La transizione verso la mobilità elettrica è una realtà consolidata e sempre più italiani scelgono di acquistare un’auto a zero emissioni. Una delle prime necessità per chi compie questo passo è la possibilità di ricaricare il veicolo comodamente a casa attraverso una wallbox da installare nel proprio garage. Oltre alla praticità di ritrovare la propria vettura la mattina con la batteria completamente carica, c’è anche l’aspetto del risparmio, visto che generalmente il costo dell’energia domestica è molto inferiore a quello applicato alle colonnine pubbliche. Se per i proprietari di abitazioni unifamiliari la soluzione è semplice, per chi vive in un condominio e vuole installare una wallbox possono sorgere dubbi e, talvolta, ingiustificati timori da parte degli altri condomini.
Bisogna fare chiarezza: installare una wallbox nel proprio box privato non è una concessione, ma un diritto sancito dalla legge. Il fondamento giuridico che legittima l’installazione di una stazione di ricarica privata in condominio è l’articolo 1122-bis del Codice Civile. Tale norma è specificamente volta a favorire l’impiego di energie rinnovabili e la diffusione di infrastrutture per la mobilità sostenibile. L’articolo stabilisce che il singolo condomino ha la facoltà di installare, a proprie spese, impianti e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici all’interno della sua unità immobiliare o nelle relative pertinenze, come il box auto. L’esercizio di questo diritto è subordinato al rispetto di quattro condizioni essenziali:
Il primo passo consiste inderogabilmente nella consultazione di un tecnico abilitato (elettricista qualificato). A questo professionista spetta il compito di verificare la fattibilità dell'intervento, analizzare la capacità del contatore privato e predisporre un progetto esecutivo conforme alla normativa tecnica di settore. Al termine dei lavori, il tecnico dovrà certificare che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte. Tale documento è essenziale per la sicurezza e per la copertura assicurativa.

Se l’infrastruttura di ricarica e il relativo collegamento elettrico sono realizzati interamente all’interno di proprietà private (box e contatore privato annesso) senza attraversare aree condominiali, non è necessaria alcuna autorizzazione dell’assemblea condominiale. In questo caso, la procedura prevede l’invio di una comunicazione formale (tramite Posta Elettronica Certificata o raccomandata A/R) all’amministratore di condominio, con cui si notifica l’intervento, allegando preferibilmente il progetto tecnico a garanzia della sua conformità.
Se invece l’installazione della wallbox richiede il passaggio di cavi o altri componenti attraverso parti comuni (per esempio caroselli dei box, muri perimetrali, vani scala), è necessario sottoporre la questione all’assemblea condominiale. La procedura corretta prevede l’invio di una richiesta formale all’amministratore affinché l’argomento venga inserito all’ordine del giorno della prima assemblea utile. Per l’approvazione, la legge richiede il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.
Nel caso in cui l’assemblea neghi l’autorizzazione senza fondati motivi di natura tecnica (comprovati da relativa perizia) o non deliberi sulla richiesta entro il termine di tre mesi, il singolo condomino può comunque procedere all’esecuzione dei lavori a proprie spese. In questo caso, è fondamentale che l’intervento rispetti scrupolosamente i limiti imposti dall’articolo 1102 c.c., cioè non alteri la destinazione d’uso delle parti comuni e non ne impedisca il pari utilizzo agli altri condomini. Si consiglia ad ogni modo di formalizzare la propria intenzione inviando una seconda comunicazione all’amministratore, notificando che, decorso il termine o a fronte di un diniego immotivato, si procederà come consentito dalla legge.

Un’alternativa a far tutto da soli è quella di unirsi ad altri condomini interessati: anche senza l’approvazione dell’assemblea condominiale, è possibile installare una colonnina di ricarica ad uso condiviso tra un gruppo limitato di persone, a condizione che le spese siano sostenute esclusivamente da chi la utilizza. Se in un secondo momento un altro condomino volesse utilizzare la colonnina, pur non avendo partecipato alla spesa iniziale, potrà farlo contribuendo alle spese di utilizzo e manutenzione dell’impianto.
Quanto costa installare una wallbox all’interno del proprio garage? Il prezzo finale è variabile e dipende da vari fatto, come la potenza del dispositivo, le specifiche tecniche, la necessità di interventi sull’impianto elettrico e le eventuali funzionalità aggiuntive. Mediamente, per una wallbox ad uso privato a bassa potenza (fino a 7,4 kW), bisogna mettere in conto una spesa tra i 900 e i 1.500 euro. Se invece si crea una struttura comune utilizzabile da più condomini (dotata quindi di sistemi di identificazione per gli utenti abilitati), i prezzi si aggirano intorno ai 3.000 euro. A queste cifre vanno poi aggiunti i costi per l’installazione dell’impianto: solitamente si va da 500 a 1.500 euro, a seconda degli interventi necessari sull’impianto elettrico esistente.









