Sotto il solleone, viaggio coi fiocchi

14 luglio 2015
Sicurezza
Dai controlli tecnici all’auto, alla disposizione del carico, al trasporto dei più piccoli: ecco ciò che occorre fare per partire per le vacanze.
PREPARARSI AL MEGLIO - Avviso ai naviganti (di strade e autostrade estive): magari non sarà così “bollente” come quella memorabile estate del 2003, quando si registrarono temperature record in tutta Europa, ma anche quest’anno il periodo luglio-settembre dovrebbe essere contrassegnato dal bel tempo. Questa la previsione dei meteorologi a fine giugno: a indirizzare le loro parole, l’anomalo surriscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale, un fenomeno che si ripete con cadenza grosso modo quinquennale. Però, per garantirsi una vacanza coi fiocchi, il sole non è sufficiente: serve anche arrivare a destinazione (e farne ritorno) nel modo più confortevole e sicuro possibile. Come? Preparando al meglio il trasferimento in macchina con una serie di semplici (ma importanti) accorgimenti. Ovviamente, per chi viaggerà da solo, l’organizzazione del tragitto sarà più facile rispetto a quella di un padre di famiglia. Che dovrà provvedere, tra le altre cose, a ospitare nel modo migliore i passeggeri (a partire dai più piccoli) e i loro bagagli. Diventa quindi importante sapere anche come non rischiare di alterare la stabilità del mezzo, quali controlli effettuare sulla meccanica della vettura per accertarsi che tutto sia in ordine, a quale ora e in quali giorni partire per incontrare meno traffico.
 
 
TAGLIANDO PRIMA DI PARTIRE - La vostra auto è stata sottoposta a un tagliando solo pochi mesi fa e vi sembra che tutto funzioni bene? Allora, basterà qualche semplice controllo per partire sereni. Se è tanto che non piove, verificate che il lavavetro funzioni e (con il parabrezza bagnato) che le spazzole del tergicristallo non lascino aloni o righe. Date un’occhiata anche al livello degli altri liquidi: da quello di raffreddamento, al fluido per i freni, all’olio motore. Considerando il recente passaggio in officina, dovrebbero essere tutti vicini al massimo. Altrimenti, conviene tornare dal meccanico. Viceversa, se manca poco alla scadenza del tagliando, cercate di farlo effettuare prima di partire: avrete un’auto al massimo dell’efficienza e della sicurezza proprio mentre viaggerete a pieno carico e con la famiglia. Infine, non fatevi cogliere impreparati: accertatevi diavere lampadine e fusibili di scorta, e magari una tanica per l’acqua.
 
 
PRIMA DI TUTTO, OCCHIO ALLE GOMME - Sono i pneumatici che ci tengono “attaccati al suolo”, consentendoci di sterzare e frenare: tutta l’elettronica che garantisce la sicurezza delle auto moderne rischia di diventare inutile se le gomme sono usurate, o solo sgonfie. Allora, ecco la regola numero uno: ripristinare la giusta pressione di gonfiaggio. I valori corretti (spesso diversi fra le ruote anteriori e posteriori, e tra l’auto a pieno carico o col solo guidatore a bordo) si trovano nel libretto d’uso, ma spesso anche in un’etichetta sul montante della porta lato guida o dietro lo sportello del serbatoio. Il controllo si effettua a gomme fredde: quindi, macchina ferma da almeno mezz’ora, o con non più di un paio di chilometri percorsi. Ricordate che le gomme sgonfie si usurano prima e offrono meno aderenza. E che, in casi estremi (pressione bassa, velocità elevata, pieno carico e temperatura esterna alta), l’aria all’interno si può surriscaldare al punto di danneggiare la struttura del pneumatico. Inoltre, in base al codice, lo spessore minimo del battistrada dev’essere di 1,6 mm, ma per viaggiare più sicuri è meglio non scendere sotto i tre. Per un controllo fai-da-te, basta un euro: i tasselli devono superare la zona dorata (foto qui sopra).
 
 
OLIO? NÉ TROPPO NÉ POCO - Sempre più spesso le auto mostrano il livello del lubrificante nel cruscotto, ma ogni tanto conviene effettuare un controllo diretto: è più preciso. Va fatto a motore spento da qualche minuto, e con la vettura parcheggiata in piano. Estraete l’astina e pulitene l’estremità con un panno o con carta assorbente (foto qui sopra). Inseritela di nuovo ne l suo alloggiamento e rimuovetela per la seconda volta. Attenzione alle due tacche: se il livello è basso, rabboccate dal bocchettone e poi verificate di nuovo. Non superate mai il massimo: è dannoso. E (soprattutto se il motore è turbo) usate solo il tipo di lubrificante prescritto: non importa la marca, ma le sigle che trovate indicate nel manuale d’uso dell’auto devono essere riportate sulla lattina. Se al supermercato non fosse disponibile, rivolgetevi a un rivenditore professionista. Inoltre controllate livelli di refrigerante e freni: verificate il livello del refrigerante (nella foto al centro) tramite le tacche riportate sulla vaschetta d’espansione; nel caso, rabboccate acqua. Freni: andate in officina se il fluido è vicino alla tacca “min” del contenitore.
 
 
ARIA FRESCA, UN’ALLEATA VITALE - Per restare concentrati al volante sotto il solleone di luglio e agosto, è fondamentale godere di una temperatura ideale nell’abitacolo, che viene garantita solo dal climatizzatore. Questo dispositivo funziona come un frigorifero: crea freddo comprimendo ed espandendo ciclicamente un fluido (gas). Se avete l’impressione che il “clima” non raffreddi più come un tempo, non è detto che occorra spendere parecchio per rimetterlo in piena efficienza: potrebbe bastare una ricarica (costa poche decine di euro) per riempire di nuovo l’impianto del gas refrigerante fuoriuscito negli anni attraverso possibili minuscole porosità. Ma anche il filtro dell’abitacolo intasato può creare problemi, limitando drasticamente il flusso d’aria che arriva alle bocchette. Con un po’ di manualità (e sapendo dove si trova, magari cercando informazioni su internet), si può cambiarlo anche da soli. Prezzo: da 5 a 20 euro. Per verificare l’efficienza del “clima”, ed eventualmente effettuare una ricarica di gas, bisogna recarsi da un riparatore: serve un’apparecchiatura specifica. Invece, la sostituzione del filtro antipolline (foto qui sopra a destra) è possibile anche a casa propria (ma non è così semplice).
 
 
CARICARE CON RAZIOCINIO - Ritmi di lavoro sempre più frenetici possono far arrivare stremati alle vacanze. E fare le valigie, anziché anticipare il sospirato relax, rischia di trasformarsi in uno stress. Attenzione a ridursi all’ultimo: si rischia di “cacciare dentro” alla rinfusa anche il superfluo. E il baule può non bastare. Per ovviare al problema, ci sono i portapacchi o i box in plastica rigida: i più pratici sono quelli da fissare alle barre portatutto, un accessorio che (con appositi kit) si può riutilizzare per il trasporto di sci o biciclette. Viaggiando a pieno carico, però, consumi, ripresa e tenuta di strada peggiorano, e i freni subiscono uno stress maggiore. L’auto reagisce in ritardo e più bruscamente, e aumenta il rischio di sbandare: bisogna tenerne conto, riducendo la velocità e agendo con più dolcezza su volante, acceleratore e freni. Se proprio avete esagerato con i bagagli, dedicate qualche minuto in più a caricare il baule nel modo migliore (foto qui sopra). La prima accortezza è di collocare le valigie più pesanti sotto le altre e vicino allo schienale del divano (l’auto sarà così più equilibrata). Coperte o materassini gonfiabili possono essere distesi sul pavimento, mentre verso il portellone vanno sistemati gli oggetti necessari nelle soste o per le emergenze, dal passeggino all’ombrello. Se per guadagnare spazio avete montato un portapacchi, assicuratevi di aver fissato correttamente tutti gli oggetti e di non aver superato il peso massimo ammesso (in genere, è di 50 kg: verificatelo nel manuale d’uso della vostra vettura). L’aumento di peso grava soprattutto sul retrotreno: portate la pressione dei pneumatici posteriori a quella suggerita dal costruttore e regolate i fari in modo da non abbagliare chi proviene in direzione contraria. Alcune auto dispongono di un sistema automatico; in altre, bisogna intervenire manualmente (tramite comandi nella plancia) per abbassare il fascio luminoso. Non dimenticate di regolare i retrovisori.
 
 
SFRUTTATE ANCHE LO SPAZIO SUL TETTO - Il baule non è sufficiente? Allora avete bisogno di un portapacchi: in commercio se ne trovano diversi modelli, ma i più comodi sono quelli da agganciare alle barre trasversali portatutto (foto qui sopra), da fissare ai mancorrenti longitudinali o direttamente al tetto e che, con appositi kit, consentono il trasporto di attrezzature sportive. Comodi, ma costosi, i box in plastica rigida. Preferite i modelli con chiusura centralizzata, chiave di sicurezza e agganci accessibili solo dall’interno: potrete fermarvi nelle aree di servizio senza rischiare furti. Al loro interno, bloccate bene il carico, per evitare che in curva si sposti. La stanchezza dovuta al viaggio potrebbe farvi scordare che avete sul tetto il portapacchi o le biciclette. Occhio, quindi, ai sottopassaggi più bassi (come quelli che, nelle località di mare, superano la ferrovia), ai parcheggi sotterranei, alle pensiline di hotel e aree di servizio. Con un portabici agganciato al baule, invece, fate particolare attenzione quando parcheggiate in retromarcia.
 
 
SE SGARRI, PAGHI CARO - Lo prescrive il codice della strada: il carico va sistemato in modo sicuro, e il veicolo dev’essere stabile. Se le forze dell’ordine ritengono che sia fissato male, la multa è di 84 euro, oltre al taglio di tre punti-patente e al ritiro del “libretto”. E solo risistemando correttamente gli oggetti trasportati è possibile riprendere il viaggio. Idem se il carico sporge davanti, oppure se esce dal profilo posteriore per più di tre decimi della lunghezza dell’auto, o se spunta di lato per più di 30 cm rispetto alle luci di posizione. Se, poi, il carico dovesse cadere sulla carreggiata e causare un incidente, il guidatore ne verrebbe ritenuto responsabile dal punto di vista civile e penale: possono essere guai seri con la giustizia, se il sinistro è grave. Nella foto qui sopra ecco come non trasportare i bagagli: sono troppi, e quelli più pesanti fissati in modo precario. Un pericolo.
 
 
PER GUIDARE IN SICUREZZA - La tecnologia delle nostre vetture è sempre più sofisticata, ma è ancora l’automobilista (con la sua abilità nel guidare, e la capacità di reagire ai pericoli) la “componente più importante” della macchina. È a lui che è affidata, tra l’altro, la responsabilità di far viaggiare tutti i passeggeri (bambini e adulti in primo luogo, ma anche i nostri amici animali) nel modo più sicuro. A tal proposito, ricordiamo che in caso di sinistro con lesioni fisiche per uno dei passeggeri, se questo non indossava la cintura di sicurezza, il guidatore ne pagherà le conseguenze (anche se il trasportato è un adulto e viaggia dietro): l’assicurazione risarcirà il danneggiato, ma poi potrà rivalersi sull’automobilista, esigendo il rimborso di quanto indennizzato. In ogni caso teniamo presente che l’uso corretto della cintura di sicurezza (foto qui sopra) riduce del 50% le probabilità di decesso in un incidente: lo dicono le ricerche svolte in tutto il mondo negli ultimi 50 anni.
 
 
LA DIETA DEL GUIDATORE - Vacanza significa anche “piaceri della vita”, cibo compreso. Tuttavia, alle prelibatezze culinarie ci si può dedicare una volta arrivati sul luogo di villeggiatura: prima della partenza bisogna attenersi a regole prudenziali. Una dieta estremamente semplice, ma sana e nutriente. Identico discorso vale durante il viaggio in macchina, quando si fa una sosta negli autogrill o nei ristoranti che si incontrano sulle strade statali. Anzitutto, fate una colazione a base di tè leggero e fette biscottate: utili anche il miele, che dà parecchia energia, e le marmellate classiche. In alternativa, ok il latte scremato, con un cucchiaino di zucchero. Il caffè non va demonizzato: ammessa una tazzina. Ma guai a cercare la “carica” imbottendosi di caffeina: si rischiano sudorazione abbondante, tachicardia e palpitazioni. A pranzo, è perfetto un riso in bianco, magari con verdura e frutta, oppure un piatto di pasta con condimento leggero. Per cena, ideali la carne bianca o la bresaola, con poco olio o limone. Acqua e frutta a volontà, e alla larga da cibi grassi ed elaborati.
 
 
TRASPORTARE I BAMBINI - Le regole da osservare per ospitare i bambini in auto sono semplici: i piccoli di statura inferiore a 150 cm devono viaggiare in un seggiolino specifico (foto qui sopra), di tipo omologato e adeguato al loro peso, fissato al sedile della vettura tramite la cintura di sicurezza dell’auto o gli agganci isofix. Il bimbo può viaggiare sul sedile del passeggero anteriore, accanto al guidatore, o sul divano: sul sedile davanti, il piccolo (fino a 9 kg di peso) dev’essere trasportato utilizzando un seggiolino rivolto contromarcia. In presenza di airbag frontale, questo va disattivato. Per chi non trasporta correttamente un bimbo in auto, sono previsti una multa di 80 euro e il taglio di cinque punti della patente: a pagare è il guidatore. Se, però, il piccino in auto è sotto la responsabilità di una terza persona (per esempio, un amico che ha portato con sé il figlio), la sanzione (solo pecuniaria) è a carico di quest’ultima.
 
 
“DIAMO UNA MANO” AGLI OCCHI - Massima attenzione, quando si guida, all’effetto-specchio: quello prodotto da una superficie che riflette i raggi solari, abbagliando. Può trattarsi del cruscotto, del cofano, dell’asfalto o di altri veicoli che precedono. Senza occhiali da sole, la sicurezza viene compromessa; e sale il pericolo di subire danni causati dai raggi ultravioletti. Ma la vista e la sicurezza vanno tutelate anche dopo il tramonto. Specie per chi soffre di miopia notturna, guidare è rischioso: a distanza, soprattutto in condizioni di stanchezza, si vede un po’ meno. Ecco perché è meglio prevenire, con una visita dall’oculista prima di partire: sarà lui a suggerire, nel caso, le lenti adatte.
 
 
LE REGOLE PER FIDO E FELIX - In auto è consentito il trasporto di un animale domestico in libertà, purché non costituisca impedimento o pericolo per la guida. Se gli animali sono due o più, vanno custoditi in un’apposita gabbia o in un contenitore, oppure nel vano posteriore della vettura, diviso da una rete o da sbarre. Chi vìola questi obblighi rischia una sanzione di 84 euro e il taglio di un punto della patente (articolo 169 del codice). Prima di partire, il cane dev’essere a stomaco vuoto. È utile portare una ciotola e un’abbondante scorta di acqua. Il finestrino va lasciato leggermente abbassato in modo da far circolare l’aria, ma l’animale non deve mettere la testa fuori: il colpo d’aria è sempre in agguato.
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Ritratto di Dadex
15 luglio 2015 - 00:30
Grazie per questo articolo, colgo l' occasione per farvi una domanda, a cui nessuno finora ha saputo rispondere in modo soddisfacente, nella speranza di non allontanarmi troppo dall' argomento: case automobilistiche come Volskwagen dichiarano nel proprio sito che le loro auto non sono adatte a paesi con elevate temperature, avete idea di cosa ciò significhi o comporti? È una curiosità non fine a se stessa visto che vivo in Sicilia e in estate il sole picchia davvero forte e non ho un box dove parcheggiare l' auto. Grazie per una eventuale risposta.
Ritratto di WolfRam
15 luglio 2015 - 10:13
3
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di mgiver
15 luglio 2015 - 13:45
Semplice, che le temperature troppo elevate possono mettere in crisi la meccanica. per esempio l'aria troppo calda potrebbe non raffreddare a sufficienza nell'intercooler del turbo e danneggiare turbina e motore. Il radiatore potrebbe non essere in grado di raffreddare il motore a sufficienza in caso di uso gravoso, tipo pieno carico in salita o peggio traino di un rimorchio. Il climatizzatore potrebbe non essere sufficientemente performante. e così via. p.s.: nel libretto della mia auto, nella pagina relativa al gancio di traino, c'è scritto che la vettura non è stata progettata per il traino di rimorchi.
Ritratto di Dadex
15 luglio 2015 - 14:43
Grazie mgiver, ora ho le idee più chiare. Tu evitetesti questo tipo di auto per la Sicilia? O il mio timore è esagerato?
Ritratto di mgiver
15 luglio 2015 - 15:54
beh! adesso non esageriamo!! un terzo della Spagna è alle stesse latitudini della Sicilia. comunque io sopra i 30 gradi evito di richiedere elevate prestazioni per lungo tempo.
Ritratto di mgiver
15 luglio 2015 - 15:59
ti racconto un aneddoto di svariati anni fa. andando al Terminillo in estate con un amico, mi raccontava che alla la sua Y10 fire andava sempre in ebollizione l'acqua quando saliva con 4 persone a bordo. gli ho chiesto con quale marcia saliva e lui mi ha detto in 4°. con me e atre due persone a bordo gli ho detto di affrontare la salita in 3° alla stessa velocità. Risultato? l'acqua non ha bollito! Principalmente per due motivi, un regime di rotazione più alto fa circolare l'acqua più velocemente e scambia più calore, per lo stesso motivo i gas combusti hanno una temperatura più bassa e restano nella camera di scoppio per un tempo più breve.
Ritratto di Dadex
15 luglio 2015 - 16:08
Beh direi che il tuo nickname è quantomai azzaccato, anzi ci aggiungerei proprio Mc prima di Giver... Hai spiegato in modo molto esaustivo e chiaro a un neofita (che sono io) il perché non dovrei preoccuparmi riguardo al mio dubbio. E ti ringrazio perché hai speso tempo per farlo.
Ritratto di M93
16 luglio 2015 - 11:26
Vacanze con l'auto - Articolo molto interessante ed esaustivo, oltre che materialmente utile, sopratutto in questo periodo dell'anno. Brava Redazione.

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