L’estate è il momento più atteso dell’anno, ma per la nostra automobile rappresenta il periodo più stressante. Le temperature asfittiche dell'asfalto, i lunghi tragitti autostradali e il peso dei bagagli di tutta la famiglia creano un mix critico che può trasformare un viaggio di piacere in un incubo sul ciglio della strada. Per evitare soste forzate sotto il sole, un controllo approfondito prima di girare la chiave (o premere il tasto Start) è d'obbligo. Ecco tutto quello che c'è da sapere e da verificare, componente per componente.

Le gomme sono l’unico punto di contatto tra la vettura e l’asfalto. Con il caldo, la pressione interna tende ad aumentare fisiologicamente, ma viaggiare con pneumatici sgonfi è persino più pericoloso: causa surriscaldamento, aumenta il rischio di scoppio e riduce la precisione di guida.
Va misurata rigorosamente "a freddo" (l'auto deve essere ferma da almeno un paio d'ore o aver percorso meno di 3 km). Consultate la targhetta nel montante della portiera o nello sportello del carburante: per i viaggi estivi occorre fare riferimento ai valori indicati per il pieno carico. Non dimenticate la ruota di scorta (che va gonfiata a una pressione leggermente superiore, circa 0,2 bar in più) o, in alternativa, verificate la data di scadenza del liquido sigillante del kit di riparazione.
Il limite di legge per lo spessore del battistrada è di 1,6 mm, ma per garantire il corretto drenaggio dell'acqua in caso di temporali estivi è consigliabile non scendere sotto i 3 mm. Attenzione anche all'invecchiamento della mescola: gli pneumatici moderni, se sottoposti a forti sbalzi termici o se lasciati spesso parcheggiati al sole, tendono a indurirsi precocemente. Se le gomme hanno più di 5 anni, esaminate attentamente i fianchi alla ricerca di micro-crepe o deformazioni.

Un motore termico che lavora a temperature elevate necessita di una lubrificazione e di un raffreddamento perfetti. Il controllo dei liquidi va eseguito con l'auto in piano.
Controllate l'astina (o il livello digitale sul quadro). Se necessario, rabboccate utilizzando esclusivamente un lubrificante che rispetti le specifiche esatte indicate dal costruttore sul libretto di uso e manutenzione.
Il livello nella vaschetta di espansione deve essere compreso tra le tacche di minimo e massimo. Non aprite mai il tappo a motore caldo: il liquido è sotto pressione e rischiate gravi ustioni.
Non fate l'errore di pensare che queste vetture non abbiano liquidi da controllare. Spesso i modelli elettrificati dispongono di circuiti di raffreddamento separati e indipendenti per il motore termico, l'inverter e il pacco batteria principale. Questi circuiti utilizzano liquidi refrigeranti speciali a bassa conduttività dielettrica: in caso di livello basso, evitate il fai-da-te e rivolgetevi a un'officina autorizzata.

I freni sono sollecitati al massimo durante le discese in montagna o nei rallentamenti improvvisi in autostrada.
Verificate lo spessore delle pastiglie (se inferiore a 3 mm vanno sostituite) e lo stato dei dischi, che non devono presentare rigature profonde o scalini pronunciati sul bordo.
Grazie alla frenata rigenerativa, il motore elettrico rallenta la vettura recuperando energia, riducendo drasticamente l'usura di pastiglie e dischi. Questo pregio, tuttavia, nasconde un'insidia prima dei lunghi viaggi: il disuso prolungato dei freni meccanici può favorire la formazione di uno strato di ossido sui dischi o il leggero bloccaggio delle pinze. Prima di partire, fate alcune frenate decise in un'area sicura per "pulire" l'impianto e accertarvi della sua prontezza.

Contrariamente a quanto si pensa, il freddo invernale non è l'unico nemico delle batterie: il caldo torrido accelera i processi di autoscarica e degrado dei componenti interni.
Se la batteria ha più di 4 anni, fate testare la sua efficienza da un elettrauto. In ogni caso, è sempre saggio tenere nel bagagliaio dei cavi di avviamento di buona qualità (o un booster portatile) per far ripartire l'auto in caso di emergenza. Attenzione a non confonderli con i cavi di ricarica (Tipo 2 o Schuko), che servono esclusivamente ai proprietari di vetture elettriche o plug-in per il rifornimento di energia alle colonnine.
Un impianto efficiente è fondamentale non solo per il comfort, ma anche per combattere la stanchezza di chi guida. Se l'aria non esce abbastanza fredda o si avvertono cattivi odori, occorre sostituire il filtro abitacolo (spesso intasato da polline e polvere) e, se necessario, far ricaricare il gas refrigerante del circuito.

La visibilità è il primo pilastro della sicurezza stradale. Sostituite le spazzole tergicristallo se lasciano righe sul vetro o se la gomma si è irrigidita a causa del sole, e riempite la vaschetta lavavetri con un liquido specifico capace di rimuovere efficacemente i residui di insetti.
Oggi la quasi totalità delle auto moderne è dotata di sistemi ADAS (assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento attivo della corsia), resi obbligatori dalle ultime normative europee. La telecamera principale che gestisce questi sistemi si trova nella parte alta del parabrezza, proprio dietro lo specchietto retrovisore.
Una scia di moscerini o una patina di polvere accumulata in quella precisa porzione di vetro può accecare la telecamera, disattivando i sistemi di sicurezza o generando pericolosi messaggi di errore sul cruscotto proprio durante il viaggio. Mantenere il parabrezza perfettamente pulito è quindi diventato un obbligo tecnologico.

Prima di chiudere il portellone, assicuratevi che le dotazioni di sicurezza obbligatorie per legge (triangolo e gilet catarifrangenti ad alta visibilità) non siano sepolte sotto le valigie, ma a portata di mano nell'abitacolo o nelle tasche laterali del bagagliaio.
Infine, prestate attenzione alla disposizione dei pesi: i bagagli più pesanti vanno posizionati sul fondo del baule e il più vicino possibile allo schienale dei sedili posteriori, per evitare di sbilanciare il baricentro dell'auto e compromettere la stabilità in curva e in frenata.









