


SEMBRA CONVENIENTE MA ALLA FINE È UN PACCO - È tempo di pacchi regalo natalizi, ma per le auto la “stagione dei pacchi” dura tutto l’anno. In teoria, si tratta di offerte a beneficio di chi acquista, un po’ come nei supermercati: compri tre, paghi due. Ma molte Case non resistono alla tentazione di offrire optional importanti soltanto in abbinamento con altri, formando quindi un“pacchetto” che fa salire il conto finale di una bella cifretta.
Un esempio? Chi vuole la Jeep Wrangler Sport (che costa 28.620 euro) con il climatizzatore, è obbligato a prendere il pacchetto Sport Plus (1.480 euro) che comprende anche i fendinebbia, il cruise control e il volante in pelle: in assoluto il prezzo è buono, ma il cliente voleva solo un po’ di... aria fresca.
A VOLTE SI DEVE PRENDERE O LASCIARE - La Fiat Panda dovrebbe essere un’auto alla portata di tutti, ma provate un po’ ad acquistarla con in tasca i soldi contati: vedrete quanto è difficile trovare la versione che vi soddisfa. Se vi fermate al “piccolo” motore 1.1 non potrete avere la cintura di sicurezza regolabile in altezza né il telecomando per aprire le porte. Per non parlare degli airbag laterali, dell’ESP e del cambio robotizzato senza frizione: il privilegio di avere questi equipaggiamenti (pagandoli a parte, s’intende) è concesso soltanto a chi sceglie una versione con motore da 1.2 in su.
VUOI NASCONDERE I BAGAGLI? E ALLORA PAGA - Quando la Volvo C30 fu presentata, un anno fa, molti criticarono il fatto che una copertura del bagagliaio fosse a pagamento: per un’auto che arriva a superare i 30.000 euro, un esborso di altri 100 per un telo fu giudicata una caduta di stile. Giusto.
Ma c’è di peggio: per trovare il telo copribagagli di serie per la Mercedes Classe M bisogna arrivare alle versioni AMG (motore di 6208 di cilindrata, prezzi da oltre 100.000 euro), altrimenti la Casa della Stella chiede un obolo di 144 euro. Il vizietto ce l’ha anche la lussuosa Classe R, che per la versione base (quasi 50.000 euro) pretende 147 euro per il tendalino avvolgibile.
LE BRUTTE SORPRESE DEL “BEL GIOCATTOLONE” - Chi vuole il differenziale autobloccante sulla Mini Cooper S Cabrio deve rinunciare al parabrezza riscaldabile, al sensore di pioggia e al retrovisore interno antiabbagliante. Strano. E per la One (la Mini meno costosa) la connessione per l’iPod (foto qui sotto), ormai utilizzato da quasi tutti i giovani, è carissima.


VIAGGIARE SICURI SVUOTA IL PORTAFOGLI - Chi vuole più lusso e comfort è giusto che paghi di più. Per alcune Case, però, anche la maggiore sicurezza è “roba da ricchi”. Un esempio? Nella nuova Peugeot 308 (a destra), l’airbag per le ginocchia del guidatore è di serie solo per le più accessoriate versioni Tecno e Féline, che sono anche le sole a poter disporre, a pagamento, degli airbag laterali per i sedili posteriori: le più abbordabili versioni Comfort e Premium non li possono avere neppure a richiesta.
L’Audi A3 Sportback (a destra) li prevede democraticamente per tutte le versioni (a 390 euro), ma obbliga a prendere anche il poggiabraccia centrale posteriore con portabevande e la sacca portasci (altri 260 euro): fra l’altro, questi ultimi due accessori sono l’unico modo per collegare abitacolo e bagagliaio (in modo da trasportare oggetti lunghi, tipo gli sci) senza abbattere gli schienali.
PICCOLA O GRANDE, LA MUSICA “STONATA” È SEMPRE LA STESSA - Per la Nissan Micra, il controllo elettronico di stabilità si può avere soltanto sulle versioni Jive e Acenta, all’interno del pacchetto “Safety” (750 euro), o nel pacchetto“Active Luxury” (1.250 euro) riservato alle omonime versioni a benzina e alla 1.4 Acenta automatica.
Persino chi obietta che, in fin dei conti, la Micra è un’auto economica troverà difficile giustificare i listini della 159: il controllo di stabilità, per le versioni base della berlina (e wagon) AlfaRomeo, si paga 700 euro. Stesso discorso per la Kia Carens: le versioni base si chiamano Family, ma l’ESP resta a pagamento (600 euro). E la Suzuki chiede 1.250 euro per montare il dispositivo sulla versione 1.6 della GrandVitara (foto qui sotto), concedendolo di serie solo per la lussuosa Executive.


QUEI SENSORI NON SONO UN LUSSO - Il paraurti è vecchio quasi quanto l’automobile, ma rimane la parte che nelle manovre entra per prima in contatto con gli ostacoli. Di qui la diffusione dei sensori di parcheggio: avvisano con un suono quando lo spazio tra vettura e ostacolo è minimo. I sensori costano, ma evitano esborsi più pesanti dal carrozziere, soprattutto quando i paraurti sono verniciati. Le Case lo sanno, e molte non resistono alla tentazione di renderli disponibili soltanto in un “pacchetto”, oppure per le versioni più care.
I FURBETTI DEL “PACCHETTINO” - Prendiamo, ad esempio, la Nissan Qashqai (a destra), una “quasi Suv” di successo: i sensori di parcheggio posteriori si possonoavere, a richiesta, soltanto per le versioni Acenta (che già costano 2.600 euro in piùdelle Visia con uguale motore) e oltretutto all’interno del pacchetto “Comfort” (altri 1.000 euro), che comprende anche il caricatoreper sei cd e il cruise control.
DAL TETTO APRIBILE VOLA VIA UN MARE DI SOLDI - Anche il cliente della Lexus IS 220d (a destra), forse, gradisce il tetto apribile. Esaminando i listini, però, scoprirà che la Casa lo vende soltanto per le versioni Luxury e Sport, le quali costano oltre 5.000 euro in più rispetto alla base; e che il privilegio di ordinarlo (pagandolo 1.000 euro) è riservato solo a chi opta per il pacchetto “Multimedia”, che per altri 4.000 euro aggiunge: impianto audio Mark Levinson, navigatore, telecamera posteriore e sistema Bluetooth. Anche in questo caso, è un “pacchetto” o un “pacco”?


