Quando le temperature estive superano i 35 °C, l'abitacolo di un'auto lasciata al sole può trasformarsi in un forno, raggiungendo facilmente i 60 °C. Guidare in queste condizioni non è solo scomodo, ma anche pericoloso: il caldo eccessivo rallenta i riflessi in modo simile a un tasso alcolemico di 0,5 g/l. Saper usare correttamente il climatizzatore è quindi essenziale per viaggiare freschi e in totale sicurezza.
Il peggior errore è salire a bordo e attivare subito il condizionatore al massimo. Prima di partire, aprite tutte le portiere o abbassate i finestrini per qualche minuto: in questo modo la prima "vampata" di aria rovente uscirà per convezione naturale, facilitando il successivo lavoro dell'impianto e riducendo i consumi di carburante o energia.
Qui altri consigli se l'auto sotto il sole diventa un forno
Per evitare shock termici nocivi per la salute, la differenza tra temperatura interna ed esterna non dovrebbe superare i 6-7 °C. In linea di massima, impostare il climatizzatore tra i 22 e i 24 °C garantisce il perfetto equilibrio.
Se la vostra auto è dotata di climatizzatore automatico, attivate la funzione "AUTO": lasciate che sia la centralina a gestire in autonomia la velocità del ventilatore e la distribuzione dei flussi. Forzare manualmente la ventilazione al massimo disattiva l'automatismo e rende la refrigerazione meno efficiente.

Getti d'aria fredda puntati direttamente su viso, petto o addome sono i principali responsabili di fastidiosi raffreddori estivi, torcicollo e congestioni. Le bocchette vanno sempre orientate verso l'alto e verso i cristalli. Per una legge fisica, l'aria fredda tende a scendere verso il basso: così facendo si creerà un moto circolatorio naturale che rinfrescherà l'intero abitacolo in modo uniforme, senza colpire direttamente i passeggeri.
Se sulle auto più datate sarebbe opportuno azionare il ricircolo nei primi due o tre minuti di funzionamento dopo una partenza sotto il sole (ma dopo aver areato bene l’abitacolo per fare uscire l’aria calda, come al punto 1), nei sistemi automatici moderni non si deve fare nulla. L'auto attiva da sola il ricircolo nei primi minuti per raffreddare più rapidamente l'aria interna (che diventa presto meno calda di quella esterna) e lo disattiva gradualmente per immettere ossigeno ed evitare l'appannamento.
Nei sistemi manuali: attivate il ricircolo solo all'inizio del viaggio per accelerare il raffreddamento. Ricordatevi però di disattivarlo dopo una decina di minuti per evitare il ristagno di umidità e l'accumulo di anidride carbonica (CO₂), che può causare sonnolenza.

Se guidate un veicolo elettrificato, sfruttate la pre-climatizzazione tramite app. Attivando il condizionatore 5-10 minuti prima di salire a bordo, preferibilmente mentre l'auto è ancora collegata alla colonnina o alla presa di ricarica, utilizzerete l'energia della rete elettrica per rinfrescare l'abitacolo. In questo modo entrerete in un'auto già fresca senza intaccare minimamente l'autonomia della batteria durante il viaggio.
Un impianto trascurato può generare cattivi odori a causa della proliferazione di funghi e batteri sull'evaporatore, favoriti dall'umidità e dai residui di polvere (o tabacco).
La manutenzione fondamentale consiste nel sostituire il filtro abitacolo (antipolline) ogni 15.000 - 20.000 km (o una volta all'anno) ed effettuare un'igienizzazione dei condotti se si avvertono odori sgradevoli.
E il gas refrigerante? Contrariamente a quanto si crede, l'impianto di climatizzazione è un circuito sigillato. Il gas non si "consuma" con il tempo o con i chilometri. Sostituire o rabboccare il gas programmaticamente ogni 3 anni è una spesa inutile e un danno ambientale: la ricarica va effettuata esclusivamente *sesi verifica una reale perdita nel circuito e l'impianto smette di produrre aria fredda.









