Sarà capitato a tutti di fermarsi al distributore non per fare il pieno alla propria auto ma per riempire di carburante una tanica da utilizzare altrove, magari per un tagliarba o per aiutare qualcuno che ha sottovalutato troppo a lungo la spia della riserva. Trasportare benzina o diesel in auto è possibile, ma bisogna rispettare alcune regole.
Per i privati, la legge fissa un limite massimo di 60 litri, in modo da evitare che l’auto si trasformi in una pericolosa autocisterna improvvisata. Per stoccare il carburante non si può usare qualsiasi contenitore come bottiglie di plastica o vecchi fustini dell’olio, ma vanno utilizzate apposite taniche di plastica o di metallo omologate, realizzate appositamente per il trasporto di carburanti.
Che siano le più leggere in plastica o quelle più resistenti agli urti e immuni da cariche elettrostatiche di metallo, le taniche per trasportare i carburanti devono quindi essere omologate. Per i privati, ciò significa che devono riportare la marcatura UN (che certifica il rispetto degli standard internazionali), la data di fabbricazione ed essere dotate di un tappo a tenuta stagna, oltre che di un beccuccio per il travaso.
Il posto più sicuro dove tenere queste taniche è il bagagliaio, possibilmente bloccando il contenitore con delle reti o degli elastici per evitare che si muova durante la marcia. È fondamentale non tenerle mai nell’abitacolo perché i vapori della benzina sono tossici e altamente infiammabili: respirarli durante la guida potrebbe causare capogiri e, in presenza di una scintilla (anche solo quella di una sigaretta o di un caricabatterie difettoso), si rischia grosso.
Se le forze dell’ordine vi fermano con una tanica non omologata o che perde liquido, oppure con una quantità di carburante superiore al limite consentito, le sanzioni sono pesanti. In base all’articolo 168 comma 9-ter del Codice della Strada si è passibili di una multa che va da 167 a 665 euro.







