La convivenza tra auto e biciclette non è mai stata facile. Da una parte gli automobilisti, che spesso sono infastiditi dalla presenza dei ciclisti, un po’ per la preoccupazione di un eventuale sinistro, un po’ per i comportamenti di alcuni di loro che, per via dell’impunità dovuta dall’assenza della targa, se ne infischiano delle regole. Dall’altra ci sono i ciclisti che rivendicano il diritto di procedere sulle strade senza essere in costante pericolo.
Ma cosa prevede davvero il Codice della Strada per chi pedala e per chi guida?
La circolazione dei velocipedi è regolata principalmente dall’articolo 182 del Codice della Strada, che stabilisce norme precise sulla disposizione, per esempio, di un gruppo di ciclisti sulla carreggiata. La regola cardine distingue tra centri abitati e strade extraurbane:
Oltre alla disposizione, l’articolo 182 impone ai ciclisti di avere il libero uso delle braccia e delle mani, reggendo il manubrio con almeno una mano, e di condurre il veicolo a mano se di intralcio o pericolo per i pedoni. È inoltre obbligatorio utilizzare le piste ciclabili o le corsie riservate quando presenti, a meno che non si tratti di percorsi promiscui con i pedoni.
Le sanzioni per chi viola queste disposizioni variano da 26 a 102 euro, ma il rischio maggiore per i ciclisti è il concorso di colpa in caso di incidente, che può ridurre drasticamente il risarcimento danni.
Se da un lato i ciclisti devono garantire la fluidità del traffico, dall’altro gli automobilisti sono chiamati a una condotta di estrema prudenza nel momento del superamento. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto una specifica tutela con l’articolo 148, comma 9-bis, che impone di mantenere una distanza laterale minima di sicurezza di almeno 1,5 metri durante il sorpasso dei velocipedi. Questa manovra deve essere effettuata tenendo conto della ridotta stabilità dei ciclisti e degli spostamenti d’aria generati dai veicoli a motore.
La norma specifica che tale distanza va mantenuta “ove le condizioni della strada lo consentano”: secondo i chiarimenti della Polizia di Stato, ciò significa che se per rispettare il metro e mezzo è necessario invadere l’altra corsia in presenza di una striscia continua, l’automobilista deve pazientare e attendere il momento opportuno, esattamente come farebbe dietro un trattore o un mezzo lento.
Chi non rispetta questa distanza minima rischia multe salate, che possono variare da 167 a 665 euro, oltre alla possibile decurtazione di punti dalla patente.









