Il metano? Ci darà una mano

Tecnologia
04 dicembre 2013

Pulito, potente e poco costoso: il gas naturale rappresenta la migliore alternativa concreta e attuale alla benzina e al gasolio.

metano punto distributore
TUTTO COMINCIÒ NEL DOPOGUERRA - Il metano ha iniziato a essere usato, in maniera significativa, come carburante a partire dalla fine degli anni 40. L’Italia, paese non ricco di risorse energetiche, non era nuova alla ricerca di alternative ai carburanti da base petrolifera: celebre, durante la Seconda Guerra Mondiale, il gassogeno Ferraguti, un voluminoso impianto in cui la combustione controllata del legno produceva un “gas povero” che, impiegato al posto della benzina, decurtava drasticamente le prestazioni dei propulsori, ma consentiva all’Italia poter continuare a circolare a costi accettabili. A guerra finita, da quell’esperienza sono nati i primi impianti di alimentazione bi-fuel, utilizzanti Gpl o metano, entrambi di costo inferiore alla benzina. All’epoca, il metano era immagazzinato ad alta pressione, allo stato gassoso, in grosse e pesanti bombole d’acciaio, generalmente sistemate sul tetto dell’auto. Questo gas, così com’era utilizzato allora (e fino a non molti anni fa), ha sempre fatto pagare il suo minor costo rispetto alla benzina con una sensibile riduzione delle prestazioni. Inoltre, le operazioni di rifornimento, con gli impianti di allora, richiedeva circa mezz’ora. 
 
audi etron metano sintetico 3
 
LA “RIVOLUZIONE ARGENTINA” - Le cose sono andate avanti così fino all’inizio degli anni 90, quando a Buenos Aires si tenne un convegno mondiale sulla metanizzazione a cui parteciparono delegati di tutti i principali paesi automobilistici (Stati Uniti inclusi). Fu un vero “terremoto culturale”, perché sancì un nuovo ruolo per il metano: quello di carburante ecologico ottimale. Fu proprio a seguito di quel convegno che nacquero impianti di rifornimento molto più moderni e più rapidi (pochi minuti al massimo), ma anche equipaggiamenti più moderni, come le bombole in alluminio, molto più leggere e rinforzate da uno strato esterno di fibra di vetro per essere omologate fino ai 300 bar della pressione di rifornimento. Ma, soprattutto, il nuovo atteggiamento rispetto al metano diede il via a una più approfondita ricerca ingegneristica mirata allo sviluppo di sistemi di alimentazione hi-tech, interfacciabili con quelli d’iniezione elettronica di benzina. Sullo slancio delle oggettive qualità ecologiche del metano, in tutto il mondo furono avviati programmi di potenziamento della rete di stazioni di rifornimento: in Italia, la Snam (l’azienda di stato che gestisce le forniture nazionali di metano) varò un piano per arrivare a predisporre almeno un migliaio di stazioni di servizio ben distribuite su tutto il territorio nazionale. 
 
PROBLEMI DI DISTRIBUZIONE - A oggi, tuttavia, in Europa la rete di distribuzione è ancora diffusa “a macchia di leopardo”, con nazioni più avanti e altre ancora in retroguardia: questo continua a limitare l’impiego del metano ai tradizionali sistemi di alimentazione bi-fuel, senza una vera possibilità di dare vita a propulsori concepiti per essere alimentati esclusivamente con questo carburante, che non ha solo meriti ecologici. Sul piano delle prestazioni, l’avvento di versioni benzina-metano di propulsori turbocompressi ha messo la parola fine allo storico problema del decadimento delle prestazioni che penalizzava tutti i propulsori aspirati, in ragione sia della bassa densità del metano gassoso, sia del suo volume: che, espandendosi nel collettore di aspirazione a causa dell’elevata volatilità del gas, di fatto finiva per “rubare” spazio all’aria aspirata, con l’effetto pratico di ridurre la cilindrata del propulsore. Con la sovralimentazione, questo non accade più. Ma si potrebbe andare ben oltre. Il metano, infatti, è in teoria il carburante perfetto per il motore a ciclo Otto. È il primo dei composti del carbonio della cosiddetta “serie aciclica” che, convenzionalmente, viene chiamata anche “serie del metano”. È disponibile in natura in enormi quantitativi, sia in associazione con il petrolio nel sottosuolo, sia in sacche di solo gas. Inoltre, gli specialisti americani hanno messo a punto un metodo di estrazione del metano intrappolato nella struttura amorfa delle cosiddette rocce bituminose: ciò ha resi accessibili grandi giacimenti metaniferi che hanno consentito agli Usa, in precedenza importatori di metano, di diventare a loro volta esportatori. Con l’accesso ai depositi di metano intrappolati nelle rocce bituminose (terreni ricchi di minerali di questo genere sono stati individuati anche sul territorio italiano), la disponibilità di questo idrocarburo dovrebbe garantire al mondo energia sostanzialmente pulita per ben oltre 100 anni, aprendo quindi prospettive interessanti anche per l’evoluzione del settore motoristico. 
 
metano
 
UN IDROCARBURO “PULITO” - La molecola del metano è composta da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno: la formula è CH4. Già la struttura della molecola ci dice che, dal punto di vista dell’impatto ambientale, la combustione del metano genera meno anidride carbonica (CO2) di qualsiasi altro idrocarburo. Inoltre, il metano è molto volatile e leggero: una volta introdotto nel cilindro, si miscela perfettamente con l’aria dando luogo a una combustione rapida e completa, senza produzione di monossido di carbonio (CO) né di idrocarburi (HC) incombusti, ma solo degli inevitabili biossido di carbonio (CO2) e ossidi di azoto (NOx). Questo rende molto più facile il compito del sistema catalitico di scarico, prolungandone inoltre la vita operativa grazie anche alla totale assenza di impurità a base sulfurea, presenti invece nella benzina e nel gasolio per autotrazione. Sul piano dell’evoluzione dei propulsori a ciclo Otto, il metano apre prospettive positive non solo dal punto di vista ecologico, ma anche da quello prestazionale. Infatti, il metano vanta un tenore ottanico ineguagliato da qualsiasi altro carburante, benzina “avio” inclusa, in quanto raggiunge un valore RON (meglio conosciuto come numero d’ottano) di ben 130. Questo significa che, se la distribuzione del metano presso i punti di rifornimento automobilistici fosse realmente diffusa e capillare, l’industria dell’auto potrebbe dedicarsi allo sviluppo di motori a ciclo Otto ad altissimo rapporto di compressione: motori in grado di sfruttare questa caratteristica (così favorevole all’innalzamento delle prestazioni e all’efficienza termodinamica) per fornire rapporti consumo/prestazioni analoghi a quelli dei moderni turbodiesel. Già oggi, la prima fase dell’operazione (l’incremento delle prestazioni degli attuali motori turbo con alimentazione bi-fuel) sarebbe agevolmente a portata delle attuali tecnologie. 
 
GRAZIE, TURBO - Premesso che un propulsore con alimentazione bi-fuel deve avere un rapporto di compressione calibrato sulle caratteristiche del carburante più “povero”, è ovvio che, nel caso dell’abbinata metano-benzina, è la  seconda il fattore limitante. Ma, in motori bi-fuel sovralimentati mediante turbocompressore a gas di scarico, sarebbe possibile realizzare una prima fase evolutiva, sviluppando software che, pilotando la valvola wastegate dei turbo, potrebbero variare la pressione di sovralimentazione in base al carburante utilizzato, incrementandola quando il motore fosse alimentato a metano. Questa modulazione della pressione di sovralimentazione non basterebbe da sola a modificare l’efficienza termodinamica del propulsore (correlata a vari parametri, fra cui il rapporto di compressione geometrico, ma non alla pressione a cui la combustione avviene all’interno del cilindro), ma certamente permetterebbe di sfruttare il superiore tenore ottanico del metano per ottenere dallo stesso propulsore prestazioni ancora più elevate, senza rischio di detonazione. Ma, nel caso di motori dedicati alla pura alimentazione a metano, sarebbe proprio il rapporto di compressione a poter essere elevato a valori nettamente superiori agli attuali in ragione di quell’eccezionale tenore ottanico di 130 RON. Con camere di combustione di disegno debitamente sviluppato, sarebbe possibile realizzare motori aspirati operanti con rapporti di compressione di almeno 15:1, e motori sovralimentati da oltre 13:1, valori assolutamente non accessibili con l’alimentazione a benzina. Per sfruttare al meglio il potenziale del metano in questo senso, la soluzione ottimale sarebbe rappresentata da un sistema d’alimentazione a iniezione diretta di metano liquido, che consentirebbe rapporti di compressione da moderno turbodiesel e quindi livelli del tutto analoghi di efficienza termodinamica, ma con un potenziale prestazionale nettamente superiore. I problemi criogenici non sarebbero insormontabili (il metano viaggia già allo stato liquido sulle navi metaniere), e noi disporremmo di motori molto brillanti e molto puliti. 
 
opel zafira metano 02
 
E CON L’IDROGENO… - Che il metano possa convivere con rapporti di compressione da turbodiesel è già oggi dimostrato dai motori dei cosiddetti autobus ecologici, i cui grossi turbodiesel sono alimentati a metano gassoso la cui combustione (visto che con i suoi 130 RON non potrebbe mai arrivare all’autoaccensione) viene innescata da una fiamma pilota generata da una piccola iniezione di gasolio. Fino a oggi, il potenziale del metano in autotrazione è solo “assaggiato”. Alcuni anni fa, i tecnici del Centro Ricerche FIAT di Orbassano svilupparono un progetto relativo all’impiego di una miscela di idrogeno e metano per l’alimentazione dei motori a ciclo Otto: idea razionale, perché l’elevatissimo tenore ottanico del metano può abbondantemente andare a compensare quello, molto basso, dell’idrogeno, permettendo di ottenere agevolmente miscele da 95 RON la cui combustione, grazie alla percentuale di idrogeno contenuta, produrrebbero ancora meno CO2 di quella del metano puro.


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Ritratto di onavli§46
5 dicembre 2013 - 13:48
a mio avviso, sarà la futura "benzina del futuro", Addirittura in studio da parte di uno staff giapponese, si sta cercando la possibilità (già con discreti risultati di sperimentazione per l'estrazione), del cosi detto metano idrato, che viene ricavato dal pompaggio sotto i 1000metri del fondale dell'acqua marina. In sintesi, si rompono le molecole dell'acqua che trattengono il metano idrato, e pompato con la possibilità di contenerlo in tubature e posto poi in metaniera. Oltre tutto, sembrerebbe avere un potere di un centinaio di volte più proficuo del normale metano ed un rendimento maggiore. Insieme al Giappone, anche USA, Russia, Germania e Taiwan cercano la tecnologia più adatta, sicura, ed economica per l'estrazione, che se fattibile, sostituirebbe completamente petrolio e carbone in ogni utilizzo. Queste sperimentazioni che dovrebbero avere possibilità commerciale entro il 2020, si stanno svolgendo nella profonda fossa di Nankai, a sud delle isole giapponesi. In Italia, lo Stato sponsorizza poco e/ o quasi nulla l'attuale metano, in quanto (mio pensiero) probabilmente "ricaverebbe" pochi utili, oltre ciò, la rete distributiva è pressochè inesistente, per fare un esempio a Genova e Provincia, 2 solo pompe al rifornimento..... e quasi nascoste al pubblico, e comunque scomodissime da raggiungersi; un po' pochine e mal ubicate per un rifornimento conveniente di massa all' utenza automobilistica..
Ritratto di LinUs62
5 dicembre 2013 - 16:27
,,sono un possessore (felice) di un Qubo a metano da quasi 4 anni...abito a Loano (sv), tu parli di Genova, è vero ce ne son solo 2 di distributori lì a Zena, comunque l'Italia è il paese d'Europa che ne ha di più, battiamo anche la Germania...in Francia son pochissimi...dai un'occhiata al sito + importante x i "metanisti" d'Italia.... http://www.metanoauto.com/modules.php?name=Distributori
Ritratto di onavli§46
5 dicembre 2013 - 19:24
Tuo commento, non mi pare che sia idoneo alla risposta (peraltro non richiesta) del mio intervento. Che l'italia sia la nazione che a più pompe di metano dell'Europa, non significa che sia la migliore. Il metano, secondo il mio pensiero, poi posso sbagliare (sino ad ora la Bibbia non la ho riscritta), dovrebbe essere il carburante per il prossimo futuro, dunque.... di cosa stiamo parlando. Ho focalizzato Genova, in quanto il carburante, benzina,e gasolio, sono fra i più cari alla pompa del nord Italia, per cui se si incentivasse il metano, male non sarebbe. Ma siccome nella mia città, chi ha le leve del potere (per modo di dire), sono un branco di caproni patentati, non ritengo possibile ne concepibile che una città metropolitana, con quasi 800mila cittadini, e dal transito assai copioso di migliaia e migliaia di autovetture (anche a metano), debba avere 2 sole risicate pompe rifornimento di metano. Ciò significa, non preventivare il futuro ne soddisfare il presente .
Ritratto di marco.stroppare
5 dicembre 2013 - 21:17
Scusate, ma dai commenti su esposti noto che ci sono parecchie lacune sul gas metano. Intanto la pressione di immissione del metano nelle bombole è per legge a 216 ATM, anche se generalmente si arriva a 220 ATM. il metano a 250 ATM viene venduto in America, non da noi. Poi a Franck Di dico che il metano corrode molto meno il motore, e prova ne è che molte macchine a metano arrivano tranquillamente a 400,000-500.000 km. Io a casa ne ho tre di auto alimentate a metano e 2 di queste superata la veneranda soglia dei 200.000 km (la mercedes di mio padre ne ha addirittura 350.000) hanno il motore che va ancora come nuovo...... Se tutte le macchine fossero a metano, probabilmente le case automobilistiche fallirebbero!!!!!! (in internet, tra i vari forum non è difficile trovare metanisti con auto di 700.000 km (più dei diesel). Poi, per risolvere il problema della scarsità dei distributori, faccio presente che BRC, una delle 2 maggiori aziende produttrici di impianti a metano che abbiamo in Italia, vende già da diversi anni dei compressori domestici di metano che funzionano a 220 V e caricano attorno ai 2 mq/ora di gas (quello più piccolo) con un consumo elettrico di poco più di un kW. Il prezzo è anch'esso relativamente contenuto (3-4000 €. Ciò che li fa diventare non convenienti è l'esorbitante prezzo del gas domestico (da me 1,10 €/m3) a causa delle accise locali e dei furti fatti dai gestori della rete (locale e nazionale). Il metano, se messo in motori adeguatamente progettati permetterebbe di avere consumi assai ridotti e prestazioni superiori ai motori a benzina, inoltre il metano potrebbe venire prodotto a livello locale dalla fermentazione dei rifiuti organici e degli scarti agricoli...... Questo però per il momento è solo fantascienza, perchè in questo modo il mercato del gas diventerebbe libero e quindi i "soliti noti" non avrebbero più di che guadagnare......Per dare alcuni dati: 1 tonnellata di letame bovino secco produce circa 90 metri cubi di metano!!!!!!!
Ritratto di marco.stroppare
5 dicembre 2013 - 21:37
Averei una domanda per la redazione: il rapporto di compressione di 15:1 per i motori aspirati e di 13:1 per i turbo vale solo se si utilizza il metano liquido? Non è possibile un rapporto così alto per il metano a gas? E' la Mazda che fa i motori con rapporto di compressione di 14:1 come fa a funzionare con metano gassoso?
Ritratto di Franck Dì
6 dicembre 2013 - 10:35
ho sentito parecchie persone che ahnno avuto problemi con il metano... il guasto molto comune è la rottura della testata... se nn mi sbaglio ho sentito dire che il metano ha il potere calorifero inferiore rispetto al benzina e per questo ci saranno seri problemi al motore.... poi non sò...
Ritratto di marco.stroppare
6 dicembre 2013 - 11:02
Guarda Frank Di mio padre va a metano dagli anni 70 e ha sempre portato le macchine a 300.000-400.000 km. Solo l'ultima ha avuto problemi al motore, perchè gli è esploso il tubo dell'acqua di raffreddamento. L'auto cmq aveva abbondantemente superato i 300.000. Il metano di fa 36-38 MJ a metro cubo, contro i 34 MJ/l della benzina (controlla in internet per vedere se i dati son corretti), quindi l'energia contenuta sul metano è superiore......Inoltre il metano praticamente non lascia residui di combustione (ecco perchè si raggiungono facilmente certi kilometraggi..... Il problema del metano è che in commercio non ci sono ancora motori ottimizzati per questo carburante (ottimizzati = minor consumi e migliori prestazioni) perchè fare un motore ottimizzato per il metano vuol dire non usare la benza......E questo è quello che non vogliono le lobbi.....
Ritratto di domi2204
6 dicembre 2013 - 16:22
attuale è innegabile su un modello a metano, anche se prestazioni non entusiasmanti e problemi di diffusione nella rete distributiva ne rendono difficile il futuro sviluppo commerciale, inoltre c'è un limite nascosto, mi spiego meglio, se da domani mattina andassimo tutti a metano credo che il governo in due secondi trasferirebbe li le accise della benzina.
Ritratto di Colle
16 dicembre 2013 - 15:12
...che hanno gli stessi problemi di noi con l'energia, se non ci credono nell'alimentazione a gas ci saranno pure dei motivi....
Ritratto di rofilippo
3 gennaio 2014 - 16:27
Ho letto proprio su ALVOLANTE che sia la Volkswagen GOLF a Metano,, l'AUDI A3 Sportback g-tron, la SEAT LEON metano, stanno mettendo sul mercato queste auto a metano tutti mossi da un 1.4 turbo da 110 CV. Ma la FIAT a chi aspetta ad equipaggiare la Lancia Delta, L'Alfa Romeo Giulietta, la FIAT 500 L ed altre vetture del gruppo FIAT con il motore Metano/Benzina 1.4 T-JET 16v 120cv? ma Perché non si guarda questa strada? sarei il primo ad acquistare una di queste vetture. Poi se aggiunge come opzionale il serbatoio della benzina ridoto solo a 15 litri che porterebbe la riduzione del bollo del 75%, moltissimi italiani acquisterebbero queste vetture. Solo cosi la FIAT si risolleverebbe e batterebbe tutti in Italia ed in Europa ascoltando i consigli degli automobilisti italiani. Un altro consiglio al gruppo FIAT, perché non si specializza un settore per la costruzione di auto blindate? Proprio Termini Imerese potrebbe esser dedicata a questo, dato che la Sicilia ne fa largo uso. Odio vedere le auto blindate di altri marchi come: l'AUDI, Mercedes, SUBARU, Volkswagen, e cosi via. Ne avrei altri consigli, ma adesso mi limito a questo. Spero che ALVOLANTE sia portavoce dei nostri consigli ai dirigenti del gruppo FIAT. - See more at: https://www.alvolante.it/news/fiat-acquisisce-100-della-chrysler-332788?page=2#comment-647646

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