La Suzuki Samurai è un'agilissima fuoristrada dalle dimensioni ridotte che sa arrampicarsi sui sentieri più impervi, dove molte rivali più grandi sono costrette ad alzare bandiera bianca. Ma a farne un oggetto apprezzato dai collezionisti non sono solo le doti sui fondi difficili: tanti, da nuova, l’hanno scelta pure per lo stile sbarazzino. Cosa che vale ancora oggi: questa 4x4 è ambita come piccola chic per divertirsi, al mare o in montagna. Ne volete una? I lati positivi non mancano: ce sono tante in giro, l’auto è affidabile e i ricambi si trovano. Ma molte sono state sfruttate senza pietà, magari elaborandole a fondo.

Le Cabriolet De Luxe sono le più sfiziose: la parte posteriore del tetto, rimovibile, può essere di tela oppure rigida (ripara un po’ di più dal freddo e attutisce i fruscii aerodinamici).
Gomme extra-large, sospensioni rialzate, interni “stravolti” e motori modificati (c’è chi ha montato la testa a 16 valvole dell’utilitaria Swift GTI) sono all’ordine del giorno. Magari state cercando proprio una di queste “belvette”; sappiate, però, che non possono girare su strada e, se pensate di riportarne una come in origine, spenderete parecchio (come anche per estirpare la ruggine, che a volte intacca la carrozzeria). Per il resto, state tranquilli: la gestione costa poco.

Ispirata alle fuoristrada del passato e con i fari ondi, è simpatica. Anche per gli adesivi colorati sulle fiancate.
Erede della prima Jimny degli anni 70 e diretta antenata di quella attuale, la Suzuki Samurai è stata prodotta in varie versioni, anche a passo lungo e con il tetto in lamiera (pure rialzato) o in tela. Molte sono state costruite dalle divisioni spagnola (Santana) e indiana (Maruti) della casa, ma le più ricercate restano quelle fatte in Giappone (si distinguono per la sigla JS all’inizio del numero di telaio). Due i motori a benzina: un 1.0 da 45 CV e un 1.3 con 64 CV, che si sentono tutti e aiutano a trarsi d’impaccio nel traffico come nel fuori strada. A fine carriera sono stati utilizzati anche due 1.9 diesel (di origine Peugeot prima e Renault poi). Consumano un po’ meno, ma sono pesanti e fiacchi: poco adatti al tipo di auto.

Fino a metà anni 90 la plancia era così; poi ne arrivò una meno squadrata. Utile in fuori strada (ma non robustissimo) il maniglione d’appiglio.
| Carburante/cilindrata cm3 | benzina/1324 |
| N. cilindri e disposizione | 4 in linea |
| Distribuzione | 2 valvole per cilindro |
| Potenza kW (CV)/giri | 47 (64)/6000 |
| Coppia Nm/giri | 100/3500 |
| Cambio | manuale a 5 marce + ridotte + “retro” |
| Trazione | posteriore (integrale inseribile) |
| Freni ant./post. | dischi/tamburi |
| Passo cm | 203 |
| Peso in ordine di marcia kg | 930 |
| Pneumatici di serie | 205/70 R 15 |
| Velocità max km/h | 130 |
| 0-100 km/h s | n.d. |
| Consumo medio km/l | 11,9 |
