Auto e ciclisti, una convivenza difficile: ecco le vere regole su fila indiana, semafori e sorpassi

Legge e burocrazia
Pubblicato 01 giugno 2026

Quando è permesso pedalare in coppia, le deroghe per i bambini e come effettuare un sorpasso a norma di legge.

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CONFLITTI A DUE E QUATTRO RUOTE

La convivenza tra auto e biciclette non è mai stata facile. Da una parte gli automobilisti, che spesso sono infastiditi dalla presenza dei ciclisti, un po’ per la preoccupazione di un eventuale sinistro, un po’ per i comportamenti di alcuni di loro che, per via dell’impunità dovuta dall’assenza della targa, se ne infischiano delle regole. Dall’altra ci sono i ciclisti che rivendicano il diritto di procedere sulle strade senza essere in costante pericolo.

Ma cosa prevede davvero il Codice della Strada per chi pedala e per chi guida?

GLI OBBLIGHI DEI CICLISTI

La circolazione dei velocipedi è regolata principalmente dall’articolo 182 del Codice della Strada, che stabilisce norme precise sulla disposizione, per esempio, di un gruppo di ciclisti sulla carreggiata. La regola cardine distingue tra centri abitati e strade extraurbane:

  • Fuori dai centri abitati: i ciclisti hanno l’obbligo tassativo di procedere in fila indiana. L’unica eccezione ammessa riguarda il caso in cui uno dei ciclisti sia un minore di dieci anni, che può pedalare alla destra di un adulto che lo accompagna.
  • Nei centri abitati: è permesso pedalare affiancati, ma mai in numero superiore a due. Tuttavia, anche in città vige l’obbligo della fila indiana qualora le condizioni del traffico o la sicurezza della circolazione lo richiedano.


Oltre alla disposizione, l’articolo 182 impone ai ciclisti di avere il libero uso delle braccia e delle mani, reggendo il manubrio con almeno una mano, e di condurre il veicolo a mano se di intralcio o pericolo per i pedoni. È inoltre obbligatorio utilizzare le piste ciclabili o le corsie riservate quando presenti, a meno che non si tratti di percorsi promiscui con i pedoni.

Le sanzioni per chi viola queste disposizioni variano da 26 a 102 euro, ma il rischio maggiore per i ciclisti è il concorso di colpa in caso di incidente, che può ridurre drasticamente il risarcimento danni.

LE REGOLE PER IL SORPASSO

Se da un lato i ciclisti devono garantire la fluidità del traffico, dall’altro gli automobilisti sono chiamati a una condotta di estrema prudenza nel momento del superamento. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto una specifica tutela con l’articolo 148, comma 9-bis, che impone di mantenere una distanza laterale minima di sicurezza di almeno 1,5 metri durante il sorpasso dei velocipedi. Questa manovra deve essere effettuata tenendo conto della ridotta stabilità dei ciclisti e degli spostamenti d’aria generati dai veicoli a motore.

La norma specifica che tale distanza va mantenuta “ove le condizioni della strada lo consentano”: secondo i chiarimenti della Polizia di Stato, ciò significa che se per rispettare il metro e mezzo è necessario invadere l’altra corsia in presenza di una striscia continua, l’automobilista deve pazientare e attendere il momento opportuno, esattamente come farebbe dietro un trattore o un mezzo lento.

Chi non rispetta questa distanza minima rischia multe salate, che possono variare da 167 a 665 euro, oltre alla possibile decurtazione di punti dalla patente.



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Ritratto di otttoz
1 giugno 2026 - 18:33
rispetto verso i ciclisti...ricordarsi sempre che l'auto può farsi un bozzo ma il ciclista muore...
Ritratto di deutsch
1 giugno 2026 - 19:08
4
e ricordiamoci che quasi sempre un ciclista è anche un automobilsta
Ritratto di PONKIO 78
2 giugno 2026 - 00:59
…ed un automobilista può essere un ciclista, questo non significa che in entrambe i casi si possa andare in contro senso o sopra i marciapiedi ed altre cazzatee varie che infrangono il codice della strada….
Ritratto di deutsch
2 giugno 2026 - 17:52
4
contando i diversi milioni di auto senza assciruazione, senza revizione o che violano limiti di velocità, uso del cellulare, distanze di sicurezza e precedenza non mi sembra il pulpito giusto dal quale fare la predica agli altri. che le violazioni ci siano da ambo i lati non lo metto in dubbio ed andrebbero persseguite tutte ma mi sembra che si guardi la paglizza nell'occhio altrui e non si veda la trave nel proprio
Ritratto di Andre_a2
1 giugno 2026 - 18:48
Articolo impeccabile, direi. Non capisco l'impunità dei ciclisti: vero che non hanno la targa, ma sono in sella a una bicicletta, mica ad una Panigale. Le FdO dovrebbero multare i comportamenti scorretti, anziché infischiarsene, anche per la salute dei ciclisti stessi.
Ritratto di deutsch
1 giugno 2026 - 19:07
4
più controlli non farebbero male ma poi c'è sempre il problema della scarsità del personale. già oggi quelle auto sono prevalentemente rilevate in automatico, verdi rosso e velocità. tutt quelle che richiedono l'intervento umano sono poche, vedi distanza di sicurezza, uso cellulare, controllo assicurazione e revisione ect.... per lo stesso motivo sono poche agli altri utenti della strada, vedi bici, monopattini ect. su questi ultimi visto i nuovi obblighi qualcosa si sta muovendo ma sappiamo che è solo per la fase iniziale
Ritratto di Andre_a2
1 giugno 2026 - 19:21
Sulla scarsità del personale non sono d'accordo: il numero di FdO in Italia è piuttosto alto rispetto ai paesi occidentali. Ma è un altro discorso: ho visto più volte comportamenti scorretti in presenza di agenti, mai una volta che abbiano fatto almeno una ramanzina.
Ritratto di deutsch
1 giugno 2026 - 19:35
4
che manchino FDO mi pare ripetuto ogni giorno al TG, ma resta il fatto che ogni quanto tempo subisci un controllo??? personalmente l'ultima volta che mi hanno fermato era in epoca covid per vedere se avevo i necessari permessi per muovermi ...... era il 20/21 sono passati 5/6 anni e nessuno mi ha più controllato. dalla tua frase capsico che concordi coi pochi controlli, nemmeno una romanzina. dall'altro parte quando li beccano tutti a lamentarsi per la pignoleria (e ma superavo di soli 5 km/h il limite ...... e ma ho bevuto sono due birre ect ect)
Ritratto di Andre_a2
1 giugno 2026 - 20:00
Il telegiornale non lo vedo da decenni. Vediamo piuttosto due dati: in Italia ci sono 456 agenti ogni 100000 abitanti. In Europa occidentale (tralasciando i micro-stati) solo la Spagna ne ha di più (534). Ne hanno meno Francia (422) e Germania (349), i paesi nordici sono sotto i 200. Ne hanno meno pure Israele (289) e gli USA (242). Più agenti ce li hanno, ad esempio, Argentina (798), Turchia (615) e Russia (525) che, con tutto il rispetto, non mi sembrano delle oasi di sicurezza... Se in Italia manca qualcosa è l'efficienza, non certo il personale. Se molti ciclisti passano col rosso anche in presenza delle pattuglie, significa che i controllori non controllano, non che sono pochi.
Ritratto di Miti
2 giugno 2026 - 01:41
Ieri mi è saltato uno davanti... si guardava quel ca....zzo di tel niente strada ... l'avrei "scordato" con un reale piacere pezzo di ...

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