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Quando la Ford sfidò BMW e Mercedes, ma fallì

Pubblicato 08 febbraio 2026

Alla fine degli anni ’90 la Ford creò il Premier Automotive Group per fare concorrenza ai marchi di lusso tedeschi. Ma le cose non andarono come previsto...   

Quando la Ford sfidò BMW e Mercedes, ma fallì

IL MOMENTO ERA QUELLO GIUSTO

Agosto 2010: con la vendita della Volvo al colosso cinese Geely, che l’acquista per 1,8 miliardi di dollari, la Ford si sbarazza dell’ultima “zavorra” che aveva fatto naufragare un progetto tanto faraonico quanto ambizioso: il Premier Automotive Group. Ma che cos’è stato e qual era il suo scopo? E perché è fallito? Per comprendere a fondo questa storia bisogna fare un passo indietro e raccontarla dall’inizio.

Siamo alla fine degli anni ’90, il settore dell’auto va a gonfie vele e sia in Europa sia negli Stati Uniti cresce la domanda per le auto di prestigio. Mercedes, BMW, Audi e Lexus cavalcano l'onda e fanno affari d’oro. Cominciano a lanciare un modello dietro l’altro, monopolizzando il mercato. Ma la torta è grande e la Ford, un colosso da quasi quattro milioni di auto all’anno, non vuole rimanere a guardare. Vuole sedersi al tavolo e prendersi la sua fetta.

land rover discovery 1997

Nella foto qui sopra la Land Rover Discovery.

IN EUROPA SI PARTE DA ZERO

Le Ford di maggior pregio, negli Stati Uniti, esistono già: sono le maxi berline del marchio Lincoln, che la casa di Detroit aveva acquistato nel lontano 1922. In Europa, invece, bisogna partire da zero. Ma come fare? La Ford si era costruita una solida reputazione per le sue auto da famiglia dal buon rapporto qualità/prezzo, ma non faceva certo rima con lusso. Intraprendere di punto in bianco un cambio d’immagine?

Non se ne parla neanche: equivarrebbe a un suicidio. Visto che i soldi non mancano, la scelta è di mettere mano al portafoglio, comprare a buon mercato marchi di prestigio lontani dai loro giorni migliori ma potenzialmente vincenti e riunirli sotto un unico cappello: quello del Premier Automotive Group.

jaguar x type

Nella foto qui sopra la Jaguar X-Type.

UNA STORIA A DISTANZA

Alla Lincoln, alla Jaguar (nell’orbita della Ford dal 1989) e all’Aston Martin (che Detroit controlla al 100% dal 1991), nel giro di qualche anno si aggiungono la Volvo, rinomata per le sue auto robuste e sicure, e la Land Rover, famosa per le sue raffinate 4x4. Sembra il mix perfetto, per scalare la piramide del lusso. A guidare il neonato Premier Automotive Group viene chiamato il tedesco Wolfgang Reitzle.

I suoi scintillanti trascorsi alla BMW fanno da subito sognare in grande il top management americano, che però non riesce a convincerlo a trasferirsi da Londra a Dearborn, nel Michigan, dove lavorano fior di ingegneri, designer ed esperti di marketing. Reitzle gestisce le operazioni per telefono, ma la sua scrivania dista più di 6.000 km in linea d’aria dagli uffici dei suoi uomini.

Difficile, per non dire impossibile, avere il polso della situazione di una realtà così complessa, in cui convivono cinque marchi profondamente diversi tra loro e reggere il peso della concorrenza diventa ogni giorno più difficile.

aston martin db7

Nella foto qui sopra l'Aston Martin DB7.

IL CORTOCIRCUITO VOLVO-JAGUAR

Neanche i successori di Reitzle, l’americano Mark Fields e il britannico Lewis Booth, riescono a far decollare il Premier Automotive Group. In realtà, a malapena  riescono a tenerlo in piedi. In dodici anni i successi superano di gran lunga i fallimenti, che si susseguono inesorabili per una serie di cortocircuiti che persino gli esperti di finanza ed economia aziendale faticherebbero a spiegare.

La produzione delle Volvo in Svezia costa troppo? La scelta è di alzare i prezzi, invadendo di conseguenza il territorio della Jaguar, sulla cui reputazione, peraltro, dal 2001 comincia a pesare l’ombra della pur elegantissima X-Type, una berlina insolitamente piccola, per gli standard della casa inglese. Ma, quel che più conta, una berlina imparentata con la Ford Mondeo, che tutto era fuorché un’auto di pregio. 

volvo v70 2000

Nella foto qui sopra la Volvo V70.

LINCOLN IN CRISI D’IDENTITÀ

Dalla più grande Jaguar S-Type, nel frattempo, nel 2000 era stata ricavata una nuova Lincoln, la LS, che proprio a causa del suo Dna britannico non riesce a intercettare il gusto degli automobilisti americani.

Roba da mangiarsi le mani, se si pensa che a metà degli anni ’80 l'azienda era tornata a fare utili dopo decenni di bilanci in perdita e aveva da poco superato un marchio rinomato come Cadillac nelle vendite. Con le pretenziose Aston Martin che si vendono infinitamente meno delle Porsche (e persino delle ancor più costose Ferrari), ce ne sarebbe abbastanza per fermarsi e cercare di trovare un'altra strada, per entrare nella scia di Mercedes, BMW, Audi e Lexus.

Ma la Ford non cambia rotta: continua a puntare sulle sinergie industriali per abbassare i costi di produzione e massimizzare i guadagni, ignorando del tutto la componente “emotiva” dei delicati meccanismi che regolano il settore del lusso. Tanto per dire, lo stesso successo di vendite ottenuto della Jaguar X-Type si rivelerà un boomerang, con disastrosi danni di reputazione sul lungo periodo.

lincoln ls 1999

Nella foto qui sopra la Lincoln LS.

EPILOGO DI UN FALLIMENTO

Si stima che, in poco più di dieci anni, la Ford abbia iniettato dai 15 ai 20 miliardi di dollari nelle casse del Premier Automotive Group, per poi “svendere” al miglior offerente quattro marchi su cinque (oggi le è rimasta solo la Lincoln). Va detto che lo ha fatto “in buona fede”, convinta che quell’ambizioso polo del lusso sarebbe diventato una preziosa gallina dalle uova d’oro.

La realtà, però, racconta tutta un’altra storia, e cioè che sono state le suv e i pick-up venduti in America a evitare il baratro del fallimento. Ma perché tutto andò storto?

Forse era sbagliata l’idea di fondo, ovvero incrociare le sorti di cinque fabbriche - ognuna con la sua storia, la sua “filosofia”, il suo modo di costruire automobili, la sua rete commerciale - e mettere in piedi da zero una struttura spaventosamente costosa e complessa per gestirle.

Se ogni marchio avesse avuto una sua autonomia strategica e decisionale, probabilmente, le economie di scala garantite da un colosso come la Ford avrebbero dato ben altri frutti. E sarebbe stato molto più semplice individuare debolezze e punti di forza per reggere il passo della concorrenza. 



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Ritratto di lucio204
8 febbraio 2026 - 11:36
Anche Marchionne ci ha provato con Alfa Romeo... porello....
Ritratto di Flynn
8 febbraio 2026 - 14:40
3
In effetti da sfidare i crucchi a venir comprato dai francesi è stato un attimo.
Ritratto di Oly81
8 febbraio 2026 - 20:01
Con cavolo che lo comprava i tedeschi se era vivo... Sergione con il suo maglioncino avrebbe detto subito : io la auto elettrica non la faccio, se mai venderò le mie auto fuori dalla UE... Andava a finire che si comprava lui tutti i francesi in questo periodo dopo il buco di svariati miliardi sulla auto elettrica.
Ritratto di Flynn
8 febbraio 2026 - 20:20
3
Ah sicuro... ma solamente dopo aver camminato sulle acque e trasformato l'acqua in vino
Ritratto di pierfra.delsignore
10 febbraio 2026 - 16:49
4
Il mondo è dominato da auto ibride ed elettriche, a chi vendeva il diesel?
Ritratto di Miti
8 febbraio 2026 - 22:28
La filosofia americana dell'auto in Europa... la filosofia europea dell'auto negli Stati Uniti/Canada... cosa c'è da dire ancora ? La stessa filosofia che ha mandato in fallimento la Saab marchiato GM...
Ritratto di AndyCapitan
10 febbraio 2026 - 07:12
4
È vero Miti,la Ford si lanciò in una cosa megalomane....gestire tutti quei marchi era pressoché impossibile....diciamo però che tutte le auto uscite da quei gemellaggi acquistarono molta affidabilità....Ford portò sicurezza di prodotto in Land rover e pure in volvo....non parliamo poi di Jaguar che prima erano sempre in officina....misero le loro piattaforme Mondeo e focus sulle xtype....C30...V40...V50 e V60....portarono avanti progetti solidi....non fecero come GM che arrivò alla SAAB per farli fallire dopo due anni...
Ritratto di Alexspc79
8 febbraio 2026 - 11:45
53
Peccato però
Ritratto di Hondista99
8 febbraio 2026 - 12:06
Bei tempi in cui si creava, investiva, sperava. Oggi rimarchiano le Volkswagen e le Renault. Che mesta fine.
Ritratto di Quello la
8 febbraio 2026 - 12:18
Jaguar non ha mai avuto mercato, in Italia. Troppo costosa (come Maserati). Quando è scesa di prezzo si è scontrata con la Triade che, però, aveva già un mercato proprio. Scontrarsi con la Triade in Italia è sempre stata dura, ora sta tentando Lexus, ma è troppo di nicchia (anche se fa auto strepitose). Vedremo cosa farà Genesis: essendo elettrica la vedo dura, ma i coreani quando vedono un osso non lo mollano.
Ritratto di puccipaolo
8 febbraio 2026 - 12:39
8
Non dimentichiamoci che la qualità proposta dalle x-type era al costo di una BMW ma livello di una Ford Anche oggi le Suv jaguar lasciano molto a desiderare come qualità interni, infatti mi risulta che si siano presi un anno sabbatico per fare un grosso reset ! A mio avviso chiude
Ritratto di lucio204
8 febbraio 2026 - 13:45
In famiglia abbiamo ancora una Volvo del periodo Ford... a parte gli interni che non hanno superato la prova del tempo, tutto il resto è in ottima forma... il problema di Ford è che dava agli svedesi un suo modello a Volvo, con le direttive per rimarchiarlo e poi se ne andava. Gli svedesi, pignoli e non contenti della base da cui partire, riprogettavano il tutto (perfino le viti da usare...) e i costi lievitavano a dismisura, mettendo poi sul mercato un modello ottimo a buon prezzo, ma in perdita economicamente... fortuna per quei pochi che le compravano (come me...) ... anche perché era il periodo dove le Volvo avevano la nomea del "cliente pensionato"...
Ritratto di Goelectric
8 febbraio 2026 - 13:51
A me piacevano molto le volvo sotto la guida ford soprattutto la c 30
Ritratto di Quello la
8 febbraio 2026 - 16:38
Bellissima la C30, caro Go. Fuori dal mazzo c’era anche la 480SE, ma di un’epoca precedente.
Ritratto di TheMatt1976
8 febbraio 2026 - 18:18
A me piaceva molto la Volvo V50, che era imparentata sia con la Ford Focus che con la Mazda 3. Un conoscente però mi disse che al sua andò a fuoco... non ricordo il motivo del rogo, so solo che era una 1.6 diesel usata.
Ritratto di lucio204
8 febbraio 2026 - 18:29
Noi la nostra V50 la abbiamo ancora, la nostra però a benzina...
Ritratto di glfp
9 febbraio 2026 - 06:30
Io ho avuto la prima (letteralmente) XC60 di tutta Torino … grande macchina, pochissimi problemi, grande motore made in Volvo (il 5 cilindri), pianale Mondeo se non ricordo male, prezzo giusto per il tipo di auto.
Ritratto di Ultimojedi
8 febbraio 2026 - 17:15
Grande la S60 II. Stessa piattaforma di Mondeo e Jag. 242.000 km senza guasti, solo fastidi di usura (qualcuno considerevole però). Rottamata con dolore.
Ritratto di capobutozzi
8 febbraio 2026 - 14:13
La x type 3000 era una macchina che per quel che costava era ottima
Ritratto di fastidio
9 febbraio 2026 - 10:21
9
Esteticamente però era un pò troppo banale, decisamente meglio la S type secondo me, magari con il V8
Ritratto di Trattoretto
8 febbraio 2026 - 14:28
Per rilanciare i marchi ci vuole un piano di lungo termine che pochi ad vogliono mettere in opera perché il loro stipendio è troppo legato ai risultati di breve periodo. Ci vorrebbe un cda che chiedesse all’ad il piano industriale prima dell’assunzione o che stipulasse un contratto che prevede per quei marchi bonus legati all’aspetto qualitativo e non quantitativo. Insomma non facile
Ritratto di TheMatt1976
8 febbraio 2026 - 17:31
L'amministratore delegato fa quello che gli dice il consiglio di amministrazione, uno bravo può cercare di imporre le sue idee ma solo dimostrando col suo operato che ha ragione; se però l'obiettivo dei consiglieri è quello di guadagnare un sacco di soldi in breve tempo anziché creare valore al medio o lungo periodo, lui deve adeguare le sue azioni al perseguimento dello scopo per cui è stato incaricato. Sicuramente non è un ruolo facile.
Ritratto di 955i
8 febbraio 2026 - 16:29
Il problema è che se vuoi importi lo devi fare surclassando gli avversari. Invece sia Ford che FCA hanno provato ma hanno lasciato il compito a metà in entrambe le situazioni ha pesato la scarsa attenzione ai particolari che però se spendi tanti soldi fanno differenza
Ritratto di Road Runner Superbird
8 febbraio 2026 - 17:16
Erano però meglio fatte e più distinguibili di adesso. Volvo era Volvo, Jaguar era Jaguar, Land Rover, Land Rover. Jaguar è fallita, le Land passano più tempo in officina e i modelli sono tutti uguali.
Ritratto di Ale94
8 febbraio 2026 - 18:28
Nessuno ci é riuscito comunque ad entrare contro quel trio negli ultimi 30 anni!
Ritratto di ddf14
8 febbraio 2026 - 18:36
5
Su una cosa non c'è dubbio tutti questi modelli avevano dei design iconici e molto rappresentativi per i propri brand, basti pensare a uno dei modelli oggettivamente più belli di sempre, ovvero la DB9/DBS prodotta durante quel periodo, ma anche le varie X type, Discovery, RR Sport, V70, erano tutti modelli che sapevano rappresentare al meglio dal punto di vista estetico la filosofia dei rispettivi brand d'appartenenza
Ritratto di Gna2222
8 febbraio 2026 - 19:21
La verità è che i ricchi sono anche estremamente superficiali, di auto capiscono meno di zero e guardano solo il marchio sul cofano. Le X-Type dell'era Ford erano signore macchine, con ottimi motori, ottime finiture e anche con linee interessanti. Idem le S-Type. E idem, ancora, le Volvo. Purtroppo però quando competi con macchine che hanno il marchio sul cofano è roba sprecata...Iphone vende più degli altri cellulari non di certo per una migliore qualità. E la favoletta del "conquistarsi una fetta di mercato" o "conquistare la fiducia dei clienti" è solo un'altra delle storielle che ci si racconta nel mercato capitalista
Ritratto di TheMatt1976
8 febbraio 2026 - 23:07
A mio parere in Jaguar per la bellissima X-Type sbagliarono con la scelta dei motori, disponibili inizialmente solo col benzina V6 di 2.5 e di 3.0 mentre la diesel arrivò due anni dopo; crearono pochi mesi dopo il lancio una versione 2.1 litri, cilindrata troppo strana e che andava oltre la soglia dei 2 litri (in passato in Italia il limite per evitare di finire sotto la lente del Fisco) adottata invece da tutti i rivali. La Wagon poi non era per me esteticamente proporzionata, col successivo restyling del frontale la X-Type divenne per me meno gradevole.
Ritratto di TheMatt1976
8 febbraio 2026 - 23:11
Perché è vero che la X-Type era la prima Jaguar di segmento D; la prima a trazione integrale; la prima col motore diesel; la prima a trazione anteriore (col diesel); la prima station wagon. Forse troppi cambiamenti tutti insieme con un modello solo da buttare in pasto a una clientela estremamente tradizionalista, ma un percorso analogo capitò con Alfa Romeo prima e con Volvo poi e le vendite dei due Marchi non ebbero certamente cali, anzi.
Ritratto di Rav
8 febbraio 2026 - 23:17
4
Mah, sì e no, la vera differenza é che i tedeschi si sono settati fin dall'inizio su una linea di immagine e comunicazione e quella han seguito da sempre magari aggiungendo un po' più di lusso su un modello o sportività su un altro, ma quando pensi a quel marchio sai cos'é, cosa rappresenta e dove va a parare. E alla fine quello li ha fatti vivere nel tempo fino ad oggi dove ormai dei marchi europei vende chi si era fatto il marchio da prima. Gli altri ci han sempre provato ma cambiando saltuariamente posizionamento, stile, immagine, fascia e il cliente non ci si é ritrovato, non ha seguito e ha comprato il marchio che dava sicurezza anche se magari dalla linea meno personale. Che poi è sempre stato così anzi forse all'epoca c'era pure qualche cliente in più che voleva fare l'alternativo rispetto ad oggi.
Ritratto di forfElt
9 febbraio 2026 - 06:29
Per me son sempre circa gli stessi, ancora, quantitativamente. Una volta prendevano Lexus o Volvo, ultimamente Tesla. Prossimamente li vedremo tipo in Xiaomi(?)
Ritratto di TheMatt1976
9 febbraio 2026 - 08:57
Indubbiamente Rav i germanici hanno portato avanti con coerenza un'immagine di lusso e di sostanza, vera o presunta, che gli albionici non hanno perseguito con la stessa intensità. E magari, purtroppo non ricordo, i prezzi delle Jag erano allineati o superiori rispetto alle Drei Schwestern pur con qualità complessiva inferiore, come da te ricordato più sotto. In sintesi, Jaguar sotto Ford fu una avventura molto interessante che però non proseguì e come avrebbe meritato.
Ritratto di Rav
9 febbraio 2026 - 12:48
4
Più che prezzi allineati direi la questione del valore residuo, soprattutto in quegli anni dove non si parlava ancora di NLT e i leasing li facevano giusto i cumenda di turno. Lì le tedesche erano ancora abbastanza un assegno circolare.
Ritratto di 02-0xygenerator
9 febbraio 2026 - 10:47
@ Gna2222 Non credo sia superficialità. Alcuni marchi una certa nomea anche perché se la sono guadagnata sul campo. I phone costa di più degli altri cellulari ( non del tutto vero, ci sono Android che costano molto di più di iPhone ) non solo per la qualità del prodotto in sé, ma per il suo software e per l’integrazione totale tra i suoi prodotti. Software al quale, nemmeno l’FBI e la Apple stessa, possono accedere per il recupero dei dati. Lo stesso i marchi tedeschi. É 40 anni che sono auto di pregio. É ovvio che vengano percepite come tali. Io ho avuto Lexus e la reputo all’altezza dei marchi tedeschi.
Ritratto di Merletti Felice
10 febbraio 2026 - 17:21
Oxy vada su Google e faccia questa domanda: Iphone inviolabilita del software?
Ritratto di 02-0xygenerator
11 febbraio 2026 - 08:26
L’FBI non é riuscita ad entrare negli iPhone dei terroristi per consultarli e vedere i loro contatti e i loro movimenti. I dati sono criptati automaticamente. Neanche Apple può riscaricarli senza la password. Ovvio che non puó essere sicuro al 100%. Niente lo é.
Ritratto di Merletti Felice
11 febbraio 2026 - 11:01
Certo dire che l'FBI non è riuscita ad entrare negli iPhone dei terroristi per Apple è una bella publicità. Mi scusi ma io di quello che dicono gli USA non credo molto. Gary McKinnon (2001-2002): Questo hacker britannico è noto per aver compiuto quella che gli Stati Uniti definirono "la più grande intrusione informatica militare di tutti i tempi". Sebbene abbia colpito decine di computer della NASA e del Dipartimento della Difesa, non ci sono conferme ufficiali che sia riuscito a penetrare i sistemi critici del NORAD. Dunque a questo punto penso che gli americani o sono stupidi, visto che non adottano iOS per proteggere il Dipartimento della Difesa e i computer della NASA oppure è la solita americanata. :-))))))))
Ritratto di 02-0xygenerator
11 febbraio 2026 - 11:31
Non so. Io riporto solo i dati: I militari americani utilizzano dispositivi Apple per scopi di sicurezza, grazie alle approvazioni ufficiali del Dipartimento della Difesa (DoD). Dal 2013, il DoD ha certificato iOS per l’uso su reti militari tramite STIG (Security Technical Implementation Guide)
Ritratto di Merletti Felice
11 febbraio 2026 - 12:22
Oxy vada su questo sito: docs.oracle.com/it/cloud/paas/base-database/stig-tool/ Stig Acquisire lo strumento STIG Lo strumento STIG viene fornito per tutti i nuovi sistemi DB di cui è stato eseguito il provisioning. Lo strumento STIG viene fornito nella seguente posizione della directory del sistema operativo sui nodi del sistema DB: /opt/oracle/dcs/bin/dbcsstig Le versioni aggiornate dello strumento STIG saranno disponibili per il download da Oracle Technology Network (OTN). Le versioni aggiornate dello strumento STIG vengono fornite anche quando si aggiorna l'agente del sistema DB. Se è di questo che stiamo parlando per un hacker mi sa che è difficile come bere un bicchiere di acqua.
Ritratto di 02-0xygenerator
11 febbraio 2026 - 12:48
Non sono un hacker. Non me ne intendo abbastanza. Ma immagino che se gli USA han scelto Apple per la sicurezza, abbiano le loro buone ragioni.
Ritratto di 02-0xygenerator
11 febbraio 2026 - 12:52
Quello che ha scritto lei per me, é aramaico antico :-))))
Ritratto di Merletti Felice
11 febbraio 2026 - 14:20
Oxy non si preoccupi è in buona compagnia. :-)))))) Ma io mi chiedo: Se gli aggiornamenti sono scaricabili da Oracle qualche dubbio sulla sua invulnerabilità mi rimane.
Ritratto di 02-0xygenerator
11 febbraio 2026 - 14:39
Ah possibile certamente.
Ritratto di AZ
8 febbraio 2026 - 19:27
L'idea delle sinergie industriali è giusta: la piattaforma e molti motori possono essere gli stessi, ma il problema erano le finiture di alcuni marchi. In quegli anni Jaguar viene un po' sacrificata. Va meglio a Volvo e Aston Martin che, però, sono rispettivamente una troppo costosa per il target di riferimento e l'altra troppo poco esclusiva. In ogni caso, per l'epoca le linee erano in generale molto belle.
Ritratto di Rav
8 febbraio 2026 - 23:07
4
Alcune vetture di quegli anni erano, e sono ancora, davvero belle. La XK tanto per dirne una. L'idea era buona, l'esecuzione meno. Non tanto per le linee ma sul piano della qualità, che era migliorabile sotto tutti i punti di vista, a parte Land Rover che probabilmente era meglio rispetto a quando la gestiva Rover. Su Jaguar c'é da dire che oltre alla questione X-Type il problema erano anche le linee, belle ma vecchie e quindi di nicchia. Al costo di una S-Type compravi una Serie5 e non sembravi un nonno. Peccato perchè se avessero avuto i soldi per tenerla, svecchiandola con la XF, credo che oggi avremmo una Jaguar ancora viva. Volvo tra tutte é quella su cui lavorarono meglio nonostante non fosse percepita come premium. Vendette tanto tra chi cercava qualcosa in più di una generalista ma non voleva addentrarsi nei prezzi delle tedesche. E lo dimostra anche il fatto che fino a qualche anno fa il posizionamento e la gamma son rimasti quelli.
Ritratto di forfElt
9 febbraio 2026 - 06:39
Un po' va detto che, sarà per il famoso "eh ma in Germania (Paesi Bassi e zone limitrofe) quelle si comprano", ma spesso l'aura che si portano appresso (agli occhi dell'aspirante di turno) quella è, e moooolto si basa su di essa. Poi fa niente se esattamente come la più generalista delle generaliste "condividono" (mo' ultimamente persino con le cinesi), portano sotto persino motori 3 cilindri (su seg. C e persino D, già una decina di anni fa), le assemblano ad est altro che made in Germany, ecc. ecc. Tutti totem venerati ad oltranza finché rimasti in piedi, ma una volta contraddetti (nella propria scelta) dalla stessa casa madre = spallucce da parte del fan, e guardiamo al prossimo """al momento""" inestimabile valore aggiunto "che Hey, solo sulle tedesche primiumm!" :) **
Ritratto di forfElt
9 febbraio 2026 - 06:47
**Paradossalmente a staccarsi per primi da tale "dipendenza" psicologica pare mo' siano proprio gli ultimi arrivati cronologicamente (in termini motoristici) . In Cina fanno tipo il pienone di Xiaomi, pare, mentre le tedesche arretrano (Porsche in testa, mi sembra***). Qua invece la roccaforte pare tenga ancora
Ritratto di forfElt
9 febbraio 2026 - 07:03
***Conscio di quanto sia "pesante" il collegamento "scende Porsche" perché "sale Xiaomi". Era per intendere una situazione a "slittare" verso i loro prodotti di probabilmente fascia e sicuramente prezzo più bassi (anche se qualcuno che aveva ipotizzato una Taycan poi invece si sia preso una Su7 Ultra non lo escluderei affatto)
Ritratto di Sosuke_Aizen
9 febbraio 2026 - 07:58
forfEIt aka nicktwo hai mai pensato di trovarti seriamente un lavoro invece che pensare a ste calzate?
Ritratto di marcoveneto
9 febbraio 2026 - 08:07
Molto interessante questo articolo! All'epoca anche Mazda era nell'orbita Ford. L'unica che non mi torna è Land Rover: Ford la comprò da BMW? So per certo che il secondo Range Rover venne sviluppato dai tedeschi, ed eravamo nel pieno degli anni 90. Quindi a memoria mi sa che andò così. PS molto carina la Lincoln LS: muscolosa al punto giusto, mi stupisce non abbia avuto grande gradimento da parte degli americani.
Ritratto di desmo3
9 febbraio 2026 - 08:26
6
Sembra il futuro che attende Stelkantis.
Ritratto di lotusz
9 febbraio 2026 - 13:13
Con Jaguar sicuramente un errore gigantesco, pensare di metterla in concorrenza coi marchi "premium" tedeschi, quando fino al 2000 era stata una azienda produttrice solo di vetture di lusso e altissimo prestigio. Invece con Aston Martin la gestione fu più lungimirante, fino al 94 produceva al massimo 350 costosissime vetture all'anno, le "V8"in modo artigianale, e invece con la DB7 , sempre decisamente esclusiva, ma già prodotta in modo "industriale" raddoppiò abbondantemente la produzione.
Ritratto di Lapo NBA Hall of Famer
9 febbraio 2026 - 22:17
Buon articolo.

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