Il sistema Start&Stop, chiamato anche Stop&Start, spegne automaticamente il motore quando l'auto si ferma e lo riavvia quando il conducente è pronto a ripartire. L'obiettivo è evitare di consumare carburante durante le soste nelle quali il motore, pur non fornendo potenza alle ruote, rimarrebbe acceso al minimo.
Il funzionamento è gestito dall'elettronica dell'auto, che tiene conto di diversi parametri prima di decidere se arrestare il motore. Tra questi possono rientrare lo stato di carica della batteria, la temperatura del motore, la richiesta del climatizzatore, le condizioni di marcia e, a seconda dell'auto, la posizione dei pedali e del cambio.
Non è quindi corretto pensare che il motore si spenga ogni volta che l'auto si ferma. Il sistema interviene soltanto quando sono rispettate le condizioni previste dal costruttore. Le logiche possono inoltre cambiare sensibilmente da un modello all'altro.
In una vettura con cambio manuale, il motore può essere arrestato quando l'auto è ferma e vengono rispettate le condizioni previste dal sistema; il riavvio avviene normalmente quando il conducente aziona la frizione o prepara la ripartenza.
Con un cambio automatico, invece, una delle situazioni più comuni è lo spegnimento quando il veicolo è fermo e il conducente mantiene premuto il pedale del freno. Il motore torna in funzione quando viene richiesta la ripartenza.
Il comportamento preciso dipende però dal modello. Il sistema può, per esempio, evitare lo spegnimento quando la batteria non dispone di sufficiente energia o quando il motore non ha raggiunto la temperatura necessaria. Anche il funzionamento del climatizzatore e altri dispositivi elettrici possono influire sulla decisione.

Lo Start&Stop sottopone la batteria a un lavoro più intenso rispetto a quello richiesto a una normale batteria di avviamento. Durante un viaggio il motore può infatti essere riavviato numerose volte e, durante le fasi di spegnimento, la batteria deve continuare ad alimentare diversi dispositivi dell'auto.
Per questo le vetture dotate di Start&Stop utilizzano batterie progettate specificamente per questo impiego. Le più diffuse sono le EFB (Enhanced Flooded Battery) e le AGM (Absorbent Glass Mat). Le prime sono utilizzate anche nei sistemi più semplici, mentre le AGM sono adatte alle applicazioni con richieste energetiche maggiori e ai sistemi che prevedono il recupero dell'energia in frenata.
Questo è anche il motivo per cui, quando arriva il momento di sostituire la batteria, non è opportuno scegliere semplicemente una batteria tradizionale dello stesso formato: bisogna utilizzare una tecnologia compatibile con quella prevista per l'auto.
Uno dei dubbi più frequenti riguarda il possibile aumento dell'usura del motorino d'avviamento. In effetti, un sistema Start&Stop richiede un numero di avviamenti molto superiore rispetto a un'auto che viene accesa soltanto all'inizio e alla fine del viaggio.
Per questo, però, i componenti utilizzati nei sistemi Start&Stop sono progettati proprio per questo tipo di utilizzo. A seconda dell'architettura, l'auto può utilizzare un motorino d'avviamento rinforzato oppure uno starter-alternatore, che integra le funzioni di avviamento e generazione elettrica. Nei sistemi più recenti possono essere impiegati anche motori elettrici integrati nel cambio.
Il maggior numero di cicli, quindi, non significa automaticamente che il componente sia destinato a durare meno: il sistema è progettato tenendo conto proprio dell'aumento degli avviamenti.

È una delle domande più frequenti, ma non c'è una ragione per considerare lo Start&Stop, di per sé, una causa di danneggiamento del motore.
L'avviamento è effettivamente una fase particolare per la lubrificazione, perché l'albero motore passa da fermo alla rotazione e il regime necessario a instaurare una completa lubrificazione idrodinamica viene raggiunto soltanto dopo l'avvio.
Tuttavia, i motori destinati a essere utilizzati con lo Start&Stop sono progettati e sviluppati tenendo conto dei numerosi cicli di arresto e riavvio. Anche oli, sistemi di lubrificazione, cuscinetti e componenti dell'avviamento sono scelti in funzione delle specifiche del motore e del suo impiego.
Un discorso analogo vale per i motori sovralimentati, nei quali il turbo raggiunge temperature e regimi di rotazione molto elevati. In passato era buona norma lasciare il motore al minimo per qualche minuto dopo una guida particolarmente impegnativa, così da permettere al turbo di smaltire parte del calore e continuare a essere lubrificato.
Lo Start&Stop, però, non dovrebbe intervenire indiscriminatamente in queste condizioni. La gestione elettronica del sistema tiene conto di diversi parametri del motore e può impedire lo spegnimento quando le condizioni di temperatura o di funzionamento non lo consentono. Come avviene dopo una lunga percorrenza ad alta velocità e successivo arresto della vettura: in questa situazione di norma la centralina non attiva lo Start&Stop ma tiene acceso il motore per preservare il turbo
È quindi più corretto dire che lo Start&Stop aumenta il numero di cicli di avviamento rispetto a un'auto senza questo sistema, ma non che necessariamente “rovina” il motore o il turbocompressore.

Il vantaggio dello Start&Stop deriva dal fatto che, quando il motore è spento, non viene consumato carburante per mantenere il regime minimo.
Il beneficio è quindi maggiore quando l'auto trascorre molto tempo ferma, per esempio nel traffico urbano o ai semafori, mentre diventa trascurabile durante la marcia scorrevole. Uno studio del Department of Energy statunitense ha rilevato che il vantaggio può variare sensibilmente in funzione delle condizioni di guida; in alcune prove su percorsi urbani sono stati misurati miglioramenti dei consumi fino al 15%.
Non esiste quindi una percentuale di risparmio valida per tutte le automobili e per tutti gli automobilisti.
Il sistema non deve necessariamente spegnere il motore a ogni arresto. La centralina può decidere di mantenerlo acceso quando, per esempio, la batteria non ha sufficiente stato di carica, il motore non ha ancora raggiunto la temperatura prevista o il funzionamento del climatizzatore richiede che il propulsore continui a funzionare.
Il comportamento varia in funzione del modello e delle condizioni ambientali. In altre parole, se ci si ferma a un semaforo e il motore rimane acceso, non significa necessariamente che ci sia un guasto: può essere semplicemente una decisione presa dal sistema di gestione dell'auto.

Su molte automobili il conducente può disattivare la funzione attraverso un apposito comando (foto qui sopra), ma al riavvio il sistema si riattiva per rendere l'auto di nuovo conforme agli standard con cui è stata omologata.
Un'ultima distinzione è importante. Il normale Start&Stop non deve essere confuso con il funzionamento di un'auto full hybrid o plug-in hybrid.
In un sistema Start&Stop tradizionale il motore termico viene spento durante le soste e riavviato quando serve. In un'ibrida, invece, il motore elettrico può assumere un ruolo molto più ampio: può contribuire alla partenza, alla marcia a bassa velocità e, a seconda dell'architettura, permettere al motore termico di spegnersi anche durante la marcia.
Il continuo avvio e arresto del motore che si osserva su una full hybrid è quindi parte integrante della strategia di gestione del sistema ibrido e non coincide semplicemente con il normale Start&Stop delle auto con motore termico.






