Il diesel continua a perdere terreno nel mercato del nuovo, ma nell’usato rimane ancora uno dei protagonisti assoluti. Secondo gli ultimi dati disponibili, il 37,8% dei passaggi di proprietà riguarda infatti vetture alimentate a gasolio, una percentuale che ne fa la seconda alimentazione più scelta dagli italiani (qui per saperne di più). Una popolarità che si spiega facilmente: consumi contenuti, percorrenze elevate e prezzi spesso interessanti sul mercato di seconda mano. Tuttavia non tutti i motori diesel sono uguali. Alcuni propulsori hanno mostrato nel tempo criticità più o meno serie. Non significa che siano necessariamente da evitare, ma che prima dell’acquisto è opportuno effettuare controlli approfonditi e verificare con attenzione la cronologia della manutenzione.

Anni di produzione: 2007-2014 (alcune applicazioni fino al 2015)
Modelli coinvolti: BMW Serie 1, Serie 3 , Serie 5, X1, X3; diversi modelli della Mini.
Problema principale: usura prematura della catena di distribuzione.
Il quattro cilindri diesel N47 è probabilmente il motore che più di ogni altro ha costruito la fama negativa dei diesel moderni BMW. Il problema riguarda la catena di distribuzione, posizionata nella parte posteriore del motore: una soluzione che rende più complicato e costoso l’intervento. Con il passare dei chilometri la catena può allungarsi a causa dell’usura dei pattini di scorrimento e del tendicatena.
Il primo segnale è un rumore metallico simile a un raschiamento proveniente dalla zona posteriore del propulsore, più evidente all’avviamento a freddo o mantenendo il motore tra 1.500 e 2.000 giri. Se ignorato, l’allungamento può portare al salto della catena o alla sua rottura, con conseguente contatto tra pistoni e valvole e danni spesso irreparabili.
Quando si manifesta: i casi più frequenti si registrano tra 100.000 e 180.000 km, anche se alcuni esemplari hanno avuto problemi già sotto quota 80.000 km.
Costo della riparazione
Cosa controllare prima dell’acquisto
Da comprare oppure no? Sì, ma solo con una manutenzione documentata e possibilmente con la distribuzione già rifatta.

Anni di produzione: 2003-2008 circa
Modelli coinvolti: Volkswagen Golf V, Passat, Touran; Audi A3, Audi A4; Seat Leon; Skoda Octavia.
Problema principale: crepe alla testata, problemi agli iniettori-pompa e anomalie al sistema di lubrificazione.
Il 2.0 TDI con tecnologia iniettore-pompa è stato uno dei diesel più diffusi del gruppo Volkswagen, ma alcune versioni iniziali hanno evidenziato diverse criticità. Il difetto più conosciuto riguarda il motore BKD, con testate soggette a fenomeni di criccatura interna. Il problema provoca il passaggio del liquido refrigerante nella camera di combustione o viceversa, causando cali del livello del refrigerante, fumosità bianca allo scarico e nei casi più gravi danni al motore. Alcuni motori BKP hanno invece sofferto di problemi agli iniettori-pompa piezoelettrici, con spegnimenti improvvisi e difficoltà di avviamento.
La casa tedesca ha introdotto testate aggiornate e modifiche agli iniettori. Successivamente il gruppo è passato alla tecnologia common rail, più affidabile e silenziosa.
Quando si manifesta: generalmente tra 100.000 e 200.000 km, ma i problemi alla testata possono comparire anche prima.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Le versioni aggiornate possono essere valide, ma gli esemplari senza una manutenzione documentata vanno valutati con cautela.

Anni di produzione: 2004-2017 circa
Modelli coinvolti: Peugeot 207, 208, 308, 3008; Citroën C3, C4, C5; Ford Fiesta, Focus, C-Max; Volvo C30, S40, V50; Mazda 3; Mini One/D.
Problema principale: lubrificazione insufficiente del turbocompressore.
Il 1.6 HDi è stato uno dei diesel più venduti in Europa, ma alcune versioni hanno sofferto di un problema legato soprattutto alla manutenzione: la rottura del turbo. Il motivo è spesso l’intasamento del filtro presente nel circuito di lubrificazione del turbocompressore, aggravato da intervalli di cambio olio troppo lunghi. Quando il turbo non riceve una corretta quantità di lubrificante, può usurarsi fino alla rottura. Un altro problema frequente riguarda le rondelle degli iniettori, che possono perdere gasolio e creare depositi carboniosi sulla parte superiore del motore.
Per risolvere il problema PSA e Ford hanno modificato alcuni componenti del circuito dell’olio e aggiornato le procedure di manutenzione. La soluzione più efficace resta però la prevenzione: cambi olio più frequenti rispetto agli intervalli massimi indicati.
Quando si manifesta: i problemi al turbo compaiono spesso tra 120.000 e 180.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Non è un motore da evitare, ma va scelto con attenzione. Un esemplare tagliandato regolarmente può superare tranquillamente i 250.000 km.

Anni di produzione: 2008-2018
Modelli coinvolti: Subaru Impreza, Legacy, Outback, Forester, XV.
Il problema principale: fragilità dell’albero motore e dei cuscinetti di banco.
L’EE20 è un motore molto particolare: è stato il primo diesel boxer prodotto in serie. La sua architettura garantiva un baricentro molto basso e una buona risposta, ma alcuni componenti interni si sono dimostrati meno robusti del previsto. I primi esemplari hanno sofferto soprattutto di rotture dell’albero motore dovute a problemi di lubrificazione e dimensionamento dei cuscinetti di banco. In seguito sono emersi anche problemi al volano bimassa e al filtro antiparticolato.
La Subaru ha introdotto aggiornamenti a componenti interni e software di gestione, ma il motore non ha mai raggiunto la fama di affidabilità dei benzina boxer della casa delle Pleiadi.
Quando si manifesta: i casi più frequenti si registrano tra 100.000 e 150.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell'acquisto:
Da comprare oppure no? Solo con una storia manutentiva molto chiara. È un diesel particolare, ma più rischioso rispetto alla media.

Anni di produzione: 2005-2015 circa
Modelli coinvolti: Toyota Avensis, RAV4, Corolla Verso, Auris, Lexus IS e altri modelli del gruppo.
Problema principale: guarnizione della testata e deformazione della testata.
La Toyota ha costruito negli anni una reputazione di grande affidabilità, ma il quattro cilindri diesel 2.2 della famiglia AD ha rappresentato una delle eccezioni.vIl problema più noto riguarda la guarnizione della testata, che può cedere causando perdita di liquido refrigerante, surriscaldamento e, nei casi peggiori, danni importanti al motore. Le versioni D-CAT, dotate di un sistema antinquinamento più complesso, hanno inoltre mostrato una maggiore sensibilità ai problemi del filtro antiparticolato.
Per risolvere i problemi sono stati introdotti aggiornamenti alla guarnizione della testata e modifiche alla gestione del motore. Le versioni più recenti risultano migliorate.
Quando si manifesta: principalmente tra 120.000 e 200.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Meglio preferire gli ultimi esemplari prodotti e con manutenzione certificata.

Anni di produzione: 2017-in produzione (con importanti aggiornamenti dal 2023)
Modelli coinvolti: Peugeot 208, 2008, 308, 3008, 5008; Citroën C3 Aircross, C4, C5 Aircross, Berlingo; Opel Grandland, Combo, Zafira Life; DS 3 Crossback, DS 4; Toyota Proace e altri modelli equipaggiati con motore di origine PSA.
Problema principale: rottura prematura della catena di distribuzione degli alberi a camme.
Il 1.5 BlueHDi DV5 è uno dei casi più recenti di diesel con un difetto progettuale riconosciuto. Il problema riguarda la piccola catena che collega i due alberi a camme nella testata: nelle prime versioni aveva uno spessore di soli 7 mm e poteva usurarsi prematuramente. Il primo segnale è un rumore metallico proveniente dalla parte alta del motore, soprattutto durante l’avviamento a freddo. Con l’usura la catena può allungarsi fino a perdere la corretta sincronizzazione degli alberi a camme. Nei casi più gravi può rompersi provocando il contatto tra valvole e pistoni e quindi danni molto seri al motore.
Dal 2023 è stata introdotta una catena più robusta da 8 mm insieme a modifiche ai componenti della distribuzione. Il gruppo ha inoltre avviato campagne di assistenza e programmi di copertura per determinate condizioni e fasce di chilometraggio.
Quando si manifesta: i casi più frequenti riguardano vetture tra 80.000 e 150.000 km, anche se sono stati segnalati episodi prima dei 100.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Gli esemplari aggiornati possono essere una buona scelta, ma le prime versioni senza interventi certificati vanno valutate con prudenza.

Anni di produzione: 2006-2016 circa
Modelli coinvolti: Ford Mondeo, S-Max, Galaxy, Ranger, Transit, Transit Custom; Land Rover Defender e alcuni modelli Jaguar.
Problema principale: problemi al sistema d’iniezione e, su alcune versioni, rotture interne del motore.
Il 2.2 TDCi della famiglia Puma è un caso particolare: non è un motore generalmente considerato difettoso, ma alcune applicazioni hanno evidenziato criticità. Sui veicoli commerciali Transit e sulle versioni più sollecitate sono stati segnalati casi di cedimenti dei pistoni, soprattutto in presenza di manutenzione insufficiente o utilizzo gravoso. Più frequenti invece i problemi agli iniettori e alla pompa ad alta pressione. Gli iniettori usurati possono causare difficoltà di avviamento, funzionamento irregolare e aumento dei consumi.
Quando si manifesta:
I problemi all’iniezione possono comparire tra 120.000 e 200.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Non è un motore da evitare in assoluto. Rispetto ad altri della lista è più corretto definirlo “sensibile alla manutenzione”.

Anni di produzione: 2015-in produzione
Modelli coinvolti: Jaguar XE, XF, F-Pace; Land Rover Discovery Sport, Range Rover Evoque, Range Rover Velar.
Problema principale: usura della catena di distribuzione, diluizione dell’olio e problemi al sistema antinquinamento.
Il quattro cilindri Ingenium diesel è stato sviluppato internamente da Jaguar Land Rover per sostituire i precedenti motori Ford-PSA. Le prime versioni hanno però mostrato alcune criticità. La più conosciuta riguarda la catena di distribuzione, posizionata posteriormente al motore e soggetta ad allungamento. Un altro problema riguarda la diluizione dell'olio con gasolio durante le rigenerazioni del filtro antiparticolato, soprattutto sulle vetture utilizzate prevalentemente in città. L’olio contaminato perde capacità lubrificante e può accelerare l’usura del motore.
Sono stati introdotti aggiornamenti software e modifiche ai componenti della distribuzione sui motori più recenti.
Quando si manifesta:
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Le versioni più recenti sono migliorate, mentre i primi esemplari richiedono particolare attenzione.

Anni di produzione: 2008-2018 circa
Modelli coinvolti: Mazda 3, Mazda 6, CX-5, CX-7.
Il problema principale: contaminazione dell’olio, problemi al turbocompressore e usura della catena.
Il 2.2 diesel Mazda è un motore brillante e piacevole da guidare, ma alcune versioni hanno mostrato una certa fragilità. Il problema più noto riguarda l’aumento del livello dell’olio motore causato dal gasolio che entra nella coppa durante le rigenerazioni del filtro antiparticolato. Se l’olio supera il livello massimo può compromettere la lubrificazione e danneggiare il motore. Sono stati segnalati anche problemi alla turbina e alla distribuzione.
La Mazda ha introdotto aggiornamenti software per migliorare la gestione delle rigenerazioni e modifiche alla componentistica.
Quando si manifesta: generalmente tra 100.000 e 180.000 km.
Costo della riparazione:
Cosa controllare prima dell’acquisto:
Da comprare oppure no? Le versioni più recenti sono migliorate, ma le prime serie vanno valutate con attenzione.









