Auto elettriche: perché la potenza reale è diversa da quella scritta sul libretto

Motori
Pubblicato 17 maggio 2026

Qual è la potenza vera delle auto elettriche? Quella dichiarata dai costruttori è il valore di picco, ma sul libretto troviamo un numero inferiore. Vediamo perché.

tesla model y sgomma

DRAGSTER O MICETTI?

I dati di alcune auto elettriche sono mirabolanti: potenze che superano agevolmente i 500 CV e coppie mostruose definiscono infatti prestazioni top, anche se a volte appannate da pesi importanti. Questa sinfonia di CV e Nm diventa però improvvisamente afona guardando i dati ufficiali che riportano due livelli di potenza: alla roboante potenza massima se ne contrappone infatti una ben più modesta “potenza omologata”, una semplice parolina che sembra spegnere i sogni di gloria. Il suo valore è infatti così ridotto da rendere eventualmente guidabili dai neopatentati, per esempio, la Porsche Taycan Turbo S e la nuovissima Abarth 500e. Eppure queste vetture, ognuna nel suo segmento, garantiscono carattere e prestazioni da vere sportive: dove sta l’inghippo?

POTENTE MA CON IL FIATONE

Il nocciolo della questione è proprio nella potenza omologata, che fa riferimento alla normativa UN/ECE R-85 che disciplina i principi per l'omologazione dei motori a combustione interna e di quelli elettrici destinati agli autoveicoli (dotati di almeno 4 ruote) di classe M e N, con i primi destinati al trasporto di persone e i secondi adibiti al trasporto merci e di massa massima non superiore a 3,5 tonnellate.

Questa normativa prescrive che la potenza omologabile dei motori elettrici sia quella media misurata nell’arco di 30 minuti con “acceleratore a fondo”. All’inizio del test il motore eroga tutta la potenza della quale è capace, ma andando avanti l’elettronica di controllo limita l’erogazione in modo che la temperatura interna non oltrepassi mai valori di circa 180 gradi centigradi, i massimi sopportabili dallo smalto isolante che ricopre i filo di rame degli avvolgimenti.

GRANDI DISCREPANZE

Queste limitazioni spiegano la grande discrepanza fra i kW omologati e quelli massimi: la Taycan Turbo S dichiara infatti rispettivamente 142 kW/193 CV e 560kW/761 CV. La differenza può essere forte, ed è importante perché sulla potenza continua (l’unica presente nella carta di circolazione) si paga il bollo e si calcola la possibilità di guida per i neopatentati.

potenza 500

Per dire, la Fiat 500 elettrica ha 118 CV (o 87 kW) di picco e 58 CV (43 kW) continui (foto qui sopra). Nella guida, quello che conta è la potenza massima: difficilmente, anche nei sorpassi, si chiede tutto per più di qualche secondo.

PARADOSSI PER NEOPATENTATI

Con la recente riforma del Codice della Strada, il quadro delle limitazioni per chi ha appena conseguito la patente B è profondamente cambiato. La durata dei divieti è stata estesa a tre anni (rispetto al singolo anno previsto in passato), ma le soglie di potenza sono state rialzate per consentire ai giovani di guidare auto di medie dimensioni, spesso già presenti nel garage di famiglia.

Attualmente, per i primi tre anni dal conseguimento della patente, non è consentito guidare autovetture (categoria M1) che superino un rapporto potenza/tara di 75 kW/tonnellata e, al tempo stesso, una potenza massima assoluta di 105 kW (circa 143 CV). Questo duplice sbarramento si applica in modo uniforme a motori termici, elettrici e ibridi plug-in.

Ma come si ricollega tutto questo alla discrepanza di potenza delle auto "alla spina" di cui abbiamo parlato? Qui si crea un paradosso tutto tecnologico. Poiché per la legge fa sempre fede la potenza omologata sui 30 minuti (quella scritta alla voce P.2 della carta di circolazione) e non quella massima di picco pubblicizzata, moltissime vetture elettriche dalle prestazioni decisamente vivaci rientrano legalmente nei parametri.

Se da un lato il nuovo tetto dei 105 kW a libretto esclude supercar estreme come la Porsche Taycan Turbo S (che dichiara comunque 142 kW continui), dall'altro dà il via libera a modelli insospettabili. Auto con potenze reali di picco superiori ai 200 CV, come la Tesla Model 3 RWD, la Volkswagen ID.3 o la BMW i4 eDrive40, certificano potenze omologate a libretto inferiori ai 105 kW (spesso comprese tra 70 e 100 kW). Complice il peso generoso del pacco batterie, che abbatte il rapporto kW/tara ben al di sotto della soglia dei 75 kW/t, questi modelli caratterizzati da uno scatto bruciante possono essere guidati dai neopatentati fin dal primo giorno, nel pieno rispetto della legge.



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Ritratto di Andre_a2
18 maggio 2026 - 10:39
La colpa ovviamente era mia, il costo (e, ribadisco, la diffusione e i regolamenti) delle piste creano solo un rapporto causa-effetto. Inoltre, non ho commesso reati, ma illeciti amministrativi, quindi il delinquente sei tu perché diffami (si scherza eh!)
Ritratto di Trattoretto
18 maggio 2026 - 09:03
C'è l'altro lato della medaglia, meno bollo da pagare (dove si paga), che per una elettrica da città è solo un vantaggio.
Ritratto di Jessipaul
18 maggio 2026 - 12:20
Ma quanti vanno regolarmente in pista???? Su via …. Non parliamo col c… rapporto Cavalli/costo mantenimento ( per ora non c’è di meglio!!!!!!
Ritratto di pierfra.delsignore
19 maggio 2026 - 10:03
4
Di giri ne fai anche di più in pista, sono pensate per uno stint circa 20 minuti pieni, guarda che la stessa cosa succedeva con molte turbo anni '80 o anche dopo con alcune BMW e Porsche termiche
Ritratto di AZ
17 maggio 2026 - 19:35
Ovvietà e bene così.
Ritratto di giocchan
17 maggio 2026 - 19:38
La soluzione sarà cambiare la norma per l'omologazione. Bisognerà passare da 30 minuti a un tempo inferiore... che so, 10 minuti, anche 5.
Ritratto di ilariovs
17 maggio 2026 - 19:39
" La differenza può essere forte, ed è importante perché sulla potenza continua (l’unica presente nella carta di circolazione) si paga il bollo " ... SPERIAMO che questo articolo basti a riportare sotto controllo l'entusiasmo dei tifosi del bollo e del superbollo. L'unica potenza che esiste è quella a libretto, per cui se anche domani si pagasse il bollo le elettriche pagherebbero comunque poca roba. Con buona pace di quelli che vorrebbero risanare il debito pubblico italiano col bollo delle 400.000 BEV circolanti.
Ritratto di forfElt
17 maggio 2026 - 19:53
:) Invero basterebbe "semplicemente" far pagare tipo 5 volte tanto il CV elettrico e tutto si riappianerebbe ("non è che ci vuole la scienza", come si suol dire). Figurati che attualmente persino lo stesso CV ottenuto da stessa tecnologia motoristica lo si riesce a classificare e paga diversamente (in base alla classe Euro [e pure alla regione]). Figurati invece ad applicare quanto esposto a inizio messaggio...
Ritratto di ilariovs
17 maggio 2026 - 20:12
Le differenze sul bollo in base alla classe di emissioni esiste perchè ci sono auto che inquinano di più ed altre di meno. Quindi al massimo è esattamente il contrario, le elettriche dovrebbero comunque pagare meno delle termiche visto che sono più silenziose e molto meno inquinanti. Il contrario non varebbe senso per non dire che sarebbe difficilemnte giustificabile alla prova delle leggi vigenti.
Ritratto di forfElt
17 maggio 2026 - 20:23
Non c'entra niente col tuo primo messaggio; te ne stai andando verso tutt'altri lidi*. "Presumevi" che siccome quella è la potenza "a libretto" allora sarebbe IMPOSSIBILE per te (inteso non te tu, ma bevvista in generale) pagare un domani tanto. Invero, senza alcuna poi alcuna strabiliante rivelazione matematica, ho fatto notare che invece sarebbe fattibilissimo eccome. --- *Poi in merito a previsionare cosa sarà = là sono perfettamente d'accordo con te: piuttosto (mo' che saranno sempre più quelli che entreranno in zona over 5 (years) ) il bollo da CV elettrico sarà magari calmierato anziché fatto salire; quello non ci piove. Anzi non mi meraviglierebbe tipo = più CV ha l'auto e meno ti costa per singolo CV (una specie di promo 3x2). Oh, l'importante è che però "SOLO" mezz'ora di boost, eh... :)))

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