Corsie ciclabili: un rischio in più

Legge e burocrazia
Pubblicato 04 ottobre 2022

Non bastavano le piste riservate alle biciclette. Nelle città, spuntano come funghi le corsie ciclabili: molto più pericolose, perché spesso percorribili anche dalle auto.

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SONO SPUNTATE UN PO’ OVUNQUE - Sempre più difficile la convivenza fra chi percorre le vie cittadine. Comparse nel 2003, le prime piste riservate alle bici (più di recente, anche ai monopattini) sono spesso delimitate e protette da cordoli. Per andare incontro alla nuova mobilità “ecologica” in modo più rapido (ed economico), però, dal 2020 i comuni dispongono di una nuova norma (la legge numero 20) che ammette la creazione anche di corsie ciclabili. Prive di qualunque protezione laterale e non rigidamente precluse ad auto, moto, furgoni e mezzi pubblici. 

COSÌ, IL PERICOLO AUMENTA - Questo permette che le traiettorie di veicoli diversi s’incrocino: per esempio, per consentire a un’auto di raggiungere una posizione di parcheggio, o di uscirne. Inoltre, proprio le corsie ciclabili offrono spazio a furgoni e vetture per soste pericolose (oltre che illegali). Tra piste e corsie ciclabili, in termini di sicurezza corre una bella differenza: come dimostra la nostra indagine, svolta ad aprile 2022 a Milano, Torino, Parma, Genova e Bologna. Non a Roma: curiosamente, nella capitale, le corsie ciclabili non esistono. 

RITARDO LEGISLATIVO - C’è, poi, una questione normativa. Manca ancora un decreto attuativo che adegui il Regolamento del codice della strada, stabilendo dimensioni e posizioni delle corsie ciclabili. Oltre al tipo e ai colori della relativa segnaletica, verticale e sul terreno. I comuni, così, usano le stesse indicazioni e segnalazioni già impiegate per le “vecchie” piste. Nella stessa strada o zona della città, quindi, accade di trovare prima una striscia laterale discontinua con l’icona della bici disegnata a terra, poi solo quest’ultima... Un caos.

FINO AL 2019 C’ERA SOLO LA PISTA CICLABILE

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È un percorso riservato, a cui possono accedere soltanto le biciclette e i monopattini (elettrici o no). È delimitata da una striscia bianca larga 12 centimetri, uno spazio di 12 e una linea gialla di 30 cm. Alcuni comuni (come Milano, nei pressi della stazione Centrale) aggiungono cordoli integrati da paletti verticali. Così, per chi guida auto, moto o furgoni, superare questa barriera diventa molto più difficile. Se la pista ciclabile è nel senso di marcia, e se gli spazi di sicurezza lo consentono, la sua larghezza minima è di 1,50 metri. Se vale per entrambi i sensi, ne misura 2,50 (1,25 per ogni direzione). 

DAL 2020, ESISTE ANCHE LA CORSIA CICLABILE 

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Di solito, è contraddistinta dalla sagoma di una bici sull’asfalto, oltre che da una striscia bianca continua o tratteggiata. Possono percorrerla solo cicli e monopattini, e hanno sempre la precedenza. Ma… Uno: nelle strettoie, è valicabile dalle auto (oltreché da altri veicoli). Due: può essere attraversata dalle vetture per accedere alla sosta o a vie laterali. Tre: può essere impegnata dai mezzi pubblici durante le fermate. Non è richiesta una larghezza minima costante. Il codice della strada ammetterebbe la creazione di corsie ciclabili nel senso inverso rispetto a quello delle auto, sul lato sinistro della strada: ma la questione è controversa.

MILANO

Da anni capofila della nuova mobilità, il capoluogo della Lombardia progetta la creazione di piste e corsie ciclabili ovunque. Il centro è la zona privilegiata, con limiti di velocità per le auto di 30 km/h (e, a volte, anche di 15).

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Nella foto qui sopra, a Milano, in viale Monza, un’automobile affianca una bici che percorre la corsia ciclabile. Pochi metri dopo, alcuni veicoli in sosta (vietata) sulla stessa corsia ciclabile riducono in modo pericoloso lo spazio a disposizione del ciclista: un rischio.

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Nella foto qui sopra, in via Martiri Oscuri, sull’asfalto si “indovinano” pallide bici stilizzate, all’interno di rettangoli più scuri. Niente strisce bianche. E questa sarebbe una ciclabile sicura?

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Nella foto qui sopra, in via Pola, la corsia per le bici è soffocata. A sinistra, le auto; più oltre, un furgone in sosta vietata; a destra, una zona di sosta per disabili, anch’essi poco agevolati.

TORINO

Segue a ruota Milano: ma nelle sue strade, ancora più strette, i pericoli crescono, specie quando il traffico sale nelle ore di punta. Al punto che i ciclisti si ritrovano spesso in coda, quasi fossero auto in tangenziale.

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Nella foto qui sopra, in corso Vittorio Emanuele, il ragazzo in bici è bloccato da un muro di auto sulla corsia ciclabile. E il dehors del bar (perfettamente lecito) non lo aiuta.

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Nella foto qui sopra, sempre in corso Vittorio Emanuele, una ciclabile finisce dritta nello stallo giallo della fermata del bus. A sinistra, una nuova ciclabile spunta praticamente dal nulla.

BOLOGNA

La città ha dichiarato di mirare a un sistema completo di ciclabilità: altri 50 km di nuova rete sono già finanziati e pronti a essere realizzati entro il 2024. Si punta a un deciso aumento anche dell’uso di monopattini.

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Nella foto qui sopra, in via Saragozza, la ciclista viene... presa in mezzo: a sinistra il bus; a destra, l’auto in sosta regolare nello stallo blu. Più i raccoglitori dell’immondizia…

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Sempre in via Saragozza, un incrocio fra la corsia ciclabile e quella per le auto. Se il semaforo rosso non viene rispettato, per i ciclisti sono guai.

GENOVA

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Sotto la Lanterna si sono scatenate le maggiori polemiche fra chi critica le corsie ciclabili e il Comune, che le difende definendole del tutto legali. Resta un fatto: gli spazi per bici e monopattini sono tutt’altro che ampi.

PARMA

Stando al Comune, le corsie ciclabili realizzate di recente hanno un impatto minimo sulla circolazione di auto, moto, furgoni e bus pubblici. Fra gli obiettivi, favorire i ragazzi nel tragitto da casa a scuola e ritorno.

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Nella foto qui sopra, la ciclabile di via Langhirano non è rassicurante: chi la percorre dovrà badare ai bus, a sinistra, e ai mezzi che entrano o escono dalla stazione di servizio a destra.

UN BEL PASTICCIO, FRA LEGGI A METÀ E COMUNI FRETTOLOSI - Il peccato originario è nella riforma (monca) del codice della strada del 2020: non ci sono ancora regole che disciplinino con precisione le corsie ciclabili, con dimensioni e segnaletica adatte alla sicurezza. L’ansia di creare il maggior numero di corsie ciclabili nel minor tempo possibile contribuisce a renderle poco sicure. A questo si somma il mancato rispetto delle regole: a cominciare dal divieto di sosta.



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Ritratto di PierSilver
4 ottobre 2022 - 11:54
Nessuno pretende che le corsie ciclabili siano la panacea a tutti i problemi, ma meglio averle che no. Sono bolognese, uso costantemente tutti percorsi ciclabili esistenti, e a me sembra che non vada affatto male la situazione: la stragrandissima maggioranza dei veicoli rispetta i ciclisti e i loro spazi dedicati. Di tanto in tanto trovi quello parcheggiato sulla corsia ciclabile con le quattro frecce, ma oh secondo me ci può stare, non è la fine del mondo.
Ritratto di fastidio
4 ottobre 2022 - 12:56
10
Probabilmente Bologna (come tante città di quelle zone) hanno un maggior utilizzo della bici da sempre e da parte di tutti e di conseguenza c'è un maggior rispetto generale, a Milano invece è davvero pericoloso circolare in bici oltre che quasi impossibile in alcune zone (vedi corso buenos aires dove le auto sono perennemente parcheggiate sulle corsie delle bici
Ritratto di deutsch
4 ottobre 2022 - 13:42
4
faccio viale monza, buenos aires, per arrivare in s babila. il parcheggio selvaggio c'è ma tutto sommato meglio così che niente come prima, infatti vedo che è moto frequentata la ciclabile
Ritratto di PONKIO 78
4 ottobre 2022 - 13:58
Piersilver, se mi dici che a Bologna sono tutti rispettosi (sia automobilisti che ciclisti) allora mi trasferisco da te…. a Firenze, Roma e Napoli vedi auto che sorpassano da destra camminando sopra le piste ciclabili a riprendersi quella che una volta era la seconda corsia…. È peggio ancora i ciclisti che non solo vanno anche in contro senso ma salgono anche sui marcia piedi e sono più pericolosi di quelli per strada… allora perché non continuare a costruire le piste ciclabili sui marcia piedi come si faceva negli anni 90? Se i marciapiedi sono stretti si allargano in po… ma per i comuni costano di meno due strisce tratteggiate che allargare un marcia piede….
Ritratto di PierSilver
4 ottobre 2022 - 14:23
Allora trasferisciti, perché Bologna è una città che in bici è decisamente molto ben vivibile. Pensa che ho comprato un monopattino solo perchè in pratica in strada, nella carreggiata con le auto, non ci metto mai piede. Che direi che è un gran bel vivere. Mio zio è uno dei soci "capo" di uno dei gruppi di ciclisti (non da corsa) più grandi della città, è in bici 365 giorni all'anno da 40 anni, e ha fatto la bellezza di due incidenti in tutti questo tempo: contro un altro ciclista anni fa, e con un monopattino qualche mese fa. Se guidi la tua bici in modo consono i rischi mi sento di dire che sono quasi nulli.
Ritratto di PONKIO 78
4 ottobre 2022 - 15:44
L’importante è rispettare sempre gli altri che tu sai ciclista o automobilista…..
Ritratto di Andre_a
4 ottobre 2022 - 23:00
Concordo con PierSilver: le criticità evidenziate dall'articolo sono sacrosante, ma il tono è troppo catastrofista. Una striscia bianca per terra non è la migliore delle soluzioni, ma è comunque molto meglio di niente.
Ritratto di PONKIO 78
5 ottobre 2022 - 12:28
Andrea ricorda che tra il Giappone e l’Italia c’è un abisso anzi due oceani (sia che giri verso destra che verso sinistra) li guidano diversamente da qui e non ci sarebbe antro da aggiungere…. ricordati che io sono a sfavore della pena di morte (che in molti stati del mondo esiste ancora) e favorevole alle torture ( che sono vietate in tutto il mondo, e se lo è… è perché le torture sono peggio della morte… rimani in vita ma cambi completamente mentalità…)…
Ritratto di Andre_a
5 ottobre 2022 - 21:53
@PONKIO 78: ok... c'entra qualcosa con l'articolo o con quanto ho detto?
Ritratto di PONKIO 78
6 ottobre 2022 - 10:12
In Giappone guidano meglio…. Tutto qui…
Ritratto di PONKIO 78
6 ottobre 2022 - 10:14
….in Italia copiamo i Giapponesi con una guida kamikaze….
Ritratto di Andre_a
6 ottobre 2022 - 10:43
Che guidano meglio è evidente dalle statistiche sugli incidenti, ma le piste ciclabili quasi non esistono, la gente pedala sui marciapiedi... se c'è una cosa in cui le strade italiane sono migliori è proprio nelle ciclabili
Ritratto di PierSilver
4 ottobre 2022 - 11:58
Nell'articolo leggo "se il semaforo rosso non viene rispettato per i ciclisti sono guai"... non ho capito, invece per tutti gli altri veicolo non sono guai? Prendere protezione assoluta al 100% in strada è utopistico da parte di qualsiasi mezzo di trasporto. Anche a piedi. Si potrebbe migliorare la situazione? Sì, ma a che costo? Se ogni anno ho (numeri a caso) 0 ciclisti morti e 100 feriti, e il costo per ridurre i feriti del 50% è 100 milioni di euro io direi che può anche andare bene così. E lo dico da ciclista, monopattinisti e motociclista, tutti utenti cosiddetti deboli.
Ritratto di marcoveneto
4 ottobre 2022 - 12:09
L'idea di fondo non è sbagliata, ma se si continua con la sosta o il parcheggio selvaggio diventano inutilizzabili.
Ritratto di Ronbo
4 ottobre 2022 - 14:29
Va bene che questo è un giornale di auto, ma bisognerebbe studiare un po' prima di sentenziare. Le ciclabili in Italia sono fatte male perchè quasi sempre sono state pensate in passato da chi in bici non ci va. Le corsie ciclabili sono state normate in vista della creazione di numerose zone 30, che permettono a veicoli a quattro e due ruote di muoversi sulla stessa strada in sicurezza, senza dover investire in opere infrastrutturali pesanti. E' provato statisticamente che ridurre la velocità delle auto ai 30 anzichè ai 50 nei centri urbani più trafficati: - riduce gli incidenti mortali - permette un angolo di visuale maggiore a chi guida il mezzo a motore (vede prima ostacoli e isnerimenti improvvisi) - si riducono code e inquinamento perchè ai 30 gli stop and go del traffico sono molto minori. Ai 30 la città diventa più vivibile, amichevole, sicura, pacifica, serena, pulita, ecc. Tutte cose sperimentate in Europa e da un po' anche in Italia. Addirittura il futuro prevede sedi stradali uniche ai 20 all'ora senza più nessuna divisione neppure con i pedoni, per muoversi tutti alla velocità della vita, non a quella delle macchine. Quindi, se vi spaventano i 30 all'ora, figuratevi tra qualche anno. Un amante delle auto, da poco Esperto della Mobilità Ciclistica.
Ritratto di Andre_a
4 ottobre 2022 - 23:02
Io al limite dei 30 in città sarei favorevolissimo, ma ho paura che siamo nettamente in minoranza
Ritratto di Lupo mannaro
4 ottobre 2022 - 16:00
Infatti bastavano le più sicure piste ciclabili. Creano le corsie su ogni strada rubando spazio alla carreggiata, che già di per sé è stretta, e in aggiunta alla larghezza sempre maggiore delle auto, pedalare con i veicoli che ti sfiorano è troppo pericoloso.
Ritratto di giulio 2021
4 ottobre 2022 - 18:52
dalle mie parti in realtà a parte che è piano di piste ciclabili, ci sono anche piste ciclabili sulla strada però dipinte di rosso, da me è tutto piuttosto sicuro, ma noi stiamo su di un'altro pianeta rispetto al resto d'Italia probabilmente.
Ritratto di PierSilver
4 ottobre 2022 - 19:56
Non mi risulta che i comuni possano riservare spazio della carreggiata alle bici se non c'è la larghezza sufficiente. Ad es. qui a Bologna in strada maggiore la strada si rastrema progressivamente avvicinandosi alle due torre, e infatti ad un certo punto la "corsia" ciclabile semplicemente... sparisce! :-D proprio perché non riesci a più a far stare un'auto e una bici affiancate.
Ritratto di otttoz
4 ottobre 2022 - 19:19
con il caro energia molleremo l'auto a favore delle bici
Ritratto di studio75
4 ottobre 2022 - 20:16
5
Per conto mio se trovo una ciclabile preferisco mettermi con l'auto al centro della carreggiata e lasciarla sempre libera. Me ne frego se poi altre autovetture non possono superarmi quando vado molto piano per via dei limiti di velocità. Queste ciclabili le fanno su strade che prima erano a due corsie (scorrimento veloce) ed ora sono diventate 1 e mezza ed è pericoloso per i ciclisti se incontri quello che la percorre come fosse ancora una strada a due corsie.
Ritratto di giulio 2021
4 ottobre 2022 - 21:50
Da me ci sono delle piste ciclabili sulla strada ma di colore rosso, ma la stra grande maggioranza delle piste ciclabili sono vere piste ciclabili ben separate dalla sede stradale.
Ritratto di ziobell0
5 ottobre 2022 - 11:11
la ciclabile bloccata dall'immancabile furgone amazon è un classico...alcune "piste" sono fatte proprio con i piedi
Ritratto di Giuliano Della Rovere
5 ottobre 2022 - 13:02
Non c'è dubbio che una corsia riservata, delimitata e protetta sia preferibile, però si dovrebbe fare una riflessione. Le strade non sono riservate al solo traffico veicolare, quelle sono le autostrade. Non si può criticare la segnaletica orizzontale, è qualcosa in più, comunque biciclette e monopattini occuperebbero la strada.
Ritratto di aloivar73
5 ottobre 2022 - 21:18
Quando si scrive senza sapere ....la foto di Genova è parziale e anche se puo sembrare strana è la scelta azzeccata se la si percorre in bici, provare per credere e non giudicare stando seduti al volante
Ritratto di Mauo
6 ottobre 2022 - 12:02
2
Qui a Bergamo le trovo molto efficaci e rispettate dagli automobilisti. Evitano l'effetto imbuto che si crea con le piste ciclabili su strade di ridotte dimensioni. Assolutamente favorevole. Le regole della strada e del viver civile le devono rispettare tutti , ciclisti (sono ex ciclieta) compresi.
Ritratto di Carpy
9 ottobre 2022 - 04:37
Andate ad Amsterdam il proble e la cultura e il rispetto per le cose e per le persone inutile che ci si vanta l'Italia e bellissima tutta il problema sono gli italiani

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