Se il 1.2 del gruppo Stellantis (il Puretech) è stato interessato da problemi di durata della cinghia di distribuzione a bagno d’olio (qui i dettagli), con la terza serie si è aperto un altro capitolo. Infatti, ben il 70% delle sue componenti è nuovo. In un incontro con i tecnici del gruppo abbiamo potuto approfondire la questione, ricostruendo anche la storia di questo tre cilindri.
Tutte le 1.2 ibride del gruppo montano il nuovo motore, che è stato adottato fin dall’inizio anche nelle versioni solo a benzina delle auto basate sulla piattaforma Smart Car: le Citroën C3 e C3 Aircross ultima serie, la Fiat Grande Panda e la Opel Frontera. Dopo che la produzione del 1.2 Puretech è terminata a fine 2025 (qui per saperne di più), il tre cilindri con la catena di distribuzione è l’unico 1.2 in listino; ma si trovano ancora molti esemplari in pronta consegna col precedente propulsore.

Con l’aiuto dell’ingegner Maria Grazia Lisbona (responsabile per il sud Europa dei sistemi di propulsione del gruppo Stellantis e “madre” dell’apprezzato 1.3 Multijet a gasolio) abbiamo potuto ripercorrere la storia del cosiddetto 1.2 “Gen3”. L’idea è nata in PSA (Peugeot-Citroën) prima della fusione con FCA in Stellantis nel 2021, ma non si tratta di un “progetto francese”: le soluzioni adottate (iniezione diretta, turbo a geometria variabile al posto di quella fissa, ciclo Miller anziché Otto e fasatura variabile su scarico e aspirazione) sono state definite tenendo conto delle esperienze maturate nei tre centri di sviluppo dei motori che il gruppo Stellantis ha in Europa (in Francia, in Italia e Germania).

Del precedente tre cilindri sono state conservate le misure principali (la corsa e il diametro dei pistoni, e quindi cilindrata, e l’interasse fra i cilindri) perché i macchinari negli stabilimenti da cui escono i basamenti erano già pronti per lavorare su queste quote. Del precedente 1.2 sono sono stati “riutilizzati” solo il contralbero di equilibratura, gli accessori e poco altro: le parti fondamentali, come il basamento, la testa e i pistoni sono specifici.
Essendo un motore nuovo, il 1.2 è passato attraverso oltre 30.000 ore di test al banco e ha percorso su strada circa 3 milioni di chilometri (anche in condizioni estreme). Questo non ha impedito che il nuovo motore fosse già stato interessato da alcuni richiami: per un errato montaggio dei sistemi di fasatura e per alcune linee del carburante che rischiano di causare incendi. La catena si è finora dimostrata esente da problemi: il richiamo che prevede la sostituzione con un componente più robusto (spesso 8 mm anziché 7 mm) riguarda infatti il 1.5 a gasolio (nato nel gruppo PSA), e non il tricilindrico a benzina.
























































