Prima di addentrarci nel concetto di banchina cedevole, è fondamentale capire cos'è la banchina. Secondo il Codice della Strada, la banchina è la parte della strada compresa tra il margine della carreggiata (la porzione destinata allo scorrimento dei veicoli) e il più vicino elemento longitudinale, come un marciapiede, uno spartitraffico, un fosso o il margine superiore di una scarpata. Può essere pavimentata o non pavimentata (per esempio, in terra battuta, ghiaia o erba). La sua funzione principale è quella di delimitare la carreggiata e, in alcuni casi, consentire la sosta di emergenza o il transito pedonale in assenza di marciapiedi. Tuttavia, è importante sottolineare che, di norma, sulla banchina non è consentito il transito dei veicoli.
Di conseguenza il termine “banchina cedevole” si riferisce a una banchina che non ha una consistenza solida e stabile. Questo significa che il terreno o il materiale di cui è composta non è in grado di sopportare il peso di un veicolo. I motivi per cui la banchina sia cedevole sono molteplici: potrebbe essere costituita da materiali instabili o essere pericolosa per condizioni meteorologiche avverse, ma anche per cause dovute alla scarsa manutenzione o la presenza di dislivelli non immediatamente visibili. È chiaro quindi che avvicinarsi troppo alla banchina, o peggio ancora transitare o sostare, comporti seri pericoli: perdita di controllo del mezzo, ribaltamento o difficoltà a rientrare in carreggiata.
Per avvisare gli utenti della strada della presenza di questo pericolo, il Codice della Strada prevede un apposito segnale di pericolo. Il segnale di banchina cedevole ha una forma triangolare con il vertice rivolto in alto, con sfondo bianco e bordo rosso, mentre al centro è raffigurata in nero un’automobile stilizzata con le ruote di destra che escono dalla sagoma della carreggiata su una banchina che sta crollando. Lo stesso segnale preannuncia anche un tratto di strada in cui la banchina non è praticabile, oppure se c’è una cunetta profonda o un dosso.