri e pistoni.
Ritratto di giocchan
11 febbraio 2026 - 20:17
Qua già è tanto se i cilindri sono 4 anzichè 3...
Ritratto di AZ
11 febbraio 2026 - 23:12
Interessante.
Ritratto di lucaconcio
12 febbraio 2026 - 00:40
2
Interessante. Avevo visto il concept allo stand MV Agusta all'EICMA. Ma non avevo capito che fosse a 2 alberi motore. Infatti mi chiedevo come mai non sembrasse, seppur leggermente , a V
Ritratto di Ultimojedi
12 febbraio 2026 - 07:11
Al brutto non c' è limite.
Ritratto di Spock66
12 febbraio 2026 - 10:36
Eh insomma, che bella cosa vedere un 16 cilindri! Scherzi a parte, si torna a parlare di nuovi motori termici..bene bene, e' solo l'inizio di un bellissimo viaggio che ci portera' nuovamente alle coupe' a 6 cilindri..vai cosi'..le batterie nella spazzatura della storia, again..
Ritratto di Citty75
12 febbraio 2026 - 12:50
1
Citando due frasi dello stesso articolo. " rendimento leggermente inferiore rispetto a schemi più semplici". "insieme alla necessità di estrarre più efficienza da ogni goccia di carburante". Una cosa l'esatto opposto dell'altro. Insomma un'idea già morta prima ancora di nascere.
Ritratto di SLAYERCROSS
12 febbraio 2026 - 15:12
Mah, nutro seri dubbi che questa soluzione possa farsi strada nel mondo automotive. Innanzitutto già il semplice fatto di avere un aumento notevole di complessità meccanica (di fatto sono due motori distinti "incollati" lateralmente) e quindi costi, lo rende poco attraente. I motori, nelle auto comuni, sono già molto più compatti di una volta in quanto di piccolissima cilindrata (0.9 1.0 o 1.2) e tricilindrici, la fiat aveva fatto addiritura un bicilindrico una decina di anni fa'. A questo punto, per motori di cilindrate e frazionamenti maggiori sarebbe molto più valida la soluzione a V molto stretta (angolo di bancata intorno ai 10-15 gradi) come realizzato da VW con un 5 cilindri da rally.
Ritratto di SLAYERCROSS
12 febbraio 2026 - 16:22
PS: una soluzione salvaspazio che non comporta aumenti di peso, complessità meccanica e attriti, A COSTO ZERO e sorprendentemente assai poco utilizzata è quella di disporre il motore in linea inclinato parzialmente o anche completamente (a 90°), consentendo inoltre un'abbassamento del baricentro.

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