Svalutazione dell’auto: cos’è e come si calcola il valore residuo

Vivere con l'auto
Pubblicato 30 dicembre 2022

Cos’è la svalutazione dell’auto e come calcolare il valore residuo della vettura: ecco come funziona questo fenomeno e i consigli per chi acquista e per chi vende. 

La svalutazione dell’auto è un aspetto che riguarda tutti i tipi di vetture, e consiste nella perdita di valore dell’auto con il passare del tempo. Esistono diversi elementi che influiscono sulla svalutazione di un veicolo: tra i principali fattori annoveriamo l’età della vettura, il numero di chilometri percorsi, il tipo di alimentazione, lo stato di manutenzione, le condizioni generali in cui verte il veicolo. Inoltre, un altro aspetto che influisce sulla svalutazione è senza dubbio il mercato, visto che è il mercato che muove i prezzi e quindi alcune marche o modelli di auto possono ricevere più richieste rispetto ad altri e avere una migliore quotazione nel tempo. 

Calcolare il valore residuo di un’auto, inoltre, è molto importante sia per chi acquista sia per chi vende un’auto. Dal punto di vista dell’acquirente, ad esempio, conoscere il valore residuo di una vettura potrebbe aiutarlo a lavorare per una trattativa e a capire se vi sono margini per scendere con il prezzo richiesto. Di contro, chi vende l’auto può fissare un prezzo che risulti competitivo e soprattutto accettabile: l’obiettivo, dopotutto, è vendere l’auto. 

Esistono diversi modi per calcolare il valore residuo di un’auto: vi è quello delle quotazioni, quello dei listini ufficiali e quello delle valutazioni online. Non esiste una metodologia migliore di un’altra, perché dipende principalmente dalle esigenze di chi vende, dal mercato e da altri fattori specifici e soggettivi. Tuttavia, è possibile prendere come riferimento anche tutte e tre le fonti, al fine di avere un’idea di prezzo più accurata e realistica. 

In questa guida, andremo a esaminare in dettaglio cos’è la svalutazione dell’auto, come si calcola il valore residuo e inoltre forniremo dei consigli pratici per chi intende acquistare o vendere un’auto usata, al fine di ottimizzare il più possibile la quotazione e ridurre ai minimi i contro della svalutazione. 

COS’È LA SVALUTAZIONE DELL’AUTO

Come abbiamo scritto in precedenza, la svalutazione dell’auto è la perdita di valore di un veicolo nel tempo. Tutte le vetture, così come tutti i beni messi in commercio, con il passare del tempo subiscono una perdita di valore: il tasso di svalutazione, tuttavia, può variare in base a diversi fattori e ovviamente a seconda del bene. 

Potremmo definire la svalutazione di un’auto come la differenza tra il valore di acquisto di un’auto e il valore fissato al momento della vendita (o dello smaltimento, se ad esempio la diamo via per l’acquisto di un’auto nuova). Il deprezzamento dell’auto è un elemento inevitabile causato da diversi elementi, che ora andremo a elencare:

  • Età del veicolo: ovvero, l’anno di immatricolazione. Più l’auto invecchia, maggiore sarà la perdita del suo valore, in quanto meno affidabile delle auto di nuova generazione. Ovviamente, ci sono casi rari in cui il tempo aumenta la quotazione di un’auto, ma si parla per lo più di modelli unici, rari e ultracostosi. 
  • Numero di chilometri percorsi: il chilometraggio percorso dalla vettura influisce sulla sua quotazione finale. Naturalmente, un’auto che ha percorso un certo quantitativo di chilometri, mettiamo 100 mila, avrà “sofferto” di più di un’auto che ne ha guidati 30 mila, e avrà (avuto) bisogno di maggiore manutenzione, per contrastare la normale usura delle componenti e le inevitabili conseguenze del marcato utilizzo. 
  • Stato di manutenzione e condizioni generali: l’auto deve essere in buono stato per avere una buona valutazione. Un veicolo con parti mancanti o malfunzionanti subirà un deprezzamento più vertiginoso rispetto a un veicolo che è ancora in perfetta salute. Per far sì che un’auto si mantenga in buone condizioni, è necessario rispettare gli appuntamenti previsti, come il tagliando e la revisione. Ovviamente, anche un utilizzo corretto alla guida e una cura per l’estetica fanno la loro parte. 
  • Il mercato: abbiamo detto che il mercato dell’auto è un altro di quei fattori fondamentali che influisce sulle quotazioni di un veicolo e quindi sul tasso di svalutazione. Ad esempio, una marca o un modello specifico può essere più richiesto rispetto a un altro e quindi, assecondando l’equazione tra domanda e offerta, avere una maggiore valutazione, proprio perché in questi casi è la domanda a superare l’offerta. Inoltre, così come per tutti i beni messi in commercio, un’auto nuova perde di quotazione nel tempo perché, soprattutto oggigiorno, le tecnologie e le funzioni di cui è dotata lasciano il posto ad altre più innovative e avanguardistiche, quindi più appetibili e capaci di invogliare i consumatori.  


Alla luce di quanto detto, va però precisato che la svalutazione dell’auto è un fenomeno dinamico, ovvero può variare nel tempo in base ad alcune condizioni, che possono essere dettate dal tipo/modello/marca di veicolo o dal mercato in generale. Ad esempio, può esserci il caso di un’auto che nei primi anni di vita perde velocemente valore, per poi stabilizzarsi dopo qualche anno e subire quindi un deprezzamento meno rapido rispetto ad altri modelli

Tra i fattori che possono incidere sul tasso di svalutazione possono figurare anche occorrenze esterne, incidenti o eventi imprevisti, eccezionali o non desiderati. Basti pensare all’enorme svalutazione subita dalle auto alimentate a gasolio dopo il dieselgate. 

COME SI CALCOLA IL VALORE RESIDUO DI UN’AUTO: I METODI

Il valore residuo di un’auto è generato dalla differenza tra il valore effettivo che l’auto aveva al momento della vendita, quindi appena immatricolata, e quello che ha quando viene rivenduta o smaltita. Il valore residuo di un’auto, pertanto, è il valore che la vettura ha quando viene rimessa in vendita o portata in rottamazione

Esistono diversi metodi per calcolare il valore residuo di un veicolo: non esiste un metodo migliore o peggiore, molto dipende dalle esigenze soggettive di chi deve vendere l’auto e inoltre ogni pratica ha i suoi vantaggi e svantaggi. 

A ogni modo, le metodologie più comuni per calcolare il valore residuo di un’auto sono le seguenti: 

  • Quotazioni: questo metodo permette di confrontare il prezzo di mercato di un’auto con quello di altre vetture simili in termini di età, chilometri percorsi e condizioni generali. Questo è un metodo preferibile se si vuole acquistare o vendere un’auto usata, in quanto consente di ottenere un’idea realistica e meno approssimativa dell’effettivo valore del veicolo. Tuttavia, le quotazioni possono variare in base al luogo e al momento in cui viene effettuata la valutazione. 
  • Listini ufficiali: con questo metodo si fa riferimento ai listini ufficiali di vendita o di acquisto delle auto, i quali vengono pubblicati da aziende o associazioni specializzate. Generalmente, i listini ufficiali sono ritenuti molto attendibili, visto che sono basati su dati oggettivi, ma soprattutto sono aggiornati di frequente. I contro di questa metodologia dipendono dalla loro accessibilità, non sempre facile, e dal fatto che possono essere limitati solo ad alcuni tipi di marche o modelli, e non sono quindi disponibili per tutti i tipi di auto. 
  • Valutazioni online: questo metodo permette di ottenere le valutazioni utilizzando appositi siti web o app dedicate, che in pochi click e minuti riescono a fornire una valutazione del valore residuo di un veicolo. La comodità è sotto gli occhi di tutti, solo che bisogna prestare attenzione all’affidabilità e al realismo delle informazioni che vengono fornite, che non sempre è veritiero. 


In ogni caso, resta sempre più conveniente e affidabile fare affidamento a più fonti, al fine di avere un’idea quantomeno unica e realistica per ciò che concerne il reale ed effettivo valore attuale di un’auto usata. 

In conclusione, vi rimandiamo al listino dell'usato di alVolante, che può essere molto utile per capire il valore delle auto di seconda mano, visto che comprende le quotazioni Eurotax delle auto più importanti uscite nell’ultimo decennio. 

CALCOLARE SVALUTAZIONE AUTO: ESISTE UNA FORMULA?

Oltre alle informazioni che abbiamo elencato nel paragrafo precedente, si può anche tenere conto di una formula che può venire applicata abbastanza universalmente per avere una macroidea di cosa dobbiamo aspettarci sulla perdita di valore di un veicolo: generalmente, infatti, un’auto perde un quarto del suo valore effettivo dopo appena un anno di immatricolazione

Quindi, se avessimo acquistato un’auto a 20 mila euro quest’anno, il prossimo il valore ammonterebbe a 15 mila euro. Il deprezzamento rallenta negli anni successivi, arrivando a perdere due terzi del valore effettivo dopo circa 4 anni e oltre il 70% dopo 5 anni.

Questi sono valori indicativi, a cui poi devono essere aggiunti anche altri elementi, come i chilometri percorsi e le conseguenze di eventuali danni o incidenti. Ad esempio, se un’auto a benzina percorre circa 5 mila chilometri all’anno, bisognerà applicare una piccola rivalutazione sul valore, mentre se eccede oltre i 20 mila chilometri annui perderà ulteriormente valore. 

TABELLA SVALUTAZIONE AUTO: COME CAMBIA IL VALORE RESIDUO NEL TEMPO

Di seguito una tabella indicativa che rivela quanto si svaluta un’auto nel corso del tempo e a quanto ammonta il valore residuo con il passare degli anni. 

Tempo

Svalutazione

Valore residuo

Dopo 1 anno

25%

75%

Dopo 2 anni

40%

60%

Dopo 3 anni

50%

50%

Dopo 4 anni

63%

37%

Dopo 5 anni

71%

29%

Dopo 6 anni

75%

25%

 

COME MINIMIZZARE LA SVALUTAZIONE DELLA PROPRIA AUTO

È possibile minimizzare la svalutazione della propria auto adottando alcune misure e accorgimenti finalizzati a mantenere il valore del veicolo il più a lungo possibile. Di seguito, alcuni consigli pratici: 

  • Mantenere l’auto in buone condizioni: la manutenzione di un’auto è la prima regola da seguire se si vuole minimizzare la svalutazione della propria auto. Pertanto, è raccomandabile eseguire i controlli periodici, come tagliando e revisione, allo scopo di controllare che tutte le componenti siano a posto, che le parti eventualmente usurate siano sostituite e che il funzionamento generale del veicolo sia regolare. 
  • Tenere traccia dei chilometri percorsi: più chilometri si percorrono, maggiore è il tasso di svalutazione della propria auto. Ovviamente, abbiamo comprato un’auto per guidarla, non per restare a guardarla come fosse un reperto da museo. Qui, il consiglio sarebbe più per chi acquista un’auto usata: controllare i chilometri in base ai tagliandi fatti e alle informazioni reperibili su siti di riferimento come Il Portale dell’Automobilista, portale web utilissimo per scoprire eventuali truffe. 
  • Evitare incidenti e stipulare una polizza assicurativa: sembra banale ed effettivamente lo è, ma una delle principali cause che portano a una svalutazione dell’auto sono proprio gli incidenti stradali. Che a volte sono imprevedibili e non dipendenti da noi: per questo motivo è molto importante stipulare una polizza auto che protegga contro la perdita di valore della vettura stessa. Questa può essere la polizza GAP (acronimo che sta per Guaranteed Asset Protection), che copre la differenza tra il risarcimento erogato dalla compagnia assicuratrice, che si basa sul valore dell’auto al momento dell’incidente, e il prezzo di acquisto iniziale. È una polizza accessoria e integrativa che tutela proprio dalla perdita di valore dell’auto. Inoltre, visto l’aumento di fenomeni climatici estremi, può essere raccomandabile acquistare una copertura assicurativa contro i danni da eventi atmosferici e naturali
  • Conservare l’auto al coperto: se possibile, è sempre meglio conservare l’auto al coperto, invece di esporla agli elementi esterni che possono danneggiarla nel tempo. Il grande caldo o il grande freddo, ma anche gli eventi atmosferici e naturali di cui sopra (la grandine, ad esempio, ma anche le sempre più frequenti piogge di sabbia) possono causare danni estetici e non solo alla vettura con il passare del tempo. 
  • Acquistare un’auto di buona qualità: anche questo sembra un consiglio banale, ma non lo è affatto. Prima di acquistare un’auto, si consiglia di fare una lista di modelli di nostra preferenza e poi leggere tutte le informazioni disponibili relative ai modelli scelti. Ad esempio, può capitare di imbattersi in un forum dove chi ha acquistato quell’auto che ci piace tanto, lamentino dopo un certo quantitativo di chilometri percorsi, dei problemi alle sospensioni, oppure altri difetti di fabbrica, che di fatto vanificano la bontà dell’acquisto. È bene quindi puntare su un modello e una marca di buona qualità e, a volte, con rammarico, mettere da parte le scelte estetiche di cuore. 


COME STABILIRE UN PREZZO DI VENDITA PER UN’AUTO USATA

La nostra auto ha subito una svalutazione, fattore inevitabile. Abbiamo bisogno di venderla, però, e stabilire un prezzo di vendita può diventare una sfida, soprattutto se non si è esperti del settore. La prima cosa da fare è pensare a stabilire un prezzo equo. Per farlo, serve adottare alcuni accorgimenti: 

  • Calcolare il valore residuo dell’auto: bisogna fare riferimento alle varie metodologie di cui abbiamo scritto nel paragrafo dedicato, ma soprattutto verificare e incrociare fonti e informazioni, per avere una risposta più accurata e realistica possibile. Inoltre, bisogna tenere in considerazione tutti i fattori che incidono sulla quotazione attuale della nostra auto, anche quelli soggettivi, come la manutenzione, eventuali danni o problemi alla carrozzeria, i chilometri percorsi e lo stato generale in cui si trova l’auto. Allo stesso modo, se abbiamo integrato dispositivi o funzionalità che originariamente non c’erano, queste andranno calcolate nel prezzo complessivo di vendita dell’auto.
  • Accedere ai listini ufficiali: se possibile, consultare i listini ufficiali. Tra le metodologie utilizzate per calcolare il valore residuo di un’auto, è certamente la più ufficiale e affidabile. Tuttavia, non sono sempre di facile accesso e non sono sempre disponibili per tutti i tipi di auto. 
  • Guardare cosa succede nel mercato: il mercato è regolamentato dall’equilibrio tra domanda e offerta. Una maggiore domanda farà salire le quotazioni dell’auto, mentre un’offerta di ampio volume rispetto alla richiesta causerà un inevitabile deprezzamento. Questi sono fattori importanti da considerare per adeguare il prezzo della nostra auto usata ai valori di mercato. 
  • Essere aperti alle trattative: soprattutto nel momento in cui la nostra auto non sia tra le più richieste dal mercato, dobbiamo tenerci pronti ad aprirci a eventuali trattative con l’acquirente, fissando una soglia di prezzo dalla quale partire e una sotto la quale non scendere.
  • Confrontare le altre offerte: può essere molto utile valutare anche le altre offerte relative a modelli di auto simili alla nostra, in termini di modello o di età del veicolo o di chilometri percorsi. Si può fare riferimento a siti di comparazione e di annunci online affidabili.  
  • Tenersi informati: è sempre bene tenersi informati, consultando siti di riferimento nel settore, che riportino informazioni corrette e affidabili. 


COME VALUTARE L’ACQUISTO DI UN’AUTO USATA

Quando si acquista un’auto usata, spesso si cerca il vero e proprio affare, che si traduce in un risparmio di denaro, in cambio di un veicolo affidabile e in buono stato. Tuttavia, prima di procedere all’acquisto, è necessario effettuare una valutazione accurata del veicolo ed eseguire una serie di verifiche: 

  • Chilometri percorsi: come abbiamo scritto in un paragrafo precedente, prima di acquistare un’auto usata bisogna assolutamente effettuare alcuni controlli e verifiche, come quelle dei chilometri percorsi. Per fare questo tipo di controllo, si può risalire ai bollini dei tagliandi effettuati, oppure rivolgersi al Portale dell’Automobilista, che raccoglie tutti i dati e le informazioni relative alle vetture. 
  • Anno di immatricolazione: bisogna ricordarsi di controllare anche l’età dell’auto, ovvero l’esatto anno di immatricolazione. Per far questa verifica, basta inserire la targa del veicolo sul sito del Pubblico Registro Automobilistico o dell’ACI. Si raccomandano i controlli soprattutto se siamo insospettiti da alcune informazioni, come ad esempio un’auto immatricolata diversi anni fa, ma con pochissimi chilometri percorsi. Questi controlli sono necessari per evitare eventuali truffe: infatti, ricordiamo che un’auto che ha percorso meno chilometri ha un valore maggiore rispetto a un veicolo che ne ha percorsi tanti. 
  • Accertarsi delle condizioni dell’auto: l’auto usata che s’intende acquistare deve essere in buone condizioni, che almeno rispecchino il prezzo che è stato applicato. Pertanto, sarà necessario accertarsi delle condizioni generali dell’auto, sia da un punto di vista estetico (danni, ammaccature, etc.), sia tecnici. Questi ultimi accertamenti possono essere fatti richiedendo una prova su strada, durante la quale bisognerà ricordarsi di utilizzare tutti i sistemi per verificarne il corretto funzionamento, prestando la dovuta attenzione specialmente a frenata, accelerazione, sistemi di sicurezza e stabilità complessiva della vettura. 
  • Verificare i documenti dell’auto: è necessario controllare che l’auto sia regolarmente immatricolata e che sia stata sottoposta alle revisioni periodiche obbligatorie. Inoltre, si raccomanda di verificare la presenza di eventuali incidenti o danni riportati dall’auto, che potrebbero influire negativamente sul valore finale. La documentazione relativa all’auto può essere richiesta direttamente a chi vende l’auto, oppure può essere ottenuta presso un ufficio della Motorizzazione Civile o presso un’agenzia di pratiche automobilistiche. 


Effettuate le opportune verifiche, è bene anche informarsi se il valore dell’auto che si vuole acquistare rispecchi la realtà. Il venditore potrebbe avere applicato un prezzo superiore al mercato. Ma verificare il valore effettivo dell’auto può essere anche un modo utile per capire se possono esserci margini di trattativa. Si può verificare il valore residuo di un’auto utilizzando una o più metodologie di cui abbiamo parlato in un precedente paragrafo. 

Attenzione: nella valutazione effettiva del costo di un’auto usata, bisogna prendere in considerazione anche i costi di gestione del veicolo. Quanto consuma l’auto? Quanto costa l’assicurazione? L’auto è vecchia e ha bisogno di maggiori controlli e manutenzione? I costi successivi a quello di vendita, potrebbero far rimpiangere l’acquisto. 

AUTO CHE SI SONO MENO SVALUTATE

In base ad alcuni dati e informazioni incrociate prese da Dat-Italia, Federauto e siti di settore, possiamo elencare a titolo indicativo alcuni modelli di auto che si sono svalutati di meno:

  • Audi A3 35 TFSI S tronic S line
  • Fiat Panda 0.9 Twin Air
  • Land Rover Freelander II
  • Opel Adam 1.4
  • Volkswagen T-Rock 2.0 
  • Mini Countryman SD 2.0


In questa classifica dovrebbero rientrare anche diversi modelli di auto di lusso, che in genere subiscono una svalutazione molto più rallentata rispetto alle utilitarie per ovvi motivi. A titolo indicativo, la svalutazione dei modelli di lusso è inferiore di poco più di un terzo rispetto a quella che subisce un’utilitaria. 

QUALI SONO LE AUTO CHE SI SONO PIÙ SVALUTATE

Così come ci sono state auto che hanno subito una svalutazione più lenta, ci sono altri modelli di auto che hanno subito una svalutazione più rapida, dovuta prevalentemente a ragioni di mercato. Ecco alcuni modelli che si sono svalutati più velocemente dopo solo 1 anno. 

  • Tata Vista
  • Renault Espace
  • Nissan Leaf
  • Citroën C1 


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Ritratto di Ivan92
30 dicembre 2022 - 08:17
8
Un ottimo sito che uso per calcolare il valore effettivo dell'auto è Comparis.ch, al momento le mie auto usate preferite con un ottimo rapporto prezzo/contenuti sono: per le cabrio sportive: Jaguar F-Type S 3.0 V6 380 cv del 2016, per le coupè: BMW 650i 450 cv (2013-16), per le berline ammiraglie: Audi A8 4.2 TDI 385 cv e 850 nm (2014-17), per le berline elettriche: Tesla Model S P90D (2015-2017) o P100D (2017-20), per le SW sportive: Audi RS6 V8 4.0 TFSI 560 cv (2014 - 2018). In un ottica più realistica di acquisto immediato invece, cioè per un auto usata con massimo 50'000 km e massimo 3 anni di vita (che sono i miei criteri fondamentali, salvo eccezioni), comprerei in questo momento un' AUDI A6 Avant 55 TFSI 3.0 TFSI 340 cv del 2021 con appena 31'500 km la quale è passata da un prezzo d'acquisto nel settembre 2021 di ben 107'690 CHF (prezzo base + optional) ad appena 49'900 CHF (cambio CHF/Euro è alla pari).
Ritratto di Mauro1971
31 dicembre 2022 - 23:45
Peugeot 206 cc 17000 nel 2004 ogni anno perdeva il 10% tutto qui il calcolo e cosi
Ritratto di Flynn
30 dicembre 2022 - 08:47
La dimostrazione che, economicamente, conviene comprare un’auto e tenerla fintanto che cammina. Cambiandola con meno di 10 anni tanto vale appoggiarsi su una formula a noleggio.
Ritratto di Rav
31 dicembre 2022 - 13:48
3
Concordo anche se a seconda del chilometraggio annuo a volte un leasing risulta più conveniente di un noleggio. Io cambiado auto spesso stavolta provo il noleggio, anche per avere vantaggi come la Kasko, vedremo fra tre anni come mi sarò trovato. Ma se uno non è interessato a cambiare auto frequentemente al momento conviene ancora acquistarla tutta subito. L'unica incognita è l'attuale bolla dell'usato e capire quanto durerà, perchè i dati dell'articolo attualmente sono completamente sballati.
Ritratto di america
30 dicembre 2022 - 10:14
6
Non ci credo! Mi state dicendo che una qualsiasi utilitaria del 2016 che era possibile acquistare base per circa 10.000€ la si può trovare al 25% del suo valore? Quindi circa 2.500€? Secondo me si fa fatica a trovarla a 5.000€..... secondo me interessate la teoria di questo articolo ma pecca molto lato pratico, come quello di un po di tempo fa sui tagliandi in cui si spacciava che un tagliando mediamente costava sui 100€ o giù di li
Ritratto di Goelectric
30 dicembre 2022 - 10:44
In effetti cè una discrepanza notevole tra valore effettivo, e prezzo che pratica il concessionario sulle usate. Ieri passando davanti un multimarca di auto usate ho notato come il prezzo di vendita é mediamente 3k euro sopra il valore dei listini.
Ritratto di Bimmer87
30 dicembre 2022 - 10:48
Il proprietario del multimarca tanto il fesso che pagherà 3k in più l'auto lo trova, guadagnerà 3k per ogni auto venduta e si finanzierà la villa con piscina e la BMW M4 senza neanche faticare a lavorare... Magari si prende pure la BMW i4 e la carica a casa col fotovoltaico così oltre a fregare il fesso cliente che gli regala 3k frega anche lo stato e non gli paga 3k di superbollo.
Ritratto di america
30 dicembre 2022 - 11:18
6
Scusa Bimmer87, il tuo discorso non ha molta lucidità. nel 2016 una BMW series 1 partiva nuova a 25.000 circa (poi dipende dai motori/allestimenti ecc). Oggi, escludendo modelli incidentati, considerando solo quelli tenuti come qualcuno comanda, dovrei poterla acquistare per 6.250€ (al 25%). Ritengo invece che la quotazione più verosimile sia il triplo di quel valore, quindi i dati dell'articolo non sono reali. Ed il tuo concessionario multimarche, dubito l'abbia ritirara per 6 e nemmeno 7.000€. Però se rispondi con un altro messaggio campato in aria come il precedente, non ti risponderò. Non ho tempo per parlare con i perdigiorno
Ritratto di Bimmer87
30 dicembre 2022 - 11:32
america, guarda che il mio messaggio non era rivolto a te ma a Goelectric, è lui che conosce il multimarca dove gli rifilano auto che costano 3k più del valore dei listini (il valore dei listini NON è quello di questo articolo ovviamente). Se c'è un multimarca che riesce a venderti le auto a 3k in più del dovuto questo tizio è da ammirare, visto che probabilmente le compra pure a 3k meno del dovuto e quindi ci guadagna 6k per ogni babbeo che compra.
Ritratto di america
30 dicembre 2022 - 11:51
6
Certo, questo lo condivido e ti assicuro che i margini sono quelli per auto "normali". Lo so perché il mio primo lavoro è stato in un multimarche usato (di camion però). Credo che Goelectric intendesse un 'altra cosa però. Negli ultimi 20 anni almeno eravamo abituati a vivere con 0 inflazione (o giù di li) ma ora sta galoppando verso nuovi record. Secondo me ci sta che i listini, basati sulla media dei precedenti trapassi, non riesca ad adeguarsi altrettanto velocemente come nel reale mercato.O cambiano il metodo di calcolo o i listini corrisponderanno solo quando torneremo ad inflazione vicina allo zero, questo è un mio parere però

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