Guidare bene non significa solo rispettare i limiti di velocità o conoscere le regole del Codice della Strada. Significa anche - e forse soprattutto - essere in grado di prevedere ciò che gli altri non faranno come dovrebbero. È qui che entra in gioco la guida difensiva: un insieme di tecniche e atteggiamenti che aiutano a ridurre il rischio di incidenti, mantenendo sempre un “cuscinetto” di sicurezza attorno a sé e alla propria auto.
In pratica, la guida difensiva parte da un concetto semplice: su strada non siamo mai soli e gli errori nostri o altrui possono capitare in qualsiasi momento. Per questo bisogna sviluppare un’attenzione costante, imparando a osservare non solo l’auto davanti, ma l’intero contesto di traffico. Significa, per esempio, tenere d’occhio il pedone che si avvicina alle strisce ma non sembra intenzionato a fermarsi, oppure il ciclista che potrebbe svoltare senza segnalarlo.

Uno degli aspetti chiave è la gestione delle distanze. Mantenere un margine di sicurezza dal veicolo che ci precede non serve solo per avere lo spazio necessario per frenare, ma anche per avere tempo di decidere la manovra migliore. Spesso, infatti, il pericolo non arriva direttamente dall’auto davanti, ma da ciò che avviene due o tre veicoli più in là: se vediamo una colonna di freni accendersi in lontananza, possiamo iniziare a rallentare gradualmente, evitando brusche frenate e possibili tamponamenti.
La guida difensiva richiede anche una lettura attenta della strada. Un esempio? Se stiamo percorrendo una strada extraurbana e vediamo un’auto ferma sul ciglio con le quattro frecce, è prudente rallentare e allargarsi, perché qualcuno potrebbe aprire improvvisamente la portiera o scendere senza guardare. Allo stesso modo, in città, un autobus fermo alla fermata nasconde spesso passeggeri pronti ad attraversare: basta un attimo di distrazione per trovarseli davanti.

Immaginiamo di avere una “bolla” di sicurezza invisibile intorno alla nostra auto, che ci serve per avere sempre una possibile via di fuga da una situazione imprevista. Il modo più semplice per crearla davanti a noi è applicare la cosiddetta “regola dei due secondi”. Scegliamo un punto di riferimento fisso a bordo strada, come un cartello o un albero e quando il veicolo che ci precede lo supera iniziamo a contare “milleuno, milledue”. Se passiamo lo stesso punto di riferimento prima di aver finito di contare, significa che siamo troppo vicini. In caso di pioggia o asfalto scivoloso, questi secondi dovrebbero diventare tre o quattro.

Altro elemento fondamentale è la comunicazione: indicatori di direzione, luci e posizione in corsia sono strumenti per “comunicare” con gli altri utenti della strada. Segnalare in anticipo una svolta o un cambio di corsia, anche quando la strada è apparentemente libera, aiuta a evitare malintesi e reazioni improvvise.









