Electro Gyrocator: quando la Honda presentò il primo navigatore al mondo

Storie di auto
Pubblicato 23 maggio 2026

Nel 1981, quando il GPS era ancora una tecnologia militare, la Honda presentava un sistema basato su giroscopi a gas per guidare a destinazione gli automobilisti.

honda electro gyrocator navigatore 1981 5

COME I CARRI ARMATI

Tutto ebbe inizio nel 1976, quando la Honda decise di investire massicciamente nell’elettronica applicata all’automobile per non restare indietro rispetto alla concorrenza. All’epoca, l’idea di un’auto che potesse conoscere la propria posizione era pura fantascienza, poiché il sistema GPS non era ancora disponibile per usi civili. L’intuizione arrivò da Tadashi Kume, allora dirigente della ricerca della Honda, che prese spunto dal movimento dei carri armati.

Notò come il cannone rimanesse puntato sul bersaglio indipendentemente dai sobbalzi del mezzo grazie a un giroscopio. Kume incaricò quindi Katsutoshi Tagami di trovare un modo per applicare quella tecnologia alle autovetture, con l’obiettivo finale di creare un’automobile capace di guidare automaticamente il conducente verso una destinazione impostata su una mappa.

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GIROSCOPIO A GAS

Sviluppare un giroscopio per un’auto di serie non era un’impresa semplice, dato che i modelli esistenti erano composti da oltre 200 parti e risultavano troppo complessi e costosi. Il team di Tagami individuò però una soluzione nel giroscopio a gas, un dispositivo molto più semplice formato da soli otto componenti.

Questo sensore sfruttava un getto di elio indirizzato su fili riscaldati: quando l’auto cambiava direzione, lo spostamento del flusso di gas creava una differenza di temperatura che permetteva al computer di rilevare la variazione di direzione. Per produrre un componente così sofisticato e garantire la purezza del gas, la Honda chiese aiuto alla Stanley Electric, un’azienda produttrice di fari che possedeva le tecnologie del vuoto necessarie per sigillare il dispositivo.

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MAPPE MANUALI

L’Electro Gyrocator della Honda non funzionava con i segnali satellitari ma era un sistema di navigazione inerziale. Il dispositivo combinava i dati del giroscopio con le informazioni sulla distanza percorsa provenienti da un sensore montato sulla trasmissione. Le informazioni venivano visualizzate su uno schermo a tubo catodico (CRT) di 6 pollici, dove il conducente doveva inserire manualmente delle mappe trasparenti in formato A5.

Sul monitor compariva un punto luminoso che indicava la posizione attuale e una scia che mostrava il percorso effettuato, permettendo al guidatore di capire dove si trovasse rispetto alla cartina inserita. Era necessario far corrispondere manualmente la posizione sulla mappa, allineando la scia luminosa alle strade disegnate sulla pellicola trasparente.

honda gyrocator navigation system 1981 02

PROBLEMI DI IMPRECISIONE

Durante i test di sviluppo, gli ingegneri si scontrarono con un ostacolo inaspettato: le cartine geografiche dell’epoca erano spesso imprecise. Durante una prova su strada, l’auto continuava a deviare dal percorso indicato sulla mappa nello stesso punto, portando il team a sospettare inizialmente interferenze militari o guasti elettronici.

Si scoprì invece che i cartografi utilizzavano delle semplificazioni grafiche per rendere leggibili le strade sulla cartina, rendendo le mappe commerciali inutilizzabili per una navigazione di precisione. Per risolvere il problema, la Honda dovette collaborare direttamente con i produttori di mappe per creare una serie di fogli dedicati esclusivamente all’Electro Gyrocator.

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COSTO PROIBITIVO

Questo pioniere tecnologico fu lanciato ufficialmente il 24 agosto 1981 e offerto come optional post-vendita sulla seconda generazione della Honda Accord e sulla Vigor nel mercato giapponese. Nonostante la sua genialità, il successo commerciale fu limitato dal prezzo: costava ben 300.000 yen, ovvero circa un quarto del valore dell’intera vettura.

L’unità pesava circa 9 kg e richiedeva un periodo di riscaldamento prima di poter funzionare correttamente. Anche se fu presto superato dall’avvento della navigazione digitale e dei satelliti, l’Electro Gyrocator rimane una pietra miliare assoluta: nel 2017 è stato infatti premiato come IEEE Milestone, un riconoscimento riservato alle innovazioni tecnologiche che hanno segnato la storia, accanto a imprese come lo sbarco sulla Luna e il treno proiettile Shinkansen.

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Il navigatore dell’auto (una specie) c’era già negli Anni 70



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Ritratto di Alexspc79
23 maggio 2026 - 12:16
54
La prima in realtà era un modelli di Buick
Ritratto di zottto
23 maggio 2026 - 12:28
Strumento purtroppo diffuso ma alquanto inutile, capace di lenire l’intelligenza umana. Per viaggiare bastano i cartelli, l’orientamento, una cartina e del buon senso.
Ritratto di giocchan
23 maggio 2026 - 15:51
Ti sei scordato di aggiungere "e un paio di scarpe buone"
Ritratto di Andre_a2
24 maggio 2026 - 06:26
Le scarpe sono da donne, i veri uomini corrono scalzi
Ritratto di giocchan
24 maggio 2026 - 12:56
Giusto. E sottolinerei il "corrono", un vero uomo non cammina mai.
Ritratto di AZ
23 maggio 2026 - 12:59
Pazzesco! Interessante!
Ritratto di alvolanaftonee
23 maggio 2026 - 13:35
4
Poi arrivano i Teslari e scrivono che il loro bidone è innovazione. Ahahahahahahaha poveri illusi !!!
Ritratto di Andre_a2
24 maggio 2026 - 06:02
Figo, non lo sapevo. Conoscevo quello tramite mangianastri, e il primo vero gps su auto prodotte in serie della favolosa Eunos Cosmo.
Ritratto di Quello la
24 maggio 2026 - 09:17
Ho sempre pensato che il navigatore attuale sia una cosa estremamente complessa e raffinata, ma questo, con gas di elio indirizzati verso... mamma mia, che roba! E funzionava, pure!
Ritratto di Mauro1971
25 maggio 2026 - 16:55
1
Con tutto città e una cartina dell Italia vai ovunque..sopravvalutato il navigatore..solo i corrieri ne hanno bisogno

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