Al giorno d’oggi, quando si va in una concessionaria per comprare una nuova auto, ci sono essenzialmente tre strade: si paga in contanti, si fa un finanziamento classico versando un anticipo e pagando rate costanti fino estinguere il debito, oppure si sottoscrive un finanziamento con il cosiddetto “valore futuro garantito” (conosciuto anche come maxirata finale). Il primo è riservato unicamente a chi ha già a disposizione tutta la somma necessaria per l’acquisto, mentre il finanziamento classico è caduto un po’ in disuso. Quindi vogliamo concentrarci sulla terza strada, per capire esattamente come funzionano questi tipi di finanziamenti, perché le case automobilistiche spingono - spesso proponendo cospicui sconti, almeno sulla carta - su questa tipologia di pagamento e per chi potrebbe essere più o meno conveniente.
Il finanziamento con valore futuro garantito prevede di dividere il costo della vettura in tre fasi:
L’importo di ognuna di queste voci viene viene fissato al momento della firma del contratto, con la certezza che le cifre non cambieranno con il passare dei mesi (solitamente da 24 a 36 mesi). Se le prime due voci sono generalmente tenute piuttosto basse, per rendere accessibile la vettura a più persone possibile, è la terza quella più importante, sia per chi acquista che per chi vende. Dal momento in cui si versa l’anticipo infatti la vettura è a tutti gli effetti del cliente, che si occupa quindi di ogni aspetto dell’auto, dalla manutenzione alla burocrazia: la concessionaria però si impegna, al termine del finanziamento a riconoscere al proprietario il valore del veicolo. A questo punto il proprietario può decidere di:
Per comprendere meglio proviamo a fare un esempio pratico. Ipotizziamo l’acquisto di una Fiat Grande Panda Hybrid Pop con le condizioni proposte dal costruttore al momento in cui scriviamo.
Da notare come l’auto che costava € 16.950 (grazie alla promozione) alla fine la pago € 20.412,52 cioè il 20,54% in più.
La maxirata, o il valore futuro garantito, è generalmente piuttosto alta per alcuni semplici motivi. Come detto, prima di tutto per poter rendere accessibile quel modello anche a chi non ha a disposizione i fondi necessari per l’acquisto in contanti o chi non sa se al termine del finanziamento potrà effettivamente pagare il riscatto. L’anticipo è generalmente basso e la rata mensile abbordabile, quindi la decisione definitiva viene spostata in un secondo momento. Inoltre dover sborsare una cifra così elevata per un’auto che ormai viene considerata usata può spingere il cliente a scegliere di restituire l’auto e finanziare con lo stesso meccanismo l’acquisto di una vettura nuova.
È abbastanza intuitivo capire perché ciò sia conveniente per il costruttore. L’età media delle auto in Italia è di oltre 12 anni, ciò significa che chi acquista l’auto nel 2025 sarà portato a cambiarla mediamente nel 2037. Nell’arco di 12 anni quindi le auto vendute per quell’automobilista sono due: quella che viene acquistata oggi e quella con cui sarà sostituita fra 12 anni. Se invece la maxirata finale non invoglia il cliente a tenere l’auto, questo tornerà in concessionaria dopo 3 anni, poi dopo 6, dopo 9 e dopo 12 e nello stesso periodo invece di aver venduto due auto (una nel 2025 e una nel 2037) se ne venderanno cinque (nel 2025, nel 2028, nel 2031, nel 2034 e nel 2037). Inoltre tutte le auto che non sono riscattate dal cliente (solitamente con chilometraggio basso, perché nei termini contrattuali viene fissato anche un limite chilometrico) vengono rimesse sul mercato dell’usato, generando un ulteriore guadagno.
La formula di finanziamento con valore futuro garantito può essere vantaggiosa per chi vuole cambiare l’auto ogni 2-4 anni, senza doversi preoccupare della svalutazione della vettura e della rivendita dell’usato. Anche chi cerca una rata mensile bassa ha una certa convenienza a scegliere questa formula di acquisto: a parità di veicolo, le rate mensili sono generalmente più basse rispetto a un finanziamento tradizionale, rendendo l’accesso a un’auto nuova più sostenibile nel breve periodo. Inoltre, la possibilità di scegliere cosa fare alla fine del contratto consente una notevole libertà di decisione, importante per chi ha un futuro non del tutto definito, per esempio per il possibile arrivo o meno di un figlio o il cambio di attività lavorativa.
Nonostante indubbi vantaggi per alcune tipologie di clienti, il finanziamento con valore futuro garantito non è per tutti. Non lo è di certo per chi vuole tenere l’auto a lungo: se è vero che con le promozioni riservate a chi acquista con questa formula il prezzo di listino si abbassa, è altrettanto vero che il conto finale risulterà quasi sempre superiore a quello di un finanziamento classico a causa degli interessi calcolati anche sulla maxirata. Non è una soluzione nemmeno per chi fa molti chilometri o non ha particolare cura dell’auto. Infatti i contratti di finanziamento con maxirata finale prevedono un limite chilometrico annuo e impongono che il veicolo non presenti danni che vadano oltre la normale usura: se si supera il limite di percorrenza oppure ci sono graffi profondi, ammaccature o danni agli interni, al cliente vengono addebitate delle penali che riducono i vantaggi di una restituzione “senza costi”.









